CAPITOLO XIII

MOSCA SUCCEDE COME TERZA ROMA

A COSTANTINOPOLI

SISTO IV AUTORIZZA L’INQUISIZIONE SPAGNOLA

CONTRO EBREI E MORISCOS

E INNOCENZO VIII QUELLA CONTRO LE STREGHE

 

 

1 - Sisto IV dà la nipote dell’ultimo Imperatore di Bisanzio per moglie a Ivan III di Mosca che perciò si dichiara erede di Costantinopoli

 

Contro la prepotenza di Maometto II si ergeva allora a Mosca Ivan III il Grande, l’uomo di ferro che da un decennio stava fronteggiando anche la prepotenza del Kan mongolo della Orda d’Oro: quando nel 1472 col favore di Sisto IV sposò Zoe, una nipote dell’ultimo Basileus Costantino XI, vissuta, insieme ad altri suoi parenti dopo la caduta di Costantinopoli, sotto la protezione dei Papi, si proclamò erede di Bisanzio e incitato da Zoe, che da allora si faceva chiamare Sofia, sentì il dovere di vendicare i suoi antenati contro i Mussulmani e si fece il campione della Cristianità Ortodossa assumendo per sé con le insegne imperiali l’emblema dell’aquila a due teste che guardano al Oriente e a Occidente e il titolo di Zar (Cesare) e per Mosca quello di Terza Roma dopo la quale non ce ne sarebbe stata un’altra.

I Teologi si affrettarono subito a giustificare questa nuova teocrazia, per la quale lo Zar era "Vicario di Dio su questa terra, il Capo supremo dello Stato e della Chiesa" come insegneranno pochi anni dopo il Metropolita Zosimo, il monaco Filoteo del Convento Eleazar di Pskov, il grande asceta e scrittore Giuseppe Vototskoi e lo stesso Patriarca di Costantinopoli fino a fantasticare una genealogia che lo ricollegava all’Imperatore Augusto.

 

2 - Lo stato d’animo anticlericale diffuso fa fallire la Crociata di Sisto IV

 

Anche i Cardinali di Roma per porre un argine alla prepotente invasione di Maometto II il 9 Agosto 1471 avevano eletto Papa il Cardinale Francesco della Rovere col nome di Sisto IV: aveva 56 anni, proveniva da una povera famiglia di Celle Ligure, si era fatto francescano, aveva studiato all’Università di Padova, era diventato Professore e aveva insegnato alle Università di Pavia, di Bologna, di Firenze, di Siena e di Perugia ed era diventato Generale dei Minori Francescani.

Il suo primo pensiero fu di organizzare una alleanza dei Capi Cristiani per una Crociata contro i Turchi, che fu condotta con poco successo riuscendo a rioccupare solo Smirne nel 1472. La Crociata si trascinò stentatamente perché c’era una scarsa convinzione della sua utilità, avendo l’Umanesimo diluito molto l’ardore mistico di una fede intransigente e combattiva.

I più noti Umanisti, come Poggio Bracciolini, Lorenzo Valla, Leonardo Bruni, Francesco Filelfo e i centri culturali come l’Accademia Romana con a capo Pomponio Leto e l’Accademia Napoletana con a capo Antonio Panormita e Giovanni Pontano, avevano diffuso un anticlericalismo secondo cui i preti sono un branco di bricconi e di fannulloni che

"sotto il velo della fede non cercano che di farsi ricchi senza lavorare".

 

La Curia Romana, da essi ben conosciuta, è il luogo dove "i vizi di tutto l’universo affluiscono in maniera tale che essa ne è divenuta lo specchio". La pretesa vocazione dei Monaci non è che una insegna menzognera per gabbare i gonzi e le Monache sono meno utili delle prostitute. Insieme alla Filosofia Scolastica veniva demolita tutta la Teologia e serpeggiava un diffuso scetticismo religioso per il quale tutte le religioni sono uguali perché l’una vale l’altra.

 

Di questo diffuso stato d’animo Papa Sisto IV ne fu forse l’espressione ma certamente uno degli alimentatori. Nonostante fosse di formazione francescana si servì dell’enorme Patrimonio di S.Piretro per arricchire i suoi parenti. Violando gli impegni sottoscritti prima dell’elezione, subito cominciò a distribuire incarichi di governo dello Stato Papale tra gli otto nipoti maschi: cinque Della Rovere - Giuliano, Pietro, Bartolomeo, Leonardo e Giovanni - e tre Riario - Girolamo, Pietro e Raffaele. Di questi nipoti due li fece Cardinali: uno, il ventottenne Giuliano della Rovere, aveva doti tali che potevano giustificarne la nomina come Amministratore delle Marche, ma l’altro, il ventinovenne Pietro Riario, fatto Vescovo e Cardinale di Treviso nel 1471 e poi nel 1473 Arcivescovo di Firenze, era talmente dissennato che Roma si sentì offesa delle sue dilapidazioni e il Vaticano restò infangato delle sue dissolutezze, di cui morì nel 1474. Gli altri nipoti furono tutti nominati Governatori o di Roma o delle altre città dello Stato Papale. Alle altre sette nipoti furono procurati a tutte matrimoni patrizi. Promosse il Cardinale Rodrigo Borgia Vescovo di Porto e Ostia e Cancelliere della Chiesa.

Tutti questi interessi famigliari, certamente insieme a tanti altri episodi, non costituivano una testimonianza di una fede evangelica e contribuirono a irrobustire lo scetticismo. Furono inoltre all’origine della grande tragedia della congiura dei Pazzi, che ebbe come causa immediata la sostituzione nella funzione di Banchiere Vaticano della famiglia dei Medici, che non aveva facilitato l’acquisto di Imola da attribuire come feudo a Girolamo nipote del Papa, con la famiglia dei Pazzi che assecondarono tale operazione. Dall’inimicizia nata tra le due famiglie nacque la congiura di sbalzare da Firenze i Medici ordita da Franceschino dei Pazzi, Girolamo Riario e Francesco Salviati Arcivescovo di Pisa, consapevole Sisto IV, e fu perpetrata il 24 Aprile 1478 durante la celebrazione di una Messa solenne nel Duomo di Firenze:Giuliano dei Medici restò assassinato mentre suo fratello Lorenzo restò lievemente ferito e si difese fuggendo in sacrestia.

Il popolo si sollevò in favore dei Medici e ci furono stragi per oltre un mese. I responsabili della congiura, compreso l’Arcivescovo di Pisa, furono impiccati, tutta la famiglia dei Pazzi fu bandita da Firenze e un Cardinale fu tenuto in ostaggio.

Sisto IV non solo scomunicò Lorenzo dei Medici e i suoi fautori, ma colpì d’interdetto tutta Firenze e gli mosse guerra alleandosi col Re di Napoli. Lorenzo dei Medici, consapevole che l’obiettivo era lui e che sparito lui la pace sarebbe tornata, ebbe l’idea geniale di consegnarsi al Re di Napoli del quale divenne amico e Sisto IV restato solo dovette ritirare l’interdetto e fare la pace. Lorenzo tornò a Firenze col titolo di Magnifico.

 

Il 1° Novembre 1478 Sisto IV emise il Decreto col quale autorizzava il Re Ferdinando d’Aragona a organizzare nell’ambito della Crociata della Reconquista lo speciale Tribunale dell’Inquisizione Spagnola con la quale si imponeva ai Mori e agli Ebrei la conversione o l’esilio, e il rogo per i falsi convertiti, chiamati marrani se Ebrei e moriscos se mussulmani, trasformando la Spagna in terra di caccia sotto la direzione del Cardinale Tommaso Torquemada.

 

Per staccare dai Medici le potenti famiglie romane degli Orsini e dei Colonna, nel 1480 nominò Cardinali Giovanni Colonna, Cosimo Orsini e nel 1483 Giambattista Orsini, e non fu estraneo all’assassinio di Giovanni Colonna.

I suoi oppositori tentarono di riaprire il Concilio di Basilea, chiuso nel 1439, per processarlo, ma l’iniziativa non ebbe esecuzione per l’intervento dell’Imperatore Federico III d’Asburgo.

 

La Crociata contro i Turchi aveva così poca efficacia che l’11 Agosto 1480 la flotta di Maometto II arrivava anche in Italia e conquistava Otranto in Puglia, uccidendo 12.000 abitanti, segando vivi l’Arcivescovo e il Governatore e lanciando la sfida che avrebbe fatto mangiare l’avena al suo cavallo sull’altare di S.Pietro in Roma.

Sisto IV rinnovò ai Principi Italiani l’appello alla Crociata rampognandoli dicendo:

 

"Se volete ancora essere cristiani , Italiani, battetevi!".

 

Tuttavia non fuggì ad Avignone come gli fu proposto, ma egli stesso allestì una flotta riducendo in moneta il vasellame sacro della Chiesa e mentre ancora fervevano i preparativi, moriva nel 1481 a 52 anni Maometto II in Turchia, e i cannoni servirono insieme alle campane ad annunciare l’avvenimento. La flotta di Sisto IV allora corse sicura a riconquistare e a liberare Otranto. Tuttavia la salvezza d’Italia e d’Europa avvenne per la discordia avvenuta tra i due figli di Maometto II, Bajazet II e Gem, che paralizzò l’Impero Turco:Gem si rifugiò addirittura a Roma e dette l’occasione di avviare negoziati.

 

Sisto IV arricchì la Biblioteca Vaticana e l’aprì agli Umanisti e dal 1473 al 1480 fece costruire da un architetto ignoto la Cappella Sistina su un precedente santuario fatto da Nicolò III nel 1278 e la fece decorare con figure di personaggi del Vecchio e del Nuovo Testamento, che narravano tutta la storia della salvezza dai migliori pittori, come il Botticelli, il Ghirlandaio, il Perugino, il Pinturicchio Luca Signorelli, Cosimo Rossetti e Piermatteo d’Amelia che aveva decorato il soffitto con un cielo stellato. La consacrò alla Vergine Assunta solennemente il 15 Agosto 1483. Morì il 12 Agosto 1484 a 69 anni,

 

 

3-Innocenzo VIII istituisce l’inquisizione contro le streghe

 

 

Il Cardinale Giuliano della Rovere fece di tutto per far eleggere un Papa secondo i suoi interessi e difatti il 26 Agosto 1484 venne eletto il quarantaduenne Cardinale curiale Giovanni Battista Cybo col nome di Innocenzo VIII: il padre Arano Cybo era nato a Rodi, si era trasferito a Genova dove era annoverato tra gli Anziani, era stato nominato Viceré di Napoli da Renato d’Angiò e confermato da Alfonso d’Aragona, poi da Callisto III era stato nominato Governatore di Roma.

Innocenzo VIII prima di essere Papa aveva avuto due figli naturali, Teodorina che sposò Gerardo Usodimare e Franceschetto che sposò Maddalena figlia di Lorenzo il Magnifico, era stato Vescovo di Savona, poi di Molfetta e infine Cardinale della Curia Romana, e prima di essere eletto fece la promessa scritta simoniaca ai suoi elettori di concedere a ciascuno quanto avrebbero domandato. Era di complessione debole e malaticcia e il suo primo Atto Direttivo fu la spaventosa Bolla Summis Desiderantes Affectibus del 1° Dicembre 1484 con la quale nominava i due teologi domenicani Heinrich Institor Kraemer e Jacob Sprenger inquisitori della "depravazione ereticale della stregoneria": essi con loro celebre libro Malleus Maledicarum dettero inizio alla crociata contro le streghe che avrebbe tenuta la Cristianità per circa tre secoli sotto il terrore.

Accolse con i massimi onori Gem detto anche Zizim figlio di Maometto II che era in lotta col fratello Bajazet II dopo essersi rifugiato prima dai Cavalieri di Rodi e poi in Francia.

Venezia, Francia, Portogallo e Ungheria si facevano beffe dei diritti papali e conferivano arbitrariamente i benefici ecclesistici. Innocenzo VIII affidò l’amministrazione nella Curia Romana a personaggi indegni che fecero scoppiare lo scandalo delle false bolle che fabbricavano in una apposita officina autorizzando tutto perfino il concubinato dei preti.

Fece Cardinale a tredici anni Giovanni figlio di Lorenzo il Magnifico, che aveva dato sua figlia Maddalena in sposa a suo figlio Franceschetto sposati da lui nel proprio palazzo. Fece intervenire Lorenzo dei Medici con la sua mediazione nella questione della città di Osimo di cui si era impadronito nel 1487 il Capitano di Ventura Boccalino Buzzoni, in lotta con le truppe del Cardinale Giuliano della Rovere e di Gian Giacomo Trivulzio, perché stava trattando col Sultano Bajanet per cedergli la Marca Picena con grave pericolo per la Cristianità. Per suo merito il Sultano turco mandò una ambasceria a Roma con ricchi doni promettendo di non aggredire più la costa adriatica.

A questa bella notizia se ne aggiunse un’altra non meno bella: la caduta di Granata il 2 Gennaio 1492, ultimo baluardo dei Mussulmani in Spagna: per questo avvenimento esultò tutta la Cristianità e a Roma Innocenzo VIII fece organizzare un carnevale spettacolare e concesse a Ferdinando d’Aragona e a Isabella di Pastiglia, diventati Re di Spagna, il titolo di Maestà Cattoliche.

Innocenzo VIII continuò l’opera del suo predecessore nel proteggere gli Artisti e gli Umanisti.

Morì a cinquant’anni il 25 Luglio 1492, dieci giorni prima che Cristoforo Colombo il 5 Agosto 1492 s’imbarcasse per andare a scoprire l’America.

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