CAPITOLO XXI
LOLOCAUSTO EBRAICO PERPETRATO DAL NAZISMO
PRODOTTO DELLA STORIA DEL CRISTIANESIMO
LA TRAGICA SITUAZIONE IN PALESTINA
PRODOTTO DELLEBRAISMO, DEL CRISTIANESIMO E DELLISLAMISMO
Al Conclave che si
aperse in Vaticano il 1°marzo 1939 entrarono 62 Cardinali e il giorno seguente venne
eletto Papa il sessantatreenne Cardinale Eugenio Pacelli col nome di Pio XII: apparteneva
a una famiglia di avvocati romani; dopo il liceo frequentato al Liceo Visconti di Roma era
entrato al Collegio Caprinica e aveva studiato Filosofia allUniversità Gregoriana;
aveva studiato Teologia e Diritto al Seminario Apollinare ed era stato ordinato Prete il 2
Aprile 1899: era subito entrato al servizio della Segreteria di Stato nella sezione Affari
Straordinari di cui nel 1911 era stato nominato da Pio X Sottosegretario e nel 1914
Segeretario; nel frattempo aveva insegnato anche allAteneo del Seminario Romano e
allAccademia dei Nobili ecclesiastici collaborando col Cardinale Casparri alla
redazione del Codice di Diritto Canonico; il 13 Maggio 1917 era stato fatto Vescovo e
Nunzio Apostolico a Monaco di Baviera, lunico Stato che durante la guerra manteneva
i rapporti diplomatici con la S. Sede e il 29 Luglio 1917 aveva presentato a Guglielmo II
le proposte di pace formulate da Benedetto XV; dopo la guerra aveva lavorato per
concludere Concordati con gli Stati tedeschi come la Baviera, la Prussia e Baden; era
stato nominato Cardinale da Pio XI il 16 Dicembre 1929 e nel 1930 era stato nominato
Segretario di Stato sostituendo il Cardinale Gasparri.
Subito il giorno dopo la
sua elezione, di fronte alla situazione minacciosa di guerra, fece un discorso invitando i
Capi delle Nazioni a mantenere la pace. Ma il 15 Marzo 1939 le truppe tedesche entravano
in Cecoslovacchia per risolvere la questione dei Sudeti e il 7 Aprile 1939 le truppe
italiane emtravano in Albania per allargare lo spazio vitale. Tra Hitler e Mussolini si
era firmato il "Patto dacciaio" e tra Hitler-Stalin si era firmato il
Patto di non aggressione del 23 Agosto 1939 col la mira di spartirsi la Polonia per
definire la questione di Danzica. Il 24 Agosto 1939 Pio XII in un discorso ammonitore
disse la celebre frase "Nulla è perduto con la pace, tutto è perduto con la
guerra". Il 1° Settembre 1939 assiste impotente allo scoppio della Guerra nella
quale da una parte cera la Germania e dallaltra la Polonia a cui avevano data
assoluta garanzia lInghilterra e la Francia. Riconobbe con soddisfazione la
dichiarazione di non belligeranza dellItalia e la sua prima enciclica del 20 Ottobre
1939 è un invito a cessare le ostilità e un esposizione dei principi e dei modi di
una pacifica convivenza tra i popoli. Nellanniversario della Conciliazion durante la
reciproca visita dei Reali dItalia al Papa e del Papa ai Reali insistette perché
lItalia si mantenesse fuori del conflitto. Al principio del 1940 accolse con piacere
linvio di Myron C.Taylor come rappresentante del Presidente degli Stati Uniti presso
la Santa Sede e sollecitò la mediazione dellItalia a far cessare la guerra. Il 24
Aprile 1940 con lettera autografa si rivolse a Mussolini stesso perché risparmiasse
allItalia la sventura della Guerra e allirritazione di Mussolini per
linsistente ripetersi dei suoi pubblici interventi, Pio XII gli fece rispondere che
"non temeva di andare in un campo di concentramento". Il 10 Giugno 1940
Mussolini dichiarava Guerra allInghilterra e alla Francia già prostrata
dallinvasione tedesca, dando "un colpo di pugnale a un uomo in terra"come
aveva detto lAmbasciatore francese François Poncet mentre riceveva la dichiarazione
dal Ministro Ciano.
Già dal Settembre 1939 Pio
XII aveva cominciato a svolgere unopera di aiuto alle popolazioni colpite dalla
guerra e apriva presso la Segreteria di Stato un Ufficio informazioni per ricercare e
trasmettere informazioni sui caduti e sui prigionieri: il lavoro si svolgeva in sezioni
per le varie nazioni, una speciale per gli Ebrei. Vi lavoravano 885 impiegati e alla fine
della guerra lUfficio aveva ricevute oltre 10 milioni di richieste e trasmesso un
numero maggiore di messaggi: solo la Germania e la Russia avevano negato di collaborare.
Il 2 Dicembre 1940
condannava leutanasia e 23 Febbraio 1941 condannava la sterilizzazione praticate dal
razzismo tedesco per eliminare gli individui inabili e per togliere agli individui
difettosi la possibilità di riprodursi.
Il giorno stesso
dellentrata in guerra dellItalia chiese ai Governi Francese e Inglese di non
bombardare Roma per il suo particolare carattere sacro, ottenendone assicurazioni, e nel
Dicembre 1942 propose al Governo italiano di dichiarare Roma "città aperta"
allontanandone i comandi militari, ma non fu ascoltato. Il 19 Luglio 1943 ci fu il
bombardamento del quartiere tiburtino attorno a Campo Verano: Pio XII accorse subito tra i
bombardati a consolare la popolazione e il giorno successivo fece pervenire una nota di
deplorazione ai Governi Inglese e Americano. Questo bombardamento spinse a riunirsi il 25
Luglio 1943 il Gran Consiglio Fascista dopo il quale Mussolini venne arrestato, cadde il
Fascismo, ci fu larmistizio dell8 Settembre e loccupazione di Roma da
parte delle truppe tedesche. Allavanzata degli Alleati arrivati vicino a Roma il 5
Febbraio 1944, rifiutò di accogliere la proposta tedesca di lasciare Roma e restò per
seguire il destino della popolazione: organizzò nella primavera 1944 la Pontificia
Commissione di Assistenza con la quale provvide ai biosgni di migliaia e migliaia di
profughi fuggiaschi dallavanzata del fronte. Protesse i perseguitati politici,
specialmente gli Ebrei, nascondendoli nelle comunità religiose. Si oppose fermamente
allevacuazione della città proposta dai Tedeschi, Roma fu salvata dal pericolo di
diventare teatro di guerra e dopo lingresso degli Americani in città, il 5 Giugno
1944 tutto il popolo romano andò in Piazza S.Pietro a manifestragli la sua gratitudine.
Dopo la Guerra veniva
conosciuto il genocidio perpretato dai nazisti contro il Popolo Ebreo come "soluzione
finale"concepita dallideologia razzista di Hitler: erano stati eliminati circa
sei milioni di Ebrei con i forni crematori. Questo fatto sbalordì tutto il mondo e
qualcuno chiamò in causa lo stesso Pio XII perché non aveva dato nessun segno di
protesta come aveva protestato per i maltrattamenti inflitti ai Cattolici e ai
Protestanti: lopera teatrale Il Vicario di Rolf Hochhut esprimeva tale accusa. Pio
XII era bene informato del trattamento orribile fatto agli Ebrei da parte del nazismo ma
il suo silenzio era una naturale conseguenza della mentalità che ogni Papa e ogni
cattolico si portava con sé da due millenni : gli Ebrei dovevano essere castigati perché
era il popolo che aveva rifiutato Cristo ed i loro padri, secondo il Vangelo, avevano
invocato che il suo sangue ricadesse su di loro e sui loro figli. Perché protestare e
rischiare che Hitler scatenasse il suo furore contro il centro della Chiesa Cattolica?
Tutto il fenomebo ha la sua
genesi e la sua spiegazione nella evoluzione storica dei rapporti instaurati tra
Cristianesimo ed Ebraismo. Il Cristianesimo è sorto accompagnato dalla persecuzione degli
Ebrei. Poi Ebraismo e Cristianesimo furono coinvolti, per il loro carattere intransigente
ed esclusivo, nella persecuzione romana fino alla diaspora ebraica nella distruzione di
Gerusalemme nellanno70 e nellanno 135. Il Cristianesimo restò poi solo a
subire la persecuzione romana finché divennne maggioranza e con Costantino nel 325 si
capovolse la situazione: il Cristianesimo perseguitato perseguitò Eretici ed Ebrei .
Questa situazione si è
protratta per tutti i secoli successivi. Tuttavia, fino all'XI secolo, le sue
ripercussioni politiche, economiche e sociali rimasero prive di conseguenze decisive.
Nonostante una legislazione particolare, gli Ebrei continuarono a mescolarsi, in
Occidente, alla vita dei loro concittadini cristiani, senza distinguersi da essi né per
le loro occupazioni, nè per i loro abiti, nè per la loro lingua. L'unico elemento che li
caratterizzava era la loro fede religiosa e questa era abbastanza intensa e forte da
suscitare interesse e provocare persino conversioni. Vittime di episodi di violenza
durante la prima crociata del 1095, dopo la seconda gli Ebrei vennero definitivamente
posti fuori legge nella società cristiana e con il Concilio lateranense IV del 1215 in
tutti i paesi cristiani si iniziò per loro un periodo di restrizioni di ogni genere:
vennero chiusi nei ghetti e contraddistinti dal cappello a punta e dall'emblema della
ruota gialla sull'abito; si procedette alla loro esclusione dalle attività economiche
normali soprattutto quelle legate alla proprietà terriera, confinandoli nel commercio del
danaro. A questa segregazione sociale si aggiunse quella psicologica: l'accusa di deicidio
li designò alla vendetta popolare, alla persecuzione, all'esilio, e fece pesare su di
loro sospetti di colpevolezza in tutti i campi della vita, così che furono considerati
come i responsabili di molte catastrofi dalle guerre alle epidemie alle crisi economiche e
sociali. In Spagna le condizioni degli Ebrei, eccezionalmente favorevoli al tempo della
dominazione musulmana, andarono progressivamente peggiorando man mano che con l'unità
statale si cementava lo spirito nazionale e la fede cattolica, sicché le sistematiche
persecuzioni cominciate alla fine del secolo XIV culminarono nell'editto di espulsione del
marzo 1492 che colpi da 100.000 a 200.000 Ebrei. La loro partenza ebbe conseguenze
negative gravi sulla stessa economia spagnola.
Le "grandi paure"
che si ebbero in alcune epoche del medioevo, in particolare nel secolo XIV, al tempo della
grande peste, portarono il fenomeno al parossismo: gli Ebrei erano massacrati da bande
fanatizzate, spinte dal bisogno di trovare un responsabile, un capro espiatorio. Le
reazioni delle autorità laiche ed ecclesiastiche di fronte a questi eccessi furono
impotenti a porre un freno efficace, perché la società cristiana si era chiusa in un
circolo vizioso. Nutrendo Io spirito dei fedeli di testi liturgici o letterari e di
rappresentazioni artistiche in cui la figura dell'ebreo era costantemente assimilata a
quella di Giuda e talvolta prendeva addirittura aspetti demoniaci, finì coll' alimentare
quell'antipatia che né l'Umanesimo nè il Rinascimento nè la Riforma riuscirono a
modificare. In forme attenuate, ma talora altrettanto sanguinose che nel medioevo,
specialmente in Polonia, la "nazione ebrea" rimase, dal XiV al XVIII secolo, al
bando delle società cristiane, sia cattoliche che protestanti e ortodosse.
Verso la fine del secolo
XVIII però, i dati del problema ebraico mutarono. Molti spiriti illuminati presero
coscienza di questa secolare ingiustizia; nel 1781 Giuseppe Il d'Austria pubblicò una
patente di tolleranza per gli Ebrei e in Francia durante la Rivoluzione francese, per le
istanze dell'abate Grégoire, nel 1791 si accordò agli Ebrei il diritto di essere
cittadini francesi e furono inoltre soppresse radicalmente tutte le barriere che li
tenevano ai margini della società. La stessa "'emancipazione" fu concessa poi
negli altri Stati europei: 1856 in Inghilterra, 1870 in Germania, 1917 in Russia, ecc. In
Italia gli Ebrei ottennero la pienezza dei diritti civili e politici in Piemonte nel 1848
con l'art. 2~4 dello statuto albertino, e questa parità giuridica si estese
successivamente agli altri Stati della penisola col progredire dell'unificazione. Tuttavia
non per questo l'antiebraismo scomparve, perché il riflesso dell'ostilità cui erano
stati fatti segno per secoli i era penetrato troppo a fondo nei costumi e negli
atteggiamenti tradizionali delle varie società, per dissolversi completamente. E così
nel XIX secolo l'antiebraismo si colorì di tinte soprattutto nazionalistiche e prese il
nome di "antisemitismo". Quando gli Ebrei divenivano cittadini di un paese, si
metteva spesso in dubbio il loro patriottismo e si contestava il loro inserimento nella
comunità nazionale, per quanto gli Ebrei dessero generalmente prova di lealismo nella
rispettiva patria e la servissero con intelligenza e coraggio in tutti i campi. L'affare
Dreyfus, in Francia, alla fine del secolo XIX, fu l'esempio più clamoroso di questo
antisemitismo nazionalistico:tale episodio dette origine al Sionismo.
Il Sionismo (da Sion,
Gerusalemme) è il movimento culturale, sociale e politico che ha lo scopo di preservare,
incrementare e diffondere la coscienza ebraica negli Ebrei di tutto il mondo, in
particolare promuovendo ogni azione atta alla riunione in un'unica sede nazionale di tutti
gli Ebrei sparsi nella diaspora. Il fondatore fu il giornalista e scrirttore ebreo
ungherese Theodor Herzl: impressionato dallesplosione di antisemitismo che il caso
dellebreo Alfred Dreyfus del 1894 determinò in Francia, avvertì la necessità di
dare alla questione ebraica una soluzione di carattere politico e nazionale, imprimendo al
movimento sionista dellepoca una profonda svolta da considerarsi il fondatore del
sionismo moderno politico. Nel saggio Lo Sato Ebraico, redatto nel 1895 e pubblicato
lanno seguente, sostenne luniversalità del problema ebraico, proponendo la
ricostruzione di uno Stato di Ebrei, basato non tanto su motivi di carattere religioso
quanto su fondamenti etnici e razziali, da insediare in Palestina o in Argentina. A questo
scopo prospettava la possibilità di fondare una grande società per azioni ebraica che,
sotto legida inglese, si occupasse di promuovere concretamente tale programma.
Nonostante i suoi sforzi rivolti allattuazione della causa, che aveva raccolto
moltissimi consensi tra gli Ebrei, come la riunione del primo congresso sionistico a
Basilea nel 1897, la fondazione della Banca nazionale ebraica e il Fondo nazionale ebraico
per lacquisto delle terre in Palestina, e le sue missioni presso il Sultano, il
Papa, lImperatore Guglielmo II ecc.morì nel 1904 senza vedere realizzato il suo
piano. Gli Organismi indispensabili venivano creati a Londra: la Banca nazionale ebraica
(Jewish Colonia Trust) per raccogliere e amministrare i capitali necessari all'acquisto
dei territori, e il Fondo nazionale ebraico (Keren kayemet Leisrael) per l'acquisto e la
messa in valore dei terreni. Si incrementò quindi l'immigrazione, che in breve divenne
imponente: nel 1908 fu fondata Tel Aviv.
Durante la prima guerra
mondiale il Sionismo, per la collaborazione militare a fianco della Gran Bretagna (Jewish
Legion) e per le benemerenze scientifiche (produzione di acetone, solvente della
nitrocellulosa, per usi bellici a mezzo della fermentazione acetobutilica scoperta da
Weizmann), ottenne il riconoscimento di una sede stabile ebraica in Palestina con la
pubblicazione della "dichiarazione" del Ministro inglese Arthur James Balfour
del 1917, con la quale si prometteva di costituire in Palestina un centro nazionale
ebraico (Home foyer) che gli Arabi stessi poi accettarono nel 1919. Nel 1922 gli Ebrei,
d'accordo con la Gran Bretagna, fondarono l'Agenzia ebraica (Jewish Agenency),
inizialmente per collaborare con l'amministrazione inglese.
Nel frattempo in Germania
nasceva il Nazionalsocialismo di carattere razzista e antisemita. Al suo sviluppo era
stata determinante lopera di un giovane che era nato in Austria, a Branau, nel 1889
e si chiamava Adolf Hitler. Nel 1906 si era trasferito a Vienna per studiare pittura ma
non era stato ammesso allAccademia e si dette allattività di pittore edile. A
Vienna allora furoreggiava lantisemitismo, come nelle altre capitali europee,
rinfocolato prima dal caso Dreyfus e poi dalla pubblicazione dei "Protocolli dei savi
anziani di Sion", che sarebbe stata la prova dellesistenza di un complotto
ebraico di dominazione del mondo: i Protocolli, resoconto di sedute segrete tenute dai
Savi Anziani di Sion in margine del Congresso sionista del 1897, pubblicati nel 1903 dal
periodico russo Znamja e ripubblicati in Francia nel 1905, era un testo fondamentale per
la propaganda zarista.Vienna allora era un terreno dove negli ultimi decenni del secolo
XIX era stato seminato largamente lantisemitismo cattolico. Un opuscolo largamente
diffuso scritto da un noto predicatore gesuita, P.Victor Kolb, rifletteva
latteggiamento dei cattolici austriaci nei confronti degli Ebrei negli anni prima
della guerra. In un discorso alla riunione dellorganizzazione cattolica Piusverein,
dedita alla promozione della stampa cattolica, padre Kolb avvertì dei pericoli che il
paese doveva affrontare:
"Dovunque si volta lo
sguardo dappertutto ci si imbatte nellopera del giudaismo, opera cosciente,
provvista di mezzi illimitati, sempre rivolta alla supremazia in qualsiasi forma."
P.Kolb tuonò che era
meglio rammentare il motto del Piusverein:"
"Protezione del popolo
tedesco, nellinterno e nellesterno, contro la penetrazione ebraica e contro
lopera distruttrice dei giudei".
In questa atmosfera
antisemita era vissuto Hitler e ne aveva assorbito i germi. Nel 1912 era andato a Monaco e
là nel 1914 si era arruolato nellesercito bavarese: alla fine della guerra
attribuì la sconfitta agli Ebrei secondo una tesi che godeva di una popolarità sempre
maggiore: massoni ed ebrei erano visti congiuntamente come cospiratori che complottavano
contro la nazione. Tornato a Monaco, venne a contatto nel 1919 col partito dei lavoratori
tedeschi di estrema destra di Antonio Drexler e il 24 Febbraio 1920, nella prima riunione
pubblica in una birreria di Monaco, espose in 25 punti il suo programma e diventatone
dirigente gli cambiò il nome in "partito nazionalsocialista tedesco dei
lavoratori". Gli dette un organizzazione paramilitare con le S.A (sturm
abteilengen) e il 18 Novembre 1923 tentò il Colpo diStato al Governo di Monaco ma gli
andò male, fu arrestato e condannato alla prigione per cinque anni, scontati solo in uno:
durante la prigione dettò a Rudolph Hess la sua autobiografia Mein kampf, che contiened
il suo programma, impostato tutto sul razzismo, sul pangermanesimo e
sullantisemitismo.Uscito di prigione nel 1925 ricominciava la sua battaglia.
LAntisemitismo del
partito Nazionalsocialista si incontrava allora con una nuova fiammata di quello
cattolico, di cui uno dei corifei era padre Ernesto Jouin. Costui dal 1912 sera
dedicato a combattere gli Ebrei fondando la "Revue Internationale des Sociétés
secrètes" e successivamente la "Lega franco-cattolica" seguendo
linsegnamento del Papa secondo il quale le forze del clero dovevano battersi contro
le forze che cospiravano per distruggere il Cristianesimo. Benedetto XV facendolo suo
Prelato domestico gli aveva scritto:
"Sappiamo che voi
compite il vostro ministero in modo esemplare
che avete affermato con costanza e
coraggio i diritti della Chiesa Cattolica non senza pericolo della vostra vita, contro le
sette nemiche della religione, che non risparmiate nulla né lavori né spese per
diffondere tra il pubblico le vostre opere in merito."
Padre Jouin nel 1920
scoprì e pubblicò Protocolli dei Savi Anziani di Sion come prova della cospirazione
degli Ebrei e nella prefazione diceva:"Dal triplice punto di vista della razza, della
nazionalità e della religione, lebreo è diventato il nemico
dellumanità", e continuò a ripetere il suo avvertimento sui due obiettivi che
gli Ebrei si prefiggevano: "Il dominio universale del mondo e la distruzione del
cattolicesimo". Pio XI lo ricevette in udienza privata e lo incoraggiò dicendo
"Continui con la sua
Revue , nonostante le difficoltà finanziarie, perché lei sta combattendo il nostro
nemico mortale"
e lo fece Protonotario
apostolico.
Padre Jouin nel 1925
elogiò Mussolini per aver salvato lItalia dal sovietismo giudaico-massonico ed ebbe
parole di elogio anche per i tedeschi che "meglio di noi hanno riconosciuto il
pericolo ebraico".,
Un altro corifeo
dellantisemitismo cattolico fu Mons.Umberto Benigni, ex capo del servizio segreto di
Pio X ed ex membro di rango del Segretariato di Stato Vaticano. Aveva continuato a
pubblicare denunce degli omicidi rituali ebraici fin dal 1890, ma dal 1920 aveva
cominciato a concentrarsi con accanita decisione sulla minaccia ebraica. Dal 1920 al 1921
pubblicò il "Bollettino antisemita", poi passò al bimestrale "Fede e
Ragione, "fondato nel 1919 da padre Paolo De Töth, facendolo diventare settimanale e
con due redazioni una a Firenze diretta da Padre Töth e laltra a Rom diretta da
Mons.Benigni. Nel 1921 Benigni pubblicò la prima edizione italiana dei Protocolli dei
Savi Anziani di Sion e lanno successivo il volumetto I documenti della conquista
ebraica del mondo.
Un altro importante editore
dei Protocolli dei Savi Anziani di Sion fu Giovanni Preziosi che abbandonato il sacerdozio
nel 1913 si era dato alla pubblicistica di natura politica dichiarando con Benigni nel
1921:
"Noi non scriviamo per
sostenere una lotta contro la religione e neppure contro la razza dIsraele. Noi
rispettiamo la razza semitica e la sua religione mosaica. Combattiamo invece contro la
degenerazione della religione mosaica costituita dallinsegnamento introdotto dal
Talmud che ha crato il principio che il mondo debba essere di Isralele."
Anche lOsservatore
Romano nel 1921 si interessò dei Protocolli dei Savi Anziani di Sion e diceva
"Bisogna distinguere la religione giudaica dalla potenza politica e sociale degli
ebrei nel mondo". Lebreo aveva diritto alla tolleranza ma solo se rinunciava
alla "ostilità verso il Cristianesimo, spinto dallodio di razza e dalla sete
di dominio".
Nel 1926 lolandese
Francesca van Lee, ebrea convertita al cattolicesimo, spinse Antony van Asseldonk,
Procuratore Generale dei Canonici della Santa Croce, a fondare a Roma unassociazione
per la conversione degli Ebrei chiamata "Gli amici di Israele" che presto
raggiunse un numero di soci considerevole:3000 Preti, 278 Vescovi, 19 Cardinali. Venne
pubblicato un opuscolo dal titolo Pax super Israel nel quale si sosteneva che gli Ebrei
non dovevano più essere chiamati deicidi. Il 25 Marzo 1928 il SantUffizio emanò un
Decreto che scioglieva lassociazione e ordinò "che nessuno in avvenire scriva
e pubblichi libri od opuscoli che in qualsivoglia maniera favoriscano queste erronee
iniziative" e, condannando "lodio contro un popolo già eletto da Dio,
quellodio cioè che oggi volgarmente suole designarsi col nome di
antisemitismo", spiegava che lassociazione veniva sciolta perché faceva sua
"una maniera di agire e di pensare contraria allopinione e allo spirito della
Chiesa, al pensiero dei Santi Padri e alla stessa liturgia". Civiltà Cattolica
nellarticolo del 1928 Il pericolo giudaico e gli Amici dIsraele del Direttore
P.Enrico Rosa in commento al Decreto del SantUffizio scriveva:
"Noi abbiamo cercato
di mettere in chiaro su queste pagine quanta colpa e quanta prevalenza avesse la traviata
generazione degli ebrei nella rivoluzione russa come già in quella francese e nella più
recente dellUngheria, con tutte le sue stragi, crudeltà ed orrori selvaggi, onde il
conseguente sfacelo del grande impero moscovita e la tirannide del latrocinio bolscevico,
che minaccia lEuropa. La propaganda giudaica ci ha portato fino a questo
punto". Nel breve periodo in cui agli ebrei era stata concessa parità di diritti,
erano riusciti a stabilire la loro "egemonia in molte parti della vita pubblica,
particolarmente nelleconomia e nellindustria, nonché nellalta banca,
dove loro è attribuito addirittura un prepotere dittatoriale, che può dar leggi a Stati
e Governi, anche in ciò che tocca alla politica, nonché la finanza, senza tema di
rivali"
In quegli anni in Austria
il prestigioso settimanale cattolico "Schönere Zukumpf pubblicando commenti ai fatti
del giorno da parte di Vescovi e Professori di teologia, settimana dopo settimana non
cessò di indicare al pubblico la perniciosa influenza degli ebrei sulla società
austriaca e la rivista cattolica satirica Kikiriki, considerata la precorritrice del
tristemente famoso settimanale nazista Der Sturmer di Julius Streichner che aveva come
motto "I giudei sono la nostra sventura", riempiva le sue pagine con maligne
caricature di ebrei ortodossi dai folti basettoni.
Nel frattempo il partito
cristiano-sociale dedicava unintera sezione del suo programma del 1926 alla
battaglia contro la minaccia ebraica e, proprio mentre Hitler minacciava di prendere il
potere, per scongiurare che i cattolici si lasciassero attirare dalla sua ostilità verso
gli ebrei, un appello veniva dalla lettera pastorale del Vescovo di Linz Johannes
Gföllner, che ebbe una vasta risonanza e fu pubblicata in tutta la stampa cattolica
europea, nella quale si cercava di mettere in guardia i fedeli dai pericoli rappresentati
dallideologia nazista: il Vescovo diceva che
"Odiare il popolo
ebraico solo a causa della sua discendenza è inumano e anticristiano" e "la
Chiesa ha sempre condannato tali pogrom e ha sempre protetto il popolo ebraico da un odio
ingiusto", però aggiungeva: "Efuor fi dubbio che molti ebrei, estranei ad
ogni preoccupazione religiosa, esrcitino uninfluenza estremamente perniciosa in
quasi tutti gli ambienti della società moderna. Economia e commercio [
]avvocatura e
medicina, mutamenti sociali e politici, sono penetrati e inquinati da principi
materialistici e liberali, che derivano prevalentemente dall ebraismo. Giornali e
manifesti, teatro e cinema sono ripieni di aspetti frivoli e immorali che avvelenano nel
profondo lanima cristiana del polo, ed è il giudaismo appunto che per lo più li
ispira e li diffonde
.Combattere e spezzare questa perniciosa influenza
dellebraismo è non solo legittimo ma sacrosanto dovere di coscienza di ogni
cristiano consapevole
.Si può solo desiderare che da parte ariana e cristiana i
pericoli e i guasti dallo spirito ebraico siano ancor meglio conosciuti e più tenacemente
combattuti".
Forte di tale avversione
del mondo cattolico il Partito Nazionalsocialista emise le leggi di Norimberga del 1935,
per le quali gli Ebrei a poco a poco venivano esclusi da tutte le funzioni pubbliche e
dalle professioni liberali; sottoposti a tasse particolari, divennero anche oggetto di
pogrom organizzati. Molti scelsero il suicidio; circa 200.000 preferirono emigrare a
prezzo della perdita di una grande parte dei loro beni. Ma gli altri paesi, pur
disapprovando il comportamento dei nazisti, si mostrarono poco propensi ad accogliere gli
emigranti e il governo inglese rifiutò loro l'ingresso in Palestina. Navi cariche di
infelici errarono così per i mari alla ricerca di un porto di salvezza e parecchie
centinaia di migliaia di Ebrei polacchi, residenti in Germania ed espulsi dai nazisti,
dovettero accamparsi nella "terra di essuno" alla frontiera germano-polacca, che
il governo polacco proibiva loro di passare.
Nel 1937 ci fu la condanna
di Pio XI del Nazionalsocialismo e del Comunismo ateo.
In Italia il regime
fascista, a partire dal 1938, segui l'esempio della politica razzista hitleriana,
escludendo gli Ebrei dall'esercito, dal partito fascista, dai pubblici uffici e dalle
scuole, proibendo loro i matrimoni misti e limitandone gravemente l'attività
professionale ed economica, benché in pratica (almeno in un primo tempo) queste misure
fossero meno rigidamente applicate, anche per la loro impopolarità presso l'opinione
pubblica. Queste "leggi razziali" in Italia ebbero poca attenzione perché
differivano di poco da quelle che la Chiesa stessa aveva applicate nei territori che aveva
governato.
Con le vittorie e le
conquiste dei nazisti, in tutta l'Europa occupata, gli Ebrei furono sottoposti a
disposizioni discriminatorie e vessatorie:obbligo di portare un distintivo (stella
gialla), imposizione di un timbro speciale sui documenti d'identità, proibizione di
frequentare ristoranti e cinema e di circolare in determinate ore, ecc Nello stesso tempo
cominciò l'espropriazione sistematica dei loro beni per mezzo delle misure dette di
"organizzazione economica", che affidavano i commerci e le attività economiche
degli Ebrei alla gestione di amministratori provvisori; opera di spoliazione su vasta
scala, che ebbe particolarmente di mira le opere d'arte. La sorte degli Ebrei fu
soprattutto tragica nell'Europa orientale, particolarmente in Polonia, a partire dalla
fine del 1940. Le autorità naziste, dopo aver pensato a un ammassamento degli Ebrei
orientali in una riserva, a Lublino, e al trasporto di quelli occidentali nel Madagascar,
decisero nel 1942 il loro sterminio sistematico, battezzato come "soluzione
finale". In tutta l' Europa occupata si ebbero così rastrellamenti metodici, che
trascinarono centinaia di migliaia di Ebrei dapprima in campi di intemamento improvvisati,
poi nei campi di concentramento e di sterminio, dove i più validi erano attesi dalla
morte lenta provocata dal lavoro forzato e dai crudeli sistemi impiegati nei campi, e gli
altri - ecchi, malati, fanciulli - dal passaggio quasi immediato nelle camere a gas e nei
forni crematori. In complesso perirono in tal modo quasi 6 milioni di Ebrei.
Con l'avvento della
repubblica di Salò nellautunno 1943 le persecuzioni antisemite divennero gravi
anche in Italia. In Francia, l'esistenza di una zona non occupata rappresentò, fino al
novembre 1942, un asilo relativo, ma successivamente il governo di Vichy prese misure
antisemite (interdizione a molte cariche pubbliche ed esclusione dall'eserdzio di
determinate professioni) e soprattutto consegnò ai Tedeschi molti Ebrei stranieri, anche
per tentare di salvare gli Ebrei francesi.
La sorte degli Ebrei
provocò in tutto il mondo una viva indignazione e uno slancio di solidanetà. Uno dei
compiti delle organizzazioni della Resistenza fu di procurare loro documenti falsi per
salvarli dalla deportazione. Ad Amsterdam, un grande rastrellamento del quartiere ebreo,
reso celebre dal Dìario di Anna Frank, provocò uno sciopero generate di solidarietà. Da
parte loro, gli Ebrei furono divisi circa il comportamento da adottare. Spesso, per forza
di cose, si comportarono come un gregge indifeso; talvolta invece seppero organizzarsi in
gruppi di resistenza e impegnarono combattimenti disperati, soprattutto nel ghetto di
Varsavia.
L'ONU, investita della
questione, decise 1947 la spartizione della Palestina tra Arabi ed Ebrei, ma la
risoluzione fu rifiutata da ambedue le parti.
Allo scadere del mandato
inglese del 15 maggio 1948, essendo già circondato il paese dalle armate della Lega
araba, i sionisti proclamarono a Tel Aviv la nascita del nuovo Stato ebraico. LONU
si epresse per linternalizzazione di Gerusalemme ma non ebbe seguito.
La fondazione dello Stato
di Israele nel 1948 ricondusse in parte il problema ebraico al suo aspetto antico
rifacendo di una frazione della Palestina un paese sovrano in mezzo alle nazioni del Medio
Oriente. L'antisemitismo prese un aspetto nuovo, da cui erano estranee questioni razziali,
mentre quelle religiose rappresentavano soprattutto un pretesto di ostilità: esso
appariva come la principale componente di un nazionalismo arabo che si era visto sorgere
di fronte, proprio in una posizione geografica chiave, uno Stato forte e moderno, del
tutto occidentalizzato, capace di convogliare in sé le risorse economiche di un Vicino e
di un Medio Oriente tradizionalmente arretrato.
Nel 1950 lONU
deliberò linternalizzazione del Luoghi Santi ma la delibera non fu applicata per la
mancata collaborazione della Giordania e di Israele.
Si assistette così a un
completo rovesciamento di posizioni: mentre l'Occidente cristiano finiva per simpatizzare
con Israele, l'Islam sostenuto, da molti paesi a regime socialista, alimentava una
violenta propaganda antiebraica, giunta a predicare la guerra di sterminio e a negare a
Israele il diritto di esistere.
Allinizio del
Concilio Vaticano II del 1963-65 Papa Giovanni XXIII tolse dalla liturgia cattolica
lespressione " perfidi Giudei".
In Europa orientale, e in
particolare nell'Unione Sovietica, dove la Rivoluzione bolscevica aveva dato agli Ebrei
completa lilrertà e uguaglianza civile e politica, un'attività dei governi
sostanzialmente avversa agli Ebrei li costrinse a un massiccio esodo verso Israele. La
questione della liberalizzazione dei permessi di espatrio degli Ebrei dall'Unione
Sovietica ha costituito dagli inizi degli anni Settanta un tema sempre presente nelle
trattative fra le autorità sovietiche e quelle statunitensi.
Contemporaneamente, però,
è andato semre più ponendosi alla coscienza dell'opinione pubblica internazionale il
problema palestinese, del popolo quindi che nella "diaspora" era stato costretto
a sostituire proprio gli Ebrei.
Negli anni Ottanta, dopo
l'invasione israeliana del Libano e specialmente in seguito alla rivolta dei palestinesi
dei territori occupati e alla repressione da parte delle autorità israeliane del 1988, in
vari paesi occidentali si sono manifestati episodi di intolleranza verso gli Ebrei. Tali
episodi hanno fatto temere il risorgere dell'antisemitismo classico, ma essi possono
essere piuttosto considerati come forme estreme di disapprovazione della politica
israeliana nei confronti del popolo palestinese.
Giovanni Paolo II nella sua
visita alla Sinagoga di Roma del 1986 ha cercato di ricomporre la fraternità con gli
Ebrei chiamandoli "nostri fratelli maggiori".
In conclusione la
situazione instauratasi in Palestina con la costituzione dello Stato dIsraele è una
perenne sorgente di contrasto, di guerre e di terrorismo.Tale sorgente non nasce da
incompatibilità di razza o di interessi ma da incompatibilità di concezioni religiose: a
Palestina è considerata sacra per gli Ebrei, per i Cristiani e per i Mussulmani. Da
quando i Mussulmani nel 637 la fecero propria i Cristiani non cessarono di rivendicarla e
per oltre un millennio fecero Crociate per riconquistarla. Gli Ebrei che ne furono espulsi
circa duemila anni fa, stanchi di essere un popolo straniero e perseguitato nelle patrie
altrui, si sentono in diritto di rioccupare la terra delle loro origini. La questione
della Palestina, che è oggetto di culto per le tre Religioni bibliche, è risolubile in
una maniera sola: rinunciando alla premessa che la Bibbia contenga la Parola di Dio e
riconoscendo che tale Parola è una colossale illusione.
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