CAPITOLO XI
IL CONCILIO DI COSTANZA
CONVOCATO DALLIMPERATORE SIGISMONDO
RICOMPONE LO SCISMA DOCCIDENTE
IN NOME DEL CONCILIARISMO
1-Le vicende penose di tre Papi e del teologo Giovanni Huss
In questa situazione complicata sia Gregorio XII che
Giovanni XXIII sollecitarono lintervento di Sigismondo di Lussemburgo, che era stato
riconosciuto nel 1411 oltre che Re dUngheria anche, contro altri pretendenti, Re di
Germania e dei Romani. LImperatore Sigismondo dichiarò che solo un nuovo Concilio
poteva risolvere la questione e propose a Giovanni XXIII di convocare il Concilio da
tenersi nella città imperiale di Costanza: a nome di Sigismondo lenciclica di
convocazione fu emessa da Giovanni XXIII a Lodi il 9 Dicembre 1413 per il 2 Marzo 1415.
Il Concilio di Costanza fu lassise di tutta
lEuropa cattolica: erano presenti i Legati di Benedetto XIII e di Gregorio XI e
Giovanni XXIII arrivò personalmente accompagnato da 600 persone; erano presenti 33
Cardinali, 500 Vescovi, 5000 Preti, 2000 rappresentanti di Università, le ambasciate di
tutti i Sovrani, di 40 Duchi, di 32 Principi, per un totale di 100.000 persone secondo i
cronisti del tempo, i quali annotano che per loccasione serano stabilite a
Costanza anche 700 prostitute.
Allapertura del Concilio del 2 Marzo 1415 tutte
tre i contendenti si dichiararono disponibili allabdicazione ma successe un fatto
che rinfocolò la discordia: il Legato di Gregorio XII espose alla finestra della sua
residenza il suo stemma, ma emissari di Giovanni XXIII nottetempo lo abbatterono e furono
deferiti allAssemblea. Giovanni XXIII, avendo ricevuto un biasimo, sentendosi
umiliato, fuggì da Costanza e andò a Sciaffusa dichiarando di non voler più abdicare:
venne abbandonato da tutti e venne dichiarato decaduto il 29 Maggio 1415; cadde poi
prigioniero del Margravio di Norimberga.
Gregorio XII dichiarava che il Concilio era legittimo e di
essere disposto allabdicazione ritirandosi a Recanati dove morì il 18 Ottobre 1417.
Benedetto XIII invece non volle cedere nelle lunghe
trattative che ebbe con lImperatore Sigismondo, fu deposto dal Concilio come
spergiuro, scismatico ed eretico: abbandonato da tutti si ritirò nella penisola spagnola
di Peñìscola presso Valenza, da dove continuava ad affermare la sua legittimità.
Al Concilio aveva fatto appello il quarantaquattrenne
Rettore dellUniversità di Praga, per il volto di rivolta che aveva assunto il
movimento a cui aveva dato origine la sua attività, impostata secondo le idee di Wiclef,
m assimilate e importate dai molti studenti Cechi che si recavano a Oxford dopo che Anna
di Boemia nel 1382 aveva sposato il Re Inglese Riccardo II.
Giovanni Huss era già Professore allUniversità di
Praga nel 1398 e nel 1402 ne era diventato Rettore, era Confessore della Regina e
predicatore di grido nella celebre Cappella di Betlem, quando i suoi studenti gli fecero
conoscere le dottrine e i libri di Wiclef: il Il trialogos , che lui tradusse in
ceco, era il suo libro preferito. Riprese e predicate da lui le dottrine di Wiclef ebbero
una vasta diffusione, anche perché la Chiesa Boema era particolarmente colpita dai mali
del tempo -possedeva la metà del Paese - e la Boemia facendo parte del Sacro Romano
Impero Germanico aveva quasi tutti Tedeschi nelle posizioni più elevate per cui correva
la voce
"la Boemia ai Boemi come la Francia ai Francesi"
Nonostante lUniversità di Praga nel 1403 contro il
suo Rettore avesse condannate le dottrine di Wiclef e nel 1407 Innocenzo VII avesse
ordinato allArcivescovo di Praga di sospenderlo dalle funzioni di predicatore
sinodale, lanno successivo 1408 ebbe lappoggio del Re Venceslao, in contrasto
coi Tedeschi perché gli avevano tolto il titolo di Imperatore, quando decretò che
allUniversità dominata da Sassonia, Baviera e Polonia i Cechi dovevano avere tre
voti: i Tedeschi furibondi labbandonarono e fondarono lUnivrsità di Lipsia.
Huss riprese la sua predicazione con più accanimento
inquietando lAlto Clero che ottenne da Alessandro V una Bolla con cui si vietava la
sua predicazione: Huss protestò ma convocato dalla Curia Romana non si presentò e
perciò nel 1411 fu scomunicato. Allora la sua violenza si scatenò contro il successore,
Giovanni XXIII, che aveva concessa unindulgenza speciale a tutti coloro che avessero
partecipato alla Crociata contro il suo rivale Gregorio XII: col suo amico Girolamo da
Praga sollevò gli Studenti e la popolazione, bruciando nelle piazze le Bolle papali; tre
giovani, che avevano interrotto un oratore che invitava a lucrare lindulgenza, col
grido
"sono tutte frottole, lha detto il Maestro
Huss!"
furono processati e giustiziati;questo fatto suscitò
unenorme manifestazione durante il loro funerale, che fece riunire il Concilio che
determinò Giovanni XXIII, allarmato, a scagliare linterdetto su Praga:Govanni Huss
si ritirò in Castelli amici, dove scrisse il Trattato della Chiesa, mentre i suoi
seguaci tenevano viva lagitazione in tutto il paese.
Giovanni Huss, facendo appello al Concilio di Costanza,
sperava di poter far accettare le sue proposte di riforma e perciò chiese e ottenne
dallImperatore Sigismondo un salvacondotto per la sua immunità. Ma il Cardinale
Pietro dAilly, Cancelliere della Sorbona e capo della Commissione Conciliare per
lesame delle sue dottrine, non ne tenne conto, e tre settimane dopo il suo arrivo lo
fece arrestare, internare in un convento e poi in un carcere. Dopo avere ordinato di
riesumare la salma di Wiclef per darla al rogo, fu processato anche Huss e non avendo
ritrattato le sue dottrine fu condannato al rogo che venne esguito davanti a tutti i
Conciliari il 6 Luglio 1415. Huss morì con la coscienza di essere simile ai primi martiri
cristiani. Il suo martirio suscitò unondata di indignazione in Boemia: più di
quattrocentocinquanta Signori inviarono al Concilio la loro protesta, lArcivescovo
di Praga fu costretto alla fuga, nel 1419 fu invaso il Palazzo del Consiglio e
defenestrati sette Consiglieri: questa defenestrazione di Praga fu linizio della
Guerra Ussita, atroce e selvaggia, nella quale tutta la Boemia fu messa a ferro e fuoco
dalle truppe imperiali e dai Crociati del Cardinale Nicolò Cusano contro le bande di
Hussiti.
2-Martino V abroga i Decreti sul Conciliarismo
Il Concilio di Costanza si chiuse col Conclave, composto da
23 Cardinali e da trenta rappresentanti delle principali Nazioni cristiane, e dopo tre
giorni fu eletto l11 Novembre 1417 il quarantanovenne Ottone dei Colonna di
Genazzano presso Palestrina col nome di Martino V: era stato fatto Cardinale da Clemente
VII nel 1405 e aveva partecipato al Concilio di Pisa e alle idee che ritenevano il
Concilio superiore al Papa. Nel giuramento che prestò si astenne dal nominare il Concilio
di Costanza tra i Concili Ecumenici e nel 1418 emanò una costituzione con la quale
respinse alcuni decreti del Concilio che riducevano il Papa a un primo ministro eletto da
un Parlamento. Rifiutò anche linvito dellImperatore Sigismondo a stabilirsi
in Germania e quello dei Francesi a tornare ad Avignone, ma il 16 Maggio 1418 uscì da
Costanza e prese decisamente la via di Roma. Il 12 Ottobre era a Milano e vi consacrò
laltare maggiore del nuovo Duomo che era ancora in costruzione; si fermò quasi un
anno a Firenze perché la Regina Giovanna II di Napoli occupava ostilmente Roma; a Firenze
compì un atto magnanimo riscattando con 38.000 fiorini dalla prigionia il fuggiasco
Giovanni XXIII, caduto nelle mani del Margravio di Norimberga e riabilitandolo nel
Cardinalato col titolo del Tuscolo ma linteressato non poté prenderne possesso
perché moriva durante il viaggio; finalmente conclusa una trattativa di pace con Giovanna
II di Napoli, il 9 Settembre 1420 usciva da Firenze e Domenica 30 Settembre 1420 entrava
trionfalmente a Roma, che dopo 133 anni salutava un suo Papa concittadino: i Nobili
reggevano le aste del baldacchino di porpora e linterminabile corteo era rallegrato
da istrioni danzanti; la notte seguente la città fu tutta illuminata e i capitani dei
rioni la percorrevano a cavallo con le torce accese acclamando Papa Martino.
Roma allora aveva le case e le chiese cadenti per la
miseria e la povertà estrema; le strade erano fangose e luride. Martino V dette vita a
opere grandiose per riparare tutti i danni dovuti allabbandono di tanti anni e
stabilì ispettori stradali per braccare ladri e malviventi. Anche nelle altre città
dello Stato Papale, dove erano soprusi di Signorotti, ribellioni e saccheggi di armati,
mise ordine reprimendo i prepotenti e ristabilendo il potere regio del Papa.
Daccordo con IImperatore Sigismondo indisse nel 1420 la Crociata
antiussita: per dargli maggiore impulso ne dette poi la direzione nel 1426 al
ventottenne Giuliano Cesarini, Patrizio romano, professore dellUniversità di
Padova, che per loccasione fece Cardinale.
Nel 1422 Maometto I, che aveva riorganizzato lImpero
Ottomano, dette il secondo assalto a Costainopoli e non riuscendo a espugnarla per la
furibonda resistenza dei Bizantini, si gettò nelloccupazione del Peloponneso
cristiano devastandolo. Quando il Basileus Givanni VIII nel 1425 succedeva a suo padre
Manuele II non disponeva che della Capitale di quello che era stato dellImpero
dOriente, e non gli restava che di chiedere aiuto allOccidente, ma Martino V
aveva altro da pensare.
In ossequio al Decreto Conciliare che stabiliva di riunire
"frequentemente" il Concilio, lo riunì a Pavia nel 1423, ma per la peste e la
vicinanza di Filippo Maria Visconti, lo trasferì a Siena e vi mandò uomini come il
domenicano Gerolamo di Firenze per contrastare i teorici conciliaristi. Dopo un anno di
varie discussioni, per la diserzione dei Concilari, lo dovette chiudere, con la decisione
di tenerne un altro entro sette anni a Basilea.
Accolse nel 1427 la devozione al nome di Gesù propagata
dal grande predicatore francescano Bernardino da Siena.Ebbe come segretario
lumanista Poggio Bartolini, ma non fu un mecenate degli Umanisti mentre fu un grande
nepotista. Nonostante dicesse che aveva orrore anche solo della parola
"Concilio", per prudenza indisse quello di Basilea per il 1431, ma non vi poté
partecipare morendo per un colpo apoplettico il 20 Febbraio 1431: gli fu eretto un
sepolcro in S.Giovanni in Laterano e una statua nel Duomo di Milano.
3-Eugenio IV sospende il Concilio di Basilea perché
conciliarista e al Concilio di Firenze ottiene dalla Chiesa Ortodossa la riconciliazione
in cambio della Crociata contro i Mussulmani
I 14 Cardinali presenti a Roma tennero il Conclave il 4
Marzo 1431 nel convento di S.Maria sopra Minerva e risultò eletto lagostiniano
quarantottenne Gabriele Condulmer Vescovo di Siena col nome di Eugenio IV: apparteneva a
un famiglia patrizia veneziana ed era nipote di Gregorio XII; da giovanissimo era entrato
tra gli Agostiniani dopo avere donato ai poveri 20.000 ducati del suo ricco patrimonio;
era stato fatto Vescovo di Siena a diciassette anni nel 1407 e nel 1408 Cardinale dallo
zio Gregorio XII: da Papa continuò la vita rigida monastica. Al Conclave aveva dovuto
giurare insieme agli altri Cardinali una specie di capitolazione per la quale il Sacro
Collegio diventava lunico abilitato a ricevere il giuramento dei Vassalli e dei
Funzionari, a firmare le alleanze, a dichiarare la guerra e a promuovere la riforma della
Chiesa.
Si urtò subito con la famiglia Colonna, erede di Martino
V, la quale, dopo avere saccheggiato il tesoro papale, pretendeva di conservare come
dominio privato Castel S.Angelo, Ostia e altre terre e perciò la dovette scomunicare e
privare di ogni funzione. A lui aveva fatto appello Giovanna dArco, la Pulzella dOrléans,
condannata al rogo come strega ed eretica dal Tribunale dellInquisizione per aver
promosso la guerra francese di liberazione contro gli Inglesi, ammonendo che ogni Nazione
deve stare nei propri confini e mettere le proprie forze al servizio della Crociata: il
Tribunale dellInquisizione non ne tenne conto e fu mandata al rogo il 30 Maggio
1431.
Il 23 Luglio 1431 ebbe inizio il Concilio di Basilea
precedentemente indetto da Martino V: doveva continuare gli intenti di quello di Costanza
nella lotta contro leresia e nella riforma della Chiesa. Vi parteciparono una
dozzina di Abbati, na cinquantina di Ecclesiastici e molti Professori Universitari:
Eugenio IV, molto occupato a contendere ai Colonna i beni della Chiesa, mandò a
presiederlo come suo Legato il giovane Cardinale Giuliano Cesarini, che, a sua volta,
molto preoccupato per le sconfitte ricevute nella disastrosa crociata contro gli Ussiti,
dette lincarico a Giovanni Beaupère di fare una relazione al Papa. La situazione fu
dipinta così pericolosa che Eugenio IV con gesto improvviso il 18 Dicembre 1431 lo
dichiarò chiuso e ne indisse un altro a Bologna entro diciotto mesi: il Legato Cardinale
Cesarini gli scrisse che i Padri Conciliari scoppiarono in "unesplosione di
collera"dichiarando che non avrebbero abbandonato il loro posto se non con la forza.
Anche il Re Carlo VII appoggiava il Concilio e il giovane umanista Nicolò Cusano lo
sosteneva nel suo libro La concordia Cattolica del 1433, mentre lImperatore
Sigismondo cercava di mettere daccordo le parti con la speranza di una Incoronazione
a Roma. I Colonna, umiliati da Eugenio IV, sollecitarono il Duca di Milano Filippo Maria
Visconti, anche lui insoddisfatto del trattamento di favore fatto alle Repubbliche di
Venezia e di Firenze sue nemiche, a invadere lo Stato Papale.
Per arrestare linvasore Eugenio IV assoldò il
condottiero Francesco Sforza e poi si recò a cavallo, travestito da benedettino e
accompagnato da un solo fedele, ad imbarcarsi clandesttinamete a Ripa Grande. Romani si
accorsero della partenza e dalla riva fecero piovere una pioggia di frecce sullo scafo.Tra
la Basilica di S.Paolo e Ostia una grossa barca tentò di sbarrare la via
allimbarcazione di Eugenio IV che era coricato sul fondo e coperto da uno scudo, ma
Valentino, il suo nocchiero, si difese tanto bene che tentò di speronare
limbarcazione avversaria e di colarla a picco. Da Ostia Eugenio IV salpò verso
Firenze, dove si insediò a S.Maria Novella e dove diramò lordine di raggiungerlo
ai suoi fidi. Firenze, fiera di essere diventata la capitale della Chiesa, assicurò la
sua protezione.
La resistenza del Concilio fu tale che nel 1433 Eugenio IV
dovette cedere e riconoscerlo legittimo. Si dette il voto anche a chi non era Cardinale
né Vescovo né Abbate, bastava che fosse Teologo, Canonico o Religioso e così dal 1435
vi si moltiplicarono le presenze. Complicò il groviglio lallontanamento dal
Concilio, ingiunto dal Papa, al Cardinale Domenico Caprinica, designato Cardinale da
Martino V senza potergli fare la consegna del cappello: il Cardinale Capranica si appellò
al Concilio per far valere i suoi diritti, ma fu da Eugenio IV trattato come ribelle e poi
a condizione che abbandonasse il Concilio gli fu riconosciuto il titolo cardinalizio.
Nel 1438 il tentativo di limitare le prerogative del Papa e
di privarlo delle rendite delle annate, ratificato dal Re di Francia Carlo VII con la Prammatica
Sanzione di Bourgs imitata nel 1439 a Magonzaa dai Legati imperiali, e le invocazioni
del Basileus Giovanni VIII Paleologo che, dopo la nuova occupazione di Salonicco nel 1430
da parte dei Turchi. era venuto a sollecitare una Crociata accettando personalmente la
riunione della due Chiese, indussero Eugenio IV a sospendere nuovamente il Concilio e a
convocarne un altro a Ferrara.
Ferrara allora si videro arrivare il Basileus e il
Patriarca di Costantinopoli con un seguito così abbondante che la città parve divenuta
greca: nella Cattedrale erano stati installati quattro seggi lussuosi, il più alto per il
Papa, un altro un po più basso per il Patriarca e due altri meno elevati ma allo
sesso livello per i due Imperatori.
La peste constrinse a spostare il Concilio da Fferrara a
Firenze, dove furono decisivi gli interventi del Prelato orientale Giovanni Bessarione,
che da Eugenio IV fu fatto Cardinale, e la professione di riconciliazione del Patriarca
Giuseppe che moriva durante il Concilio: le due Chiese addivennero a una comune intesa su
tutti i punti di divisione e il 7 Luglio 1439 venne firmato lAtto di Unione in
latino e in greco dove si riconosce il "Papa romano successore autentico del Beato
Pietro, Capo degli Apostoli, vero Vicario di Cristo, Padre e Dottore di tutti i
Cristiani".
Per questo con gioia Eugenio IV lanciò lappello per
la Crociata a favore dellImpero dOriente ma la Guerra dei CentAnni che
era nella fase più acuta e la Crociata contro gli Ussiti non consentivano di riunire le
forze necessarie: la situazione fu descritta spiritosamente da Giovanni Senza Paura con la
sua battuta ironica che potevano contribuire solo per le spese del battesimo dei Turchi
che avessero voluto diventare cristiani. Lappello fu accolto dalla sola Ungheria
direttamente minacciata dai Turchi che nel 1440 guidati da Murad II avevano assediata
Belgrado.
I Crociati Ungheresi ottennero una splendida vittoria a Nis
nel 1443 che determinò la partecipazione di Giorgio Skandeberg che da allora si dedicò
alla liberazione della sua patria, lAlbania, dai Turchi; ma nonostante le gesta
eroiche di Giovanni Hunyadi i Crociati Ungheresi furono sopraffatti nella battaglia della
Varna del 1444 da fresche truppe turche trasportate da navi Genovesi e la Crociata non
servì che a esasperare i Turchi che si vendicarono con grandi massacri.
Forse anche per la mancata Crociata dellOccidente, a
Costantinopoli la folla, fanatizzata dai Monaci, accolse il ritorno di Delegati al
Concilio con beffe e con linsulto
"Latini!Apostati!Eretici!"
Il nuovo Patriarca , nominato dopo la morte di quello morto
durante il Concilio, poiché era favorevole allUnione non ebbe neanche il
riconoscimento da quelli delle altre Sedi Patriarcali e lImperatore Giovanni VIII
non osò neanche pubblicare il Decreto dellUnione. Questo trattamento di rinnegato
fu fatto anche al Matropolita Isidoro di Kiev, antica capitale della Russia, il quale
perciò dovette fuggire.
Intanto il primo Concilio di Basilea vi instaurava un clima
di austerità puritana definendo Firenze "Sodoma, Gomorra e Babilonia".
Presieduto dal Cardinale Louis Aleman, il 25 Luglio 1439 depose Eugenio IV e il 5 Dicembre
elesse nuovo Papa il cinquantaseienne Duca Amedeo VIII di Savoia ritirato nel 1434 nel
Monastero di Ripaglia, presso il lago di Ginevra, che lui stesso aveva fondato nel 1410,
quando era molto giovane affidandolo agli Agostiniani. Essendo laico ricevette insieme
tutti gli ordini sacri e fu incoronato a Basilea col nome di Felice V il 24 Luglio 1440
facendo un ingresso molto solenne con dodici chinee bianche e con una mirabile cappa
doro: assunse come segretario il trentaquattrenne umanista Enea Silvio Piccolomini
che fino allora aveva svolto lo stesso incarico presso il giovane Cardinale Domenico
Caprinica, e scelse come sede Losanna.
Nel frattempo Eugenio IV incoronava a Roma
lImperatore Sigismondo e con una Bolla autorizzava di nuovo il Concilio a Basilea
pregando di intervenire il maggior numero di Preti. Con tale autorizzazione i Padri
Conciliari diventarono ancora più arroganti e nonostante lImperatore e gli altri
Principi laici gridassero alla moderazione, Eugenio IV emetteva due nuove Bolle con le
quali pretendeva di annullare tutti i Decreti del Concilio: ne nacque una tale situazione
che, temendo un nuovo scisma, intervenne il Doge di Venezia, sostenuto da tutti gli altri
Cardinali, Re e Principi, a supplicare Eugenio IV che cedesse. Finalmente il Papa con la
Bolla Donum sacrum del Natale 1443 capitolava pur non accettando tutti i Decreti
del Concilio: un prelato tedesco con una grossa iperbole salutò levento come
"la grazia maggiore dopo lIncarnazione".
Il 16 Maggio il Concilio da Basilea si trasferì a Losanna
sede del suo nuovo Papa Felice V con intenzione di riaprirsi entro tre anni a Lione.
Quattro uomini insigni allora contemporaneamente lavoravano
per la ricomposizione della concordia tra i Cristiani.
Il trentaseienne umanista Giovanni Bessarione, di
Trebisonda, monaco basiliano e Arcivescovo di Nicea, che da lungo a Costantinopoli
sosteneva la necessità dellunione tra le due Chiese da subire persecuzioni e
perciò fu costretto a rifugiarsi a Roma, dove ebbe a tale scopo lincarico di
organizzare la Crociata.
Il quarantenne Nicola Cusano di Cues presso Treviri:
proveniente dalle Università di Heidelberg, di Padova e di Colonia, fu assunto nel 1426
come segretario dal Legato Papale in Germania il Cardinale Giovanni Cesarini; divenne
Prete nel 1430 e fu chiamato dal Cardinale Giuliano Cesarini al Concilio di Basilea dove
in un primo momento si schierò con la corrente conciliarista ma poi preoccupato
dellunità della Chiesa passò tra i difensori dei diritti del Papa lavorò molto
tra i Principi tedeschi in favore di Eugenio IV: contribuì con una missione a
Costantinopoli nel 1437 per la riunione con la Chiesa Greca; nel 1439 scrisse il celebre
libro De docta ignorantia in cui anticpa la concezione copernicana e bruniana
dellUniverso; riconobbe falso il documento della donazione di Costantino.
Il trentaseienne Lorenzo Valla oriundo di Piacenza: vissuto
a Roma, la lasciò nel 1429 per andare a insegnare a Pavia e poi a fare il segretario del
Re Alfonso dAragona insediatosi a Napoli come erede di Giovanna II; redige in questi
anni, per contribuire a liberare il Papato dal Potere Temporale che lo ha tanto avvilito,
il celebre libro La falsa donazione di Costantino nel quale dimostra che il
documento, su cui si vuole fondare la legittimazione del possesso dei territori da parte
del Papa, non è del tempo di Costantino ma del tempo di Pipino; per liberare la Chiesa
dalla corruzione compila La professione monastica contro i pletorici conventi del
tempo che considera rovina della Chiesa; per questi scritti subisce un processo
dallInquisizione da cui esce assolto; per migliorare il latino usato nella Chiesa e
dai dotti scrive le Eleganze della lingua latina richiamando allesempio dei
Classici.
Enea Silvio Piccolomini di Corsignano presso Siena: come
segretario del Cardinale Domenico Capranica aveva partecipato a tutte le vicende del
Concilio di Basilea fino a diventare segretario del Papa Felice V per andare poi nella
segreteria del venticinquenne Imperatore Federico III dAsburgo, iniziatore dal 1440
della nuova dinastia degli Asburgo sul trono imperiale, presso il quale fu incoronato
poeta nel 1442, e scrisse Le miserie dei Curiali; riconciliatosi con Eugenio IV e
fattosi Prete mise al suo servizio tutta la sua influenza culturale per ottenergli le
simpatie dei Principi e soprattutto dellImperatore Federico III.
Incoraggiato da tali uomini Eugenio IV nel 1445 lasciò
Firenze e tornò a Roma dove i Romani lo attendevano e lo accolsero con un vero trionfo e
suscitò lentusiasmo della Cristianità predicando la Crociata contro il pericolo
imminente dei Turchi. I Conciliari di Basilea si sentirono isolati e in questa circostanza
lopera diplomatica di Enea Piccolomini fu preziosa perché fece passare come
sottomissione volontaria quello che ormai era una conclusione inevitabile: Felice V era
disposto a rinunciare e ad accettare di essere semplice Cardinale ed Eugenio IV quando il
23 Febbraio 1445 moriva era consolato da tale propspettiva.
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