| PARTE QUARTA ALLA RICERCA DI UNA SPIEGAZIONE
CAPITOLO SECONDOVALORE EPISTEMOLOGICO DEI MIRACOLIQuello che deve essere stato determinante per la fede profonda dei discepoli di Gesù è non solo la "dottrina", la "sapienza", l'"eloquenza" di un uomo "illetterato", che non aveva cioè frequentato le scuole specializzate1, ma soprattutto il fenomeno delle guarigioni e i fatti eccezionali come la trasfigurazione, la resurrezione dei morti, il cambiamento dell'acqua in vino, il cammino sulle acque e infine la sua stessa resurrezione. "La fede, l'entusiasmo, la costanza della prima generazione cristiana non sono spiegabili che supponendo alle origini dell'intero moto un uomo di proporzioni colossali"2, osserva giustamente Renan.
Indubbiamente un fenomeno "miracoloso" alle radici del Cristianesimo come in tutta la storia ebraica è ineliminabile. La difficoltà di darne una spiegazione diversa da quella data da Gesù stesso e dai suoi discepoli - è il Padre che opera in lui - ha fatto nascere due teorie assurde, intestardite nel negare una delle cose più innegabili, cioè che alle origini del cristianesimo deve esserci stato un evento propulsore proporzionato all'incoercibilità del movimento. Le due teorie sono conosciute con la denominazione "teoria mitologica" e "teoria razionalistica": tutt'e due danno molto peso alla forza dell'ignoranza, della superstizione e della fabulazione. Ma il fatto niracoloso non può essere eliminato perché in un ambiente culturale come quello ebraico imbevuto di profetismo biblico, solo fatti miracolosi uniti alle idee dirompenti di un umanesimo di liberazione da antiche oppressioni e schiavitù potevano scatenare l'indomabile speranza nella secolare attesa messianica trasformandola in una fede incrollabile. Certo nella vicenda dialettica che il movimento ha dovuto affrontare ci deve essere stata qualche alterazione nella qualità e nella quantità secondo il processo fabulatorio ma l'elemento straordinario del miracoloso non può essere eliminato senza cadere nell'ammissione di un miracolo più vistoso, come aveva ben capito ed espresso Dante:
"Se il mondo si rivolse al Cristianesimodiss'io - senza miracoli, quest'unoè tal che altri non sono il centesimo:chè tu intrasti povero e digiunoin campo a seminar la buona pianta
Quello che invece è discutibile è il valore dei miracoli. I miracoli non si possono negare: fatti straordinari, che suscitano meraviglia, sono narrati in tutte le storie dei popoli. Nelle memorie dell'ebraismo estrabiblico si ricorda il taumaturgo Rabbi Hamina ben Dosa del I secolo: tra le sue guarigioni si parla di quella del figlio di Gamaliele.4Nella storia greca sono noti i santuari di Apollo a Delfi, di Diana a Efeso e di Esculapio a Epidauro: erano centri di suppliche di ammalati e vi sono stati ritrovati molti "ex-voto" per grazia ricevuta. Apollonio di Tiana, vissuto fino all'anno 97 d.C., fondatore del neo pitagorismo, per la sua saggezza e per le sue guarigioni dai suoi discepoli nel III secolo fu contrapposto a Gesù per opera di Flavio Lilostrato e di Jerocle: gli furono dedicati molti templi come a un dio, uno a Efeso dove morì, per iniziativa dell'imperatore Caracalla5. Celebre il "Libro dei prodigi" di Giulio Ossequente, vissuto verso la fine del IV secolo d.C.: vi sono raccolti i fatti insoliti narrati dagli scrittori latini in tutta la storia romana.6
Sono "miracoli", cioè suscitano "meraviglia", appunto perché rompono la "regolarità" presunta delle cose che accadono intorno a noi e perché noi abbiamo bisogno che le cose non cambino troppo bruscamente, se no restiamo disorientati. Ma che le cose non abbiano tale regolarità lo abbiamo constatato parlando dell'induzione. La rottura della "regolarità", dovuta ad accumulo di forze da noi non raggiunte con i nostri mezzi conoscitivi ordinari, ci sbalordisce e ha indotto l'umanità ad assumere due atteggiamenti opposti: uno è quello che, facendo il salto metafisico, crede che tali fatti siano dovuti a "spiriti" o "intelligenze" che stanno al di là del mondo in cui noi ci muoviamo; l'altro è quello di chi, non avendo esperimentato fenomeni di tale genere, nega "fede" all'informazione di chi ha avuto tali esperienze, ritenendo "visionari" "allucinati" o "impostori" chi li racconta, e addirittura - come gli scienziati meccanicisti e positivisti che "credevano" appunto nella "regolarità" della natura - negano la stessa possbilità dei fatti miracolosi. Ora il nostro metodo di "realismo critico" ci porta a riconoscere l'esistenza della irregolarità e l'esistenza di tali fatti "miracolosi". Ciò che deve premerci è la ricerca di una spiegazione per una comprensione più vasta e più precisa della realtà. Prima di riporre la spiegazione in un'intelligenza antropomorfica e magica che opera al di là del mondo in cui esperimentiamo i fatti "meravigliosi", bisogna sforzarci di cercarla "dentro" tale mondo.
Tutta la Bibbia, Nuovo e Vecchio Testarnento, non può essere capita senza riconoscere l'oggettività del fenomeno miracoloso.Tuttavia la comprensione non sarà adeguata, cioè filosofica, se non attraverso un'indagine comparata sul fenomeno miracoloso nelle varie culture umane. La concezione che i mali fossero dovuti a un influsso di qualche spirito maligno era comune al popolo ebreo e agli altri popoli.
"La medicina greca inizialmente differì molto poco da quella di altri popoli primitivi, perché consisteva in una pura interpretazione religiosa della malattia e della cura. Come il chirurgo egizio Imhotep divenne un dio, così avvenne per il medico greco Esculapio. Nel sesto secolo avanti Cristo vi furono umerosi templi dedicati alla sua adorazione, e un complesso culto associato al suo nome. Storpi, zoppi e ciechi vi andavano per curarsi come si va a un esercizio spirituale. La regola era che il supplicante (perché egli era ritenuto tale, più che un paziente) si sottoponesse a una purificazione religiosa, implorasse aiuto con ardore e finalmente dormisse nel tempio. Se i riti preliminari avessero avuto successo il supplicante riceveva in sonno una cura dal dio, quindi o si risvegliava guarito oppure col ricordo di certe procedure da intraprendere per curarsi. I templi di Esculapio furono sempre ben forniti di offerte di immagini di arti e di altri organi che il dio aveva guarito e anche di lapidi votive a ricordo di queste guarigioni. Una di queste dà un illuminante scorcio sulle pratiche del tempo. Dopo il nome del supplicante viene la frase "il dio lo curò dalla sua cecità, ma quando egli si rifiutò di pagare i sacerdoti del tempio, il dio lo colpì di nuovo con la cecità. Egli ritornò a dormire nel tempio, pagò la sua offerta e fu guarito". I templi di Esculapio continuarono a fiorire per tutta l'età classica e furono la risorsa dei malati senza speranza, degli isterici e di quelli che la vera medicina non era in grado di guarire".7
Che ci fossero fatti miracolosi anche nell'ambito di altre religioni e culture è noto anche alla Bibbia dell'Antico Testamento. Tutta la polemica tra "veri" e "falsi" profeti esistente nella storia biblica è basata sulla innegabile esistenza e sul riconoscimento di tale elemento miracoloso. Differiva solo l'interpretazione: i falsi profeti - secondo l'impostazione ritenuta "ortodossa" - compivano i "miracoli" o "segni"per opera dei demoni; i profeti veri per opera del Dio vivente. È un ritornello continuo che ci fanno sentire i libri Profetici e i Salmi: il Dio di Israele è un Dio vivente, mentre gli dei delle Genti non sono che "bambocci". Se i loro profeti compiono miracoli è perché "dietro" ci sono i demoni, che sono spiriti ribelli al Dio vivente.Ecco cosa dice il Dueteronomio uno dei cinque Libri più antichi del Vecchio Testamento:"Se in mezzo a te sorge un profeta o un sognatore, il quale ti fissi un segno o un portento, e poi si avveri quel segno o quel portento, del quale ti aveva parlato con dire "andiamo appresso agli dèi che tu non conosci e serviamo ad essi", non devi ascoltare le parole di quel profeta o di quel sognatore... Quel profeta sarà messo a morte, perché ha predicato ribellione contro il Signore vostro Dio..."8.Quindi secondo la cultura ebraica un profeta autentico si riconosce dal falso profeta non per i miracoli ma dalla sua fedeltà al Dio di Israele.Solo con il libro "La Sapienza", scritto ad Alessandria sotto l'influsso dell'ellenismo e attribuito da S. Girolamo a Filone (20. a.C. - 50 d.C.), si elabora un concetto di miracolo più elevato, che la cultura cattolica ha fatto suo. Dice "La Sapienza" al capo 19, 6 rievocando il passaggio del Mar Rosso, rivolgendosi a Dio:
"Tutto il creato prendeva da capo, nel suo genere, nuove forme, ubbidendo ai tuoi particolari ordini, affinché i tuoi figli si conservassero illesi".
Qui si è voluto vedere espresso il concetto di "deroga alle leggi universali ed eterne" che Dio avrebbe posto nel creato e naturalmente solo lui può sospendere o deviare. Se fosse così, la cultura biblica e cattolica si troverebbe in un bel pasticcio:"Sapienza" contro "Deuteronomio"! Come i "falsi profeti" potrebbero compiere i loro portenti? Dio sarebbe complice di Satana!
No, il vero concetto di miracolo è relativo alla nostra limitata conoscenza della realtà: la vera essenza del miracolo sta nell'essere "insolito" e perciò suscita "meraviglia" in quanto non rientra nelle nostre conoscenze acquisite, perché i nostri mezzi e poteri conoscitivi non sono ancora riusciti a penetrare l'intimo processo degli avvenimenti. Quanti fatti una volta erano miracolosi mentre oggi non lo sono più (il fulinine, l'arcobaleno, la pioggia, il terremoto, la caduta di sassi dal cielo ecc.) e quante invenzioni scientifiche di oggi sarebbero miracolose per gli uomini di un tempo!
Limpostazione antica circola al tempo di Gesù, il quale pare viene coinvolto dai teologi del tempo e viene "inquadrato" come indemoniato" alleato di Satana: solo come tale può compiere miracoli uno che dissacra il sabato, se la fa con i peccatori e la poderaglia e non è docile ma polemizza con le "autorità". Gesù si difende dalla terribile accusa con la celebre espressione: "ogni regno in sè diviso se ne va in rovina", perché le guarigioni erano ritenute una "liberazione" dal potere del Maligno. Tuttavia mostra di dipendere chiaramente dalla limitata "scienza" del suo tempo e quindi di essere un comune mortale quando attribuisce tanti fenomeni morbosi alla possessione demoniaca. Tutta la fenomenologia evangelica dei miracoli mostra che Gesù ha la concezione biblica su tale argomento. Oltre nella circostanza accennata9 lo mostra nella parabola del giudizio finale nella quale chi si raccomanda ai suoipoteri di fare i miracoli ma non ha aiutato il prossimo nel bisogno viene allontanato, 10 e nell'episodio degli esorcisti che operano abusivamente nel nome di Gesù e che vengono giustificati perché, sembra, fanno opere in aiuto del prossimo.11 Solo lunione se due elementi, bontà e miracoli, è "segno" che il "dito" di Dio è presente in lui e perciò lui è sua manifestazione messianica.12
I discepoli di Gesù nella loro attività, secondo gli scritti del Nuovo Testamento, si esprimono e operano secondo la stessa convinzione.13 Anzi, tutto questo sembra autorizzarci a pensare che tutta la storia di Gesù, in origine di proporzioni più ridotte, sia stata ingigantita proprio dalla tesi interpretativa in chiave teologica da parse dei suoi discepoli.
Nella storia del Cristianesimo primitivo continua tale impostazione e i Padri della Chiesa non negano l'esistenza dell'elemento miracoloso anche nelle religioni pagane tuttavia lo attribuiscono al demonio "scimmia" di Dio.14 Essa continua nella teologia medievale. anzi insieme alla teoria dell'intransigenza tra la verità e l'errore iniziata da S. Agostino e sviluppata da S. Tommaso, è corresponsabile delle persecuizioni, delle torture e dei roghi contro le streghe, gli eretici e i dissenzienti.
Abbiamo detto che lo studio comparato delle religioni ha messo in risalto che l'elemento miracoloso è presente in maniera più o meno accentuata in tutte le culture umane, e fare di ogni erba un fascio e gettarlo nel rogo delle mitologie e delle superstizioni è troppo semplicistico e antiscientifico o antifilosofico, cioè contro l'amore e la ricerca della verità: e non è neppure filosofico invocare subito l'azione di una "realtà-trascendente", cioè interpretare teologicamente l'elemento miracoloso, se c'è a portata di mano un'altra spiegazione più immediata. Si pretende che la Scienza sappia tutto mentre è molto limitata:è più quello che non si sa di quello che si sa, e perciò è puerile largomentazione dei Teologi quando affermano che una guarigione è soprannaturale perché la Scienza non sa spiegarla e perché è avvenuta dopo linvocazione della Madonna o dei Santi:che le guarigioni miracolose avvengano è indiscutibile ma che si debbano per intervento di questo o quel Santo è indimostrabile!
Parlando della fede abbiamo detto che produce il misticismo, mistura di conoscenza e di amore e che quando questi due elementi raggiungono un certo livello, si possono verificare i fenomeni più impensati. Perché? Perché il misticismo si nutre di emozioni e le emozioni sono stimoli tali che influiscono in maniera molto efficace sui circuiti neuropsichici e sui meccanismi fisiologici che fanno funzionare la nostra struttura somatica. Tale influenza non è facilmente ripetibile da poter essere oggetto di studio da parte della Scienza galileiana tuttavia è scientificamente certa. Difatti alla scienza medica è nota una serie di fenomeni, scientificamente accertati di natura prodigiosa, i quali si sono verificati fuori dall'influenza dell'atmosfera detta religiosa e pertanto non è neppure lontanamente pensabile cercare una spiegazione teologica. È il caso dell'ex-clown colpito dal morbo di Parkinson, il quale si esprimeva e si muoveva con grande difficoltà e che sottoposto ad ipnosi, rivivendo la precedente vita di clown, riacquista non solo la parola e il movimento spedito ma è insensibile al dolore di una pinzetta che pizzicava le sue carni; è il caso del giovane atleta americano campione di baseball, il quale colpito dal morbo di Parkinson e obbligato a trascorrere le sue giornate immobile a letto, rivivendo l'emozione di quando giocava vittorioso le partite sportive, si alza e si mette nuovamente a correre; è il caso di quell'altro affetto dal morbo di Parkinson, il quale, costretto pure immobile a letto, durante un bombardamento aereo della seconda guerra mondiale, sotto l'enorme choc balza dal letto, afferra un bambino vicino e con esso scende fugge di corsa per le scale mettendosi in salvo; è il caso di quell'affetto da afasia, che sotto l'emozione di non ricordare il nome di una cara nipotina scoppia in pianto e col pianto ricomincia a invocare subito il suo caro nome; è il caso di quell'altro affetto da afasia, il quale non riusciva a pronunciare che qualche limitatissima parola e che invece riportato nel suo negozio di lavoro ricominciava a parlare speditamente; è il caso infine di quell'affetto di aprassia, il quale non riusciva a fare il segno della croce se non quando entrava in chiesa.15E della fine del 1984 la notizia proveniente da Londra di un "Fatto miracoloso" accaduto a un giovane di 20 anni, Jan Kirby, che cinque anni prima era diventato completamente cieco per rara malattia e che a giudizio dei medici era incurabile. Invece dopo essere stato anestetizzato, risvegliandosi constatò di avere riacquistato la vista.16
Tutti questi fatti sono dovuti alle stesse cause che producono il"fatto miracoloso" dell'incanutimento improvviso o quasi dei capelli in taluni individui sottoposti a emozioni violente. Dunque ricorrere a una pretesa sfera divina trascendente per comprendere i fatti del genere è uno dei tanti abusi del famigerato metodo metafisico. Oggi è una verità scientifica acquisita l'influenza operata dal1a "psiche", cioè dal complesso di rappresentazioni conoscitive e di stati affettivi, nelle modificazionidell'organismo. La medicina psicosomatica ha individuato negli stati di sofferenza interiore determinati da eventi -cioè dal modo di valutarli - che incidono neIl'affettività, la causa di molti malanni organici del nostro fisico, come ha individuato negli stati di serenità interiore il benessere della sua salute. Cioè è vero "mens sana in corpore sano" (mente sana in corpo sano) ma è altrettanto vero "corpus sanum in mente sana" (corpo sano in mente sana). Questo meccanismo, sotto le influenze ambientali e culturali, ha plasmato nei millenni lorganismo umano nel suo aspetto attuale. La mente col suo psichismo crea molti fenomeni "miracolosi" che in un secondo tempo, nella fase conoscitiva, usando il metodo metafisico e mistico, attribuisce a una causa "soprannaturale".
"La medicina moderna degli ultimi anni sta cercando di caratterizzare i meccanismi attraverso cui avvengono alcuni fenomeni ma la ricerca è estremamente difficile in quanto che si tratta di andare a studiare meccanismi a livello molecolare, per lo studio dei quali mancano gli stessi mezzi di indagine.Di grande interesse è su questa linea di ricerca la scoperta che il sistema immunitario e il sistema nervoso centrale sono in stretta dipendenza attraverso messaggi chimici di natura simil-ormonale. È come dire che il sistema di controllo e di difesa dell'organismo sono in stretta dipendenza col sistema pensante, con le emozioni, con la gioia e col dolore In condizioni particolari l'essere umano è in grado di controllare il dolore. Il fachiro che cammina sui carboni ardenti, l'eroe che nel suo sforzo massimale produce tanto acido lattico da farlo urlare dal dolore se non vi fosse un meccanismo di autocontrollo rappresentano la potenzialità insita in noi di affrontare e dominare il dolore... Il mondo inesplorato del nostro organismo riserva e ancor più riserverà sorprese".17
Chi ha seguito la trasmissione televisiva "Mister O" su Rai Uno del 20.6.85 ha potuto vedere con i suoi occhi due fatti eccezionali: la levitazione di uno sciamano africano piuttosto pesante ad un altezza di circa un metro alla presenza di cineoperatori e la camminata a piedi nudi della trentasettenne Larissa Vilenskaja su un cordone di carboni ardenti a 370 gradi di temperatura e lungo 4 metri alla presenza di molte persone e sotto il controllo di un medico specialistico.
I fatti incontestabili testimoniano l'enorme potenziale energetico di natura sconosciuta che è dentro di noi. Essi sono avvenuti fuori dal contesto religioso ortodosso e pertanto escludono l'interpretazione teologica. D'altra parte la spiegazione teologica per noi è già stata falsificata dalla storia insieme alla cosiddetta divinità di Gesù e non abbiamo bisogno di ricorrere alla psicologia e alla parapsicologia per dimostrarlo, ma semplicemente per poter sciogliere il groviglio di contraddizioni di cui si dibattono non solo la teoria teologica ma anche quella mitologica e quella razionalistica. Dobbiamo solo scusarci con il lettore se -facendo eccezione al nostro rigore logico nel procedimento del discorso del nostro lavoro - anticipiamo qui l'uso delle conclusioni di una scienza alla quale noi dedicheremo uno studio a parte.
Comunque l'interpretazione teologica del miracolo come "fatto eccezionale" in deroga alle leggi della natura operato direttamente dal creatore non può certamente soddisfare il filosofo, per il quale diventa ridicolo dovere inquadrare tutti i fatti "miracolosi" in un intervento diretto del creatore o del suo antagonista, quando ormai si sa che molti cosiddetti miracoli d'un tempo sono dovuti non a tali poteri antropomorfici ma a interazioni di diversi stati energetici (es. il fulmine). Un esempio fa capire meglio. Si pensi al fenomeno "miracoloso" della liquefazione del sangue di certi santi. Se ne contano parecchi: il sangue di S. Gennaro che si liquefà il primo sabato di maggio, il 19 settembre e il 16 dicembre di ogni anno; il sangue di S. Alfonso che si liquefà il 2 agosto nella chiesa della Redenzione; il sangue di S. Stefano nella basilica di S. Chiara che si fonde il 3 agosto; quello di S. Giovanni Battista che fonde il 29 agosto nella chiesa di S. Gregorio Armeno. Questi "miracoli" avvengono tutti in luoghi di Napoli e dintorni. A Roma si conserva il sangue di S. Giacomo maggiore sciolto da diversi secoli nella basilica dei Santi Apostoli; altrove si conserva il sangue fuso di S Nicola da Tolentino, di S. Lorenzo nei pressi di Frosinone. A Santa Maria di Vado (Ferrara) il 28 marzo 1171 sprizza sangue nello spezzare l'ostia tra le mani di padre Pietro da Verona con esterrefazione degli altri preti concelebranti e di tutti i fedeli presenti; nel secolo VIII a Lanciano durante la consacrazione di un monaco basiliano nella chiesa dei santi Leganziano e Domiziano l'ostia si converte in carne e il vino in sangue e a tutt'oggi si può osservare la carne fibrosa di colore bruno e il sangue in cinque grumi di colore ocra; a Firenze dal 1230 si conserva nella chiesa di S. Ambrogio il calice con alcune gocce di sangue derivate da alcune gocce di vino non asciugato bene da un certo prete Uguccione; e nel 1263 accadde il ben noto fatto dello sprizzamento del sangue tra le mani del prete Pietro da Praga durante la celebrazione della messa nella chiesa di S. Cristina di Bolsena.18
Anche la conservazione fresca di salme di persone vissute in "concetto di santità" dopo molto tempo dalla loro morte, viene nelle vite dei santi attribuita a uno speciale favore divino, ma fenomeni di questo tipo se ne verificano parecchi anche per persone molto comuni, come fu constatato nel 1732 in Serbia nei pressi di Maduegya, quando il governo inviò un plotone di soldati e tre medici a esumare tutte le salme del luogo per placare la psicosi di "vampirismo" che s'era diffusa nella popolazione: furono disseppellite 13 salme, tra le quali 3 furono trovate ben decomposte e le altre 10 con le carni ancora sode e col sangue ancora fresco, nonostante alcune fossero state inumate in epoca precedente a quelle decomposte.19
L'esistenza di fatti di questo genere, sia nel campo religioso che in quello non strettamente religioso, indica che una cosa è certa: il fenomeno miracoloso deve avere un' origine diversa da quella indicata dall'interpretazione teologica. Questa interpretazione è un residuo dell'animismo primitivo che ha visto per millenni dietro ad ogni fenomeno di movimento una "realtà" vivente di tipo antropomorfico trascendente, distinta cioè dal contesto naturale in cui avviene. Sono di questo tipo i miracoli che l'evangelista Marco riunisce nella promessa che Gesù fa ai discepoli nella sua apparizione dopo la quale viene "assunto": "Questi miracoli accompagneranno i credenti: nel nome mio cacceranno i demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti, se berranno qualche veleno mortifero non ne avranno danno, imporranno le mani agli ammalati e guariranno".20 Alla luce delle cognizioni parapsicologiche occorre reinterpretare e ridimensionare la personalità di Gesù, dei profeti e dei santi; l'elemento miracoloso che si scatena alla loro presenza indica l'esistenza di una energia latente in tutto l'universo, che si polarizza in maniera particolare nell'essere vivente e in maniera speciale nell'uomo, in certi uomini. Con questa premessa cercherò di presentare una mia ricostruzione senza la pretesa che corrisponda perfettamente alla realtà, perché fatti tanto eccezionali nessuno mai li potrà ricostruire - come abbiamo accennato - tanto più che sono giunti a noi attraverso il filtro di una mentalità di fede che comporta uno stato di eccitazione di alta intensità o, se si vuole, di un "campo psichico", che è l'equivalente dello "schema mentale" messo in rilievo da Socrate, da Bacone e Kant.
In tale tentativo consideriamo la soluzione parapsicologica come l'ipotesi più accettabile per cercare di salvare la buona fede e la sanità mentale dei protagonisti e degli scrittori biblici; qualora non fosse valida, saremmo costretti a dare un peso maggiore all'influenza della fabulazione nell'alterazione dei fatti raccontati o addirittura a dare a tutta tale letteratura la connotazione di "prodotto alterato" del misticismo religioso che nel suo slancio di amore e di fede verso i propri "idoli" trova la giustificazione per inventare fatti e aneddoti per dimostrare vere le proprie tesi teologiche, come del resto appare limpido dalla letteratura definita "apocrifa" nella quale è fin troppo evidente tale tendenza mentre nei libri definiti "canonici" è più sfumata. Del resto tutta la questione del "canone" dei libri biblici non è una questione di "tesi teologiche?"
____________________________1-Giovanni 7, 15
3-Par. XIV~106-1114-Cfr. R. Fabris - Gesù di Natzareth - Ed. Cittadella di Assisi 1983 pag. 1705-Cfr. Enciclopedia Rizzoli - Apollonio6-Cfr. Giulio Ossequente - Il libro dei prodigi - Ed. Corrado Tedeschi 1974 Firenze.7-'M.R. Hal - "Storia della Scienza" Ed CDE 1984 - Per la lapide cfr. A Castiglioni - "Storia della Medicina" - Milano 19278-Deuteronomio - XIII, 2-3 e 69-Luca 11, 1710-Matteo 7, 2211-Luca 9, 49-5012- Giovanni 10, 25 e 37-38: Luca 7, 18-2313--Cfr. Atti 2, 2214-Cfr.S. Agostino - Città di Dio - XXI, 6-8915-R.R. nalbi - Lungo Viaggio al Centro del Cervello - Ed. CDE 1983 pp. 89-90-9116-Cfr. "Il Tempo" dcl 3/1/SS pag 2317- Fr:Fraioli Docoente di endocrinologia nell'Università di Roma - "La volontà di guarire" - art. su "Il Tempo" del 7/1/8518-Cfr. Giornale dei misteri n£ 86 e 103 1.c. "Miracolistica" maggio 1977 e ottobre 197919-Cfr.Viaggio nel mistero" - Ed. Reader's Digest Milano 1984 pag. 10020-Marco 16, 17-18 |
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