CAPITOLO XIVLA DEGENERAZIONE PAPALEPRODUCE LA RIVOLUZIONE PROTESTANTE1 - Lelezione papale di Alessandro VI frutto della degenerazione generale della Chiesa
Già la rassegna della storia di questo secolo XV fa intravedere che la parte direttiva della Chiesa o aderiva alla demolizione che lUmanesimo aveva fatto della concezione cristiana della vita o ne dubitasse profondamente, tanto da vivere in maniera molto incoerente alla concezione che rappresentava davanti al popolo cristiano, da giustificare il giudizio riferito di Poggio Bracciolini che fosse un "branco di bricconi" che pensava solo ad arricchirsi sotto il "velo della fede".Solo questa mancanza di fede spiega loperato del Conclave dell11 Agosto 1492 nel quale i 23 Cardinali elessero Papa col nome di Alessandro VI il cinquantenne Rodrigo Borgia di cui era pubblicamente nota la vita mondana e scandalosa tenuta durante tutta la sua lunga carriera ecclesiastica, cominciata a 13 anni a Valencia quando Nicolò V, dietro presentazione dello zio Cardinale Alfonso Borgia, lo fece Canonico con lauti benefici, e proseguita andando a frequentare nel 1449 lUniversità di Bologna per laurearsi in Diritto. A 25 anni, dallo zio diventato Papa Callisto III, fu fatto Cardinale Diacono e Vescovo di Valencia nel 1456 e poi Vice Cancelliere della Chiesa: in questo tempo la sua vita già era diventata molto scandalosa tanto che in un ricevimento con ballo a Siena alla presenza di Pio II aveva ricevuto dal Papa un solenne ammonimento. Aveva avuti già tre figli da una madre ignota: Isabella, Girolama e Pier Luigi.Nonostante tutto da Sisto IV era stato fatto Cardinale-Vescovo di Albano e poi di Porto e Ostia e suo Legato in Spagna nel 1472. Poi ostentò pubblicamente una relazione con la venere di Tiziano Vannozza Cattanei dalla quale ebbe altri quattro figli: Cesare, Giovanni, Jofrè e Lucrezia, tutti debitamente legittimati con bolle.Nel 1484 aveva fatto di tutto per essere eletto Papa al posto di Innocenzo VIII ma non ci riuscì, tuttavia ottenne da Innocenzo VIII che al settenne suo figlio Cesare fosse assegnato il Vescovado di Pamplona.
Riuscì ad essere eletto Papa col nome di Alessandro VI nel Conclave riunito nella notte tra il 10 e l11 Agosto 1492 nella Cappella Sistina, dopo la morte di Innocenzo VIII, perché lenorme fortuna che aveva accumulato gli permise di addormentare le coscienze dei più influenti dei 23 Cardinali elettori attribuendo loro titoli, prebende e cariche. Perciò i suoi amici la sera del 12 Agosto 1492 organizzarono una cavalcata di 800 Nobili che mossero agitando fiaccole verso il Vaticano per rendergli omaggio mentre in tutta la città erano accesi lumi in segno di esultanza. Lasciò capire di avere scelto il nome di Alessandro in onore di Alessandro Magno di cui era ammiratore. E difatti più che Papa fu un Principe come tutti gli altri, preoccupato non solo a consolidare il dominio della Chiesa, ma a creare un dominio personale per la sua numerosa famiglia, accresciuta da altri due figli avuti da Papa con una relazione con la giovane trentenne Giulia Farnese sposata con Orsino Orsini.Appena eletto Papa nominò il diciassettenne figlio Cesare, quando fu laureato a Perugia in Diritto Canonico, Arcivescovo di Valencia e nellanno successivo 1493 a diciotto anni lo nominò Cardinale e Gonfaloniere della Chiesa.
2 - La "Sacra Repubblica Fiorentina" del domenicano Girolamo Savonarola
Lelezione di Alessandro VI al trono papale accese maggiormente il sacro sdegno riformatore del quarantenne domenicano ferrarese Girolamo Savonarola che, convinto dalle sue visioni di essere stato investito da Dio di una missione rinnovatrice, da un decennio andava scuotendo le coscienze con la sua predicazione profetica e apocalittica, cominciando a S. Gemignamo e poi a Firenze come Priore di S. Marco da dove nel 1487 era stato allontanato da Lorenzo dei Medici, irritato dal suo modo di rimbrottare i costumi corrotti con riferimenti troppo personali, e poi a Brescia e a Genova e infine di nuovo a Firenze richiamato dallo stesso Lorenzo dei Medici, che lo volle sul letto di morte, promettendogli di restituire la libertà politica ai cittadini.Savonarola con la sua influenza mistica ebbe in mano la maggioranza di Firenze, con la quale fece una rivoluzione, cacciando Piero dei Medici e proclamando una forma di Stato Teocratico in cui Cristo era Re e lui era il suo Profeta: si serviva di truppe di adolescenti per dare la caccia ai peccatori pubblici, per manganellare le donne imbellettate e i ricchi vestiti lussuosamente e fare falò per bruciare libri e quadri osceni.Nelle sue prediche ammonitrici cominciò a parlare dellavvento di un nuovo Ciro che avrebbe ridato allItalia la libertà dai tiranni come lantico Ciro laveva restituita a Gerusalemme e alludeva al ventiduenne Re di Francia Carlo VIII, di cui era venuto a conoscenza del progetto giovanile di scendere come Crociato in Italia per unificarla liberandola dalle sue discordie e cacciare il Papa scandaloso e simoniaco e riunire un Concilio per sostituirlo e per poi andare in Oriente a riconquistare Costantinopoli e Gerusalemme contro i Turchi.
Difatti Carlo VIII per realizzare tale progetto nel 1492 stipulò prima vari trattati per assicurarsi la neutralità del Re dInghilterra promettendogli 745.000 scudi doro col Trattato di Etaples e poi la neutralità della Spagna cedendo il Rossignone e la Gerdagna col Trattato di Narbona e infine nel 1493 la neutralità dellAustria cedendo lArtois e la Franca Contea col Tratato di Semlis. E col pretesto di avere un diritto sul Regno di Napoli come discendente ed erede dei DAngiò, nel 1494 entrò in Italia con un esercito munito della migliore artiglieria del tempo, facilitato dal Duca di Milano Ludovico il Moro nemico dellaragonese Ferdinando Re di Napoli. Non trovò eccessive resistenze per le sue esose richieste finanziarie se non da parte di Lucca e soprattutto di Firenze i cui ambasciatori Pier Capponi e Fra Girolamo Savonarola andarono ad incontrarlo a Pisa chiedendo più moderazione: entrò in Firenze processionalmente nel Novembre 1494. Al suo approssimarsi a Roma, Alessandro VI si rifugiò in Castel S. Angelo e dopo qualche trattativa il 31 Dicembre 1494 lo ricevette e nel colloquio assicurò a Carlo VIII di dare inizio a una seria riforma e in garanzia gli consegnava suo figlio il Cardinale Cesare come ostaggio. Soddisfatto, il Re riprendeva la sua marcia per andare ad occupare Napoli.
Mentre Carlo VIII celebrava a Napoli la sua trionfale presa di possesso del Regno, Alessandro VI riprendeva le trattative che già aveva cominciate per mettere insieme una Lega Santa contro di lui: già ne facevano parte Venezia, Ferrara e Mantova: Firenze non vi aveva aderito perché era sotto la guida di Savonarola che vedeva in Carlo VIII linviato da Dio per compiere i suoi disegni. Vi aderirono successivamente tutti quelli che avevano patito la prepotenza dei Francesi. Sotto forma di Crociata la sviluppò associando alla Lega lImperatore Massimiliano dAsburgo, la Spagna e lo stesso Ludovico il Moro.
Carlo VIII impaurito da questa astuta manovra di Alessandro VI, dovette affrettarsi a risalire lItalia e solo col "furore francese" del suo esercito riuscì ad aprirsi un varco nello scontro avvenuto a Fornovo presso Parma il 6 Luglio 1495 con lesercito della Lega comandato da Francesco Gonzaga.
Così invece del "nuovo Ciro" Carlo VIII, Girolamo Savonarola vedeva trionfare Alessandro VI, da lui additato come "labbominazione della desolazione" di cui parla Gesù nel discorso sulla fine del mondo.
Alessandro VI nel 1493 aveva compiuto un atto di suprema autorità con una Bolla simile a quella di Nicolò V del 1452 diretta al Re del Portogallo: con essa tracciava una linea di demarcazione delle competenze del Re del Portogallo e del Re di Spagna sui nuovi immensi territori da occupare nel nuovo continente scoperto da Cristoforo Colombo nel 1492 facendo loro obbligo di inviare insieme agli eserciti anche i missionari per predicarvi il Vangelo: anzi la giustificazione della conquista dei nuovi territori era proprio levangelizzazione della quale anche per questa Bolla i Re di Spagna e del Portogallo si arrogarono il monopolio; quando il Re di Francia Francesco I lebbe in seguito tra le mani diventò rosso di furore dicendo:"Il sole splende per me come per gli altri e vorrei proprio vedere la clausola del Testamento di Adamo che mi esclude dal resto del mondo!".
Alessandro VI ora dietro la denuncia degli avversari di Savonarola, lo convocava in Vaticano nel Luglio 1495 a chiarire la sua pretesa missione divina, e non presentandosi gli vietò di predicare in pubblico.Nella quaresima del 1496 Savonarola riprese a predicare in S. Maria del Fiore e dichiarò che un cristiano non è tenuto a obbedire a un ordine ingiusto. Alessandro VI, dopo avere sentito alcuni rappresentanti di Firenze, lo scomunicò il 13 Maggio 1497.
Nel frattempo a Roma la notte del 14 Giugno 1497 veniva assassinato un figlio di Alessandro VI, Giovanni Duca di Candia, da poco investito anche del Ducato di Benevento e delle città di Pontecorvo e Terracina: il suo corpo fu trovato la mattina seguente galleggiante sul Tevere, trafitto da numerosi colpi di daga e non se ne seppe mai lassassino: il Papa non dormì né mangiò per vari giorni e promise di cambiare vita. Savonarola continuava a tuonare contro di lui e il 25 Giugno 1497 scrisse una Lettera a Tutti i Cristiani con cui contestava la legittimità della scomunica papale. Dal palco eretto nella pubblica piazza di S.Maria Novella alzando il Santissimo Sacramento urlò:
"Signore, se le mie parole non vengono da voi, schiacciatemi sullistante!"
e arrivò a reclamare la convocazione immediata del Concilio per deporre il Papa.
Tale forte tensione fu rotta da una irruzione in S.Maria del Fiore durante una predica del Savonarola da parte degli oppositori detti Arrabbiati, stanchi della vita oppressiva e repressiva imposta dal potere del Frate, provocando gravi disordini in tutta la città.Nel Febbraio 1498 Alessandro VI minacciò Firenze dinterdetto se non gli avesse consegnato il Frate: per evitarlo un frate francescano propose di ricorrere alla "prova del fuoco" per dimostrare che Savonarola fosse linviato di Dio, ma Savonarola si rifiutò di accettarla, a suo posto accettò di sottoporvisi un suo discepolo ma fu resa impossibile da un forte temporale.
Il 2 Aprile Domenica dell Palme del 1498 gli Arrabbiati irruppero nel convento di S.Marco, si impossessarono di Savonarola con i due suoi più stretti collaboratori mentre quasi tutti gli altri 150 confratelli lo sconfessavano. Fu processato dalla Signoria con lassistenza di due Legati di Alessandro VI: sottoposto alla tortura confessò di non essere né inviato da Dio né da lui ispirato, fu condannato vivo al rogo con i suoi due collaboratori e il 23 Maggio, nella Piazza della Signoria dove era stato tanto acclamato, fu bruciato e le sue ceneri disperse nellArno.La sua dottrina non fu mai contestata e il suo libro Il Trionfo della Croce fu per molto tempo anche dopo il Concilio di Trento usato nei Seminari.
Ne1 1498 moriva a ventotto anni anche Carlo VIII e gli succedeva il trentaseienne suo cugino Luigi XII della Casa di Orléans, il quale chiedeva subito ad Alessandro VI di annullare il suo precedente matrimonio con la deforme e sterile Giovanna di Valois per sposare la vedova di Carlo VIII, Anna di Bretagna, concedendo al figlio del Papa il Cardinale Cesare Borgia il Ducato di Valentinois da cui gli venne il titolo "Duca Valentino". Questo scioglimento fece scandalo ma fu molto utile ai progetti politici di Alessandro VI e del Duca Valentino che per realizzarli veniva liberato dal Cardinalato per sposare la principessa francese Carlotta dAlbret, mentre sua sorella Lucrezia veniva sciolta dal matrimonio con Giovanni Sforza per poter sposare Alfonso di Bisceglie figlio di Alfonso di Napoli.
Lalleanza col Re di Francia serviva ad Alessandro VI a rintuzzare le velleità dellImperatore Massimiliano dAsburgo. che sembrava volersi imporre come un nuovo Federico Barbarossa e a Cesare Borgia fu di aiuto per costruire un solido Stato personale al centro dItalia. Difatti, mentre Luigi XII nel 1499, alleatosi con Alessandro VI e con Venezia ed Emanuele di Savoia, entrava in Italia accompagnato dal Duca Valentino per impadronirsi del Ducato di Milano su cui vantava Diritti come nipote di Valentina Visconti, battendo ed eliminando nella decisiva battaglia di Novara dellAprile 1500 Ludovico il Moro Sforza e si proclamava Re di Napoli, anche il Duca Valentino con le truppe dategli dal re di Francia e con quelle dategli da suo padre Alessandro VI cominciava ad eliminare uno appresso allaltro tutti i Signorotti che spadroneggiavano nello Stato Papale cominciando da Imola, Forlì, Pesaro, Rimini, Faenza e Camerino, poi si rivolgeva contro Bologna, dove i Bentivoglio fecero una Lega e ordirono una congiura contro di lui, ma lui venutala a conoscenza invitò tutti i Signorotti congiurati a un banchetto a Senigallia e là li fece tutti trucidare. Poi attaccò e sottomise Perugia, Città di Castello, Chiusi e le altre città delle Marche e dellUmbria dando di sé un immagine del principe senza scrupoli di cui Nicolò Machiavelli fece il suo modello nel celebre libro Il Principe.
Ma lispiratore di questo Principe era suo padre, Alessandro VI, che attraverso di lui voleva realizzare un suo grande progetto attorno al suo trono. Questo progetto veniva realizzato anche con la trasformazione della Città Leonina e di Castel S.Angelo nellaspetto in cui si presenta ora, con lingrandimento del Palazzo Vaticano, con la continuazione di tutti i lavori cominciati dai suoi predecessori e dando inizio alla nuova Basilica di S.Pietro nel 1499 alla quale fu destinato il denaro raccolto in abbondanza dai pellegrini convenuti nel grande Giubileo del 1500 indetto con la celebre Bolla del 1499 con la quale concedeva ai fedeli di lucrare indulgenze plenarie per se stessi e per i defunti versando unelemosina da fissarsi dal confessore.
Alessandro VI pensava già di nominare Re suo figlio Cesare quando inaspettatamente veniva a morire per febbri violente il 18 Agosto 1503 ed essendo nello stesso tempo caduto gravemente malato anche il Duca Valentino si pensò che ci fosse stato un premeditato avvelenamento.
3 - Giulio II prosegue il disegno di Alessandro VI di unire lItalia sotto lo Stato Papale
Per assicurare la libertà ai Cardinali del Conclave del 23 Settembre 1503 il Duca Valentino dovette accettare di farsi trasferire nel Castello di Nepi e poi successivamente in Castel S.Angelo. intanto in Conclave i Cardinali come al solito divisi in due gruppi, uno francese e uno italo-spagnolo, vennero a una transazione eleggendo il Vescovo di Siena, il sessantatreenne Cardinale Francesco Todeschini Piccolomini, che per onorare suo zio prese il nome di Pio III: aveva fama di uomo santo e giusto e si mostrò longanime con Cesare Borgia contro cui i suoi nemici volevano vendicarsi; non poté realizzare i suoi progetti di pace perché la sua salute cagionevole lo portò presto alla morte il 18 Ottobre 1503 dopo soli 25 giorni di Papato.
Già prima del nuovo Conclave del 31 Ottobre 1503 il Cardinale Giuliano della Rovere si era assicurata la maggioranza dei voti sicché alla prima seduta in poche ore con trentasette voti su trentotto venne eletto Papa col nome di Giulio II: aveva sessantanni; era stato fatto Cardinale dallo zio Sisto IV, dal quale era stato nominato Legato delle Marche e poi inviato Legato in Francia; aveva unesperienza non tanto pastorale quanto diplomatica e politica: era stato avversario di Alessandro VI che chiamava sprezzantemente "giudeo" e "rinnegato" ma aveva fatto proprio il suo progetto politico di formare dello Stato Papale lo strumento per lunità dItalia.La sua elezione sembra sia stata quasi simoniaca avendo neutralizzato i suoi avversari con abili promesse, come a Cesare Borgia al quale, in cambio dei voti dei suoi amici, aveva promesso di mantenerlo alla testa dellesercito Papale. Invece il primo atto per realizzare il suo piano fu proprio quello di liberarsi di questo personaggio pericoloso intimandogli di restituire alcune piazzeforti in Romagna che occupava ancora senza averne diritto e, mostrandosi recalcitrante, non esitò prima a farlo a imprigionare in Castel S.Angelo e poi a confiscarne leredità quando seppe che, dopo essere evaso, era morto combattendo sotto le mura di Viana in Navarra.Cominciò una vera azione di riconquista del potere assoluto nello Stato della Chiesa: messosi alla testa delle sue truppe sottomise Perugia dominata dai Baglioni e poi aiutato dalle truppe francesi l11 Novembre 1506 sottomise Bologna dominata dai Bentivoglio che aveva scomunicato. Nel frattempo emetteva nel 1506 una indulgenza speciale a chi faceva offerte per iniziare la costruzione della nuova Basilica di S.Pietro. Finalmente dopo queste imprese tornò trionfalmente a Roma la Domenica delle Palme 1507 entrando per la Porta del Popolo e attraversando tutta la città ornata di archi e di iscrizioni arrivò a S.Pietro dopo tre ore di sfilata di un lungo corteo di trionfo.
Il suo obiettivo era chiaro e lo esprimeva con queste parole:
"Vorrei che lItalia, nostra madre, avesse un solo padrone, un signore perpetuo, il Pontefice Romano".
Il principale ostacolo per realizzare tale obiettivo era la Repubblica di Venezia che stava cercando di annettersi tutta lItalia Settentrionale e da poco si era annessa anche Ravenna che apparteneva allo Stato Papale. Allambasciatore veneto Pisani che gli aveva fatto un sorriso di compassione e quasi di scherno alla sua ingiunzione di restituire le terre occupate, Giulio II disse:
"Io non rimarrò fino a che non vi abbia fatto umili e tutti pescatori siccome foste".
Alle quali parole lambasciatore replicò:
"Più agevolmente, Padre Santo, vi faremo noi un piccolo chierico se non sarete prudente".
Ma Giulio II non si lasciò intimidire e cominciò a lanciare la scomunica e linterdetto su Venezia e le contrappose il 10 Dicembre 1508 la Lega di Cambrai composta dal Papa, dall Imperatore Massimiliano I dAsburgo al quale ricordò che Friuli, Treviso e Vicenza erano una volta terre tedesche, dal Re di Francia Luigi XII al quale mostrò che al perduto Regno di Napoli in mano agli Aragonesi poteva sostituire le città di Bergamo, Brescia e Cremona che Venezia aveva sottratto al Ducato di Milano, e infine anche dalladesione del Re di Spagna e del Re dInghilterra.
Nella primavera 1509 lesercito della Lega guidato da Luigi XII sconfiggeva a Gera dAdda lesercito di Venezia; Venezia chiedeva a Giulio II una pace separata che le veniva concessa il Febbraio 1510 con la remissione dellinterdetto e col patto di poter rioccupare Ferrara e Modena. Fu allora che Luigi XII infuriato inalberò la bandiera della ribellione: riunì unAssemblea della Chiesa Francese e con alcuni Cardinali indisse un Concilio da riunirsi a Pisa il 1° Settembre 1511 per giudicare e deporre Giulio II e riformare la Chiesa.Intanto Giulio II nellOttobre 1510 in testa alle sue truppe marciava contro Bologna e nonostante fosse ancora convalescente da una recente malattia e settantenne nel Dicembre successivo andò allassalto della fortezza di Mirandola e si arrampicava su una scala a pioli per essere il primo a penetrarvi. Poi passò alla conquista di Ravenna e di Rimini e qui trovò la sorpresa di vedere affisso alla porta di S.Francesco un Editto che indiceva un Concilio a Pisa per deporlo firmato in data del 16 Maggio 1511 da nove Cardinali capeggiati dal Cardinale spagnolo Bernardino Carvayal appoggiati dallImperatore Massimiliano dAsburgo e da Luigi XII.
Giulio II rispose imbastendo una Lega Santa il 5 Ottobre 1511 con ladesione di Venezia, Spagna e Inghilterra, di fronte alla quale Luigi XII, abbandonato dai 18.000 Svizzeri da lui assoldati e passati alla Lega Santa e poi anche dal suo alleato lImperatore dAsburgo, dovette lasciare lItalia perdendovi tutti i suoi domini. Anche il Concilio di Pisa ritenuto un conciliabolo fallì: i Conciliari cacciati da Pisa dalla popolazione si insediarono prima a Milano, poi ad Asti e infine a Lione, diventati zimbello di tutti: due suoi capi, l Cardinale Carvayal e San Severino, furono imprigionati nelle carceri fiorentine. Giulio II invece indisse un regolare Concilio Ecumenico Lateranese V con lo scopo di rilanciare la Crociata contro i Turchi, di estirpare lo scisma francese e di intraprendere la Riforma della Chiesa, e dichiarava apertamente che
"se Dio mi lascia ancora alcuni anni di vita libererò anche Napoli dal giogo degli Spagnoli".
Ma non gli vennero concessi, perché moriva il 21 Febbraio 1513. Tra tanta attività politica e militare ebbe molta attenzione per la promozione dellarte e della cultura: continuò la costruzione della fabbrica di S.Pietro, costruì la fortezza di Civitavecchia e il Castello di Ostia, affidò lavori imponenti a Michelangelo, al Maderno, a Pinturicchio, a Raffaello, a Sansovino e valorizzò gli Umanisti come il Bembo e Sadoleto.
4-Leone X più Principe che Papa trascura il Concilio Lateranese V e organizza in modo commerciale la raccolta delle offerte per lindulgenze concesse per le offerte per fabbrica della la Basilica di S.Pietro
Dopo un lungo Conclave venne eletto Papa il trentasettenne Cardinale Giovanni dei Medici col nome di LeoneX: era il più giovane figlio di Lorenzo il Magnifico e a quattordici anni era già Cardinale; aveva avuto come maestri, oltre il padre, anche Angelo Poliziano e Marsilio Ficino, fondatore dellAccademia Platonica Fiorentina, presso i quali ebbe plasmato il suo gusto alla cultura su cui ora imposta tutta la sua attività come Papa; era ancora solo Diacono, e dopo di essere stato in tutta fretta ordinato Prete e Vescovo, fu incoronato Papa con grande solennità sulla gradinata esterna della vecchia Basilica di S.Pietro, semidemolita per far posto alla nuova:leccezionale "cavalcata" trionfale con un corteo interminabile facendo il giro della città, le sfilate di carri dalle allegorie classiche, le distribuzioni gratuite, le illuminazioni e i fuochi di artificio fecero apparire a tutti lannuncio di un Papato pieno di fasti come si potevano permettere i Medici di Firenze.
Difatti Leone X si dette subito a promuovere opere di pace, di cultura e di arte. Negoziò il matrimonio tra Luigi XII diventato vedovo e la sorella del Re inglese Enrico VIII, poi ottenne ladesione di Luigi XII al Concilio Lateranense V con la prospettiva di una riconciliazione generale e accordò il perdono ai due Cardinali ribelli Carvayal e San Severino liberandoli dalla prigione.Il 1° Gennaio 1515 successe a Luigi XII il suo genero ventenne Francesco I, figlio di Carlo dOrléans e di Luisa di Savoia: come pronipote di Valentina Visconti avanzò la rivendicazione del Ducato di Milano strappato dalla Lega Santa a suo suocero e scese subito in Italia e riportò a Marignano il 14 Settembre 1515 una strepitosa vittoria sugli gli Svizzeri della Lega, che dovettero firmare il Trattato della Pace Perpetua a favore della Francia.
Francesco I si preparava a invadere anche lo Stato Papale ma Leone X trattò abilmente col Re vincitore e si incontrò con lui a Bologna nel Dicembre 1515 e ottenne di stipulare il Concordato, firmato nel 1516 col quale si rivedeva la Prammatica Sanzione di Bourges lasciando al Re il diritto di nomina dei benefici superiori e il titolo di "Re Cristianissimo" e come tale in una cerimonia volle portare lo strascico del paludamento papale, e riconoscendo al Papa il diritto di investitura canonica e della riscossione delle annate. Col Trattato di Noyon del 13 Agosto 1516 tra Francesco I e Carlo I di Spagna creò altre condizioni di pace riconoscendo Milano alla Francia e Napoli alla Spagna. Assolse Pompeo Colonna, che a Roma aveva tentato una rivoluzione, e a Machiavelli, coinvolto in una congiura contro i Medici , ottenne da Firenze la liberazione.
Però Leone X non aveva la sensibilità di avvertire i gravi problemi che presentava la Chiesa e questo è indicato dallespressione che sembra abbia detta subito dopo la sua elezione:
"Approfittiamo del Papato, giacché Dio ce lha dato!".
Per questo non stimolò il Concilio Lateranense V a conseguire gli obiettivi che si era proposto. Durante una seduta del Concilio, Gianfranco Pico della Mirandola, primo biografo di Savonarola, si rivolse a Leone X con queste parole:
"Se tu, Pastore supremo, allenti le redini che tieni così mollemente, temo che sotto il tuo Pontificato la Cristianità crolli, che la voluttà vinca il pudore, che linsolenza annienti il timore, che la follia prevalga sulla ragione e ancor prima di essertene reso conto, tu sia colto di sorpresa dallattacco dei nemici della nostra fede".
Anzi non si interessò neppure di fare applicare i Decreti emanati dal Concilio tanto da suscitare reazioni aspre espresse dallo scrittore francese Pierre Gringoire nel suo libello Le folli imprese:
"Bacchettoni, bigotti, ipocriti, pretendete di correggere gli abusi degli altri e voi ne date lesempio!".
Leone X si preoccupava solo delle opere di cultura e di arte. Scrive Daniel Rops:
"Attorno a lui affluivano intellettuali ed artisti tra i quali scelse come suoi segretari Pietro Bembo e Bernardo Dovizi detto il Bibbiena. A palazzo, a teatro e perfino in chiesa si affollavano attorno a lui pennaioli di ogni tipo e per ringraziarli dei loro elogi e ditirambi, lanciava loro manciate di monete doro attingendo dalla borsa di velluto rosso che portava sempre con sé; le commedie meno edificanti non avevano uno spettatore migliore di lui e le arti trovavano in lui una generosità inesauribile. Si vedeva passare per i corridoi del Vaticano scortato sempre da unorchestra da camera cantando ritornelli accompagnato da viole. Raffaello, il pittore preferito, veniva da lui talmente ricoperto di doni che poteva mantenere una vera piccola corte di allievi. Per alimentare la tesoreria e finanziare la costruzione della nuova Basilica di S.Pietro, che allora cominciava a uscire dalle fondamenta in un formicolio di operai, di architetti e di artisti fatti venire da ogni parte, concesse nuove indulgenze per chi facesse offerte a tale scopo e la raccolta in tutta Europa veniva organizzata come unoperazione commerciale e in Germania lo stesso Leone X aveva affidata loperazione ai grandi banchieri Fugger di Augusta per rifarsi delle somme anticipate".
Forse fu in questo tempo che Michelangelo scrisse i disperati versi del sonetto per la scultura La notte:
"Caro mè il sonno e più lesser di sassofinché il danno e la vergogna dura.
Inoltre Leone X cercava di ingrandire senza nessun riguardo la sua famiglia: creò Cardinali i due giovanissimi Giulio, uo cugino, e Innocenzo Cybo, suo nipote, e nominò Patrizi romani tutti gli altri; a Lorenzo, Signore di Firenze, attribuì anche il Ducato di Urbino parte dello Stato Papale; il ventenne Cardinale Alfonso Petrucci, per vendicare lo spodestamento di suo fratello Borghese dalla Signoria di Siena, ordì una congiura contro di lui per avvelenarlo con la complicità del chirurgo del Papa, Battista Vercelli: furono scoperti e suppliziati, Alfonso strangolato e il chirurgo ucciso tra orribili tormenti nel 1517.
5- Martin Lutero sfida Leone X
In questo clima il 31 Ottobre 1517 esplose latto di protesta del trentaquattrenne monaco agostiniano Martin Lutero, ritenuto in grande considerazione nel suo Ordine e perciò nominato nel 1511 Professore di Sacra Scrittura allUniversità di Erfurt fondata da poco da Federico III, grande Elettore di Sassonia: persona profondamente mistica che, come tanti altri prima di lui, sentiva forte sdegno per il mercato che veniva fatto delle indulgenze, il cui valore non aveva nessun fondamento nellinsegnamento del Vangelo. Il Teologo Staupitz, Superiore del suo Ordine, che lo aveva fatto Provinciale con giurisdizione su undici Conventi, gli aveva detto:
"E Cristo che parla per bocca tua".
Questuomo levò la sua voce affiggendo novantacinque tesi teologiche alla porta della Cattedrale di Wittemberg il 31 Ottobre 1517 vigilia della festa di Tutti i Santi, giorno in cui accorrevano migliaia di fedeli per acquistare le numerose indulgenze, annesse alla venerazione delle novemila reliquie che venivano esposte dallElettore di Sassonia Federico III, tra cui quarantadue corpi interi di Santi, chiodi della Passione di Cristo, verghe della Flagellazione, lini di Gesù Bambino, fili di paglia della greppia di Betlemme, gocce del latte della Madonna.In sostanza Lutero diceva:
"I predicatori delle indulgenze sono in errore quando dicono che liberano luomo dalle conseguenze del peccato; chi dona ai poveri fa meglio che acquistare indulgenze".
Le tesi di Lutero caddero come una fiaccola su un materiale infiammabile: gli studenti della sua Università bruciarono in un falò le 172 Controtesi del Teologo domenicano Giovanni Tetzel, regista della campagna delle indulgenze, e quasi tutto il mondo umanistico si schierò a suo favore sviluppando quel giudizio critico contro la Chiesa che da tempo andava pronunciando, ma ebbe una reazione ostile dai Teologi della Corte Papale che vedevano demolito uno dei pilastri della loro dottrina e dei loro interessi.
Leone X, avvertito del pericolo, sembra che abbia detto che Lutero era un ubriaco e bisognava lasciare che gli passasse la sbornia, e che era meglio non immischiarsi in questione di Teologia. Il 7 Agosto 1518 dette incarico al Maestro del Sacro Palazzo, il domenicano Prieras, di ingiungere a Lutero di presentarsi a Roma entro 70 giorni: la lettera conteneva lesaltazione dellonnipotenza papale e parecchie espressioni ingiuriose, la più piccola delle quali trattava Lutero come "figlio dun cane".Lutero gli rispose col memoriale Risoluzioni sulla virtù delle indulgenz, e ricordando al Papa i suoi doveri secondo il De consideratione che S.Bernardo aveva indirizzato a Eugenio IV, e pare che Leone X neppure labbia letta se si pensa che quando la rivolta stava assumendo proporzioni preoccupanti e la Curia il 15 Giugno 1520 gli inviò al Castello della Magliana, dove con un brillante corteggio attendeva a una partita di caccia al cervo, la Bolla di scomunica Exsurge Domine contro Lutero, la firmò senza tanto pensarci e riprese tranquillamente la caccia.Lutero rispose alla Bolla di scomunica il 10 Dicembre 1520 bruciandola insieme alle Opere di S.Tommaso dAquino nella pubblica piazza di Wittemberg tra gli applausi del popolo e lanciando il libello terribile Contro la Bolla dellAntcristo.
Nello stesso anno Leone X concedeva il titolo di Patriarca delle Indie Occidentali, come allora veniva chiamato il Nuovo Mondo scoperto da Colombo, al Cappellano Maggiore dellesercito spagnolo che doveva dirigere levangelizzazione delle loro popolazioni, affidata ai Francescani e ai Domenicani, ma tale Patriarca non esercitò affatto il suo potere per rendere meno violenta la conquista che gli Spagnoli e i Portoghesi andavano compiendo da circa trentanni imponendo la conversione forzata con la riduzione in schiavitù degli Indios: a loro difesa insorgeva solo la protesta individuale di qualche missionario, come il Domenicano Bartolomeo de Las Casas, il quale con la impressionante Relazione della distruzione degli Indiani fece conoscere a tutta lEuropa lo scandalo e si recò personalmente da Carlo V in Spagna per ottenere provvedimenti per farlo cessare ma tali provvedimenti contenuti nelle Leggi Nuove restavano lettera morta e la conquista continuò con lo stesso sistema fino al punto di dover ricorrere alla "tratta dei neri"nellAfrica per sopperire alla diminuzione degli Indios nella mano dopera.
Dalla leggerezza iniziale nella faccenda di Lutero Leone X il 3 Gennaio 1521 passava alla maniera forte con la Bolla Decet Romanum Pontificem, con la quale oltre a rinnovare la scomunica contro di lui, lanciava linterdetto contro tutte le città che gli avessero dato asilo. Sembra strano eppure da questo momento Lutero trovò un protettore proprio in quel fanatico raccoglitore di reliquie che era lElelettore Federico III di Sassonia che lo ospitò nel suo Castello.
Il Legato Papale Girolamo Aleandro cercava di illuminare il Papa scrivendogli che la vera via era quella della riforma della Chiesa:
"Per amor di Dio io chiedo, e tutti i cattolici con me, che si ponga fine a tutte queste riserve, queste annate, queste dispense, queste provvigioni , queste aspettative! Qui nessuno vuole rinnegare Dio ma si vuole far vendetta di quegli abusi enormi"
e prese liniziativa di suggerire al nuovo giovane Imperatore di riunire una Dieta a Worms non solo per risolvere il problema creato da Lutero ma anche quello creato da Francesco I Re di Francia che stava preparando la guerra per strappare alla Spagna il Regno di Napoli.
Protetto dallElettore di Sassonia Lutero si recò alla Dieta di Woms dellAprile 1521 col salvacondotto inviatogli dallImperatore sfidando un grave pericolo perché era ancora nella memoria di tutti che anche Giovanni Huss fu bruciato nonostante avesse il salvacondotto dellImperatore Sigismondo.Dopo avere detto che non rinnegava niente delle sue tesi prima che gli si mostrasse in che cosa fossero perniciose, gridò:
"La mia coscienza è prigioniera della Parola di Dio: non posso né voglio ritrattare niente.Che Dio mi aiuti!".
LInquisitore gli osservò:
"La tua coscienza, Frate Martino? Ma lascia perdere: lunica cosa sicura è sottomettersi allAutorità stabilita".
Lutero ricevette lordine di lasciare Worms e fu bandito dallImpero, e poiché il suo salvacondotto valeva ancora per venti giorni, il suo protettore Federico III di Sassonia lungo il viaggio di ritorno il 5 Maggio 1521 lo fece rapire e nascondere nel suo Castello di Wartburg dove visse dieci mesi travestito da junker o fattore facendosi crescere barba e baffi. La sua scomparsa lo fece ritenere da tutti morto.Ma il 1° Dicembre 1521 chi moriva davvero era il suo maggiore nemico Leone X in seguito a una polmonite presa proprio nel Castello della Magliana dove era andato a caccia: aveva 44 anni. Nel Conclave successivo risultò eletto ai primi di Gennaio 1522 il sessantaduenne Cardinale fiammingo Adriano Floriszoon di Utrecht che prese il nome di Adriano VI: proveniva da umili origini; era stato professore allUniversità di Lovanio e aveva avuto come discepolo Erasmo da Rotterdam; al momento dellelezione era Vescovo di Tolosa e ricevette il documento dellelezione il 9 Febbraio 1522; arrivò a Roma inaspettato solo il 27 Agosto 1522, perché vi serpeggiava la peste.Uomo austero, dedito solo allo studio e alla pietà, fece cessare in Vaticano ogni fasto e vi instaurò un aria di convento tenendo lontani cortigiani, poeti e buffoni e circondandosi di uomini dotti e pii: sembrava arrivato il Papa auspicato per compiere la riforma attesa dalla Cristianità. Eppure a Roma era detestato e fu preso di mira con terribili pasquinate. LAmbasciatore di Venezia diceva che per le sue origini lo ritenevano "non il Padre della Repubblica Cristiana ma un agente del Cesare di Germania".
Aveva da affrontare due terribili situazioni:quella della rivolta religiosa tedesca e laggressività mussulmana risvegliata dal Sultano Solimano il Magnifico che nel 1520 aveva assunto il comando dellImpero Turco e aveva di nuovo lanciato i suoi popoli alla guerra santa con la quale nel 1521 aveva espugnata Belgrado.
Nel 1519 era morto lImperatore Massimiliano dAsburgo e tra i due aspiranti successori, Francesco I Re di Francia e Carlo I re di Spagna dal 1516 quando morì suo nonno Ferdinando dAragona, aveva avuto la meglio il diciannovenne Carlo I che si era acquistati i voti degli Elettori Tedeschi con i fiorini del banchiere Fugger e così il 23 Ottobre 1520 veniva consacrato Imperatore ad Aquisgrana col nome di Carlo V e poteva dire, sommando i possedimenti degli Asburgo a quelli che già possdeva, che sulle sue terre il sole non tramontava mai.Carlo V, pio fino al bigottismo, era amico personale di Papa Adriano VI perché lo aveva avuto come precettore quando era Professore allUniversità di Lovanio e intendeva collaborare con lui per risolvere il grave problema suscitato da Lutero ma ne venne impedito dalla guerra col suo rivale Francesco I Re di Francia iniziata nel 1521 e lo terrà quasi sempre lontano dalla Germania.
6-La rivoluzione di Lutero trionfa
Lentusiasmo suscitato dallinsegnamento di Lutero si andava diffondendo in tutte le categorie: molti preti e monaci si liberavano dai loro voti e molti si sposavano.Il Teologo Tommaso Muntzen, a Zwickau in Sassonia dal 1520, andava proclamando lavvento del Regno di Cristo di cui lui era il Maestro, aiutato da Dodici Apostoli e da Settentadue Discepoli come Gesù: annunciavano la distruzione della Chiesa Cattolica e abolivano il battesimo dei bambini e perciò erano detti "anabattisti"o"senza battesimo", che doveva essere ricevuto solo dagli adulti, chiamati "rigenerati"o "santi". Sotto il loro impulso, che ricordavano che la Bibbia comanda "non fare immagini scolpite", la gente in vari centri aggrediva le canoniche e le chiese abbattendo croci e statue dei Santi. Questo movimento andava diffondendosi molto rapidamente i Sassonia, in Svizzera e in Italia.Anche i Cavalieri Tedeschi, sostenitori di Lutero, sotto la guida di Franz von Sickingen e di Ulrich von Hutten nel 1522 avevano dato inizio a un movimento contro i Principi Tedeschi ecclesiastci e laici asserviti a Roma e nel 1522 scatenarono la "Guerra dei Cavalieri" assaltando con un esercito il Principato dellArcivescovo di Treviri che fu salvato dallintervento degli altri Principi.Anche in Svizzera si era acceso un focolaio di rivolta per opera del Prete Ulrico Zuinglio, che era stato Cappellano degli Svizzeri della Lega Santa, e ora come primo predicatore della Cattedrale di Zurigo tuonava contro tutto il sistema religioso cattolico e, diventato capo di un movimento riformatore come Lutero, nel 1523 redasse un Codice di Riforma secondo il suo catechismo De vera et falsa religione e lo fece accettare al Consiglio della città e al Cantone di Zurigo. Le chiese furono spogliate di tutti gli ornamenti, quadri e statue, e i Conventi trasformati in scuole e ospedali, Questo movimento si diffuse rapidamente a Berna, a Losanna, a Ginevra, Basilea, a Claris e a S. Gallo , e i rispettivi Vescovi dovettero sloggiare.
Perciò Lutero il 1° Marzo 1522 lasciò il suo rifugio anche perché si sentiva ormai protetto dallopinione pubblica: era allora appoggiato perfino dal grande Erasmo da Rottardam, da tutti noto soprattutto per il suo libro Lelogio della pazzia scritto nel 1511 in Inghilterra presso il suo amico Tommaso Moro. Tale favore si constatò alla successiva Dieta di Norimberga del 1522, nella quale invano i Delegati Papali reclamarono lesecuzione delle decisioni di Worms.Adriano VI, che era deciso a procedere a una seria riforma che avrebbe risolta ogni questione, ne fu impedito dalla sua debole salute e moriva nel Settembre 1523 a 64 anni.
Dopo 50 giorni di Conclave venne eletto Papa il quarantacinquenne Cardinale Giulio dei Medici col nome di Clemente VII: era figlio naturale di Giuliano dei Medici e a trentasei anni era stato fatto Cardinale e Arcivescovo di Firenze da suo zio Leone X nel 1513. Quandera Arcivescovo di Firenze aveva aiutato a diventare Imperatore Carlo V ma ora da Papa, per sottrarsi alla tutela pesante dellImperatore, faceva lega con Francesco I e coi Veneziani contro Carlo V.Mentre andava avanti la lotta tra Francesco I e Carlo V, unaltra lotta si accendeva in Germania in nome di Lutero. Da secoli la gente della terra aveva sempre simpatizzato per chi innalzava la bandiera del Vangelo contro i Signori e la Chiesa retta da loro: su questo filone si innesta nel 1524 la Rivoluzione dei Contadini, i quali, senza capire niente di Teologia, avevano sentito dire che Lutero proclamava la libertà, denunciava le esazioni dei ricchi, voleva fare applicare i principi del Vangelo e questo era il motivo che li fece schierare tutti dalla sua parte pronti a seguire lesercito dei Cavalieri di Franz Sickingen e quello degli Anabattisti di Muntzen. Cominciò come sciopero contro la Contessa di Stuhlingen presso Sciaffusa, che pretendeva che i suoi contadini andassero a raccogliere le spugnole durante le semine e le lumache allepoca della mietitura; si propagò in Svevia dove un predicatore incitò luditorio a rifiutare di pagare le decime e altre imposte; singrossò sulle rive del Lago di Costanza dove i capi redassero in Dodici Articoli il loro programma sociale politico e religioso; infine invase il Tirolo, la Franconia, lAssia, la Sassonia, lAlsazia. Gotz di Berlichingen, detto il Cavaliere dal pugno di ferro, si mise alla loro testa: saccheggiarono i Conventi, il giorno di Pasqua a Weimberg furono massacrati tutti i Nobili e tutti i Preti, e Muntzen, il capo degli Anabattisti, gridava:
"Avanti, avanti, la vostra spada non cessi di bagnarsi nel sangue caldo".
7-Approdo contraddittorio di Lutero
Lutero prese una posizione netta contro questa rivoluzione e contro i Dodici Articoli. Scrisse Esortazione alla pace in cui chiariva che la libertà da lui predicata era quella interiore e che lAutorità è stata istituita da Dio e solo lui può distruggerla e si schierò dalla parte dei Signori incitandoli a reprimerla nel sangue. La reazione dei Signori fu feroce e terminò in una catastrofe per i Contadini: Gotz e Muntzen furono sconfitti e decapitati; il Duca di Lorena a Saverne sbaragliò le ultime bande e fece sgozzare 20.000 rivoltosi già arresi. Così i Signori divennero gli alleati di Lutero, che proprio nel 1524 rompeva definitivamente con la Chiesa Cattolica liberandosi dellabito agostiniano e sposandosi nellaprile successivo 1525 con Caterina von Bora, una nobile che era uscita dallOrdine Cistercense.
Nel 1525 veniva stroncato il movimento riformatore francese del "Gruppo di Meaux", iniziato da Jacques Lefèvre dEtapes molto prima di Lutero, e appoggiato dalla sorella di Francesco I, Margherita di Navarra, ma ora sospettato di luteranesimo: un ordine del Parlamento e una Bolla di Clemente VII proibirono qualunque libro religioso senza autorizzazione, aprendo unepoca di repressione sotto linfluenza della Reggente Luisa di Savoia , madre di Francesco I, che era in prigionia: un domenicano, un francescano e un agostiniano furono giustiziati. Fu denunciato dai Cordiglieri anche Jacques dEtapes che dovette fuggire a Strasburgo e tornò a Parigi solo quando il Re da Madrid, per lintervento della sorella Margherita, proibì i processi, e dopo avere fatto il bibliotecario del Re si ritirò a Nerac presso la sua protettrice Margherita.
LImperatore Carlo V, dopo il Trattato di Madrid del 1526 col quale strappava a Francesco I, suo prigioniero in cambio della sua liberazione, la Borgogna, la Fiandra e lArtois, indiceva la Dieta di Spira il 22 Maggio 1525: veniva presieduta da suo fratello Ferdinando dAustria, il quale, avendo bisogno dellaiuto dei Signori Elettori, per far fronte alla pressione dei Turchi giunta al suo massimo sviluppo, ritenne opportuno non applicare le decisioni della Dieta di Worms come esigeva lImperatore e stabilì che, fino alla riunione di un Concilio, tutti nei propri Stati si regolassero "in maniera da risponderne davanti a Dio e a Sua Maestà Imperiale". Non aveva sbagliato perché il successivo 29 Agosto 1526 i Turchi con la strepitosa battaglia di Mohacs si impadronivano dellUngheria uccidendone lo stesso Re Luigi II Jagellone, al quale succedeva lo stesso Ferdinando dAustria.
In pratica Lutero aveva il campo libero e con lElettore Giovanni di Sassonia, succeduto a suo fratello Federico III, gettò i fondamenti della Chiesa Luterana col testo Istituzione Pastorale:
"Il Principe non deve tollerare divisione né disordine; deve imporre la predicazione di una sola dottrina; al popolo bisogna imporre la pietà esteriore con la legge e con la spada".
Così si arrivava alla contraddizione che per liberarsi del dispotismo del Papa si accettava quello del Signore locale.
8-Carlo V dopo il sacco di Roma viene incoronato imperatore a Bologna da Clemente VII e nella Dieta di Spira riceve la "protesta" dei luterani.
Nella lotta tra Francesco I e Carlo V per il possesso del Ducato di Milano, Francesco I ebbe una disastrosa sconfitta il 25 Febbraio 1525 a Pavia, fu fatto prigioniero e deportato in Spagna. Col Trattato di Madrid fu liberato lasciando i suoi figli in ostaggio, ma, per rompere leccessivo potere imperiale, nel 1526 insieme con la madre Bianca di Savoia che risiedeva a Cognac, ricostituì con Clemente VII, che lo incoraggiava dicendogli che un Trattato firmato nella paura non era valido, la Lega Santa di Cognac, cui aderivano anche Inghilterra, Venezia, Milano e Genova. Carlo V fu salvato dallaccerchiamento dal Capitano di Ventura Giorgio Frunsberg con i suoi 13.000 lanzichenecchi luterani e poi da altri 10.000 soldati condotti da Carlo III Duca di Borbone che sera ribellato a Francesco I perché pretendeva di usurpargli il Ducato: questi due eserciti uniti nel 1527 assediarono Roma tre giorni; durante lassedio il Duca di Borbone veniva colpito a morte da Benvenuto Cellini che si trovava sulle mura con Clemente VII, incitante tutti alla difesa; finalmente penetrarono in città e, mentre Clemente VII si chiudeva in Castel S.Angelo, sottoponevano Roma per sei giorni al sacco più spietato di quanti ne avevano fatti i Barbari e i Saraceni.LImperatore Carlo V, saputo il fatto, prese il lutto e preoccupato si affrettò a eliminare le cause di tali disastri: si riconciliò con Francesco I a Cambrai e a Barcellona con Clemente VII, il quale a Bologna il 28 Giugno 1528 lo incoronava con un fasto mai visto Imperatore e Re dItalia.
Poi indisse una seconda Dieta a Spira il 1529 per risolvere il problema di Lutero. Molti suoi consiglieri e molto più il suo confessore il Cardinale Osma gli suggerirono di non essere frettoloso e di avere più comprensione delle opinioni degli altri e di rimettersi al Concilio, che tutti auspicavano: nel frattempo la decisione della Dieta di Worms sarebbe stata valida per i Paesi Cattolici mentre per quelli che avevano accettato il Luteranesimo doveva essere tollerato. Fu allora che Giovanni di Sassonia, Filippo dAssia e altri Signori, appoggiati da quattordici città, rifiutarono il compromesso e il 19 Aprile 1529 scrissero allImperatore la celebre Protesta da cui derivò il nome Protestante.
Di fronte al pericolo turco alle porte lImperatore Carlo V aveva bisogno di una Germania unita e perciò aglinizi del 1530 indisse la Dieta di Augusta alla quale invitò i Luterani a esporre le proprie dottrine e le proprie ragioni: davanti alla Dieta il trentatreenne collaboratore di Lutero, lumanista Filippo Melantone, vera mente organizzativa del movimento, che già nel 1521 aveva pubblicato un Trattato sulla nuova Fede dal titolo Luoghi Comuni, lesse il documento noto come Confessione dAugusta. Carlo V non accettò la nuova impostazione della Chiesa di Melantone e affidò ai Teologi Cattolici di presentare una Confutazione del documento, a cui Melantone rispose con un Apologia. Fu allora che lImperatore impose ai Protestanti di rientrare entro sei mesi nellobbedienza della Chiesa Cattolica.Perciò nel 1531 i Principi Tedeschi aderenti a Lutero, per resistere a Carlo V, si unirono nella Lega di Smalkalda, nello stesso anno in cui i Cantoni Cattolici Svizzeri prendevano le armi contro i tre Cantoni Riformati da Zuinglio e a Cappel presso Zurigo inflissero loro una disastrosa sconfitta, in cui cadde lo stesso Zuinglio, stabilizzandosi così nella Svizzera due diverse confessioni. La Lega di Smalkalda veniva sostenuta anche dal Re di Francia Francesco I, che stipulava allora un alleanza addirittura col Sultano turco Solimano, e veniva finanziata dal Re dInghilterra Enrico VIII, che proprio allora l11 Febbraio 1531 aveva convocato la Chiesa dInghilterra per farsi riconoscere suo "Capo Supremo" contro il Papa, come conclusione della sua lunga lotta con Clemente VII per divorziare da Caterina dAragona e sposare Anna Bolena.La Lega di Smalkalda, sentito quanto era successo in Svizzera, prudentemente non agì, come non agì, di fronte al pericolo turco che premeva alle frontiere dUngheria, Carlo V, e così si addivenne alla Pace di Norimberga del 1532 confermando la situazione come era.
Clemente VII, per impedire il sorgere del movimento riformatore anche in Francia, si accordava a Marsiglia con Francesco I e celebrava il matrimonio del figlio del Re Enrico II con sua nipote Caterina dei Medici: questo fatto forse generò lIncidente dei manifesti, attaccati la notte tra il 17 e 18 Ottobre 1534, nei luoghi pubblici di Parigi e di molte altre città francesi, coi quali venivano insultati, come "mentitori e bestemmiatori il Papa e tutta la canaglia dei Cardinali, dei Vescovi, dei Preti e dei Monaci" e veniva ridicolizzato il culto cattolico. Francesco I e il Parlamento dettero ordine di arrestare una quarantina di sospetti e li mandarono al rogo in unatmosfera di terrore. Tra i fuggiaschi cera il trentatreenne Giovanni Calvino, che era stato denunciato come amico di Nicolò Cop, figlio del medico del Re, e giovane Rettore dellUniversità di Parigi, denunciato a sua volta per aver pronunciato il discorso di apertura delle lezioni allinsegna del ritorno al Vangelo secondo le idee perseguite.Poco dopo Clemente VII moriva il 25 Settembre 1534 a 56 anni.
9-Paolo III sfrenato nepotista viene scosso dalla rivoluzione di Leyda in Germania e dallo scisma di Enrico VIII in Inghilterra e dalla teocrazia di Calvino a Ginevra
Nellimmediato Conclave dellOttobre 1534 fu eletto allunanimità il sessantasettenne Cardinale Alessandro Farnese col nome di Paolo III: era stato fatto Cardinale nel 1493 da Alessandro VI, quando questo avevava per sua amante sua sorella Giulia, e fino al 1519, quando si fece ordinare Prete, aveva avuto almeno quattro figli ( Costanza, Pier Luigi, Paolo e Ranuccio ); era stato Vescovo di Parma nel 1509, di Tuscolo nel 1513, di Benevento nel 1514 e di Ostia nel 1524. Diventato Papa non aveva affatto cambiata la mentalità del cardinale gaudente, che si dilettava di caccia e di fasto tra letterati e artisti: un giorno disse a proposito di Benvenuto Cellini, ritenuto colpevole di tanti crimini, che
"un artista di genio è al di sopra delle leggi della morale".
Il suo primo atto come Papa fu di creare Cardinali il quattordicenne Alessandro Farnese e il sedicenne Ascanio Sforza, dei quali era nonno. I Cristiani che desideravano una vera riforma della Chiesa pensarono che tutto sarebbe andato come prima, difatti nel 1537 Paolo III per accontentare suo figlio Pier Luigi Farnese eresse il Ducato di Castro come vassallo dello Stato della Chiesa e nel 1545 lo fece Duca di Parma e Piacenza.Ma Paolo III ebbe uno scossone dai terribili fatti che accadevano in Germania, in Francia e in Inghilterra. Difatti nella città di Munster in Wesfalia, Melchiorre Offmann, erede di Muntzer liniziatore del movimento anabattista, aveva creato un intenso centro che si diramava nella parte settentrionale dellImpero e anche in Danimarca e in Svezia, nonostante che lImperatore con un editto avesse ordinato che" ogni aderente di qualunque sesso e di qualunque età fosse condotto da vita a morte o con la spada o col fuoco o con qualche altro mezzo senza un previo giudizio inquisitoriale".
Sotto linfluenza di Giovanni Mathys e del venticinquenne Giovanni di Leyda, che si era definito Re di Sion, Cristo tornato sulla terra, la città dopo aver cacciato il Vescovo e tutto il clero con saccheggio di chiese e abbattimento di statue, si era proclamata una specie di Repubblica Comunista con poligamia obbligatoria. Il Vescovo con laiuto dei Principi Tedeschi allinizio del 1535 assediò la città per sei mesi con fenomeni di cannibalismo e di coprofagia, finché grazie a un tradimento venne presa: Giovanni di Leyda e due suoi discepoli furono straziati con tenaglie incandescenti e i loro corpi, chiusi in una gabbia di ferro, furono issati sul campanile della Cattedrale (dove rimasero per tre secoli).
A questa tragedia nello stesso anno 1535 si aggiunse quella della definitiva scissione dellInghilterra compiuta dal Re Enrico VIII: riconosciuto dal Parlamento Capo della Chiesa Nazionale, il Re nominava Arcivescovo di Canterbury, e suo Vicario Generale per gli affari religiosi, il cinquantenne Conte di Essex Tommaso Cromwell, iniziando un decennio di terrore contro chi non prestava giuramento di fedeltà alla nuova Costituzione. La prima vittima fu la mistica Elisabetta Barton, che aveva scagliato fulmini contro il " Re impudico"; poi furono presi di mira gli Ordini religiosi, dove cera la resistenza più tenace: furono chiuse sette Case di Francescani i cui membri furono o esiliati o incarcerati; tre Priori di Certosini furono suppliziati tracinati da cavalli e i loro corpi esposti alla Torre di Londra e gli altri impiccati o fatti morire in prigione; anche la Nobiltà fu decimata e le vittime più illustri furono il sessantenne Giovanni Fisher, grande umanista dellUniversità di Cambridge, fatto Cardinale da Paolo III durante il suo imprigionamento e per questo decapitato come traditore il 22 Giugno 1535; laltra vittima illustre fu il grande umanista e cancelliere del Re il cinquantenne Tommaso Moro, autore della celebre Utopia, scritta nel 1515, che saliva sul patibolo due settimane dopo, pure lui come traditore, il 6 Luglio 1535. Il Prelato inglese Reginaldo Pole, trasferito in Italia, sollecitò Paolo III a deporre Enrico VIII con l intervento dellImperatore Carlo V e di Francesco I, ma i due monarchi non accettarono tale decisione: avendolo il Papa nel 1536 fatto Cardinale, Enrico VIII si vendicava mandando a morte sua madre, suo fratello e i suoi zii. Paolo III nel Dicembre 1538 scagliò la scomunica contro Enrico VIII e linterdetto sullInghilterra. La lista delle esecuzioni capitali conta due Cardinali, 16 Vescovi, 13 Abbati, 575 Preti, 50 Dottori, 12 Lords, 20 Baroni e Cavalieri, 335 Nobili, 124 Borghesi, e 110 donne di elevata condizione: il 29 Luglio 1540 saliva sul patibolo anche Tommaso Cromwell accusato di eresia.
Mentre succedevano tali terribili avvenimenti Giovanni Calvino, fuggito al terrore instaurato in Francia da Francesco I e dal Parlamento Francese nel 1534 dopo lincidente dei Manifesti, vagò prima in varie parti pubblicando nel 1536 a Basilea il libro dedicato a Francesco I'Istitutio Christianae Religionis che contiene la sua concezione della Riforma, subito proscritto dal Parlamento Francese, poi approdò a Ginevra invitato da Giovanni Farel che vi aveva già costituita una comunità riformata e vi scrisse il Catechismo, ma il suo eccessivo rigore nel 1538 suscitò la rivolta dei Ginevrini e dovette rifugiarsi insieme a Farel a Strasburgo. Richiamati nel 1541 dal Consiglio di Ginevra vi riuscirono a instaurare un regime teocratico così efficiente che la sua riforma si impose in tutta Ginevra, che diventava un centro dove si rifugiavano tutti i perseguitati e da dove partivano i propagandisti più entusiasti. |
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