CAPITOLO
VIII
ROMA SUCCEDE A BISANZIO
NELLE CROCIATE CONTRO LISLAM
1- Urbano II indice la prima Crociata
occidentale
Anche Vittore III prima di morire indicava chi poteva
essere il suo successore: Ottone Vescovo di Ostia. Era un francese nato nel Castello di
Chatillon nel 1042, che da Arcidiacono di Reims si era fatto monaco di Cluny da dove era
stato chiamato da Gregorio VII a Roma come suo collaboratore e fatto Vescovo. I quaranta
Cardinali si riunirono a Terracina e il 12 Marzo del 1088 elessero e consacrarono Papa
Ottone col nome di Urbano II, presenti i legati della Contessa Matilde.
Urbano II fece subito noto al mondo che avrebbe continuato
gli esempi di Gregorio VII: per circa tre anni pellegrinò per lItalia Merdionale,
poi si fermò ad Anagni dove si era portati come segretari due monaci di Montecassino,
Leone e Giovanni, figli di Crescenzo Caetani Duca di Fondi e di Sermoneta. Finalmente nel
1091 riuscì a tornare a Roma con l'aiuto del Governatore di Roma Pierleone, ebreo fatto
cristiano, e della Contessa Matilde da poco sposata a Guelfo V di Baviera. Urbano II venne
a conoscenza dellappello delllmperatore d'Oriente Alessio I Comneno a Roberto
II di Fiandra, che aveva ospitato a Costantnopoli in un suo pellegrinaggio, perché
facesse intervenire i Cavalieri d'Occidente contro i Turchi che avevano occupato
Gerusalemme facendosi pagare un testatico dai Cristiani per visitare i Luoghi Santi,
molestandoli e maltrattandoli in mille maniere e riducendoli perfino in chiavutù:
sembrava di essere tornati al tempo del Califfo Al Akim linsensato - come lo
hanno chiamato anche gli Storici mussulmani - il quale dal 1009 al 1020, demolita la
chiesa del Santo Sepolcro, aveva perseguitato atrocemente i Cristiani obbligandoli a
portare al collo una croce di bronzo di dieci libbre e gli Ebrei a portare al collo una
testa di vitello di legno! Urbano II sapeva che anche Gregeno VII aveva ricevuto un
appello simile dall'Imperatore Michele VII, ma non aveva potuto inviare aiuti perché si
trovava in un momento difficile.
Difatti mentre per la parte occidentale della Cristianita
la metà del secolo XI aveva segnato un risveglio di vita in ogni campo - tra l'altro
nasce la gara della costruzione delle Cattedrali gotiche - per la parte orientale era
l'inizio di un periodo di venticinque anni ritenuto il peggiore della sua storia.
L'Imperatore Isacco Comneno il 1057 aveva dato inizio a una nuova dinastia, mandando in
convento Teodora e il suo Costantino VI, e dopo aver seppellito l'autore dello scisma il
Patriarca Michele Cerulario, stanco delle lotte continue era diventato un mistico
antimilitarista e nel 1059 aveva abdicato ed era andato a rinchiudersi in convento.Avevano
seguito più o meno questo indirizzo i suoi immediati successori: Costantino X Dukas dal
1059 al 1067 si diletta della compagnia di dotti e letterati e lascia che gli Uzi occupino
la penisola balcaninca, gli Ungheresi cristiani occupino Belgrado nel 1064 e i Turchi
occupino 1'Armenia; Romano IV il giovane, che aveva sposato la vedova di Costantino
X, dal 1067 al 1071 si fa sottrarre Bari dai Normanni, nellAgosto 1071 resta vinto e
prigioniero dei Turchi a Mantziqert, e quando, liberato a caro prezzo, cerca di rioccupare
il trono, lo trova occupato dal figlio di Costantino X, Michele VII, che lo fa accecare e
morire esiliato nellisola di Proti; Michele VII dal 1071 al 1078 si fa strappare dai
Norrnanni il residuo dominio bizantino in Italia Meridionale, decurtare l'Impero da ogni
parte dagli Uzi e dai Pecceneghi, che nel 1076 arrivano fin presso i sobborghi di
Costantinopoli e se ne libera solo colmandoli d'oro, e poi dai Serbi che nello stesso anno
si proclamano indipendenti ottenendo da Gregorio VII un proprio Re, e poi dai Turchi che
sempre nello stesso 1076 tolgono Gerusalemme ai Mussulmani Fatimiti, e alla fine si fa
togliere anche il trono e la moglie dal suo generale Niceforo Botoniate aiutato dal turco
Solimano e finisce anche lui in convento; Niceforo III Botaniate dal 1078 al 1081 vive in
mezzo a rivolte e guerre civili e paga laiuto di Solimano permettendo di occupare
l'Asia Minore da parte dei Turchi Selgiucidi che pongono la loro Capitale a Nicea e da
allora le hanno dato il nome Turchia; ma quello che fa marciare su Costantinopoli
il bravo Generale Alessio Comneno, nipote di Isacco, è lo sbarco a Durazzo dei Normanni
di Roberto il Guiscardo il quale, poiché sua figlia era fidanzata col figlio del
detronizzato Costantino X Dukas, si sentiva spinto a fare vendetta con linsediarsi
nella Capitale bizantina:Niceforo III si affretta a ritirarsi in convento e cede il trono
al Generale Alessio che risolleva le sorti dellImpero.
Alessio I per arrestare il Guiscardo guadagna alla sua
causa l'Imperatore germanico Enrico IV con una somma di 144.000 monete d'oro perché
scendesse in Italia contro i Normanni, invita Venezia a inviare la sua flotta concedendole
il privilegio di commerciare nell' Impero senza pagare dogana e poi lui stesso lo affronta
davanti a Durazzo e nonostante nellOttobre 1081 riesca a malapena a salvarsi con la
fuga, ottiene ugualmente di farlo tornare in Italia perché Enrico IV stava scendendo per
regolare i conti oltre che con Gregorio VII anche col Guiscardo. Ma quello che decise
Alessio Comneno I a invocare l'aiuto dei cavalieri occidentali fu l'inverno del 1090-1091
quando unamata di Pecceneghi con Bulgari, Greci, Serbi e Turchi si era rovesciata su
Costantinopoli e sembrava la sua fine: Alessio I l'aveva fermata alleandosi con tribù
Russe , Polovtsiane e Kumane e il 29 Aprile 1091 ne aveva fatta una carneficina. Il timore
che si ripetessero tali assalti indusse Alessio I a invocare l'aiuto dell'Occidente
attraverso l'amicizia di Roherto Il di Fiandra. Lo scisma tra i due centri Bisanzio e Roma
non aveva interrotto le comnicazioni tra Oriente e Occidente: le Repubbliche Marinare
occidentali intessevano intensi rapporti commerciali con tutto l'Oriente e i pellegrini
dOccidente andavano in Oriente a venerare i Luoghi Santi, a monte Athos a fondarvi
un monastero, a Costantnopoli a venerarvi le reliquie del lenzuolo, del velo, della tunica
e della cintura di Maria, e dall'Oriente i pellegrini venivano in Italia, a Roma, a
Montecassino: S.Nico1a di Stiro detto il "Pellegrino" era venuto dalla Grecia in
Italia e la girava quasi tutta con una pesante croce sulle spalle e va a morire a Trani
nel 1094 con una fama tale che viene canonizzato nel 1098.
Urbano Il, conosciuto lappello dell'Imperatore
Alessio I Comeno, si fece promotore della crociata per la liberazione dei Luoghi
Santi. Il suo primo appello lo fece nel Concilio di Piacenza del Marzo 1095 dove incitò
il popolo cristiano oltre che alla riforma anche alla guerra santa contro gli
oppressori Mussulmani:era presente anche Pietro l'Eremita francese della Piccardia vicino
ad Amiens che ne divenne il più efficace banditore. Urbano II andò a ripetere l'appello
a Cremona, a Milano e a Como. Passò infine in Francia al Concilio di Clermont-Ferrant del
18 Novembre 1095. Là suscitò un'esplosione di entusiasmo: tutti saltarono in piedi al
grido "Dio lo vuole", che divenne la porola d'ordine d'un movimento
irrefrenabile portata dovunque da un gruppo di predicatori di cui il più ardente era
Pietro l'Eremita, a cui la gente strappava i peli del mulo come reliquia. L'adesione si
faceva con un "voto" irrevocabile col consenso del proprio Parroco e del proprio
Superiore per i preti e i monaci. Il Papa aveva concessa a chi si "crociava"
l'indulgenza plenaria, la sospensione dei debiti, la protezione della famiglia e dei beni:
chi violava il voto era scomunicato. Ai Normanni di Sicilia aveva concesso privilegi
speciali. Aveva nominato Capo dell'impresa il Vescovo di Le Puy Ademaro di Monteil e aveva
fissata la data della partenza il 15 Aggosto 1096. Il Vescovo Ademaro di Monteil si dette
a organizzare una spedizione militare vera e propria, i cui Capi erano il Duca di Lorena
Goffredo di Buglione, che sentiva di dover scontare la colpa di avere partecipato al sacco
di Roma di Enrico IV, il Conte di Beulogne Baldovino I suo fratello, il Conte Ugo di
Vermandois fratello del Re di Francia Filippo I, il Conte Roberto Courte-Huse figlio di
Guglielmo il Conquistatore, il Conte Stefano di Blois, il Conte Roberto II di Fiandra, il
Conte di Tolosa e Marchese di Provenza Raimondo di Seìnt-Gilles e il Principe Boemondo di
Taranto figlio di Roberto il Guiscardo e suo nipote Tancredi d'Altavilla.
Intanto Pietro l'Eremita e Gualtiero "Senza
Averi" anticiparono i tempi e guidarono una migrazione di una moltitudine
innumerevole di ogni nazionalità fatta di povera gente, uomini, donne, bambini, invalidi
e infermi come se andassero a un pellegrinaggio: partirono nella primavera del 1096
rifornendosi con rapine e saccheggi. In Ottobre arrivarono a Costantinopoli e furono
accolti dai cavalieri dell' Imperatore Alessio I Comneno, che per liberarsene li fece
trasportare dalle sue navi al di là del Bosforo, dove avendo provocato i Turchi furono
sterminati: le poche migliaia che restarono, reimbarcate dai Bizantini, furono da Pietro
l'Eremita e da Gualtiero "Senza Averi" convogliate nell'esercito regolare che
stava per arrivare. Si calcola che arrivarono a Costantinopoli circa 300.000 persone.
L'Imperatore Alessio I accettò di unire la sua attrezzatura di macchine da guerra e la
sua marina a condizione che lesercito occidentale agisse a suo nome:il Comandante
Goffredo di Buglione, soldato del Papa e del Sacro Ronano Impero, con interno dispiacere
si inginocchiò davanti all'Imperatore "scismatico" e gli promise di
riconoscerne la sovranità su tutte le terre che avrebbe tolte agl'Infedeli ". Tappe
delle conquiste dell'esercito crociato: 19 Giugno 1097, conquista di Nicea capitale turca;
1° Luglio 1097, sbaraglio delle forze turche nella battaglia presso Dorilea considerata
la rivincita del Cristianesimo sull'Islam dopo Manzieqert dell'Agosto 1071; 20 Ottobre
1097, inizio dell' assedio di Antiochia con l'aiuto dei rifugiati Armeni e dei marinai
Genovesi e Inglesi; nel frattempo il Conte Balduino eredita il Principato di Edessa avendo
incontrata e sposata la figlia del Principe armeno Toros; 28 Giugno 1098, conquista di
Antiochia sotto la spinta dell'entusiasmo nato dal ritrovamento della Sacra Lancia in una
chiesa, sulle indicazioni ricevute in sogno dal pellegrino provenzale Pietro Barthélemy;
sei mesi di riposo sulle rive dell'Oronte attorno ad Antiochia, durante il quale muore il
1°Agosto 1098 il Vescovo Ademaro di Nonteil e viene invitato il Papa a sostituirlo
personalmente come capo spirituale; rifiuto di Alessio I di intervenire con le sue truppe
per continuare fino alla conquista di Gerusalemme; partenza di Giovanni V Patriarca di
Antiochia per Costantinopoli e sua sostituzione con l'occideutale Bernardo di Valentinois;
13 Gennaio 1099, ripresa della marcia col rinforzo di ventimila Norvegesi davanti alla
quale gli Emiri cedevano senza resistenza; 7 Giugno 1099, inizio dell'assedio di
Gerusalemme occupata dai Mussulmani dEgitto che avevano sostituito i Turchi; 15
Luglio 1099 con l'aiuto di uno squadrone di marinai Genovesi si fa breccia nelle mura e
Gerusalemme viene liberata con uno dei più spaventosi massacri della storia: nella
Moschea di Omar si affondava nel sangue fino alle caviglie! Se ne vergognarono gli stessi
vincitori, i quali si consolarono a sera prostrando la fronte e alzaldo le mani davanti al
Santo Sepolcro, pronti però a "far bollire i pagani adulti in marmitte, a infilzare
i fanciulli con gli spiedi e a farli grigliare a fuoco lento" come riferisce il
cronista della spedizione crociata Guglielmo Tirio. Non sappiamo se la notizia dell'evento
sia giunta per tempo a Papa Urbano II perché il 29 Luglio 1099 moriva in casa di
Pierleone suo protettore.
Adempiuto il "voto" venne organizzato il
"Regno di Gerusalemme"con a Capo Goffredo di Buglione, il quale rifiutò il
titolo di Re perché per lui unico Re era Cristo nel suo Vicario il Papa, e si tenne solo
quello di "Difensore del S.Sepolcro". Quando morì il 18 Luglio 1100 gli
successe suo fratello Baldovino che per difendere Gerusalemme dovette organizzare un vero
Regno feudale in tutto simile a quelli occidentali: non avendo uomini a sufficienza fu
promossa l'immigrazione dalle zone cristiane con "Crociate di popolamento" ma
non ebbero seguito sicché il Regno di Gerusalemme restò isolato sempre in assetto di
guerra nelle formidabili fortezze da dove le guarnigioni uscivano per tener testa alle
scorrerie dell' Islam. Fu eletto Patriarca il cappellano crociato Arnoul Malecorne, che
dovette essere deposto e sostituito con Dalimberto Arcivescovo di Pisa, il quale come
primo gesto invitò Goffredo di Buglione ad andarsene perché, secondo lui, a Gerusalemme
doveva stare solo l'autorità del Patriarca!
2-Il Concordato di Worms tra Papato e Impero
Quindici giorni dopo la morte di Urbano II, il 13 Agosto
1099 i Cardinali elessero Papa il Cardinale Rainero di S.Clemente in Roma col nome di
Pasquale II: era stato monaco a Cluny; da Gregorio VII era stato portato a Roma come suo
collaboratore e inviato come Legato in Spagna. Non aveva accettato volentieri la sua
elezione perché era ostacolata dall' Imperatore Enrico IV che continuava a sostenere
Clemente III. Pasquale Il con le sue milizie cominciò a cacciare Clemente III da Albano e
lo costrinse a rifugiarsi a Civita Castellana, dove moriva nell'autunno 1100.
Enrico IV, attraverso il suo partito romano, faceva
eleggere in S.Pietro Teodorico Vescovo di S. Rufina: Pasquale II lo fece prigioniero e lo
fece rinchiudere nel monastero di Cava dei Tirreni; il Partito tedesco elesse Alberico, e
Pasquale II fece rinchiudere anche lui nel monastero di S.Lorenzo in Aversa, ma venne
subito sostituito da Aginulfo col nome di Sivestro IV. Finalmente ci fu una rivolta armata
contro Enrico IV, guidata dal figlio Enrico V che lo costrinse a rinunciare al potere
imperiale; mentre Enrico IV si stava preparando alla rivincita fu colpito dalla morte il 7
Agosto 1106. Subito Enrico V si fece incoronare Re di Germania dallArcivescovo di
Magonza e annunciava a Pasquale II che sarebbe sceso a Roma per essere consacrato
Imperatore. Pasquale Il riuniva un Sinodo a Guastalla per confermare la separazione delle
Investiture e poi mentre Enrico V si avvicinava a Roma gli inviava un'ambasceria per
comunicargli le condizioni per la consacrazione imperiale: l'Imperatore doveva rinunciare
a nominare il Papa, i Vescovi e gli Abbati, perché la Chiesa preferiva essere povera
piuttosto che dipendere da Imperatori e Re. Ma Enrico V era appoggiato da molti Vescovi
d'Italia e di Germania che godevano vistosi feudi a cui non intendevano rinunciare e
perciò non aderì a tale riforma: entrò in Roma, si impadronì di Pasquale II e lo tenne
prigioniero un paio di mesi in Sabina. Pasquale II per non rinnovare scismi e lotte, nel
Concilio di Sutri del Febbrario del 1111 sottoscrisse un Concordato col quale riconosceva
valido il vecchio sistema esclusa ogni simonia e poi in Aprile si recò a Roma a
incoronare Imperatore Enrico V. Pasquale Il ebbe molte disapprovazioni da parte di chi
perseguiva la riforma, specialmente in Francia e in Italia: è lepoca della
fioritura dei nuovi Ordini religiosi Camaldolesi, Vallombrosani, Certosini e Cistercensi.
Perciò appena fu partito da Roma l'Imperatore, il Papa riunì un secondo Concilio col
quale dichiarò nulle le decisioni di quello di Sutri e scomunicò l'Imperatore,
riaccendendo la lotta, la quale fu inasprita nel 1115 per l 'eredità della Contessa
Matilde di Canossa che morendo alletà di 69 anni lasciava tutto il suo patrimonio
al Papa sia privato (detto allodiale) sia feudale (o statale). Enrico V per rivendicare la
parte feudale scese di nuovo in Italia, fu accolto con entusiasmo a Roma, da dove dovette
fuggire Pasquale II che fu costretto a rifugiarsi prima ad Albano poi a Benevento presso i
Normanni: Enrico V si fece riconsacrare Imperatore da Maurizio Burdino Arcivescovo di
Braga in Portogallo Legato del Papa presso la sua Corte. Pasquale II pensava di
dimettersi, ma partito Enrico V per la Germania, nell'autunno del 1117 ritornava a Roma,
dove la notte del 21 Gennaio 1118 moriva sfinito dalle fatiche. La sua sepoltura fu fatta
in Laterano senza nessun monumento perché i suoi avversari impedirono che avvenisse in
S.Pietro.
I Cardinali per sottrarsi alla prepotenza del partito
imperiale si radunarono in segreto in un monastero sul Palatino il 24 Gennaio 1118 ed
elessero Papa il Cardinale Giovanni Caetani, figlio del Duca di Fondi e di Sernoneta, uno
dei due monaci di Nontecassino che Urbano II si era portato con sé tornando a Roma: era
stato Cancelliere anche di Pasquale II che lo chiamava il bastone della sua vecchiaia e
ora si era ritirato a Montecassino avanzato in età. Si arrese alle pressioni dei
Cardinali che avevano inviato a prelevarlo il Vescovo di Porto. Giunse a Roma su una mula:
era atteso dal Capo del partito imperiale, Cencio Frangipane, che subito fece irruzione
nella casa dove era stato ospitato, si impossessò di lui prendendolo per la gola e
gettandolo per terra e calpestandolo, mentre i suoi complici aggredivano i Cardinali che
lo avevano eletto senza il consenso dell'Imperatore , come era stato riconosciuto nel
Concilio di Sutri nel 1111. Insorsero Pierleone e gli altri Nobìli col popolo e lo
insediarono in Laterano col nome di Gelasio II. Essendosi l'Imperatore Enrico V messo in
marcia per Roma, Gelasio II con i Cardinali fedeli fuggì di notte per Gaeta dove, essendo
ancora semplice Diacono, venne ordinato Prete, Vescovo e Papa alla presenza di molti
Vescovi e Principi Normanni. Enrico V arrivato a Roma faceva proclamare Papa Maurizio
Burdino Arcivescovo di Braga e Cappellano della sua Corte col nome di Gregorio VIII.
Gelasio riuniva un Concilio a Capua e scomunicava Enrico V e Gregorio VIII, ricevendo
consensi dai Sinodi di Francia e di Germania. Ripartito llmperatore per la Germania,
Gelasio II rientrava a Roma ma vi trovava Gregorio VIII sostenuto dal partito imperiale:
durante la celebrazione della messa in S. Prassede ci fu una irruzione con una mischia
sanginosa nella quale si salvò a mala pena. Il 2 Settembre 1118 lasciò a Roma come suo
Vicario Pietro Vescovo di Porto e s'imbarcò per la Francia: sostando a Pisa ne inaugurò
il Duomo e ne promosse il Vescovo a Metropolita della Corsica. Il Re francese Luigi VII e
i Vescovi lo accolsero festosamente e lo accompagnarono al Monastero di Cluny: presiedette
un Concilio a Vienne per riconfermare i decreti sulla riforma emanati da Cregorio VII e
Pasquale II e approvò la militarizzazione i due Ordini Religiosi per la difesa del Regno
di Gerusalemme: i Templari con vestito bianco e croce rossa che avevano la sede nella
Moschea di El-Aqsa sulla spianata dellantico Tempio ebraico e gli Ospedalieri di
S.Giovanni oggi noto come Sovrano Militare Ordine di Malta con vestito nero e croce rossa.
Sfinito dagli strapazzi morì il 2 Gennaio 1119 a Cluny dove venne sepolto.
Dai Cardinali presenti a Cluny, il giorno dopo i funerali
di Gelasio II, venne eletto Papa Guido Vescovo di Vienne in Francia, figlio del Conte di
Borgogna, imparentato con diverse famiglie regnanti: non volle accettare l'elezione se non
fosse stata riconosciuta anche dai Cardinali rimasti a Roma e dopo il loro consenso il 9
Febbraio 1119 fu consacrato col nome di Callisto II nella sua Cattedrale dal Vescovo di
Ostia. Nel Concilio di Reims del 20 Ottobre 1119, presenti più di 200 Vescovi col Re di
Francia, riconfermò i Decreti della Riforma e la scomunica contro Gregorio VIII.
Persistendo l'Imperatore Enrico V nelle sue posizioni ostili, i Vescovi del Concilio,
cresciuti fino a 450, lanciarono la scomunica contro di lui scaraventando a terra le
candele accese che avevano in mano: il fatto impressionò Enrico V che cominciò a
riflettere. Difatti dopo che Callisto II ebbe riappacificato il Re di Francia e il Re
d'Inghilterra e, andato a Roma nel Gennaio 1121, ebbe avuto l'omaggio di tutta l'Italia
Meridionale, Enrico V apriva le trattative per la composizione del dissidio che da oltre
50 anni turbava la Cristianità. Loperazione fu compiuta dai suoi rappresentanti e
da quelli del Papa col Concordato di Worms il 23 Settembre del 1122: si stabiliva
in generale che i Vescovi e gli Abbati dovevano prima essere nominati dalla Chiesa e poi
potevano avere i feudi, però in Germania i Capi religiosi dovevano essere eletti alla
presenza del rappresentante dell' Imporatore e in cambio l'Imperatore garantiva la
sicurezza del Papa. Per sanzionare il Concordato Callisto riunì in Laterano durante la
quaresima del 1123 il Concilio Ecumenico senza la partecipazione dei Vescovi della Chiesa
Orientale, denominato Concilio Loteranense I: vi parteciparono un migliaio di
Vescovi; vi fu proibito il matrimonio tra consanguinei e l'usura e furono concessi
privilegi a quanti prendevano le armi contro i Saraceni.
Così si chiudeva la lotta per le investiture ma fu
solo un compromesso perché dovunque nella stessa persona permanevano il Potere Religioso
e il Potere Civile. La lotta per le investiture è stata una conseguenza
dellerrore commesso nell' impostazione della direzione della Città di Dio al tempo
di Costantino e soprattutto al tempo di Pipino il Breve e di Carlo Magno, quando in cambio
della protezione per la conservazione del "Patrimonio di S.Pietro"si concesse al
Re e poi all' Imperatore il compito di "vigilare" lelezione dei Dirigenti
della Chiesa: ne era nata la supremazia del Potere Civile sul Potere Religioso. La
corruzione che ne seguì suscitò per reazione il movimento della riforma iniziato dai
monaci di Cluny nel secolo IX e approdato alla decisa riaffermazione di Gregorio VII della
superiorità del Potere Religioso avviandosi sulla strada di un cesaropapismo di
tipo inverso.
Durante un viaggio nell'Italia Meridionale, Callisto II fu
colto da febbri maligne cbe lo portarono alla morte il 12 Dicembre 1124 e venne sepolto in
Laterano.
Alla morte di Callisto II le due fazioni contrastanti nel
Clero e nella Nobiltà tennero due riunioni: in una venne eletto il Cardinale Teobaldo
Boccadipecora e in unaltra il Vescovo di Ostia Lamberto di Fognano presso Imola: per
lintervento di Roberto Frangipani il primo rinunciò e il Vescovo di Ostia Lamberto,
ottenuto il consenso della parte avversa, fu proclamato Papa col nome di Onorio II il 21
Dicembre 1124.
Onorio II dovette fare una scelta quando morì
lImperatore Enrico V senza figli nel 1125: la dinastia di Franconia veniva
estromessa dall'Arcivescovo Adalberto di Magonza che consacrava Re di Germania Lotario II
di Suplimburgo di Sassonia dietro la sua dichiarazione di fedeltà agli statuti di
Worms:questa elezione fu contestata da Federico e Corrado della dinastia di Svevia
imparentata con Enrico V, spalleggiati da Enrico il Superbo Duca di Baviera che erano
contrari al Concordato di Worms, e ne nacque una guerra civile da cui ebbero origine le
fazioni dei Guelfi sostenitori di Lotario II (dal castello di Welfen, Guelfi) e dei
Ghibellini sostenitori di Federico e Corrado (dal castello di Waibingen, Ghibellini):
Onorio II si schierò per Lotario II.
3-Le libertà comunali combattono contro il potere
imperiale e papale
Alla morte di Onorio II nasceva una "guerra
religiosa": nel convento di S Gregorio dove stava morendo il 14 Febbario 1130, i sei
Cardinali che vi assistevano elessero in fretta Papa Gregorio Papareschi: non era neanche
prete, era sostenuto dal partito dei Frangipani e prese il nome di Innocenzo II; qualche
giorno dopo un altro gruppo di Cardinali contestano l'elezione frettolosa ed eleggono Papa
il Cardinale Pietro Pierleoni, che prende il nome di Anacleto II. Il 22 Febbraio 1130
Innocenzo II viene fatto prete e il 23 viene consacrato Vescovo e Papa in S Maria Nova
mentre in S .Pietro viene consacrato Anacleto Il che contemporaneamente occupa anche
Castel S. Angelo costringendo Innocenzo II a fuggire in Francia: è lo Scisma di
Anac1eto, insolubile perché l'una e l'altra elezione è viziata da irregolarità. A
scioglierla il Re di Francia chiama un personaggio che già si è imposto con la sua
notorietà: Bernardo di Chiaravalle.
Bernardo era nato nel 1090, terzo dei sette figli dei
feudatari borgognoni di Fontaines: a ventun anni nel 1111 si senti da un impulso mistico a
entrare tra i monaci del monastero di Citeaux fondato da Roberto di Molesmes nel 1098 per
rinverdire la regola di S. Benedetto in tutto il suo rigore:questi monaci furono detti
Cistercensi da "Cistercium"(luogo di canne, "cistel"), nome latino di
Citeax. ll suo ardore era tanto contagioso che fu seguito da altri trenta giovani nobili,
tra cui tutti i suoi fratelli e in seguito anche da suo padre e da tanti altri sicché nel
1115 fu incaricato di guidare una squadra di dodici monaci nella fondazione di un nuovo
monastero a Clairveaux o Chiaravalle su richiesta del Conte Ugo di Troyes. Durante questa
impresa per le fatiche e il regime alimentare assolutamente insufficiente, la sua salute
fu seriamente compromessa tanto che il Vescovo Champeaux di Troyes, già professore di
Parigi, intcrvenne per esonerarlo dallincarico di Abbate per un anno e lui stesso
poi riconoscerà che richiedeva ai suoi compagni uno sforzo "al di sopra delle forze
umane". Nonostante fosse sempre malaticcio, la forza di un misticismo ad alto livello
lo sostenne in una attività di predicatore, di scrittore e di proselitismo da portare la
sua comunità a moltiplicarsi prodigiosamente annoverando anche Enrico il fatrello del Re
di Francia. Per opera sua i Cistercensi prendono nella Repubblica Cristiana il ruolo che
fino allora avevano avuto i Cluniacensi.
Era già intervenuto come intermediario tra il Re di
Francia Luigi VI il Grosso, Enrico I dlnghilterra e Enrico V di Germania. Nel 1128
aveva appoggiato Ugo di Payns perché nel Concilio di Troyes venisse deciso un aiuto
all'ordine religioso militare dei Templari da lui fondato a Gerusalemme per la difesa del
Santo Sepolcro. Ora da Luigi VI Re di Francia, dove si è rifugiato Innovenzo II, viene
inviato a fare da arbitro nel Concilio di Etampes da lui convocato per sciogliere il nodo
dello scisma romano. Bernardo esita ma poi dietro una "visione divina"dichiara
di riconoscere Innocenzo II il vero Papa e lo proclama al Concilio "perché è più
degno, perché è stato designato dalla parte più sana dei Cardinali, perché è stato
consacrato dal Vescovo di Ostia secondo la tradizione". Il Concilio accetta la sua
sentenza e Luigi VI si schiera dalla parte di Innocenzo II contro Anacleto II.
Bernardo va a parlare col Re d'Inghiterra, Enrico I
Beauclerc, e lo convince ad aderire alla sua sentenza mentre in Germania compie la stessa
opera Norberto Arcivescovo di Magdeburgo presso il Re Lotario, che nel Marzo 1131 incontra
a Liegi Innocenzo II che vi si trova per un Sinodo e si presta a guidare il cavallo del
Papa e gli promette di riaccompagnarlo a Roma: in cambio viene incoronato Imperatore.
Bernardo riceve Innocenzo II nella sua Abbazia di
Clairveaux e sta al suo fianco a Reims quando riceve l'atto di fedeltà del Duca di
Aragona e di Castiglia. Lo accompagna nel suo ritorno in Italia:insieme a Genova
rappacificano Genova e Pisa, celebrano un Sinodo a Milano, dove viene deposto
l'Arcivescovo Anselmo partigiano di Anacleto e un altro il 10 Aprile 1133 a Piacenza, dove
venivano raggiunti da Lotario Il che li scorta fino a Roma. Innocenzo II incorona di nuovo
Lotario II il 4 Luglio 1133 e insieme raggiungono un accordo sui beni che la Contessa
Matilde di Canossa, morendo nel 1115, aveva lasciato al Papa: Lotario II li restituiva a
Innocenzo Il e Innocenzo II li concedeva in feudo a Lotario II, che diventava così
vassallo del Papa.
Bernardo e Lotario II pensando di avere esaurito il loro
compito se ne tornano in Francia e in Germania, ma, appena partiti, Anacleto II con
l'appoggio delle truppe di Ruggero II assale Roma e Innocenzo II deve di nuovo fuggire.
Difatti Anacleto II si era rifugiato presso Ruggero II, Conte di Sicilia, il quale, avendo
ereditato anche il Ducato di Puglia, si era proposto di riunire tutta lItalia
Meridionale annettendo qualche piccolo feudo papale e perciò era stato scomunicato da
Papa Onorio II: Anacleto II lo aveva incoronato Re di Sicilia e della Puglia il 25
Dicembre 1130. Bernardo si mette di nuovo in moto: guadagna a Innocenzo II il Conte
d'Aquitania che prima era favorevole ad Anacleto; mette insieme una lega tra Lotario II,
il Basileus di Bisanzio Giovanni Comneno e le Repubbliche Marinare di Genova, Pisa e
Venezia contro Ruggero II;corre in Germania e mette pace tra i Feudatari e Lotario II per
permettergli di prepararsi a scendere di nuovo in Italia in aiuto di Innocenzo II;poi va a
Pisa dove diventa l'animatore del Concilio indetto da Innocenzo II, che decreta
l'interdetto sulle terre di Ruggero II, la scomunica contro Anacleto Il e accetta
l'adesione di Milano, a patto che venga deposto l'Arcivescovo Anselmo; poi va a Milano per
eseguire tale deposizione rifiutandone la successione a cui viene acclamato dalla
popolazione. Finalmente nel 1136 l'Imperatore Lotario II scende di nuovo in Italia e
marcia con l'esercito della Lega contro Ruggero II: Anacleto con le truppe di Ruggero II
occupa alcune zone di Roma e Innocenzo II chiama ancora in aiuto Bernardo, che accorre e a
Montecassino trova Lotario II ammalato da doversi rimettere nell'ottobre 1137 sulla strada
del ritorno per andare a morire in un villaggio del Tirolo il 4 Dicembre 1137. In Germania
gli fu dato come successore Corrado III della fazione ghibellina. Bernardo decide di
trattare direttamente con Rugero II e va a incontrarlo a Salerno dove convince il celebre
canonista Pietro di Pisa ma non Ruggero II a staccarsi da Anacleto.
Il 25 Gennaio 1139 muore Anacleto II:da Ruggero II gli
viene dato un successore col nome di Vittore IV, ma questo si pente, fugge e va da
Bernardo per riconciliarsi con Innocenzo II. Innocenzo II nello stesso anno 1139 per
consolidare la pace convoca il Concilio Ecumenico Lateranense II nel quale viene
scomunicato Ruggero II e vengono condannati i movimenti di Enrico di Losanna e Arnaldo da
Brescia.
Il movimento di Enrico di Losanna consisteva in una
distruttiva protesta contro il potere del Clero, la sua corruzione e la sua ricchezza,
rifacendosi alla purezza del Vangelo. Negava la necessità del battesimo dei bambini e di
tutte le altre cerimonie aggiunte e l'inutilità delle croci e delle chiese. Era stato
iniziato nel primo decennio del secolo dal dotto prete Pietro di Bruys, che, condannato
una prima volta al Concilio di Tolosa nel 1117, era stato dagli avversari massacrato e
bruciato Venerdì Santo del 1124 nel rogo che lui stesso aveva acceso per bruciarvi le
croci raccolte dai suoi seguaci. Fu continuato da Enrico di Losanna, monaco di Cluny, che,
vestito d'un semplice saio e a piedi scalzi, lo aveva diffuso in molte zone della Francia
e dopo il Concilio Lateranense II venne arrestato e morì in prigione.
Arnaldo da Brescia era stato discepolo di Abelardo a Parigi
ed era stato fatto Canonico Regolare nella sua patria, Brescia, dove aveva creato un
movimento contro il potere feudale del Vescovo e perciò era stato allontanato.
Dopo il Concilio, Innocenzo II con audacia si mise a capo
delle sue truppe per debellare Ruggero II ma venne sconfitto presso Montecassino e fatto
prigioniero e dovette riconoscere la sovranità a Ruggero II. Quando tornò a Roma vi
trovò la rivoluzione: era stato proclamato il Comune sotto l'influenza del movimento
comunale dell'Italia del Nord dove da circa un secolo si andavano formando nelle città
amministrazioni autonome sia dall'autorità imperiale sia da quelle feudali
episcopali: talvolta con sanguinose rivolte come a Cremona verso il 1030, a Parma, a
Milano e a Mantova verso il 1050, a Cambrai nel 1077, a Bovais nel 1099. L'episodio
accaduto al Vescovo di Laon nel 1112 è narrato nei minuti particolari dal cronista
Guiberto di Nogent ed è sintomatico dello stato d'animo della gente verso il predominio
feudale dell'Alto Clero. Poiché il Vescovo Gaudry con la sua cricca quasi ogni setttimana
inventava un nuovo balzello da addossare alla Borghesia, in occasione di una sua assenza
la Borghesia col denaro riuscì a ottenere dal Clero e dai Feudatari il diritto di
erigersi a Comune: al suo ritorno per placare le sue furie gli fecero una grossa donazione
di denaro che intascò ma non cessò di vessare il popolo. I Borghesi ricorsero al Re
Luigi VII offrendogli 400 lire perché autorizzasse il Comune; il Vescovo gli afferse 700
lire perché non lautorizzasse. ll Re raccomandò che si mettessero daccordo.
L'accordo non ci fu ma ci fu lo sciopero di tutti gli artigiani e i bottegai perché il
Vescovo cercò di recuperare le 700 lire date al Re con imposte su di loro: un furore
omicida cominciava a serpeggiare. Il Vescovo venne avvertito ma lui se la rise dicendo che
qualunque dei scioperanti avesse avuto tirato il naso dal negro della sua guardia del
corpo non avrebbe avuto neanche il coraggio di emettere un grugnito. Altro che grugnito:
la popolazione armata di spade e asce assaltò il Palazzo Vescovile, scovò il Vescovo
nascosto vigliaccamente in cantina, lo fece a pezzi e incendiò il Palazzo e la
Cattedrale. Fu necessario l'intervento delle truppe del Re per ristabilire la calma.
In genere tutta la Chiesa era avversa al movimento comunale
perché non ammetteva che si toccassero i suoi feudi: anche Innocenzo II nel 1139 invocò
l'appoggio del Re Luigi VII contro i Borghesi di Reims chiedendogli di "dissipare le
colpevoli associazioni dei cittadini". I predicatori tuonavano contro le pretese
delle "Comunità" ritenute "fascine di spine": il predicatore, Jacques
di Vitry le chiamava "Babilonie moderne" e così la pensava anche Bernardo di
Chiaravalle. Erano frequenti le mascherate sacrileghe, gli insulti ai Vescovi e gli
incendi di monasteri. La pataria e il movimento di Pietro di Losanna e di
Arnaldo da Brescia erano alcuni dei movimenti di protesta in nome del Vangelo, come la
riforma monastica di Cluny sfociata nella mezza riforma di Gregorio VII, che cercava di
liberarsi dalla dipendenza laica ma lasciava intatti i feudi e le ricchezze dei Papi, dei
Vescovi e degli Abbati.
Quando dunque Innocenzo II tornava a Roma vi trovava la
proclamazione della "Repubblica" cioè del "Comune": vi era approdato
Arnaldo da Brescia appoggiato dal Cardinale Guido di Castello di S. Felicita al Tiferno in
Toscana, fatto Legato del Papa in Francia al tempo di Papa Onorio II e suo condiscepolo a
Parigi alla scuola di Abelardo, uno dei più geniali filosofi del tempo, autore tra
l'altro di Sì e No e di Conosci te stesso, che promosse il
metodo critico e il primato dell'uomo, per le sue dottrine teologiche combattuto da
Bernardo di Chiaravalle che lo aveva fatto condannare nel Concilio di Sens nel 1141. Il
fervore repubblicano era tale che i Romani volevano distruggere Tivoli che voleva
sottrarsi all'amministrazione romana e Innocenzo II riuscì a stento a evitare il loro
disegno. Morì in mezzo a tali lotte il 14 Settembre 1143.
I Cardinali elessero l'amico di Arnaldo da Brescia il
Cardinale Guido di Castello col nome di Celestino II, il quale fu il primo Papa che si
dette un motto per il suo papato con
" Si faccia la pace per il tuo valore e la prosperità
tra le tue torri"
e per questo la celebre Profezia di Malachia, con
cui si pretendeva di prevedere le caratteristiche dei 112 Papi seguenti fino alla fine del
mondo, comincia da lui:lultimo Papa sarebbe Pietro Romano dopo il quale Roma
"sarà distrutta e il Giudice tremendo giudicherà il
suo popolo".
Malachia era il suo contemporaneo Arcivescovo di Armagh e
Primate d'Irlanda, ma si è scoperto che non ne è lui l'autore ma un falsario della
seconda metà del secolo XVI a scopo elettorale papale e fu pubblicata la prima volta nel
1595 dal benedettino Arnold Vion nel libro Lignum Vitae.
Celestino II cancellò l'interdetto decretato sulla Francia
da Innocenzo II per castigare l'abuso del Re Luigi VII che aveva sostituito il Vescovo di
Bourges estromettendo quello nominato dal Papa. Forse era simpatizzante del movimento di
Arnaldo da Brescia e comunque non ebbe il tempo di vederne i risultati perché dopo avere
tolto l'interdetto alla Francia, mori l'8 Marzo 1144 con appena cinque mesi di Papato.
I risultati del movimento di Arnaldo da Brescia li vide il
successore di Celestino II, Gerardo Caccianemici Cardinale di S. Croce in Roma,
Cancelliere e Bibliotecario Apostolico, che prese il nome di Lucio II. Difatti i Romani
sotto l'influenza di Arnaldo da Brescia insorsero contro il potere feudale del Papa,
proclamarono il Comune indipendente nominando Patrizio Giordano dei Pierleoni, nipote di
Anacleto II. Fu inutile la richiesta dellintervento dell' Imperatore Corrado III
occupato anche lui in sommosse più gravi, e perciò Lucio II si mise a capo delle sue
truppe per reprimere la rivoluzione e marciò all'assalto del Campidogio dove gli insorti
si erano asserragliati: fu colpito da una sassata alla testa e moriva pochi giorni dopo
nel monastero di S.Gregorio il 15 Febbraio 1145.
4-Eugenio III approva la seconda Crociata
Lo stesso giorno i Cardinali si riunivano e decidevano di
fare Papa l'Abbate del monastero cistercense delle Tre Fontane in Roma, Pietro Bernardo
Paganelli:era di Monte Magno ed era Canonico della Cattedrale di Pisa quando vi conobbe
Bernardo di Chiaravalle e andò con lui per farsi Cistercense e poi fu inviato come Abbate
nel monastero di Farfa e poi alle Tre Fontane. Poiché il Comune accampava il diritto di
conferma sullelezione, i Cardinali fuggirono a Farfa e là lo consacrarono Papa col
nome di Eugenio III il 18 Febbraio 1145.
La situazione di Roma lo costrinse a stare a Viterbo otto
mesi.Bernardo dalla Francia gli scriveva che era orgoglioso che un suo "figlio"
era diventato suo "padre" e lo pregava di fargli vedere prima di morire la
Chiesa quale era nei primi tempi quando gli Apostoli erano andati per il mondo a pescare
non oro ma anime e in seguito scrisse per lui il libro De Consideratione su come
fare il Papa. Dopo otto mesi s'insediò al Laterano e poiché si oppose alla Nobiltà, che
voleva la distruzione di Tivoli che pretendeva lindipendenza, dovette di nuovo
lasciare Roma, andando prima a Sutri e poi a Viterbo. Venendo anche Viterbo assediata dai
Romani, fu costretto a recarsi in Francia. Bernardo scrisse una lettera infuocata ai
Romani in cui diceva:
"I vostri Padri assoggettarono a Roma il mondo intero e
voi la rendete lo scherno di tutti".
Eugenio III arrivava nel momento in cui Bernardo era in
piena attività per promuovere la Seconda Crociata per la quale lui aveva già data
lautorizzazione con la Bolla del 1° Dicembre 1145 indirizzata al Re Luigi VII che
aveva presa l'iniziativa sconvolto dalla notizia che il 13 Dicembre 1143 Aleppo e Odessa,
argine settentrionale del Regno cristiano di Gerusalemme, erano state espugnate da
Nureddin Governatore turco do Mpssoul con grande massacro di cristiani. La Bolla aveva
riscosso poca adesione e soltanto lardente parla di Bernardo, nella Pasqua del 1146
nella piazza di Vézelay e in altre città di Francia e di Germania, suscitò
lentusiasmo necessario e l'adesione dell'Imperatore Corrado III. Ma la preparazione
non fu pari allentusiasmo: Corrado III andò per conto suo col suo esercito fidente
nellImperatore di Costantinopoli Manuele Comneno di cui era cognato e che, viste le
molestie che gli imperiali davano ai Greci, non dette nessun aiuto tranne quello di
traghettare l'esercito in Asia, dove il 26 Ottobre 1147 subì una grave sconfitta a
Dorilea; toccò lo stesso destino a Luigi VII a Laodicea. Si ricongiunsero col Re di
Gerusalemme Baldovino III a Tiberiade. Nella primavera del 1148 conquistarono Damasco ma
le loro gelosie permisero al turco Nureddin di riconquistarla in modo tale che nel 1149
dovettero riprendere la via del ritorno.
Il 15 Febbraio 1152 moriva Corrado III e alla Dieta di
Francoforte del 4 Marzo 1152 i Feudatari elessero Re di Germania il nipote, Federico
Barbarossa trentenne: lo elessero allunanimità perché era erede delle due famiglie
dei Waiblingen o Ghibellini per via paterna e dei Welfen o dei Guelfi per via materna.
Federico Barbarossa era ammiratore di Carlo Magno e si proponeva di restaurare il
prestigio dell 'Impero mettendosi in contrasto col movimento delle autonomie comunali e
delle aspirazioni teocratiche perseguiite dalla Chiesa. Tuttavia la prima cosa che fece fu
di assicurare i Legati di Eugenio III che avrebbe sostenuto il Papa nel suo potere su
Roma: Eugenio III rassicurato, nel Dicembre 1152 poté rimettere piede in Roma, ma andato
a Tivoli per ragioni di salute, vi morì l8 Luglio 1153, seguito dal suo amico
Bernardo di Chiaravalle a 63 anni il 20 Agosto successivo.
A Eugenio III succedeva per un anno e mezzo Anastasio IV e
poi il 4 Dicembre 1154 Adriano IV, un inglese di nome Nicolò Breakspeare di Langliae
presso Londra andato da giovanetto nel monastero dei Canonici Regolari di S.Rufo presso
Avignone dove era diventato Abbate: poiché era sostenitore della riforma non era gradito
ai suoi monaci che per farlo deporre erano ricorsi a Eugenio III. Eugenio III lo chiamò a
Roma e ne concepì tanta stima che ve lo trattenne facendolo Cardinale e Vescovo di
Albano.
Adriano IV volle chiarire i rapporti tra la Santa Sede e il
Comune di Roma che influenzato da Arnaldo da Brescia reclamava lautonomia: ne
nacquero dei tumulti nei quali rimase ferito mortalmente un Cardinale. Adriano perciò
colpì la città di interdetto e chiamò in aiuto lImperatore Federico Barbarossa e
solo quando il popolo si sottomise espellendo Arnaldo da Brescia e i suoi seguaci
ricominciò a celebrare le funzioni religiose a Pasqua del 1155.
Intanto Federico Barbarossa era già sceso in Italia e,
tenuta una Dieta nella distesa di Roncaglia presso Piacenza dove aveva ascoltate le
lamentele delle città lombarde contro Milano che le angariava, andò a Pavia a cingere la
corona dItalia, poi proseguì per Roma dove da Adriano IV venne incoronato
Imperatore il 18 Giugno 1155. Per ingraziarsi il Papa si fece consegnare Arnaldo da
Brescia dal Conte di Campagnatico presso Grosseto dove era ospitato e lo fece impiccare
dal Prefetto di Roma e disperderne le ceneri nel Tevere. Tuttavia Federico Barbarossa,
avute notizie di insurrezioni in Germania, se ne partì da Roma insoddisfatto perché la
popolazione gli si mostrò ostile e anche perché Adriano IV aveva fatto capire di non
essere daccordo con le sue idee e di simpatizzare con i Normanni dellItalia
Meridionale. Per realizzare le sue mire Federico Barbarossa ridiscese in Italia nel 1158
con un grande esercito al quale i Comuni lombardi non potevano opporsi e solo Milano osava
resistere alla forza imperiale.
Adriano IV concesse lIrlanda in feudo al Re
dInghilterra Enrico II con un canone da pagare alla Santa Sede. Soleva risiedere
spesso a Orvieto e ad Anagni dove morì il 1° Settembre 1159: Boso, suo tesoriere, monaco
benedettino, ne scrisse la vita su richiesta dei suoi connazionali.
Dopo tre gioni di conclave il 4 Settebre 1159 veniva eletto
Papa col nome di Alessandro III il Cardinale Rolando Baldinelli della famiglia dei
Paperoni di Siena: era stato docente di diritto a Bologna insieme al grande canonista
camaldolese Graziano di Chiusi, autore della celebre Concordantia discodantium canonum detto
il Decreto di Graziano scritto verso il 1140, di cui aveva fatto un commento, e
aveva scritto anche il testo di teologia Sententiae nel quale si notano influenze
di Abelardo; in seguito era stato fatto Canonico della Cattedrale di Pisa e di quella del
Laterano con la funzione di Cancelliere della Curia papale e Cardinale. Adriano IV lo
aveva inviato Legato Papale in Sicilia e in Germania e durante la dieta di Besançon del
1157 ebbe un clamoroso scontro con lImperatore per questa solenne affermazione della
più assoluta teocrazia:
"Il potere di tutti i Principi è una concessione del
Capo della Chiesa il quale poteva anche toglierla."
Perciò alla sua elezione, Federico Barbarossa in un
Concilio a Pisa composto da Vescovi quasi tutti tedeschi, avvalendosi dei diritti
imperiali di prima del Concordato di Worms del 1122, fece eleggere Papa il Cardinale
Ottaviano dei Conti di Tuscolo, che incoronato a Farfa col nome di Vittore IV si insediò
in Laterano. Alessandro III invece veniva consacrato a Ninfa presso Velletri e, dopo avere
comunicata la sua elezione alle diocesi principali, lanciava la scomunica contro
lImperatore e Vittore IV e si allontanava da Roma vagando per lItalia.
Quando Federico Barbarossa nel 1162 con i suoi alleati
lombardi distrusse Milano, Alessandro III andò in Francia dove celebrò un primo Concilio
a Montpellier nel Maggio 1162 nel quale fu riconosciuto Papa dalla maggior parte dei
rappresentanti dEuropa e un secondo Concilio a Tours più solenne per numero di
Cardinali, Vescovi e Principi, nel quale vennero condannati i Catari o Manichei molto
diffusi nella Francia Meridionale dove avevano il centro nella città di Albi e perciò
detti " Albigesi". A Parigi pose la prima pietra della Cattedrale di Notre Dame
e nel 1164 approvava lOrdine Religioso Cavalleresco spagnolo di Calatrava fondato
dallAbbate cistercense Raimondo di Fitero per la difesa di quella città ripresa ai
Mori dai Castigliani nel 1145.
Il ritorno di Alessandro III era invocato dai Comuni
italiani per essere sostenuti nella lotta contro lImperatore Federico Barbarossa che
era sceso in Italia una terza volta nel 1163.Tornò nel 1165 e incoraggiò la formazione
della Lega Veneta e della Lega Lombarda. In quellanno moriva Vittore IV e Federico
Barbarossa fece eleggere un altro Papa, il Vescovo di Crema, col nome di Pasquale III, al
quale fece dichiarare "santo" Carlo Magno per affermare il primato
dellImpero. Alessandro III si teneva a contatto con i Comuni antimperiali attraverso
i suoi Legati che li assistevano a ricostruire Milano e a costruire una nuova fortezza tra
il Tanaro e la Bormida contro il Marchese di Monferrato e i Pavesi favorevoli
allImperatore e la chiamarono Alessandria.
Il 7 Aprile 1167 tutti gli aderenti alla Lega Lombarda si
riunirono nel monastero benedettino di Pontida presso Bergamo, vi pronunciarono il celebre
giuramento di Pontida contro lImperatore Barbarossa .Nel Dicembre 1167 le due
leghe si fusero in una sola col nome di "Concordia".
Federico Barbarossa era stato costretto a stare in Germania
sette anni a comporre le rivolte feudali. Nel frattempo nel 1168, morto Pasquale III,
faceva nominare Papa lungherese Giovanni da Sturmio col nome di Callisto III e
Alessandro III riconosceva il primo Re del Portogallo, Alfonso Enrico che dal 1147, dopo
aver strappato Lisbona ai Mori, aveva esteso il suo dominio fino oltre il Tago. Nel 1173
Alessandro III canonizzava Tommao Becket, che dal Re Enrico II Plantagenito prima era
stato fatto nel 1154 Cancelliere del suo vasto Regno , comprendente lInghilterra e
mezza Francia, e nel 1162 Arcivescovo di Canterbury e Primate dInghilterra, e poi da
quando nel 1163 si era opposto nel Parlamento di Westminster alla volontà del Re di
sopprimere lautonomia del foro ecclesiastico, era stato perseguitato fino a farlo
sopprimere durante le funzioni religiose nella Cattedrale il 29 Dicembre 1170. Nel 1174,
quando venne canonizzato anche Bernardo di Chiaravalle, Enrico II, che era stato
scomunicato, fece pubblica penitenza per essere assolto dalla scomunica.
Federico Barbarossa dopo le inutili trattative condotte nel
1175 con i Comuni italiani, finalmente nel 1176 scese in Italia deciso a farla finita con
la loro resistenza. Lo scontro campale avvenne il 29 Maggio 1176 a Legnano presso Milano:
Alberto di Giussano guidava le compagnie del Carroccio e della Morte con intrepido valore;
Federico Barbarossa, sconfitto e ritenuto morto, di nascosto fu portato a Pavia dove
chiese lintervento di Alessandro III per le trattative della pace. Dopo i
preliminari di Anagni ci fu la firma della tregua a Venezia nel 1177 dove Federico
Barbarossa si inginocchiò davanti ad Alessandro III. Nel 1178 anche Callisto III si
dimetteva e Alessandro III per celebrare la pace convocò il Concilio Ecumenico
Lateranense III che si celbrò nel 1179 e nel quale, per impedire in futuro alla minoranza
dei Cardinali di fare scismi, si stabilì che lelezione del Papa si facesse con due
terzi di voti.
Nello stesso anno ad Alessandro III ricorse Pietro Valdo,
un grande mercante di Lione che nel 1173 si era convertito alla povertà evangelica e
aveva dato inizio con altri compagni a un movimento di predicazione per ricondurvi anche
la Chiesa ed era stato cacciato dalla città dal suo Vescovo per abuso di potere riservato
ai chierici: gli fu risposto di continuare a predicare ma solo "su richiesta dei
sacerdoti". Alessandro III morì il 30 Agosto 1181 a Civita Castellana.
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