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«Mi piace come scrivi»

 

 

Tante volte, nella vita, amici, parenti o conoscenti che sapevano quanto amassi scrivere, mi dicevano:
«Beato te che hai questo dono, è bello sapere scrivere
La mia risposta, a tutti coloro dai quali sentivo tale affermazione era sempre la stessa, a metà tra realtà e sarcasmo:
«Il difficile non è scrivere, ma trovare qualcuno che voglia leggere quello che scrivi».
Per qualche misterioso motivo, la maggior parte delle persone non sopporta leggere su uno schermo, e per apprezzare o criticare uno scritto ha bisogno di sentire il libro tra le mani.
Akkuaria per me è stata, prima di tutto, proprio questo; avere la possibilità di vedere stampati i miei lavori, non perché io mi sentissi in cerca di fama o di gloria, ma perché avevo voglia di sentirmi dire: «Hai un modo di scrivere che fa schifo» oppure «Mi piace come scrivi».
Ammetto di avere guardato con diffidenza la prima mail di questa associazione che mi proponeva un contratto editoriale, a causa di svariate proposte giuntemi da diverse pseudo-associazioni che mi proponevamo di trasferire su carta i miei lavori previo pagamento di un “piccolo contributo” (equivalente a parecchi mesi di uno stipendio medio) o all’acquisto di una quantità di libri superiore alle persone che potrei conoscere in tutta la vita!

Scoprire che Akkuaria, oltre che un’associazione seria, era un vero e proprio gruppo di amici che condividono la stessa passione, è stato davvero piacevole. Ho avuto modo di conoscere personalmente molti degli autori e la presidentessa, il 28 novembre del 2007, durante un incontro alla libreria Archivi del novecento a Milano. Sono subito stato conquistato dal clima amichevole instauratosi tra tutte le persone convenute in quel luogo, al punto che solo dopo qualche giorno ho realizzato che parecchi di loro si erano incontrati, fisicamente, per la prima volta.

Ricordo ancora con terrore il momento in cui Vera Ambra mi ha, inaspettatamente, messo in mano un microfono perché parlassi del mio libro: speravo si aprisse una botola nel pavimento che mi risucchiasse lontano dalla platea che avevo di fronte, tuttora non ho la più pallida idea di quali parole siano uscite dalla mia bocca nei secondi successivi!

A parte quel comprensibile attimo d’imbarazzo è stato come trovarsi in una specie di “gita con amici”. Qualche tempo dopo Akkuaria mi ha regalato una delle più belle soddisfazioni della mia vita: grazie al concorso letterario dedicato a Fortunato Pasqualino, magistralmente organizzato dalla vulcanica presidentessa Vera Ambra, ho vissuto, a Butera, un giorno da protagonista come vincitore, con il racconto Gabriel e il mostro” del suddetto concorso, qualcosa di indimenticabile, come tutta quella giornata in compagnia di persone piacevoli e amichevoli.

Ora anche Facebook è venuto a darci una mano, ogni volta che ho bisogno di un consiglio o solo di scambiare quattro chiacchiere su argomenti di comune interesse, non ho che da cliccare sul nome di uno dei tanti “akkuariadipendenti” come me e iniziare a scrivere…

 

Vittorio Frau
 

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