CAPITOLO IX
LA "CITTÀ DI DIO" PER DIFENDERE IL SUO POTERE
ISTITUISCE LINQUISIZIONE EPISCOPALE
E PERSEGUE IL CESAROPAPISMO ROMANO
1- Lucio III
istituisce linquisizione episcopale
Due giorni dopo la morte di
Alessandro III il 1° Settembre 1181 venne eletto a Velletri Papa il Cardinale Ubaldo
Allucingoli che per la sua età avanzata non voleva accettare e fu consacrato quattro
giorni dopo col nome di Lucio III: era nato a Lucca, era stato fatto Cardinale da
Innocenzo II, fatto Vescovo di Ostia da Eugenio III e Legato presso lImperatore da
Alessandro III. Cercò di riprendere il potere feudale sul Comune di Roma che si ribellò
saccheggiando molte terre amministrate dalla Curia e dovette rifugiarsi nella fortezza del
Tuscolo.
Nel 1182 a Costantinopoli
poiché, morto Manuele Comneno nel 1180, sotto la Reggente Maria e il figlio Alessio II, i
Latini avevano acquistata una invadente importanza, una rivolta popolare massacrò
Giovanni Legato Papale con innumerevoli cristiani latini e impose alla Reggente Maria di
dividere il potere col cugino Andronico I, di sentimenti antilatini, il quale strangolò
il giovane Imperatore. In Occidente si cominciò a pensare che solo con la forza si
potesse ridurre allobbedienza la Chiesa Orientale.
Anche a Roma il Comune
assediava Lucio III al Tuscolo il 28 Giugno 1183; il Papa chiamò in aiuto Cristiano
Arcivescovo di Magonza che si trovava con un esercito imperiale in Toscana: Cristiano
accorse e dopo averlo liberato morì presso di lui durante lestate;i Romani
ripresero le aggressioni costringendo il Papa a rifugiarsi presso lImperatore a
Verona. A Verona nel 1184 riunì un Concilio col quale condannò Pietro Valdo che non
curante dei divieti del Vescovo continuava a predicare ed emise la costituzione "Ad
Abolendam" con la quale istituiva giuridicamente lInquisizione Episcopale
con norme precise per la ricerca e la punizione degli eretici: ogni Vescovo doveva
incaricare un gruppo di Preti che doveva ricercare gli eretici e denunciarli alle
pubbliche autorità per la punizione secondo la gravità.
Si ingrossava il movimento
della protesta contro la potenza e la ricchezza della Chiesa: era iniziato al principio
del secolo XI dai Catari o Manichei contrro i quali era intervenuto col rogo Ludovico il
Pio a Orléans nel 1022 ed Enrico III con limpiccagione a Goslar; era continuato dai
Patarini, da Pietro di Bruys, da Enrico di Losanna e da Arnaldo da Brescia, ed era
diventato minaccioso nella Francia Meridionale e in Italia, dove erano potenti a Ferrara,
a Verona, a Rimini, a Treviso, a Piacenza e in Calabria.
Il 25 Novembre 1185 nello
stesso giorno in cui moriva Lucio III veniva eletto nuovo Papa col nome di Urbano III
lArcivescovo di Milano Uberto Crivelli di 65 anni: era di famiglia nobile, aveva
studiato a Bologna ed era stato Arcidiacono di Bourges dove fu fedele amico di Tommaso
Becket durante il suo esilio, ed era stato Vescovo di Vercelli. Diventato Papa mantenne
per sé la Diocesi di Milano. Urbano III dovette permanere a Verona per la turbolenza
persistente nel Comune di Roma. Non ebbe buoni rapporti con lImperatore Federico
Barbarossa perché disponeva ad arbitrio di monasteri e sedi episcopali, imponeva decime a
ogni successione episcopale o abbaziale e impediva ai Vescovi di Germania di comunicare
con la Santa Sede. Lo stava per scomunicare perché non aveva permesso di prendere
possesso dellArcivescovado di Treviri a Volcmaro che lui aveva nominato senza il
consenso dellImperatore ma ne fu dissuaso dai cittadini di Verona per paura di
rappresaglie.
Il 27 Settembre 1187 sospese
lArcivescovo di Vienne, il Patriarca di Aquileia e lArcivescovo di Magonza
perché in occasione del matrimonio, celebrato in S. Ambrogio a Milano, di Enrico figlio
dellImperatore con Costanza zia monaca del Re di Sicilia Guglielmo II, senza eredi,
fecero la triplice incoronazione degli sposi con la corona di Arles, con la corona
dItalia e con la corona di Germania senza chiedere il consenso a lui, che deteneva
il titolo di Milano e il feudo del Regno di Sicilia.
2-Gregorio VIII indice la terza
Crociata
Il 3 Ottobre 1187 Guido di
Lusingano, giovane Re latino di Gerusalemme, cadeva prigioniero del grande Sultano di
Aleppo Saladino, successore di Nureddin, che aveva riunito sotto il suo dominio
lEgitto, la Palestina e la Siria. La croce, che era sulla Moschea di Omar
trasformata in chiesa cristiana, era stata abbattuta e ai Cristiani restava la sola
fortezza di Tiro. Durante le trattative per la resa di Gerusalemme, Saladino era disposto
a rilasciare i prigionieri cristiani dietro un riscatto, ma i Templari e gli Ospedalieri
rifiutarono di dare loro che chiedeva; anche i marinai genovesi e veneziani ad
Alessandria si rifiutarono di imbarcare gratuitamente i cristiani liberati e li
accettarono solo quando Saladino li minacciò rendendoli responsabili dei loro fratelli di
fede. Urbano III, che aveva cercato di inviare aiuti a Guido di Lusignano, venne a
conoscenza della triste notizia il 16 Ottobre e il 18 moriva a Ferrara.
Fu subito eletto Papa il
Cardinale Alberto Morra Cancelliere della Curia Romana col nome di Gregorio VIII: era un
monaco cistercense nato a Benevento dove lanno precedente alla sua elezione aveva
fondato un Ordine di Canonici Regolari. Era piuttosto vecchio e desiderava stabilire
rapporti pacifici con lImperatore. Gli scrisse perciò in tono benevolo: Federico
Barbarossa sospese ogni rappresaglia; anche il figlio Enrico VI inviò al Papa Legati
amichevoli e il Papa gli riconobbe il diritto di successione al Regno di Sicilia.
Gregorio VIII per la situazione
di Gerusalemme emanò una Bolla per indire la Crociata contro i Turchi con la quale
proclamava una tregua di Dio per sette anni nelle terre cristiane e concedeva indulgenze
speciali per chi vi partecipasse. Affinché vi partecipassero le Repubbliche Marinare, si
recò a Pisa per indurla a fare pace con Genova. Vi morì allimprovviso il 17
Dicembre 1187 e fu sepolto nel suo Duomo.
Col nome di Clemente III il 19
Dicembre 1187 veniva eletto Paolo Scolari, dei Conti di Segni, Vescovo di Palestrina e il
giorno seguente venne consacrato nella sua Cattedrale. Essendo nato a Roma nella zona
della Pigna riuscì a stabilire rapporti col Comune nel quale dal tempo di Arnaldo da
Brescia i suoi predecessori non avevano potuto risiedere: vi fu accolto con molti onori e
fu redatto un Atto Pubblico col quale si stabilì che il Papa riconosceva lautorità
del Senato in Campidoglio e il Senato riconosceva il Potere Regio al Papa in Laterano con
lobbligo di tenere in efficienza le mura per la difesa della città. Con tale
compromesso Clemente III poteva dedicarsi allorganizzazione della Crociata
riappacificando Pisa e Genova, Francia e Inghilterra, Venezia e Ungheria.
Alla Crociata aderirono:
Guglielmo II Re di Sicilia, il quale prima della sua morte avvenuta il 18 Novembre 1189
inviava una flotta per impedire a Saladino di occupare Tripoli in Siria; Enrico II
Plantagenito dInghilterra che moriva pure in quei giorni e perciò la partenza
dellesercito crociato comandato da suo figlio Riccardo fu rimandata al 1190; il Re
di Francia Filippo Augusto; lImperatore Federico Barbarossa. E chiamata la
Crociata dei Re e fu la meglio organizzata. Quanti non partivano contribuivano pagando una
decima detta "decima di Saladino".
Il primo a partire fu
lImperatore Federico Barbarossa l11 Maggio 1190 con un esercito di 2000
cavalieri e di circa 30.000 fanti e quando comparì in Oriente con le sue colonne armate
tremò lImperatore bizantino Isacco II Angeli che odiava lImperatore tedesco
perché il figlio aveva sposato lerede al Regno normanno di Sicilia, ma tremò anche
Saladino. Il Basileus si accordò con Saladino per disturbare lavanzata dei Tedeschi
e ne imprigionò gli ambasciatori. Federico Barbarossa occupò alcune città greche e
minacciò di marciare contro la stessa Costantinopoli: il Basileus fu costretto a fare
tutto ciò che chiedeva. In Asia Minore lavanzata tedesca fu fulminea e Saladino
faceva trovare le sue fortezze smantellate al suo passaggio: ma il 9 Giugno 1190 Federico
Barbarossa perì per una congestione facendo un bagno nelle acque gelide del fiumicello
Selef in Cilicia. Lesercito si smembrò e solo una parte guidata dal secondogenito
dellImperatore Federico di Svevia raggiunse gli altri eserciti crociati a S.
Giovanni dAcri: un cronista arabo scrisse che se la clemenza di Allah non avesse
fatto morire il Re dei Tedeschi si sarebbe dovuto dire che
"un tempo lEgitto e
la Siria erano appartenute allIslam."
Il primogenito di Federino
Barbarossa Enrico VI, alla notizia della morte di suo padre, nviò legati a Clemente III
per essere incoronato Imperatore e Re di Sicilia eredità di sua moglie Costanza. Il Papa
mal volentieri acconsentì che il Regno di Sicilia venisse unito al Regno dItalia e
invitò Enrico VI e Costanza a Roma, ma morì mentre vi stavano per entrare il 29 Marzo
1191.
Il 30 Marzo 1191 venne subito
eletto Papa col nome di Celestino III il Cardinale Giacinto Orsini di 85 anni mentre
Enrico VI stava accampato fuori di Roma. Il 14 Aprile giorno di Pasqua venne incoronato il
Papa e il giorno seguente il Papa incoronava lImperatore e lImperatrice:
secondo i patti lImperatore consegnò la città di Tuscolo che aveva occupata e il
Papa ne fece smantellare le fortezze. Poi Enrico VI andò a prendere possesso del Regno di
Sicilia, nonostante ne fosse sconsigliato dal Papa.
Nel frattempo gli altri
Crociati, Filippo Augusto Re di Francia e Riccardo Re dInghilterra, erano arrivati
in Palestina, più rivali che alleati, perché Riccardo aveva rotto il fidanzamento con la
figlia di Filippo Augusto: partiti da Vézelay nel Luglio 1190 con 1500 cavalieri e 15.000
fanti ciascuno, con le navi dei Genovesi salparono dalla Sicilia, e mentre Filippo Augusto
andava ad attaccare S. Giovanni dAcri, Riccardo andò a regolare un conto personale
con lImpero Bizantino occupando con laiuto di Guido di Lusingano, liberato da
Saladino, lIsola di Cipro e poi raggiunse a S. Giovanni dAcri. Il 12 Giugno
1191 la città venne presa dassalto: la divisione del bottino li mise luno
contro laltro e il Re di Francia Filippo Augusto sdegnato dichiarò di avere assolto
il suo voto e ripartì lasciando solo Riccardo Re dInghilterra, che da solo con le
sue strepitose vittorie si guadagnò il soprannome di "cuor di leone",
divenne amico di Saladino, al quale proponeva il battesimo, la mano di sua sorella e la
corona di Gerusalemme e ne ottenne un trattato che garantiva laccesso ai Luoghi
Santi a tutti i Cristiani.
Nel 1192 Saladino moriva e
Riccardo Cuor di Leone si mise in viaggio per la via del ritorno ma fece naufragio in
Adriatico, cadde nelle mani di Leopoldo Duca dAustria e fu consegnato a Enrico VI
suo avversario, che lo trattenne prigioniero circa trenta mesi e pretese una somma ingente
per liberarlo. Questa fu una delle tante infamie che commise Enrico VI, difatti i Normanni
siciliani non volevano cadere sotto il dominio germanico ed elessero Re di Sicilia
Tancredi dAltavilla, Conte di Lecce, pronipote del normanno Ruggero II. Enrico VI
solo alla morte di Re Tancredi, avvenuta nel 1194, riuscì a impadronirsi del Regno di
Sicilia facendo una strage tra i Baroni, mettendo al rogo in un solo giorno più di 500
persone, accecando ostaggi e deportando in Germania la famiglia di Tancredi: gli dettero
il soprannome "il ciclope"o il "crudele". Perciò i Comuni del Nord
dItalia si riunirono a S. Donnino nel 1195 rinnovarono la Lega contro
lImperatore. Enrico VI moriva il 30 Settembre 1197, molto giovane, a soli 32 anni:
lasciava il bambino Federico II che la madre mise sotto la tutela papale. Poco dopo,
l8 Gennaio 1198, moriva anche Celestino III a 95 anni.
3-Innocenzo III riafferma il
cesaropapismo, indice la quarta Crociata e riunisce la Chiesa orientale, indice la
Crociata contro gli Albigesi in Francia e la Crociata contro i Mori in Spagna
Nello stesso giorno della morte
di Celestino III, i Cardinali raccolti nel Septizonio del Palatino elessero Papa il loro
più giovane collega, Lotario dei Conti di Segni che si chiamò Innocenzo III: era nato ad
Anagni nel 1160 e aveva quindi solo 37 anni; era stato educato nella Scuola del Laterano
ed era andato poi a studiare Teologia allUniversità di Parigi e Diritto a quella di
Bologna, e a trentanni, avendo solo solo gli Ordini Minori, era stato fatto
Cardinale diacono da suo zio Clemente III. Era un convinto assertore della Teologia che da
circa due secoli si andava affermando, e con tale concezione esercitò il suo mandato
tenendo presente il "De Consideratione" di S. Bernardo: la Cristianità
non era che un solo Regno la cui guida era il Vicario di Cristo e tutti i Re e gli
Imperatori dipendevano da lui. Il suo programma era di ristabilire la signoria papale nei
suoi territori, pacificare i Principi Cristiani, estirpare le eresie e riformare la
Chiesa.
A Roma riuscì a sottomettere
il Comune ribelle con lappoggio della borghesia mercantile, dei suoi parenti e dei
suoi clienti, creando lautorità di un solo "Senatore" e ricevendone il
giuramento di fedeltà; nellItalia Settentrionale prese sotto la sua protezione la
risorta Lega Lombarda e creò la Lega Toscana e col loro appoggio liberò la Toscana, le
Marche e lUmbria dai residui epigoni di Enrico VI; nellItalia Meridionale
affermò la sua autorità ricevendo per testamento di Costanza, vedova di Enrico VI, morto
nel 1196, sotto la sua tutela il piccolo Federico II, di quattro anni, già proclamato Re
di Germania e Re dei Romani; per la Germania, dove subito dopo la morte di Enrico VI era
sorta di nuovo la lotta tra i Guelfi che avevano eletto Ottone di Baviera e i Ghibellini
che avevano eletto Filippo di Svevia fratello del Re defunto, si pronunciò in favore del
guelfo Ottone IV a patto che non avanzasse pretese verso il Regno di Sicilia, sul quale
nominava un suo feudatario: da questo fatto in Italia si chiamarono Guelfi quelli che
parteggiavano per il Papa e ghibellini quelli che parteggiavano per lImperatore.
La prima preoccupazione di
Innocenzo III fu lorganizzazione della Crociata: per lui la Crociata e lunione
delle Chiese erano due cose intimamente legate. La situazione in Oriente era terribile:
nel 1185 Andronico I Comneno, che aveva fatto strangolare il giovane Imperatore Alessio II
suo cugino, era stato a sua volta rovesciato dal suo favorito Isacco II Angeli, quello che
collaborò ambiguamente con Federico Barbarossa nella Terza Crociata, e poi a sua volta
nel 1195 veniva abbattuto e accecato da suo fratello Alessio III. Ad Alessio III Innocenzo
III si rivolse facendo sapere che lImpero dOriente poteva sopravvivere solo se
collaborava nella lotta contro lIslam ma gli rispose il Patriarca Giovanni di
Costantinopoli con un memoriale col quale confutava la pretesa della Sede Romana al
primato universale. Innocenzo III gli propose di discutere la questione in un Concilio
Ecumenico ma non ebbe risposta e allora pensò che solo la Crociata vi potesse porre
rimedio.
Trovò risposta soltanto dai
Feudatari di secondo ordine poiché i Re avevano capito quanto costasse lavventura.
NellAprile del 1201 era pronta una spedizione di cui facevano parte, sotto il
comando di Teobaldo III Conte di Champagne, Baldovino Conte di Fiandra, Simone di Monfort,
Goffredo di Villehardouin che ne scriverà la storia, e Bonifacio di Monferrato: il Doge
di Venezia Enrico Dandolo si offriva a traghettare lesercito ma non potendo i Capi
pagare tutta la somma volle che in compenso gli riconquistassero Zara sulla costa dalmata,
che si era ribellata ed era andata col Re dUngheria.
Nel frattempo arrivava in
Occidente presso il cognato Filippo di Svevia il Basileus Alessio IV, giovane figlio di
Isacco II detronizzato e accecato, a offrire ai Crociati la sua collaborazione, che
consisteva nellofferta di 200.000 marchi dargento, di soldati e della riunione
con la Chiesa Occidentale, se si fosse restituito il trono al padre cacciando
lusurpatore Alessio III. Lofferta venne accettata.
La spedizione salpò da Venezia
nel 1202 e il 17 Luglio 1203 senza troppa resistenza entrarono nella Capitale Bizantina e
rimasero incantati davanti a una città tanto meravigliosa. Alessio III fuggì e Alessio
IV con suo padre Isacco II fu ricollocato sul trono. Però allinizio del 1204
esplose una rivolta popolare che pose al posto dei due Basilei lagitatore Dukas
detto Marzuffo (dai lunghi baffi ). Furibondi i Crociati il 13 Aprile 1204 rientrarono in
città e fu un sacco atroce vergognoso. Innocenzo III informatone scrisse :
"Questi difensori di
Cristo, che dovevano volgere la spada solo contro gli infedeli, si sono bagnati di sangue
cristiano: non hanno risparmiato né religione né età né sesso. Hanno apertamente
commesso adulteri, fornicazioni, incesti
Li hanno visti strappare dagli altari i
rivestimenti dargento, violare i santuari, razziare icone, croci e reliquie."
Finito il saccheggio i Crociati
decisero di cambiare sistema con la fondazione di un Impero Orientale come
lOccidentale dandogli il nome di "Romània": fecero Imperatore Baldovino
di Fiandra, che il Legato Papale consacrò, e poi crearono tanti Re e Duchi, vassalli in
teoria dellImperatore: Duca di Atene, Duca di Corinto, Duca di Tebe, Re di
Salonicco
il Doge di Venezia non volle riconoscere il nuovo Imperatore e si proclamò
"Signore di un quarto e mezzo dellImpero Greco" e si portò a Venezia i
celebri cavalli di bronzo, che erano nellIppodromo, per porli sulla Basilica di S.
Marco. Fu eletto nuovo Patriarca il veneziano Tommaso Morosini senza consultare Innocenzo
III che ne fu seccato e non accettò linvito del nuovo Imperatore di andare a
celebrare a Costantinopoli la riunificazione delle due Chiese. I Comneni e gli Angeli si
rifugiarono a Nicea e in Epiro, intendendosela con lArcivescovo greco di Atene
Nicola Acominate, che scrisse la cronaca di questi fatti, nellattesa del momento
favorevole per la vendetta.
Per questa situazione Innocenzo
III, che prima era favorevole a Ottone IV di Baviera, divenne favorevole a Filippo di
Svevia e Ottone dovette fuggire in Inghilterra nel 1207.
Ma a Innocenzo III stava a
cuore un altro grosso problema: quello degli Eretici, che si erano organizzati in una vera
e propria "chiesa" nella Francia Meridionale. Anche a Roma cera una scuola
dove si insegnava apertamente il Catarismo e ad Assisi cera un Podestà patarino! La
città di Albi nella Francia Meridionale ne era il centro: la quasi totalità dei Signori
Feudali era daccordo con loro e i loro figli erano allevati nelle loro scuole.
Innocenzo III fin dal 1198, quando fondò lOspizio di S. Spirito per i bambini
abbandonati, annunciò la sua risoluzione di combattere leresia. E con la Bolla Adversus
nos vietava agli Avvocati e ai Notai di prestare il loro soccorso agli Eretici.
In Italia ordinò di escludere
i Catari dagli uffici pubblici e di confiscare i loro beni, ma trovò difficoltà ad
attuare la decisione per il disaccordo che presto nacque con lImperatore Ottone IV.
In Francia le difficoltà
nascevano dallopposizione dei Signori Feudali, specialmente di Raimondo VI di
Tolosa, e di parte dei Vescovi, che rendevano inutili gli sforzi dei Cistercensi da lui
nominati suoi Legati incaricati di combattere leresia con discussioni e sermoni. I
Signori furono avvertiti che se avessero continuato a fare i complici degli Eretici il
Papa avrebbe esortato il Re di Francia a impadronirsi dei loro beni.
In Spagna nel 1205 il
trentatreenne Canonico Domenico di Guzman priore del Capitolo episcopale di Osma, tornando
dalla Danimarca dove era stato col suo Vescovo Diego de Azevedo a cercare una fidanzata
per il figlio del Re di Castiglia Alfonso VIII, dopo di essere stati a far visita a
Innocenzo III, si recarono allAbbazia di Citeau per seguire lattività di una
quarantina di missionari per la conversione degli Eretici. Durante la prima breve
esperienza i due Spagnoli capirono subito che linsuccesso dei Legati Papali era
dovuto al contrasto tra il loro fastoso apparato e la povertà dei loro avversari, e
decisero di intraprendere una loro iniziativa con un altro metodo: rimandarono i loro
cavalli e i loro domestici e si avviarono per le strade a piedi scalzi mendicando il pane
come dice il Vangelo e come facevano i Catari, i Patarini e i Valdesi. Nellestate
del 1206 assistettero a una riunione di Abbati e Dignitari Cistercensi a Castenau presso
Montpellier ed ebbero il coraggio di esprimere la loro opinione che, riferita a Innocenzo
III, venne esposta con la sua Bolla del successivo 19 Novembre diretta ai Cistarcensi ai
quali tra laltro diceva di scegliere
"uomini provati che ,
imitando la povertà di Cristo, il grande povero, non temessero di andare con veste umile
ma con animo ardente a trovare gli Eretici per strapparli con laiuto di Dio
allerrore con lesempio e con la competenza dei loro discorsi"
Poi Domenico e Diego si dettero
a organizzare la loro attività secondo il loro metodo, riunendo un gruppo di compagni di
cui il Vescovo Diego lasciò la guida a Domenico dovendo ripartire nel 1207 per Osma sua
Diocesi. Le città e i villaggi della Linguadoca videro apparire missionari mai visti, che
vivevano come i catari, poveri, caritatevoli e modesti, che la gente vedeva volentieri e
così cominciarono a sostituire i Cistercensi che andavano in giro con solenni
paludamenti.
Il nuovo Vescovo di Tolosa di
nome Folco pregò Domenico di andarlo ad aiutare.Un ricco borghese gli regalò una casa
vicino alla chiesa di S. Romano dove costituì la prima comunità con i suoi sette
compagni, ai quali Folco dette il nome di "Frati Predicatori".
Ma il 14 Gennaio 1208 successe
un fatto grave: il Cistercense Pietro di Castelnau Legato Papale e il Vescovo di
Conserans, lasciando di buon mattino nella città di Saint-Gilles, la locanda dove avevano
pernottato dopo avere tentato di persuadere Raimondo VI di Tolosa ad abbandonare la sua
protezione agli Eretici, furono aggrediti con la spada da un cavaliere originario di
Beaucaire, un piccolo vassallo di Raimondo VI: Pietro di Castelnau fu trafitto a morte.
Nessuno dubitò che il mandante fosse Raimondo, il quale aveva salutato i suoi
interlocutori con queste parole ambigue: "Dovunque andiate, io terrò locchio
su di voi!". Innocenzo III pensava che la forza dovesse essere usata solo con gli
Infedeli perché erano aggressori e non con gli eretici: quanto aveva espresso nella Bolla
del 19 Novembre 1206 lo aveva già espresso nello Statuto dei "Poveri Cattolici"
per i Valdesi e i Catari disposti a convertirsi, ma di fronte a tale fatto, che poteva
essere il gesto di un esaltato, tutti lo consigliarono a bandire la Crociata anche contro
di loro.
Per tutto lanno 1208 i
suoi emissari predicarono la Crociata per la Francia Meridionale. Alla spedizione militare
vi parteciparono quasi tutti i Signori Feudali della Francia Settentrionale, autorizzati
dal Re Filippo Augusto, che non vi partecipò perché impegnato nella guerra di
liberazione della parte inglese della Francia contro Giovanni Senza terra: lesercito
contava circa 50.000 soldati sotto lordine dei Legati papali Rinaldo Abbate di
Citeaux e il Vescovo Milone. Lesercito Crociato partì da Lione il giorno di S.
Giovanni 24 Luglio 1209 e vi partecipava con una larga croce al petto anche il Conte di
Tolosa Raimondo VI, che si era sottomesso al Papa consegnando sette suoi castelli dopo le
trattative avute col Legato Papale il Vescovo Milone.
La prima città attaccata fu
Béziers che apparteneva al ventiquattrenne erede dei Trencavel Raimondo Ruggero: la
strage fu spaventosa, uccidendo tutti , donne, bambini, eretici e cattolici, preti e
canonici: nella sola chiesa della Maddalena, dove la gente si era rifugiata, furono
massacrate circa 7000 persone. Il sacco di Beziers è rimasto come il più spaventoso
ricordo di questa Crociata. Allintransigente Signore della regione parigina, Simone
di Monfort , fu affidata insieme allamministrazione del feudo del giovane Trencavel
la direzione di tutta la Crociata, che condusse con terribile rigore e subito ripeté il
massacro ad Albi, la Capitale degli Eretici. Di fronte a tanta crudeltà Raimondo VI di
Tolosa allinizio di Settembre 1209 abbandonò la Crociata, si schierò di nuovo con
gli Eretici e corse a Roma dal Papa, che riuscì a commuovere raccontando gli orrori di
cui era stato testimone. Fu demandata la questione a un Concilio, il quale non solo lo
scomunicò ma colpì le sue terre con linterdetto. Raimondo VI ebbe lappoggio
di tutti i Conti della Francia Meridionale e cominciò una vera lunga guerra tra la
Francia Merdionale e quella Settentrionale.
Nell anno 1208 anche in
Germaniaera stato lassassininato il candidato Imperatore Filippo di Svevia:
Innocenzo III si riconciliò con Ottone di Baviera che consacrò a Roma Imperatore nel
1209. Ma subito dopo lincoronazione Ottone IV, che allinizio era stato
preferito perché guelfo, ora si manifesta con le idee di Federico Barbarossa: rivendica e
va a occupare il Regno di Sicilia e la Puglia e infeuda anche le terre della Contessa
Matilde di Canossa: Innocenzo III nel 1210 lo scomunica e gli oppone il suo figlioccio
diciassettenne Federico II proclamandolo nel 1212 Re di Germania e Imperatore dei Romani,
imponendogli la rinuncia al Regno di Sicilia in favore del figlioletto Enrico, e sollecita
il Re di Francia Filippo Augusto a sostenerlo contro Ottone IV che si allea col Re
dInghilterra Giovanni Senzaterra: a Bouvines nel Luglio 1214 Ottone IV viene
sconfitto e si ritira nei suoi feudi di Baviera .
Mentre continuava la Crociata
Albigese, Innocenzo III patrocinava anche la Crociata Spagnola che era cominciata da
quando i Mussulmani avevano occupata la Spagna: da allora la "Reconquista" non
era mai cessata ed era stata una Guerra Santa contro unaltra Guerra Santa, con tappe
alterne di eroismo e di crudeltà: si racconta di un Emiro mussulmano che conservava le
teste mozze dei Cristiani per rallegrarsi ogni tanto la vista e del celebre spagnolo Cid
Campeador, che, riconquistata Valenza nel 1094, si rallegrò a cuocere letteralmente vivo,
in una fossa piena di tizzoni ardenti, uno sventurato capo mussulmano. Innocenzo III
incoraggiò a riprendere la Crociata lArcivescovo di Toledo Rodriguo Jimenez, il
quale riuscì a riunire un formidabile esercito sotto la guida di tre Re: Sancio V di
Navarra, Pietro II dAragona e Alfonso VIII di Castiglia. La spedizione partì da
Toledo il 16 Luglio 1212 e si scontrò con lesercito mussulmano del terribile capo
almoado Yacuf a Las Navas de Tolosa nella regione basca e gli inflisse una sconfitta che
fu un massacro spaventoso: il Primate di Toledo e lArcivescovo di Narbona passando
tra i cadaveri mussulmani in putrefazione intonarono il "Te Deum" e portarono lo
stendardo azzurro stellato dei Califfi nella Cattedrale di Toledo. Questa vittoria dette
un grande impulso ai già numerosi Ordini Religiosi Cavallereschi che ebbero un grande
ruolo nella continuazione della "Reconquista". Da allora la Chiesa Spagnola
celebra questo giorno come la festa del "trionfo della Croce".
4-Il Concilio Lateranense IV
approva la quinta Crociata e i movimenti riformatori di Domenico da Guzman e di Francesco
di Assisisi, condanna i movimenti riformatori dissenzienti i e istituisce il Tribunale
Papale dellInquisizione.
Le parole di Innocenzo III,
scritte nella Bolla del Novembre 1206, oltre essere già messe in atto da Domenico di
Guzman che le aveva ispirate, ebbero un eco anche nel cuore del minuto giovane
venticinquenne Francesco di Assisi, che proprio allora stava riflettendo sulla sua sorte,
tornato da Spoleto dove era caduto gravemente ammalato nel 1205 durante
larruolamento nelle milizie papali in allestimento per una spedizione in Puglia
sotto la guida di Gualtiero di Brienne. Suo padre Bernardone, un grosso mercante di
Assisi, lo aveva mandato a scuola a imparare letteratura latina e francese specialmente
provenzale. Era molto attratto dalle imprese cavalleresche perciò aveva già partecipato
nel 1202 ventunenne a una guerra tra Assisi e Perugina, dove aveva passato un anno di
prigionia riportandone gravi danni alla salute. A Spoleto, durante le lunghe ore passate a
letto, aveva avuto una visione mistica, che nel 1206 lo indusse a tornare ad Assisi, dove
si dedicava a lunghe meditazioni vagando per la campagna e nelle grotte della montagna
leggendo la Bibbia e il Vangelo.
Pieno di queste suggestioni
mistiche gli sembrò di riconoscere Gesù in un lebbroso in cui un giorno si imbatté, lo
abbracciò e lo baciò sulla bocca. Andò poi in pellegrinaggio a Roma mendicando il pane
come un povero e tornato andava sempre dedito alla meditazione e alla preghiera. Un giorno
pregando davanti a un vecchio crocifisso della cappella diroccata di S. Damiano sentì
come una voce irresistibile che gli diceva:
" Francesco , va
ricostruisci la mia casa che crolla!"
E si mise a restaurarla con le
sue mani. Fu accolto come un figlio dal vecchio Prete di S. Damiano, che lo lodò e lo
incoraggiò a restaurare anche altre cappelle, oratori e altri edifici sacri. Intervenne
il padre Bernardone e se la prese col Prete che approfittava dun povero squilibrato
e si rivolse al Vescovo perché inducesse il figlio a ritornare a casa. Ma Francesco
confermò pubblicamente di voler fare leremita e nel 1207 in piazza davanti a tutta
Assisi rinunciava alla eredità paterna e dichiarava di non avere altro padre che quello
dei Cieli. Passò altri due anni a restaurare altre chiese finché nel 1209 nella festa
dellApostolo S. Mattia sentendo la messa nella chiesa di S. Maria degli Angeli
restò colpito dalle parole di Gesù durante la lettura liturgica del Vangelo:
"Andate e predicate che il
Regno dei Cieli è vicino!".
Poiché sapeva quello che stava
succedendo in Francia a quelli che che predicavano senza ordine, si presentò prima al
Vescovo di Assisi per averne il permesso e poi andò nella piazza a predicare: vestito
come i contadini con un saio e una corda ai fianchi, dopo avere cantato una dolce canzone
venuta dalla Francia per attirare la folla, parlava della necessità di fare penitenza e
di rinunciare alle ricchezze. Dovunque andava tutti accorrevano a sentirlo e gli davano da
mangiare. Si unirono a lui altri compagni e quando furono dodici, il Vescovo gli
consigliò di andare a chiedere il permesso anche al Papa e nellestate del 1 210 si
presentò a Innocenzo III, il quale, dietro la testimonianza del Vescovo di Assisi e del
Cardinale Giovanni Colonna che Francesco non aveva niente a che fare con tutti quei
predicatori che brandivano il Vangelo contro la Chiesa, perché si professava docile e
obbediente alla sua autorità, molto volentieri ne approvò il programma e lo incoraggiò
a proseguire nella sua attività che era proprio quella che desiderava: scese dal trono e
lo abbracciò e salutandolo gli disse di tornare quando sarebbero cresciuti.
La delusione lasciata negli
animi dalla Quarta Crociata del 1204, che invece di andare a liberare il S. Sepolcro era
andata a occupare Costantinopoli, si espresse in certi fenomeni mistici come quello del
pastorello Stefano di Cloyes presso Vendôme, al quale tutti credevano nel 1212 che gli
era apparso il Signore e gli aveva consegnato un ordine scritto di liberare il Santo
Sepolcro: migliaia di adolescenti parteciparono alla Crociata dei Fanciulli che
nonostante il divieto del Re Filippo Augusto si adunarono a Marsiglia e da sette galere
furono caricati per essere trasportati in Palestina: due naufragarono e due approdarono in
Algeria dove furono venduti come schiavi. Anche in Germania si formò una Crociata di
fanciulli trascinati da un giovane di Colonia chiamato Nicola: passò le Alpi ma si
sgretolò sfinita e affamata nelle strade dItalia. Innocenzo III quando ne fu
informato esclamò:
"Questi fanciulli sono la
nostra vergogna: noi dormiamo ed essi partono!"
Innocenzo III aveva un
desiderio ardente di dare avvio a unaltra Crociata per il Santo Sepolcro e perciò
cercò di finire la guerra nata dalla Crociata contro gli Albigesi. Alla fine del 1212
Simone di Montfort, Capo della Crociata del Nord contro il Sud della Francia, si era
impadronito quasi di tutto il grande feudo di Raimondo VI, e sembrando che operasse per
interesse personale, Innocenzo III incoraggiò il Re Pietro dAragona a intervenire
in difesa del Conte di Tolosa che era poi suo cognato ma nella battaglia di Muret il 12
Settenbre 1213 il Re Pietro cadde sul campo e Simone di Monfort nel Concilio di
Montpellier dell8 Gennaio 1215 fu proclamato Principe di tutte le terre conquistate.
Occorreva la conferma del Papa. Innocenzo III demandò la questione al Concilio
Lateranense IV che aveva già convocato lanno prima per il Novembre 1215 soprattutto
per cercare di riunire le forze cristiane per unaltra Crociata per la liberazione
del Santo Sepolcro. Al Concilio parteciparono 412 Vescovi, 800 Abbati, circa 3000 Chierici
di vario rango, i rappresentanti dellImperatore dOccidente,
dellImperatore dOriente, dei Re di Francia, dInghilterra,
dUngheria, di Gerusalemme e di Cipro. Innocenzo III vi cercò di fare accettare una
decisione di pacificazione a favore dei Signori di Tolosa ma dovette arrendersi alla
volontà dei Vescovi non senza far garantire i diritti della moglie e del figlio di
Raimondo VI: i Vescovi temevano il ritorno del potere degli Eretici e pretesero che i
Signori del Nord si insediassero al posto degli antichi proprietari. Il Concilio rinnovò
la scomunica a Ottone IV; approvò la nuova Crociata per la liberazione del Santo Sepolcro
alla quale subito aderì Giovanni Senzaterra dInghilterra, Andrea dUngheria e
Federico II. che allora veniva di nuovo incoronato Re di Germania; approvò un programma
di riforma della Chiesa, soprattutto tenendo conto della ricostituita unità della Chiesa
con i Bizantini; condannò la dottrina escatologica dei tre Regni dellAbbate
cistercense Gioacchino da Fiore presso Cosenza morto nel 1202, che era in consonanza col
movimento protestatario dei Valdesi e dei Catari; impose lobbligo di denunciare gli
eretici ai Legati Papali e stabilì la responsabilità collettiva delle famiglie e dei
villaggi che ospitassero un eretico e la demolizione di ogni casa in cui si trovasse un
eretico; formulò lobbligo della Comunione e della Confessione annuale almeno a
Pasqua; approvò lOrdine dei Frati Predicatori e lOrdine dei Frati Minori e
vietò di fondare altri Ordini Religiosi; organizzò lInquisizione degli Eretici in
forma di Tribunale e ne rese obbligatoria la denuncia .
Innocenzo III cominciò a
viaggiare per organizzare la Quinta Crociata ma fu colto da febbre terzana a Perugia dove
morì il 16 Luglio 1216 a 55 anni: forse perché era stato lincarnazione del Potere
Teocratico due ladri di notte avevano spogliato il suo cadavere lasciandolo completamente
nudo.
5-Onorio III attua la quinta
Crociata e porta a termine la Crociata contro gli Albigesi.
Due giorni dopo la morte di
Innocenzo III il 18 Luglio 1216 venne subito eletto il successore nel vecchissimo
Cardinale Cencio dei Savelli di 89 anni col nome di Onorio III. Suo primo pensiero fu
quello di dare inizio alla Quinta Crociata auspicata da Innocenzo III.
Vi parteciparono i
rappresentanti della Cristianità occidentale e orientale: degli Occidentali oltre il Papa
vi parteciparono Andrea dUngheria e Amalrico di Montfort, essendo morto Giovanni
Senzaterra dInghilterra ed essendo Federico II impegnato con gli Arabi di Sicilia, e
degli Orientali parteciparono Leopoldo Duca dAntiochia, Giovanni di Brienne Re
titolare di Gerusalemme, Ugo di Lusignano e Raimondo IV Principe di Antiochia e di
Tripoli. Fu nominato Capo Giovanni di Brienne, ma Andrea dUngheria non gli obbedì e
per quattro mesi combatté solo presso il Monte Tabor e poi si rimbarcò e perciò venne
scomunicato da Onorio III, mentre Giovanni di Brienne e gli altri andavano ad assaltare
Damietta che presero il 5 Novembre 1119 e volevano farne oggetto di scambio con
Gerusalemme presso il Sultano ma il Cardinale Legato Pelagio si sostituiva a Brienne e
dava ordine di avanzare a conquistare anche Gerusalemme: fu il fallimento perché furono
fatti prigionieri dai corsari egiziani e furono rilasciati solo per lamicizia che il
Sultano aveva con Federico II.
Di questa Crociata prese
occasione Francesco dAssisi per recarsi dal Sultano a proporgli di convertirsi al
Cristianesimo e ne ricevette la rispsota che la pemsava come lui ma se si fosse convertito
i suoi sudditi lavrebbero ucciso.
Intanto in Francia tutto il
Mezzogiorno si sollevò: il vecchio Raimondo VI di Tolosa, aiutato da suo figlio Raimondo
VII, riprese loffensiva. Simone di Monfort accorse ad attaccare la stessa Tolosa ma
fu raggiunto da una pietra di manganella che gli fracassò il capo il 28 Giugno 1218.
Il 19 Maggio era morto anche
Ottone IV e Federico II faceva eleggere Re di Germaina il suo figlioletto Enrico,
riservandosi, in elusione dellobbligo impostogli da Innocenzo III, il Regno di
Sicilia dove voleva trasferire il centro dellImpero, che voleva far diventare
mediterraneo. Si dedicò intanto alla sottomissione degli Arabi ostili facendoli suoi
amici. Federico II cercava di attuare unidea di Impero unitario e accentrato e
perciò i Comuni Lombardi vedevano in lui un nuovo Federico Barbarossa e stavano
organizzandosi contro di lui in una Seconda Lega Lombarda:questo era il motivo che gli
impediva di mettere in esecuzione limpegno della Crociata.
Onorio III era statoo costretto
dal Comune ribelle a trasferirsi a Rieti :Federico II, che era stato affidato a lui come
precettore da Innocenzo III, lo aiutò a ristabilirsi in Roma nel Giugno 1219: in compenso
Onorio III il 20 Novembre 1220 lo consacrava Imperatore dietro il giuramento di dare
inizio alla Crociata, di restituire alla Santa Sede i beni della Contessa di Canossa e di
rinunciare al Regno di Sicilia in favore di suo figlio Enrico.
In Francia il figlio di Simone
di Monfort, Amalrico, stanco di una lotta tanto difficile, labbandonò tutto e si
ritirò a Carcassonne. Dovunque i Catari rialzavano la testa e di nuovo si impadronivano
dei loro domini e perciò Onorio III supplicò il Re Filippo Augusto di intervenire. Le
truppe regie guidate dal figlio Luigi VIII arrivarono nel Mezzogiorno nel 1219 e tentarono
invano di espugnare Tolosa: Luigi VIII dovette tornare indietro e Amalrico disgustato gli
cedette ogni suo diritto sul Mezzogiorno. Quando nel 1222 morì Filippo Augusto, i Legati
del Papa e i Vescovi riuniti a Concilio a Parigi e a Bourges supplicarono il nuovo Re
Luigi VIII di rinnovare la Crociata contro Raimondo VII, amico degli Eretici più di suo
padre. Nel Giugno 1226 una seconda volta un esercito crociato si mise in cammino e occupò
Avignone, covo di Valdesi e di Catari, e poi Beziers e Carcassonne. Una carovana di monaci
e di preti provenienti dalle regioni del Sud lo precedeva invitando la popolazione a
sottomettersi. In poche settimane fu tutto chiuso: dal Concilio di Palmiers furono
devolute tutte le terre degli Eretici al Re di Francia e Raimondo VII si riconciliava col
Papa dando una parte dei suoi beni alla Corona e il Contado di Tolosa al Papa. I Capi
degli Eretici ricercati dal Tribunale dellInquisizione dovettero fuggire o
nascondersi: ogni casa in cui si trovava un eretico doveva essere distrutta.Per combattere
leresia e impedire il suo rinascere si tenne a Tolosa nel 1228 un Concilio nel quale
si proibì ai Laici il possesso di qualunque copia della Bibbia in lingua volgare. Delle
conseguenze di questo disastro, secondo Daniel Rops, la Francia del Mezzogiorno non si è
mai completamente ristabilita.
6-Federico II contro le
dirttive di Gregorio IX fa alleanza col Sultano egiziano e ottiene la consegna dei Luoghi
Santi
Il 18 Marzo 1227 moriva
lultracentenario Onorio III e il giorno successivo veniva eletto lottantenne
Cardinale Ugolino dei Conti di Segni col nome di Gregorio IX:era nipote di Innocenzo III
ed era stato il protettore di Francesco dAssisi. Il suo primo pensiero fu la ripresa
della Crociata e mise alle strette Federico II ad eseguire le promesse minacciandolo di
scomunica. LImperatore tergiversava anche perché stando in Sicilia aveva stabilito
relazioni di amicizia col Sultano dEgitto Melik-el-Kàmìl sotto il cui dominio era
Gerusalemme. Comumque salpò nel Settembre 1227 ma dovette tornare indietro per una
epidemia scoppiata tra i suoi soldati: Gregorio IX il Giovedì Santo 1228 lo scomunica ma
i Ghibellini di Roma nel Lunedì di Pasqua mentre il Papa predicava in S.Pietro fecero
irruzione e con modi villani lo fecero smettere. Gregorio IX fuggiva a Viterbo e poi a
Perugia e di là scagliava di nuovo la scomunica contro Federico II. LImperatore
riprese il mare il 28 Giugno 1228 più per avere un incontro col Sultano che per fare una
vera Crociata. Nel frattempo Gregorio IX canonizzava Francesco dAssisi morto due
anni prima nel 1226 e mandava i Francescani in Palestina a rendere pubblica la scomunica
di Federico II con le parole:
"Non è un crociato ma un
pirata!".
Federico II e il Sultano si
incontrarono e con un trattato di vicendevole tolleranza del Febbraio 1229 il Sultano gli
restituì con i prigionieri Gerusalemme, tranne la moschea di Omar, Nazareth e tutte le
località tra Gerusalemme e S. Giovanni dAcri. I due sovrani si impegnavano inoltre
ad essere alleati per dieci anni contro ogni nemico presente e futuro. Il 7 Marzo 1229
Federico II entrava in Gerusalemme e due giorni dopo nel Santo Sepolcro se ne proclamava
Re in esecuzione del patto stipulato col vecchio Giovanni di Brienne che gli aveva dato il
diritto di successione avendo sposato la sua giovane figlia Isabella morta poi nel 1228.
Federico II, considerato un
traditore empio, dovette affrettarsi a tornare per combattere contro le truppe di Gregorio
IX e del suocero Giovanni di Brienne che avevano invaso i suoi Regni di Sicilia e di
Puglia e solo quando dette migliori spiegazioni a Gregorio IX ebbe lassoluzione
dalla scomunica col trattato di S. Germano presso Cassino nel Luglio 1230. Nel 1231 come
Re di Sicilia a Melfi, dove andava spesso a risiedere, lontano da Palermo che ospitava la
sua Corte, convegno di scienziati, filosofi e poeti, con " la più alta
manifestazione di civiltà"secondo Dante, emanò lordinamento per i suoi Stati
con le celebri Constitutiomes Regni utriusquae Siciliae, chiamate Costituzioni
di Melfi, redatte da Pier delle Vigne e altri giuristi: con esse affermava che solo
dal Re prendeva valore la legge e non dai Feudatari.
7-Gregorio IX istituisce il
Tribunale autonomo dellInquisizione e lo affida ai Domenicani e ai Francescani
Greorio IX invece con Decreti
del 1231, quando proclamò Santo Antonio da Padova, e del 1234, quando proclamò Santo
Domenico di Guzman, faceva dellInquisizione un Tribunale autonomo permanente
indipendente dai Vescovi trasferendolo dai Legati ai Domenicani e ai Francescani e nel
1235 nominava primo Inquisitore Generale per la Francia il Domenicano Robert de Bougre:
così lInquisizione dai Vescovi e poi dai Legati Papali passava ai Monaci e da
allora acquistò la triste fama di tribunale terribile che va in cerca di sospetti e di
denunce. Istituiva anche il Tribunale della Sacra Romana Rota per le cause di competenza
papale, come lannullamento dei matrimoni, chiamata così per la distribuzione
circolare dei giudici e per la rotazione del suo presidente. Nel 1234 fece anche
pubblicare la celebre raccolta di Decretali di cui aveva incaricato Raimondo da
Peñafort e che portano il suo nome, con la quale veniva completato il Decreto di
Graziano e dette incarico a Guglielmo di Anversa di purgare le Opere di Aristotele da
errori perché potessero essere usate nelle scuole cristiane.
Gregorio IX Combatté in tutti
i modi Federico II sostenendo la Seconda Lega Lombarda appoggiata dallo stesso figlio di
Federico II, Enrico VI, ribelle al padre: ma Federico II sconfisse la Lega a Cortenuova
presso Bergamo il 27 Novembre 1237 dove trappò ai Milanesi il Carroccio e lo portò in
Campidoglio in spregio al Papa mentre mandava suo figlio Enrico VI in prigione in un
castello della Calabria.
Avendo Federico II nel 1238
nominato Re di Sardegna laltro suo figlio Enzo, Gregorio IX nel 1239 scomunicò
luno e laltro essendo la Sardegna feudo papale, e alleatosi con Genova e
Venezia indisse la Crociata contro di lui. Convocò anche un Concilio Ecumenico contro di
lui, ma Federico II vietò ai Vescovi dellImpero di parteciparvi e cercò di
ostacolare che gli altri vi potessero andare: mentre lui marciava verso Roma il figlio
Enzo con la flotta pisana presso lIsola del Giglio catturava i Vescovi Francesi e
alcuni Cardinali imbarcati su navigli genovesi e li trattenne prigionieri.
Durante tale situazione
Gregorio IX ultranonagenario moriva il 22 Agosto 1241 e Federico II ne dava
lannuncio spavaldamente con le sue lettere a tutto il mondo.
Al Conclave che si riunì a
Roma per eleggere il nuovo Papa, Federico II mandò anche i due Cardinali che teneva
custoditi a Capua imponendo loro di tornare da lui che era accampato a Tivoli. I Cardinali
nel Conclave in tale situazione erano indecisi per paura del partito ghibellino. Il Senato
di Roma per spingerli allelezione li fece rinchiudere nel Monastero di S. Gregorio
in clausura rigorosa durante la quale uno vi morì. Dopo due mesi finalmente elessero il
vecchio e malaticcio Vescovo della Sabina, Cardinale Goffredo Castiglioni, appartenente a
una delle principali famiglie milanesi, già Cancelliere arcivescovile a Milano e prima
monaco cistercense nel Monastero di Hautscombes dove aveva scritto una "Storia della
Scozia": prese il nome di Celestino IV. Dopo la sua elezione i due Cardinali detenuti
in ostaggio tornarono lealmente a Tivoli da Federico II.
Celestino IV morì dopo
diciassette giorni e non ci fu più un Papa per due anni perché i Cardinali non si
sentivano di riunirsi e di pronunciarsi per rispetto dellImperatore. Difatti
Federico II era lunico uomo che poteva far fronte al nuovo pericolo che proprio
allora incombeva: i Mongoli o Tartari.
I Mongoli erano arrivati
attraverso la Polonia e lUngheria nelle zone occidentali. Questi formidabili
cavalieri e arcieri, lanciati al principio del secolo alla conquista della Manciuria,
della Cina, della Persia e dellEuropa sotto la guida di Cengis-Kan, appartenente
alla progenie di Attila ma molto più geniale di lui, avevano creato dal 1204 al 1226 un
Impero più grande di quello Bizantino e di quello Germanico messi insieme. Ora guidati
dai suoi discendenti Batù e Sobutai erano arrivati in Occidente fino alle porte di Vienna
e si affacciavano sullAdriatico attraverso la Croazia; in Oriente la loro pressione
costringeva i Sultani di Damasco Elyub e di Egitto Ismail nipoti di Saladino a riunire le
loro forze per eliminare i risultati conseguiti, durante la loro disunione, dalla
"Crociata dei poeti" di Nanteuil e di Tebaldo di Champagne del 1239, i soli che
avevano risposto a un ulteriore appello di Gregorio IX, il quale prima di morire ne stava
lanciando un altro contro i Bizantini di Nicea che creavano fastidi all Imperatore
Latino di Costantnopoli.
Per due anni Federico II era
lunico padrone dEuropa e seppe difenderla dai Mongoli con una strategia
intelligente facendoli indietreggiare. Ammirava il Califfato Arabo perché era occupato da
un discendente del Profeta mentre in Occidente si faceva Papa una persona qualunque.
Nel frattempo in Francia nel
1242 prendeva il Potere Regio, dopo una lunga Reggenza della madre Bianca di Castiglia, il
ventiseienne Luigi IX, figlio di Luigi VIII che fino allora si era occupato solo di
guerreggiare col Re dInghilterra. Luigi IX faceva subito sentire la sua voce
ammonendo Federico II che " il Regno di Francia non era così debole da non
recalcitrare contro i colpi di sperone", e ingiunse a Federico II che lasciasse
riunire il Sacro Collegio per eleggere il Papa.
8-Innocenzo IV nel Concilio I
di Lione afferma la Teocrazia assoluta, approva la tortura nel Tribunale
dellInquisizione e indice la sesta Crociata
Dopo due anni finalmente i
Cardinali per essere liberi si trasferirono ad Anagni e anche Federico II permise ai due
Cardinali prigionieri di recarvisi perché si eleggesse il nuovo Papa. Il 24 Giugno 1243
elessero Papa il quarantottenne Cardinale Sinibaldo Fieschi col nome di Innocenzo IV:
apparteneva alla famiglia genovese dei Conti di Lavagna ed era Professore di Diritto a
Bologna con idee teocratiche ancora più assolute di Innocenzo III.
Federico II scrisse subito a
Innocenzo IV di essere disposto a collaborare se intendeva rispettare i diritti del Potere
Imperiale; Innocenzo IV inviò i suoi Legati a Melfi invitando Federico II a rimettere in
libertà i Prelati che Enzo aveva fatti prigionieri. Poiché Federico II aveva un forte
partito a Roma, Innocenzo IV se ne andò a Genova e poi in Francia da dove invitò
lImperatore ad andare a giustificarsi davanti al Concilio Ecumenico che Gregorio IX
non aveva potuto celebrare in Laterano e che lui aveva indetto di riunirsi in Francia a
Lione per il 1245 sotto la protezione del Re di Francia Luigi IX.
Federico II inviò al Concilio
tre impostanti giuristi, Pier delle Vigne, Taddeo di Suessa e Raimondo di Tolosa, per
esporre le sue ragioni, ma lAssemblea non li volle neppure ascoltare e colpì di
nuovo lImperatore con la scomunica come spergiuro, sacrilego ed eretico e lo depose
da tutti i suoi poteri. Innocenzo stesso stese la Confutazione dellApologia
dellImperatore scritta da Pier delle Vigne. Federico II faceva presente la
necessità di un potere politico e militare unito e forte di fronte al pericolo mongolo
alle porte e a quello mussulmano che aveva rioccupata Gerusalemme e si appellava a tutti i
Re, il cui potere veniva messo in balia del Potere Papale, mentre Innocenzo IV con la
Bolla Agni Sponsa Nobilis del 1246 si rifaceva al Sacerdozio Regale del Vecchio
Testamento e rivendicava al Papa non solo il potere spirituale ma anche quello temporale
che gli Imperatori e i Re esercitano solo alle dipendenze del Papa e approvava luso
della tortura nei Tribunali dellInquisizione. Si accese una fiammata di contrasti
tra Ghibellini e Guelfi in ogni città, in ogni villaggio e in ogni famiglia.
Il Concilio promulgò anche la
VII Crociata concordata da Innocenzo IV e dal trentenne Re di Francia Luigi IX che aveva
fatto voto di andare a liberare il Santo Sepolcro durante una grave malattia nel 1244. Era
stata predicata dal Legato Papale Eudes di Chateauroux e vi avevano aderito i tre fratelli
del Re e molti grandi Feudatari di Francia, di Fiandra, di Bretagna, di Borgogna e il Re
di Norvegia Haakon e Giovanni di Joinville che ne raccontò la storia. Il 25 Agosto 1248
salparono da Aigues Mortes in Provenza trentotto vascelli con circa 12.000 uomini con
alcune donne, tra cui Margherita Regina di Francia, al canto del Veni Creator. Dopo
avere girato a vuoto per tre giorni e tre notti attorno allo Stromboli arrivarono a Cipro,
Regno di Enrico I Lusitano, che doveva servire come base di appoggio. Il 4 Giugno 1249
attaccarono Damietta in Egitto:dopo un fortunato sbarco di sorpresa in mezzo ai canali del
Nilo, trovarono ad attenderli davanti alla cittadella di Mansurah lEmiro Facr-el-Din
a sbarrare la strada con barili di fuoco greco: con laiuto di una spia beduina che
rivelò un guado riuscirono ad aggirare il pericolo eliminando di sorpresa Facr-el.Din e
la sua schiera. Però cominciò la carestia con lo scorbuto, i l tifo e la dissenteria e
fu il disastro, perché furono attaccati dal nuovo Emiro Baibars e il Re e i sui fratelli
con gli altri Baroni dovettero arrendersi e furono fatti prigionieri l8 Febbraio
1250: solo sborsando centomila bisanti doro riacquistarono la libertà. Luigi IX si
trattenne in Siria ancora quattro anni per restaurare i Castelli cristiani e poi tornò in
Francia senza avere adempiuto il suo voto.
In Germania, dove era stato
nominato Re Corrado IV figlio di Federico II, i Feudatari, in adesione alla scomunica nel
1246, lo avevano deposto ed eletto Re Enrico di Raspe Margravio di Turingia e , morto
questo, nel 1247 Guglielmo dOlanda, contro il quale Corrado IV ebbe qualche successo
come lo ebbe Ezzelino da Romano Veneto genero di Federico II contro i Guelfi Veneti; in
Italia, dove i Comuni del Nord erano coalizzati col Papa, la situazione era diventata
disastrosa. Mentre Federico II stava iniziando una spedizione contro la Francia era
scoppiata una rivolta a Parma da dove si era estesa a Firenze, a Bologna, a Milano, a
Ferrara e a Mantova. Federico II aveva assediato Parma che voleva radere al suolo ma nel
1248 il suo campo era stato assalito di sorpresa: Taddeo di Suessa era stato ucciso e lui
dovette fuggire. Una sconfitta peggiore aveva avuto suo figlio Enzo nel 1249 a Fossalta
presso Modena dove i Ghibellini lo catturarono e lo portarono a Bologna e non riebbe più
la libertà. Dopo questi disastri Federico II aveva cominciato a sentirsi abbandonato
anche dai più fidi e perfino, come sembra, dal Cancelliere Pier delle Vigne, che
imprigionò e fece abbacinare. Colpito da dissenteria si fermò a Castel Fiorentino presso
Foggia e là morì il 13 Dicembre 1250.
Allinizio del 1251
Innocenzo IV dalla Francia dette lannunzio al mondo della morte di Federico II con
la Bolla Laetentur coeli et exultet terra come un canto di liberazione e dopo sei
anni riprese la strada di Roma dove arrivò dopo essersi fermato due anni a Perugia e
riprese la lotta contro tutti gli Hohenstaufen che dichiarò razza maledetta. Scomunicò
per la seconda volta Corrado IV, lerede di Federico II, perché nel 1251,
rivendicando il Regno di Sicilia retto a nome suo dal fratellastro Manfredi Principe di
Taranto, era partito dalla Germania per andarvisi a insediare; anche Innocenzo IV aveva
inviato le sue truppe per occuparlo come suo feudo. Corrado IV dopo avere occupato Capua e
Napoli moriva a Lavello il 21 Maggio 1254, lasciando il figlio Corraidino di due anni
sotto la tutela di Manfredi. Manfredi aveva chiesto al Papa di essere nominato suo Vicario
nellamministrazione del Regno di Sicilia ma Innocenzo IV aveva preferito Raimondo di
Lancaster, tuttavia di fronte ai diritti di Corradino andò a Napoli per esaminare la
questione ma vi morì il 7 Dicembre 1254.
9-Aessandro IV inizia
luso della Crociata come arma politica
Nella stessa Napoli si
riunirono i Cardinali e il 12 Dicembre 1254 elessero Papa Rinaldo dei Conti di Segni
Vescovo di Velletri che prese il nome di Alessandro IV: era nato a Jenni presso Anagni,
era parente di Innocenzo III e di Gregorio IX.
A Roma aveva ripreso il
sopravvento il Comune signoreggiato dal bolognese Brancaleone degli Andalò e per quanto
Alessandro IV fosse riuscito a far nominare due Senatori suoi amici dovette ritirarsi con
i Cardinali a Viterbo.
LItalia era travagliata
dai Guelfi e dai Ghibellini: Ezzelino da Romano, che era stato nominato Vicario Imperiale
da Federico II e scomunicato più volte da Innocenzo IV, tiranneggiava ancora le città di
Padova e di Verona. Contro di lui Alessandro IV organizzò una Crociata sostenuta dalle
città guelfe: lo scontro avvenne nel ponte sullAdda presso Cassano: Ezzelino rimase
ferito e fu rinchiuso nel Castello di Soncino tra Cremona e Brescia dove moriva nel 1259.
In Sicilia Manfredi aveva
sparsa la falsa voce che Corradino di Svevia fosse morto e nel 1259 si fece incoronare Re
nella Cattedrale di Palermo: alle proteste del Papa rispose suscitandogli contro i
Ghibellini di Roma e di Toscana: fu allora che i Guelfi di Firenze scesero in campo contro
i Ghibellini di Siena, che erano affiancati dai Ghibellini fiorentini fuorusciti e dai
cavalieri di Manfredi e nella battaglia sulla riva dellArbia presso Montaperti del 4
Settembre 1260, alla quale prese parte anche Dante Alighieri, furono sconfitti e Firenze
fu salvata dalla distruzione per lintervento del fiero ghibellino Farinata degli
Uberti.
Alessandro IV condannò il
libro Il Vangelo Eterno, divulgazione della dottrina della nuova era dello Spirito
Santo predetta da Gioacchino da Fiore, scritto da Fra Giovanni da Parma settimo Generale
dei Francescani che fu per questo deposto, e canonizzò S. Chiara dAssisi, discepola
di S. Francesco, mentre a Perugia cominciava il movimento mistico dei Flagellanti che
andavano per città e paesi flagellandosi il torso nudo.
Quando morì Alessandro IV a
Viterbo il 25 Maggio 1261 i Cardinali per tre mesi non riuscirono a trovare un Cardinale
disposto ad assumersi lincarico papale per la difficoltà di dover far fronte alla
situazione che presentava una lotta generale tra Ghibellini e Guelfi: solo il 29 Agosto
1261 trovarono disposto ad accettare il francese Giacomo Pantaleon che prese il nome di
Urbano IV: era Vescovo di Verdun dal 1253 ed era stato Legato di Innocenzo IV in
Terrasanta, che descrisse in un libro importante e dal 1255 era Patriarca di Gerusalemme:
da giovane aveva avuto la fortuna di studiare allUniversità di Parigi nonostante
fosse figlio di un calzolaio. Urbano IV continuò a risiedere a Orvieto per la difficile
situazione di Roma. Seguì la politica dei suoi predecessori che si consideravano
Feudatari del Regno di Sicilia e perciò avevano combattuto gli Imperatori Svevi che lo
volevano unito a quello di Germania. Per questo anche lui scomunicò Manfredi che si era
proclamato Re di Sicilia e di Napoli e nel 1263 bandiva contro di lui una crociata.
Urbano IV alla notizia che il
Sultano dEgitto distruggeva le chiese erette dai Crociati nei Luoghi Santi e aveva
attaccata la roccaforte di S. Giovanni dAcri, inviò un Legato al Re di Francia
Luigi IX per pregarlo di organizzare una nuova crociata e per fare accettare il Regno di
Sicilia a suo fratello Carlo dAngiò al posto di Manfredi. Mentre Luigi IX preparava
la crociata, Carlo dAngiò si preparava a scendere in Italia a combattere Manfredi e
nel frattempo a Roma i Guelfi lo nominavano Senatore e lui inviava un legato a prendere
possesso del Campidoglio.
Con la Bolla Transiturus
istituiva la festa del Corpus Domini in occasione del miracolo di Bolsena
dell11 Agosto 1263: ebbe come collaboratore liturgico il domenicano Tommaso
dAquino, che proprio allora finiva la Summa contra Gentiles per dimostrare la
verità della fede cristiana per i Mussulmani. Tommaso da Alessandro IV nel 1256 era stato
incaricato di insegnare allUniversità di Parigi insieme al francescano Bonaventura
da Bagnoregio, tra le proteste degli altri Professori per lintrusione dei Frati
Mendicanti, e nel 1259 era stato chiamato ad insegnare nella Curia Papale prima ad Anagni,
poi a Viterbo e infine a Roma nel 1264.
Con Urbano IV a Roma si era
formato il partito angioino e alla sua morte, avvenuta il 2 Ottobre 1264 a Deruta presso
Perugia, i Cardinali elessero il provenzale Cardinale di Santa Sabina Guido Le Gros
Falcodi col nome di Clemente IV: era stato cavaliere e giurista del Re Luigi IX; rimasto
vedovo, nel 1247 era entrato nel sacerdozio; era stato Vescovo di Le Puy e Arcivescovo di
Narbona;era amico di Tommaso dAquino e di Bomaventura da Bagnoregio; apprese la sua
elezione nel viaggio di ritorno da una sua Legazione in Inghilterra e attraversò
lItalia vestito da frate mendicante; fu proclamato Papa nel Febbraio 1265 a Orvieto
dove dovette fermarsi non potendo entrare a Roma. Rinnovò lofferta a Carlo
dAngiò dellinvestitura del Feudo del Regno di Sicilia e di Napoli in cambio
di un cavallo bianco e di ottomila once doro ogni anno.
Arrivato a Roma Carlo
dAngiò nellEpifania 1266 fu incoronato Re di Sicilia e di Napoli dai
Cardinali incaricati da Clemente IV e il 20 Gennaio ripartiva contro Manfredi che
sconfiggeva nella battaglia di Benevento il 26 Febbraio 1266, nella quale Manfredi rimase
ucciso e fu ricoperto da una pioggia di pietre perché scomunicato. Subito Carlo
dAngiò sostituì tutti i Feudatari svevi con Feudatari francesi: i Guelfi ne
gioivano ma i Ghibellini speravano la rivincita dal giovane Principe Corradino di Svevia
che in Germania stava in attesa per far valere i suoi diritti usurpati da Manfredi.
Difatti il quindicenne Corradino, attorniato da valenti collaboratori, dopo la morte di
Manfredi, faceva organizzare una spedizione e nel Settembre 1267, nonostante la scomunica
papale, scese con un esercito di 10.000 tedeschi prima a Verona, dove ricevette
laiuto delle città italiane ghibelline del Nord, e poi nellAprile 1268
arrivò a Roma dove si fece incoronare Imperatore e si trattenne 20 giorni spogliando il
tesoro di S.Pietro e di altre ricche chiese; poi passò alla conquista della Puglia.
Clemente IV da Viterbo lo colpì con una nuova scomunica e Carlo dAngiò gli andò
incontro con lesercito e lo sconfisse il 28 Agosto 1268 presso Tagliacozzo in
Abruzzo: Corradino riuscì a fuggire e andò a rifugiarsi nel Castello del Feudatario
romano Frangipane ad Astura, un isolotto tra Terracina e il Circeo, ma fu tradito dal
Frangipane e consegnato a Carlo dAngiò che, nonostante la richiesta di Clemente IV
di portarlo da lui, lo fece decapitare nella piazza del mercato di Napoli il 29 Agosto
1268.
Clemente IV non riuscì mai a
mettere piede in Roma: scrisse ai suoi nipoti di non andare da lui se non dopo un suo
espresso permesso; era amico del frate francescano inglese Francesco Bacone, iniziatore
della scienza sperimentale "sorgente di ogni altra scienza", e gli chiese di
inviargli copia delle sue opere. Morì a Viterbo il 29 Novembre 1268.
10-Risorge lImpero
Bizantino e Gregorio X indice il II Concilio di Lione per la riunificazione della Chiesa
Ortodossa.
Passarono due anni e mezzo
prima che i Cardinali riuniti a Viterbo eleggessero il successore perché chi lo voleva
francese e chi lo voleva italiano. Carlo dAngiò daccordo con i Tedeschi
cercava di protrarre il conclave più che era possibile per poter continuare nelle sue
mene allo scopo di fare una crociata per impadronirsi di Costantinopoli rioccupata nel
1261 da Michele Paleologo che aveva cacciato Baldovino II lultimo Basileus latino.
Ma suo fratello Luigi IX era contrario a tale sua intenzione perché voleva la vera
crociata contro i Mussulmani: aveva concepito il piano di sbarcare in Tunisia e di
convertirne il Sultano e così liberare i Luoghi Santi senza combattere. Luigi IX Partì
l11 Luglio 1270 e andò a morire di colera nel successivo 25 Agosto nella pianura di
Cartagine con quasi tutto il suo esercito.
Protraendosi ancora il conclave
i Magistrati di Viterbo Alberto di Montebono e Ranieri Gatto ne fecero sprangare le porte
e fecero perfino scoperchiare il tetto per sollecitare lelezione:solo allora i
Cardinali crearono una loro commissione con lincarico di fare lelezione e il
1° Settembre 1271 nominò il piacentino Teobaldo Visconti col nome di Gregorio X: era
Arcidiacono di Liegi e si trovava in missione diplomatica col Principe Edoardo
dInghilterra a S. Giovanni dAcri: avvertito tornò subito e a Benevento fu
accolto da Carlo dAngiò che lo accompagnò fino a Viterbo dove veniva ordinato
Prete e a Roma il 27 Marzo 1272 veniva ordinato Vescovo e proclamato Papa.
Si proponeva di riconciliare
Ghibellini e Guelfi, Chiesa dOriente e Chiesa dOccidente e di liberare il
Santo Sepolcro. Cercò di realizzare questi propositi indicendo subito il Secondo Concilio
di Lione per il 1274. Nel frattempo cercò di intervenire in varie città del Nord per
comporre le lotte tra Guelfi e Ghibellini e incitò la Germania a porre fine
allinterregno che durava dalla morte di Corrado IV del 1254 e con la sua influenza
venne eletto nel 1273 Rodolfo dAsburgo al quale promise di incoronarlo Imperatore a
condizione che facesse la Crociata in collaborazione con Carlo dAngiò.
Il 7 Maggio 1274 inaugurò
personalmente il Secondo Concilio di Lione: vi erano presenti circa duemila persone, tra
cui i Patriarchi di Costantinopoli e di Antiochia, i Re dInghilterra e
dAragona e molti Teologi: si era mosso per parteciparvi anche Tommaso dAquino,
che nel 1272 era andato a Napoli per fondarvi un centro per Studenti Domenicani, ma moriva
lungo il viaggio nellAbbazia di Fossanova presso Priverno. Il Concilio ristabilì
lunità tra le due Chiese; definì lesistenza del Purgatorio e
lapplicabilità alle anime ivi rinchiuse delle indulgenze acquistate con le opere
buone e con le preghiere, specialmente con la Messa; decise che fossero dimezzati i viveri
ai Cardinali durante il Conclave se non avessero eletto il Papa entro un tempo
ragionevole. Durante il Concilio morì Bonaventura da Bagnoregio e Gregorio X ne fece
lelogio funebre. Rientrando in Italia moriva ad Arezzo il 10 Gennaio 1276.
I Cardinali si riunirono ad
Arezzo e il 21 Febbraio 1276 nominarono Papa col nome di Innocenzo V il cinquantunenne
Pietro di Tarantasia, località della Savoia: era entrato nei Domenicani da ragazzo
diventando un filosofo e un teologo famoso, scrivendo vari libri tra cui Sulleternità
del mond, o aveva occupato il posto di Tommaso dAquino allUniversità di
Parigi , nel 1272 era stato nominato Arcivescovo di Lione e poi Cardinale di Ostia. In
cinque mesi cercò di pacificare Pisa e Lucca e Carlo dAngiò con Rodolfo di
Asburgo, al quale promise lIncoronazione ma non poté dargliela perché morì
improvvisamente.
Non la fece neppure Ottobono
Fieschi genovese di Lavagna, nipote di Innocenzo IV, che, collappoggio di Carlo
dAngiò suo amico, fu eletto Papa col nome di Adriano V il 10 Luglio 1276 : essendo
solo Arcidiacono prima a Canterbury, poi a Reims e infine a Parma, fu fatto subito Vescovo
e non poté essere incoronato Papa perché morì il 18 Agosto successivo a Viterbo dove
era andato per curare la salute: aveva appena sospese le norme sancite dal II Concilio di
Lione per lelezione del Papa.
Tale disposizione fu mantenuta
anche dal successore Giovanni XXI eletto nel successivo 15 Settembre in un luogo chiuso,
da cui deriva Conclave, mentre fuori la gente tumultuava perché Carlo
dAngiò voleva un Papa francese. Appena eletto punì severamente i perturbatori del
Conclave. Aveva 57 anni, era spagnolo e si chiamava Pietro Giuliani noto come Pietro
Ispano; apparteneva a una nobile famiglia di Lisbona: aveva studiato Medicina
allUniversità di Parigi ed era diventato un medico famoso; aveva insegnato Medicina
a Siena e aveva scritto il libro Il Tesoro dei Poveri; perciò da Gregorio X era
stato nominato suo Archiatra e poi fatto Cardinale Vescovo di Tuscolo o Frascati. Nei suoi
otto mesi di Papato fece di tutto per pacificare lImperatore Rodolfo dAsburgo
e il Re di Sicilia Carlo dAngiò e giunse fino a minacciare di scomunica il Re
Alfonso X di Castiglia e il Re Filippo III di Francia per indurli a rappacificarsi;
scrisse anche allImperatore di Costantinopoli perché mantenesse la decisione presa
al Concilio di Lione di chiudere lo Scisma della Chiesa dOriente e al Capo dei
Tartari perché collaborasse con i Cristiani per la liberazione dei Luoghi Santi. Morì il
16 Maggio 1277 travolto dal crollo del soffitto dellappartamento nuovo che si era
fatto costruire a Viterbo, nella cui Cattedrale fu sepolto.
11-Nicolò III comincia il
nepotismo e la turbolenza dei partiti politici guelfo e ghibellino fa risiedere i Papi in
varie città fuori Roma
Dopo sei mesi di discussioni o
di litigi i Cardinali, divisi nei due partiti francese e italiano, riuscirono a eleggere
finalmente il 27 Dicembre 1277 il sessantaduenne Gian Gaetano Orsini col nome di Nicolò
III: era romano, da ragazzo aveva conosciuto S. Francesco e perciò promosse
nellOrdine Francescano lobbedienza al Papa, secondo lesempio del suo
Fondatore, contro i Fraticelli animati da zelo esagerato per la povertà. Per
eliminare da Roma i partiti, invitò Carlo dAngiò a rinunciare al titolo di
Senatore dei Romani, e stabilì che solo un romano potesse essere eletto a tale carica,
alla quale promosse suo fratello Matteo Rosso e dette il Governo delle Romagne ai suoi
parenti, tra i quali erano tre dei nove Cardinali che nominò. Fece spese enormi per
ingrandire le residenze del Laterano e del Vaticano, per costruire la Chiesa di S. Maria
alla Minerva in Roma e ville magnifiche a Viterbo e a Soriano al Cimino, dove morì il 22
Agosto 1280. Lo Storico Giovanni Villani, vissuto nei pochi decenni successivi, lo accusa
di essere stato il primo Papa a praticare il nepotismo e la simonia, e Dante lo pone nella
bolgia dei Simoniaci.
Anche per il Conclave
successivo ci furono turbolenze sia a Roma che a Viterbo, suscitate dai due partiti, fino
al 22 Febbraio 1281 quando prevalse il partito angioino eleggendo Martino IV : si chiamava
Simone di Brie, era stato Canonico di Tours e Cancelliere del Re di Francia; non voleva
accettare ma fu costretto dai Cardinali e per la situazione difficile non si recò mai a
Roma e si fece incoronare a Orvieto. Era amico di Carlo dAngiò che nominò di nuovo
Senatore di Roma contro quanto aveva disposto Nicolò III, e poiché Carlo dAngiò
cercava di fare una spedizione per andare a rioccupare Costantinopoli cacciando Michele
Paleologo, la riunione delle Chiese iniziata nel Concilio di Lione II si ruppe di nuovo.
La amaniera di governare degli
Angioini suscitò una sanguinosa rivolta in tutta la Sicilia, in occasione di una villania
fatta da un soldato francese a Palermo verso una giovane sposa, il pomeriggio di martedì
di Pasqua del 1282:la rivolta venne ricordata col nome dei Vespri Siciliani.
Poiché Carlo dAngiò inviava le sue truppe a domarla, i Siciliani chiamarono in
aiuto le truppe di Pietro dAragona il Grande, che era suo avversario perché faceva
parte degli Svevi estromessi dalla Sicilia e aspettava loccasione per rivendicare i
diritti di sua moglie Costanza figlia di Manfredi. Pietro dAragoma, che aveva al suo
servizio Giovanni da Procida ex Comsigliere di Manfredi, facilmente conquistò la Sicilia
facendo prigiomiero Carlo II figlio di Carlo dAngiò e ne fece una sua dipendenza
staccandola dal Regno di Napoli: ne fece Cancelliere Giovanni da Procida. Martino IV, che
cambiava sede da Orvieto a Monfalcone, a Città della Pieve e a Perugia, usò
ripetutamente larma della scomunica contro i Siciliani e anche una fallita crociata
contro Pietro dAragona, dichirandolo decaduto dal suo Regno Spagnolo che dette al Re
di Francia. I Romani assalirono il Campidoglio, dispersero il presidio francese,
dichiararono decaduto Carlo dAngiò da Senatore, lo sostituirono con Giovanni Cinzio
Malabranca dei Frangipane e ristabilirono un periodo di calma nella città dopo la morte a
Foggia di Carlo dAngiò nel Gennaio 1285 e di Martino IV a Perugia nel Febbraio
successivo.
Finalmente si fece con
tranquillità il Conclave a Orvieto il 2 Aprile 1285 e col nome di Onorio IV fu fatto Papa
il romano settantacinquenne Iacopo Savelli: suo padre era Senatore di Roma e lo aveva
mandato a studiare a Parigi. Era stato Canonico della Cattedrale di Châlons sulla Marne
ed era stato fatto Cardinale di S. Maria in Cosmedin. Conferì lincarico di Senatore
di Roma a suo fratello Pandolfo e insieme e daccordo governarono Roma con grande
soddisfazione di tutti, luno nel suo palazzo di S. Sabina sull Aventino e
laltro nel palazzo sul Campidoglio, nonostante fossero affetti da una grave forma di
gotta e di artrite da non potersi muovere se non trasportati su una scranna. Onorio IV
emanò una serie di disposizioni per alleggerire i balzelli imposti dagli Angioini ai
Siciliani, dette Costituzioni di Papa OnorioIV, ma approvò la guerra contro gli
Aragonesi e considerò il Regno di Napoli vacante perché il Re Carlo II dAngiò il
Zoppo era ancora prigioniero in Sicilia.
Con una bolla condannò il
movimento dei Frati Apostolici promossi da Gerardo Sigarelli a Parma con i soliti
intenti di riformare la Chiesa secondo il Vangelo, riconobbe i Carmelitani e gli Eremiti
di S. Agostino e vietò la formazione di società religiose senza lautorizzazione
papale e la predicazione non autorizzata dai Vescovi. Anche lui promise più volte
lincoronazione a Rodolfo dAsburgo ma non mantenne la promessa perché moriva
il 5 Aprile 1287.
I malanni di Onorio IV e di
Pandolfo Senatore di Roma forse avevano la causa nellaria malsana che un tempo
infestava anche lAventino, difatti nel conclave, che dopo la morte di Onorio IV si
riunì nel palazzo che lui vi aveva fatto costruire, scoppiò, durante le interminabili
dispute, una epidemia di febbri pestilenziali che portò a morte sei Cardinali e perciò
gli altri se ne andarono fuori Roma: il solo che vi rimase fu Girolamo dAscoli
Cardinale Vescovo di Palestrina, che fu poi eletto Papa col nome di Nicolò IV il 22
Febbraio 1288, dopo un anno, quando gli altri vi fecero ritorno. Proveniva da una povera
condizione e da ragazzo era entrato nei Francescani diventandone Generale: fu accolto bene
dai Romani ma, forse perché aveva assunto anche il ruolo di Senatore, le grandi famiglie
di Nobili rivali suscitarono un tumulto nel 1289 e dovette ritirarsi a Rieti.A Rieti fu
raggiunto da Carlo II dAngiò, che aveva riscattato la sua prigionia, per essere
investito del Regno di Napoli promettendo un tributo annuo: gli concedeva
linvestitura con lincarico di proseguire la crociata per la riconquista
dellItalia Meridionale e della Sicilia contro gli Aragonesi e nel 1290 dava a suo
figlio Carlo Martello linvestitura del Regno dUngheria. Un altro tumulto
nacque quando concesse alla famiglia di Giovanni Colonna, che già aveva la carica di
Senatore di Roma, anche quella di Governatore delle Romagne.
Questi fatti smorzavano
lentusiasmo nelle regioni cristiane per le crociate anche quando era il Gran Khan
dei Mongoli a invocare lalleanza contro lo strapotere mussulmano di Baibars e del
figlio Galaum che con i suoi Mammalucchi dopo Sidone, Tripoli e Beirut il 18 Maggio 1291
con un terribile assalto occupava anche S. Giovanni dAcri, ultimo lembo
dellImpero Latino in Palestina, compiendo un massacro orrendo di cristiani tanto che
dei Cavalieri Templari ne restarono solo dieci, degli Ospedalieri sette e dei Teutonici
nessuno: lappello del Papa alla Crociata nessuno lo raccolse.
Nicolò V iniziò la
costruzione del Duomo di Orvieto e abbellì S. Maria Maggiore con un palazzo che gli
serviva per residenza, dove morì il 4 Aprile 1292.
12-Celestino V avverte la
contraddizione tra Potere Temporale e Vangelo e rinuncia al Papato
A Roma il partito guelfo si
identificava col partito angioino ed era capeggiato da Matteo Orsini mentre il partito
ghibellino si identificava col partito aragonese ed era capeggiato da Giacomo Colonna:
secondo questi due partiti erano schierati anche i 12 Cardinali riuniti in conclave nel
palazzo annesso a S. Maria Maggiore. Le discussioni si protrassero fino allestate e
il gran caldo fece sciogliere il conclave. Si riunirono in autunno ma la discordia era
ancora più profonda: fuori gli Orsini e i Colonna facevano tumulti perché si disputavano
la carica di Senatore. Passò anche linverno senza nessuna conclusione e i Cardinali
si risepararono andando chi a Viterbo e chi a Rieti. I Colonna e gli Aragonesi
minacciarono lo scisma e allora i Cardinali si riunirono a Perugia dove si presentò in
conclave lo stesso Carlo II dAngiò con suo figlio Carlo Martello per esigere
lelezione di un Papa favorevole a loro ma il Cardinale Benedetto Gaetani per paura
dei Colonna e degli Aragonesi si oppose energicamente.
Tutta la Cristianità era
preoccupata e il Cardinale Latino Malabranca presentò al conclave la lettera del celebre
eremita abruzzese Pietro del Morrone che in nome di una visione avuta minacciava castighi
divini per la colpevole discordia e fu allora che il 5 Luglio 1294 dopo due anni e tre
mesi tutti si accordarono nelleleggere una persona estranea al Collegio Cardinalizio
votando tutti proprio lottantenne Pietro del Morrone col nome di Celestino V: era un
eremita che proveniva da una povera famiglia contadina abruzzese di undici figli, che a
ventanni si era fatto monaco benedettino, poi si era ritirato sul Monte Morrone e
più tardi sulla Maiella presso Sulmona dove era stato seguito da altri compagni che si
chiamarono poi Celestini.
Tre Cardinali in corteo con
altri Vescovi e Chierici accompagnati dal Re Carlo II dAngiò andarono a omunicargli
la nomina: lui accettò solo dietro le insistenze del Re, che lo accompagnò per
lincoronazione giù allAquila tenendo la capezza dellasino che cavalcava
e poi a Napoli dove i Cardinali lo incoronarono una seconda volta. Tutti si aspettavano
linizio della nuova era dello Spirito Santo secondo il Vangelo Eterno di
Gioacchino da Fiore.
In sei mesi di esperienza a
Napoli Celestino V saccorse che non era lui che poteva dire agli altri quello che si
doveva fare ma erano gli altri che dicevano quello che lui doveva fare e che per mantenere
i possedimenti del Papa bisognava calpestare il Vangelo, perciò espresse il desiderio di
tornare da dove era venuto. Allosservazione che nessun Papa aveva mai abdicato, fece
preparare una Costituzione per approvare labdicazione del Papa, la fece pubblicare e
poi il 13 Dicembre 1294 davanti a una numerosa assemblea lesse il documento redatto dal
Cardinale Gaetani dietro sua dettatura e da lui firmato: con esso dichiarava di dimettersi
e dava ai Cardinali piena facoltà di eleggere un altro Papa. IL cardinale Matteo Orsini
gli disse:
"Tu dunque fuggi ciò che
saggi e pazzi desiderano tanto!".
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