CAPITOLO IILA STORIA DICE:LATTIVITÀ DEI DISCEPOLI DI GESÙÈ QUELLA DI UNA NAVE SENZA NOCCHIEROIntroduzioneUNO SCOSSONE DAL SONNO DOGMATICO
Dalle espressioni riportate nel capitolo primo è nato linno Christus vincit irradiato oggi tutti i giorni dalla Radio Vaticana. Effettivamente, le prime generazioni cristiane, sostenute da una fede che conteneva una tale incrollabile certezza di vittoria accompagnata dalla terribile minaccia di essere esclusi dal Regno di Dio per chi si fosse tirato indietro nella lotta per paura rinnegando il Maestro, propagarono lannunzio in gran parte dell'Impero Romano col metodo loro inculcato della bontà e del martirio.Perciò restai molto sorpreso quando i miei occhi lessero la Lettera Apostolica con la quale Papa Nicolò V nel 1452 autorizzava, dopo alcuni decenni da quando S. Caterina da Siena aveva cominciato a chiamare il Papa "dolce Cristo in terra", il Re portoghese Alfonso l' Africano, agli inizi delle grandi scoperte geografiche e delle conquiste coloniali moderne, a ridurre in "perpetua schiavitù" tutte le popolazioni delle terre che avrebbe scoperte e conquistate, con queste parole:
"I regni, i ducati, le contee, i principati e altri domini, terre, luoghi, campi in possesso dei suddetti saraceni, pagani, infedeli e nemici di Cristo, con l'Autorità Apostolica vi conferiamo la piena e libera facoltà di invaderli, conquistarli, tenerli e soggiogarli e ridurre in perpetua schiavitù le persone che vi abitano".
Per la verità quest'ultima facoltà l'anno successivo con un'altra lettera Apostolica veniva precisata prescrivendo l'obbligo di liberare dalla schiavitù chi accettava di essere battezzato. Nonostante sia da riconoscere l'attenuante a Nicolò V di trovarsi all'apice dell'epica lotta secolare tra Islamismo e Cristianesimo, resta tuttavia la verità che con tale direttiva stiamo agli antipodi del metodo con cui il Cristianesimo conquistò il mondo antico. Daniel Rops riportando il documento nella sua Storia della Chiesa volume IV, tomo II, pag 281, non può fare a meno di qualificarlo "spaventoso" e "uno dei documenti più penosi della storia del Cristianesimo".Per me costituì lo "scossone dal sonno dogmatico", secondo la celebre esprssione del filosofo Illuminista Emmanuel Kant, che leggendo il Saggio sull'Intelletto Umano di David Hume fu scosso nella sua fiducia che prima aveva riposta nella Ragione con la quale l'umanità riteneva di raggiungere la verità col metodo induttiv, o e fu spinto a scrivere il libro Critica della Ragione Pura; io invece fui scosso nella mia fiducia che avevo riposta nella Fede della Chiesa che pretende di essere guidata da Dio col metodo dellispirazione e della rivelazione divina e fui indotto a scrivere il libro La Rivoluzione dellIntelligenza come ho detto nell'Introduzione.Ora intendo ripercorrere la linea seguita dai Rappresentanti di Gesù nella loro attività di diffusione del suo massaggio: da questo percorso si rileva chiaramente che il suo intervento promesso per ispirarli, illuminarli, sostenerli e sorreggerli nelleseguire il compito loro assegnato non è esistito e la conclusione logica necessaria è che quanto col Nuovo Testamento ci viene presentato come Parola di Dio è pura parola umana anche se contiene un grande massaggio morale.Da questo percorso nella Storia ci si rende conto che la conclusione prospettata appare evidente.È chiaro che il bravo Nicolò V in perfetta buona fede intendeva difendere la Cristianità assalita dall'Islamismo espansionista ed esclusivista come il Cristianesimo ed era in linea con l'attività secolare della Chiesa Cattolica da Costantino in poi. |
La rivoluzione dell'intelligenza
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