Una Giornata con Akkuaria
Ero molto indeciso se recarmi a Cirié (To) per due motivi; il primo
perché a Bologna da due giorni nevicava, ma soprattutto perché certo
di non trovarmi a mio agio ad una manifestazione letteraria,
pensando di incontrare intellettuali un po’ snob e magari vecchi,
canuti e pensosi e avere poi il piacere e la fortuna di ritrovarmi
immerso in un ambiente molto gradevole, disincantato e gaio tra
persone simpatiche e umanamente interessate ed impegnate.
Per poi scoprire, con grande piacere, che proprio io quello ritenuto
dagli amici un poco strambo per quella mania di scrivere racconti,
mi trovavo a mio agio in un tale ambiente e addirittura ricevere un
ambito primo premio per uno degli ultimi racconti prodotti da questa
passionaccia.
Il racconto “La locanda della Gatta Nera” è, infatti, risultato
primo classificato nella Sezione Narrativa del Premio Nazionale di
Letteratura Contemporanea “I veli della Luna”..
La giornata è iniziata prima dell’alba perché per arrivare in quel
paesino in provincia di Torino non è così semplice, corsa alla
stazione per incontrarmi con il mio caro amico Osvaldo che sta
sfrigolando nell’attesa nell’atrio della Stazione, bar chiusi,
edicola chiusa, ma chi c’è la fatta fare di affrontare questa
pazzia?
Arriviamo a Ciriè poco prima di mezzogiorno.
Vera Ambra, già il nome è bellissimo ed accattivante, circondata da
giovani talenti che sembrava allevare come una chioccia i pulcini,
impegnatissima a scoprire e lanciare di nuovi, lei stessa artista
polivalente, giornalista, editrice…leggeva e presentava opere e
autori con calore e partecipazione assolutamente coinvolgenti. Alla
fine non potevo che essere coinvolto, e poi tutti gli altri
disponibili al contatto umano e appassionati del loro lavoro o del
loro hobby.
Lorena insegnante e lei stessa ballerina di flamenco, Marzia
insegnante e ballerina di danze indiane, Andrea, lo scopritore dei
“Gommoidi” gli esseri dal cuore di gomma, infine ricordo una
insegnante che si chiama Agata, non ricordo in questo momento altro
di lei, ma la ricordo perché ha lo stesso nome di una mia sorella
che non c’è più.
E poi le foto quante ne ho scattate.
Ero partito un po’ dubbioso sulla riuscita di una giornata che
sarebbe stata indubbiamente faticosa e un poco noiosa, alla sera la
partenza è stata invece veramente un po’ triste e vissuta come un
pesante distacco da amici che ci sembravano di conoscere da sempre e
con cui eravamo stati veramente bene avevamo vissuto una piacevole
giornata.
Umberto Romano
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