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1 - Nicolò V reprime la congiura di Stefano Porcari e di fronte allimminente pericolo islamico autorizza la schiavitù contro gli infedeli
La prospettiva si compì col suo successore Nicolò V eletto nel Conclave di diciotto Cardinali riunito il 4 Marzo 1447 a Roma nella Basilica di S.Maria sopra Minerva: aveva 50 anni, apparteneva a unumile famiglia di Sarzana, era stato segretario dellArcivescovo di Bologna Nicolò Albergati, ne divenne successore nel 1444 e fatto Cardinale da Eugenio IV nel 1446, era molto introdotto negli ambienti umanisti e nel Concilio si era molto distinto nelle dispute con i Greci.Il suo Papato veniva allietato da avvenimenti favorevoli: la città di Bologna accettava volentieri di far parte dello Stato Papale per essere stato lui suo Arcivescovo; il 15 Luglio scompariva Filippo Maria Visconti acerrimo nemico di tale Stato; per concludere il Piccolo Scisma di Basilea dovette stipulare a Vienna con lImperatore Federico III il Concordato del 17 Novembre 1448 col quale faceva la concessione che i Vescovi e gli Abbati fossero eletti dai Principi ricevendo il diritto di riscuotere le annate e le riserve; e finalmente il 7 Aprile 1449 i Conciliari di Basilea, avendo abdicato Felice V, riconobbero Nicolò V Papa legittimo e Nicola Cusano e Giovanni da Capistrano furono inviati in Germania ad attuare le riforme stabilite.
Così poté continuare a fare lumanista dedicandosi specialmente alla ricerca dei Codici sguinzagliando emissari ovunque e dando inizio alla Biblioteca Vaticana con una raccolta ci circa 1500 volumi, di cui 824 manoscritti latini, e al restauro e allabbellimento dei monumenti di Roma. Nel 1452 dette lincarico a Bernardo Rossellino di fare un progetto di una nuova Basilica di S.Pietro in sostituzione dei quella costantiniana a cinque navate ormai fatiscente e cominciò anche a realizzarlo. Protesse tanti Artisti come Gian Battista Alberti, Piero della Francesca, Andrea del Castagno, Benozzo Bozzolo, Beato Angelico, e dei Letterati quali Poggio Bartolini, Lorenzo Valla, Giovanni Aurispa, Angelo Decembrio, Francesco Filelfo Marsilio Ficino e Giovanni Bessarione. Nel 1452 accolse sulla scalinata di S.Pietro Federico III Re di Germania e ne celebrò il matrimonio con Eleonora Principessa di Napoli e lo incoronò Re dItalia e Imperatore del Sacro Impero Germanico: fu lultima incoronazione imperiale fatta a Roma. Per questo avvenimento un cronista annota:
"Se Dio stesso fosse disceso in forma umana sulla terra, non gli sarebbero potute fare maggiori onoranze".
Il filone avversario del potere temporale papale era stato rafforzato nel movimento umanista, specialmente dopo la dimostrazione della falsità della Donazione di Costantino e ne era nata una congiura per sopprimerlo e proclamare la Repubblica Romana. Fu promossa da Stefano Porcari e da unaltra decina di umanisti.Stefano Porcari era un umanista studioso dei Classici, sera entusiasmato della libertà dei tempi di Toma repubblicana e sognò una rivoluzione democratica contro il potere temporale dei Papi. Dopo aver ricoperta la carica di podestà a Bologna, Siena e Orvieto, durante il Conclave che si era riunito alla morte di Eugenio IV tentò di sollevare il popolo contro ilo Papato. I suoi sforzi risultarono vani e il nuovo Papa Nicolò V preferì allontanarlo da Roma inviandolo prima Legato in Germania e poi confinandolo a Bologna con una pensione mensile. Ma anche a Bologna continuò a tramare con la sua attività rivoluzionaria convinto di essere il "Cavaliere dItalia" profetizzato dal Tetrarca. Il 26 Dicembre 1452 andò a Roma a instaurare la Repubblica: il progetto era di incendiare il Vaticano e arrestare Nicolò V durante la celebrazione della messa. Ma la congiura fu scoperta e Porcari fu condannato a morte e impiccato a Castel S. Angelo coi congiurati il 9 Gennaio 1453.
Nicolò V viveva come un incubo lepica lotta che si era ravvivata tra Cristianesimo e Islamismo. Aveva appreso con grande dispiacere nel 1448 della nuova disfatta che i Crociati Ungheresi avevano di nuovo subito sotto la guida di Giovanni Hunyadi nello stesso campo di Kossovo restato nella memoria per il disastro del 1389; seguiva anche con apprensione le imprese che nello stesso tempo il Principe albanese Giorgio Skandemberg compiva inutilmente contro le terribili forze comandate da Murad II e da Maometto II che stavano assoggettando la sua terra, lAlbania, e il fatto che i Balcani venivano completamente islamizzati. Aveva appreso il pericolo che incombeva su Costantinopoli e quello che avevano detto i Dignitari della Chiesa Orientale, Giorgio Scolarios e Lucas Notaras, cioè"Meglio vedere regnare a Costantinopoli il turbante dei Turchi che la mitra dei Latini!"proprio nel 1452, quando il successore del Basileus Giovanni VIII, Costantino XI, per avere dallOccidente un aiuto nel pericolo che stava alle porte, pubblicava lHenoticon cioè la formula dellUnione firmata al Concilio di Firenze. E sapeva anche che gli Spagnoli e i Portoghesi erano impegnati giornalmente per liberare le loro terre da secoli occupate dai Mussulmani. Da tali circostanze fu indotto a emanare quel Breve Divino Amore Communiti, in totale antitesi col contenuto del Vangelo, col quale il 16 Giugno 1452 approvava il piano del ventenne Re portoghese Alfonso V lAfricano autorizzandolo non solo a occupare le terre ma anche a ridurre tutte le popolazioni in perpetua schiavitù: tale documento ha costituito il punto di partenza di questo nostro studio per renderci conto se effettivamente lattività dei Rappresentanti di Gesù si è svolta sotto la sua Direzione come promettono le Fonti cristiane o secondo le sole comuni contingenze umane. La buona fede di Nicolò V è fuori discussione perché è chiaro che lui intendeva compiere un atto di difesa della "Città di Dio" contro i suoi nemici e non si rendeva conto delle conseguenze del suo Atto, il quale insieme alla causa delle sofferenze di tante popolazioni contiene anche un lampo di luce che illumina tutta la storia della Chiesa nella quale si vede in tanta parte non solo linfedeltà alle direttive contenute nei Vangeli ma anche una vera assenza di unefficace ed effettiva presenza direttrice di chi la promette tanto solennemente in tali testi: tale assenza, insieme allinadempienza del ritorno di Gesù entro quella generazione, costringe a dare una interpretazione diversa da quella data dai suoi discepoli alla personalità di quel sublime personaggio in nome del quale hanno vissuto, operato, sofferto e combattuto.
2- Il residuo Impero Cristiano dOriente viene conquistato dal turco Maometto II
Nicolò V nel 1453 visse in una estrema angoscia il fatto tragico della caduta di Costantinopoli. Levento era temuto da parecchi anni e perciò i Capi della Chiesa Orientale erano venuti al Concilio di Ferrara e di Firenze. Nel febbraio 1451 al Sultano Murad II, che aveva fatto tremare lEuropa, era succeduto il ventunenne Maometto II ancora più determinato: si era fatto un punto donore la conquista di Costantinopoli, che considerava molto difficile per le sue poderose mura, i suoi 200.000 abitanti e lappoggio dellOccidente. Ma lui con un doppio lavoro strategico e diplomatico riuscì a isolarla: continuò a costruire la serie di fortezze iniziata da Bajazet sulla riva dAsia per controllare il Bosforo e poi aggiunse unaltra serie di fortezze sulla costa europea per impedire qualunque soccorso proveniente via terra da Nord, così che il primo Capitano che tentò di passarla venne impalato e più nessuno si fece avanti; poi con uno stratagemma ben calcolato neutralizzò chi potesse intervenire: stipulò tregue con Venezia, con Genova, con i Cavalieri di Rodi, con Demetrio Principe di Morea e fratello del Basileus Costantino XI. I primi giorni di Aprile 1453 cominciò lassedio propriamente detto: fece allimprovviso ricoprire il mare del Bosforo da centinaia di navi di piccolo tonnellaggio ;alla loro vista ne furono spaventate le trenta navi cristiane di scorta ammassate dentro il canale del Corno dOro chiuso da enormi catene; fece arrivare una immensa quantità di truppe e fece piazzare a tiro delle mura un gigantesco cannone di bronzo tirato da sessanta paia di buoi e da milleduecento uomini.
La situazione non era disperata se dallOccidente fosse stato inviato un aiuto proporzionato. Difatti il 20 Aprile 1453 il Capitano genovese Maurizio Cattaneo con una squadra di quattro navi più grandi di quelle di Maometto II poté aprirsi una via in mezzo alla flotta turca fino al Corno dOro le cui catene si abbassarono per farlo passare e il gigantesco cannone di Maometto II dopo pochi colpi esplose uccidendo lingegnere che lo aveva costruito. Perciò Maometto II cominciò a parlamentare proponendo al Basileus Costantino XI di trasferirsi in Morea dove sarebbe stato indisturbato: di fronte al suo rifiuto e alluscita delle trenta vele cristiane alla fine di maggio passò allattacco decisivo. Il 28 Maggio mentre nel campo mussulmano si proclamava la gihad o guerra santa, anche in Santa Sofia tutto il Clero Bizantino greco e latino con a capo il Basileus si riunì per la Messa e la comunione. Alle due di notte del 29 Maggio 1453 Maometto II sferrò lattacco in dieci punti delle mura promettendo alle sue truppe che avrebbe loro abbandonata la città tre giorni al loro saccheggio. Allalba si mise alla testa dei suoi Giannizzeri e li guidò allattacco supremo: fu espugnata prima la porta del Circo da dove passarono ad assalire di sorpresa alle spalle i difensori della porta di Adrianopoli. LImperatore Costantino XI dopo avere incitato i suoi alla difesa, liberatosi di tutte le sue insegne imperiali, si gettò nel folto della mischia e allindomani fu trovato dai Mussulmani frammisto a una montagna di cadaveri: la sua testa fu inchiodata a un fusto. Dopo avere ripulita S.Sofia dal lago di sangue di quanti vi si erano rifugiati Maometto II vi fece il suo ingresso solenne per le preghiere rituali mussulmane e poi ne fece imbiancare le pareti per coprirne i mosaici e le pitture"idolatriche".
Tutta la Cristianità restò esterrefatta e Nicolò V mandò dappertutto i suoi Legati a spronare i Cristiani alla guerra santa ma soltanto il 2 Marzo 1455 poté annunciare la formazione di una Lega tra Roma, Napoli, Firenze, Venezia e Milano: la caduta di Costantinopoli gli aveva scossa la salute e moriva due settimane dopo il 16 Marzo 1455: aveva 57 anni.Tuttavia bisogna notare che dopo la crudeltà vendicativa dovuta allesasperazione del furore bellico Maometto II usò un atteggiamento di estrema moderazione e si attenne alle direttive del Corano che impongono libertà di coscienza in fatto di religione: infatti non cercò di imporre ai cristiani la fede, i costumi, la lingua e le leggi della sua nazione. Si accontentò di far pagare una capitazione, cioè una imposta a persona, in cambio di che lasciò ai Cristiani di praticare la loro religione e di vivere secondo i principi che erano loro propri da così lungo tempo. Anzi si mostrò non solo tollerante ma cercò unintesa col Clero Greco, utilizzando il partito più intransigente del partito antiunionista, specialmente quelli che si erano augurati di vedere a S. Soffia piuttosto il turbante del Sultano che la mitra del Legato Papale. Difatti il 1° Giugno 1453 il campione di questa posizione, Giorgio Scholarios, fu fatto Patriarca col nome di Ginnasios e, incredibile, ricevette da Maometto II linvestitura con la consegna fatta di sua mano del pastorale doro. Questo fatto ebbe come conseguenza uninasprimento della contrapposizione con lOccidente e non si parlerà mai più dellUnione col resto della Cristianità.
3 - Callisto III si vota alla Crociata fino allo spargimento del suo sangue se necessario
Ormai sulla coscienza di tutta lEuropa gravava la preoccupazione del pericolo turco e i venti Cardinali accorsi a Roma per il Conclave il 4 Aprile 1455 elessero chi si votava alla liberazione di Costantinopoli e della Terra Santa: il cardinale spagnolo Alonso Borgia di Giàtiva presso Valenza col nome di Callisto III: aveva 77 anni, era venuto a Roma con Alfonso V dAragona quando questo divenne Re di Napoli nel 1444, fu fatto Cardinale da Eugenio IV per avere contribuito alla dimissione di Felice V: fatto Papa scrisse su un libro da lui usato un solenne giuramento col quale si impegnava a riprendere Costantinopoli anche con lo spargimento del proprio sangue.
Riprese lorganizzazione della Crociata iniziata da Nicolò V e per invogliare il Francesi a partecipare alla Crociata riabilitò Giovanna dArco. Vendette gran parte dei tesori della Chiesa per la Crociata ma ebbe subito il grosso dispiacere dal Re di di Napoli di usare contro la Repubblica di Genova la flotta raccolta contro i Turchi.Decise allora nellautunno 1455 di riunire una nuova flotta sotto i suoi occhi alle rive del Tevere pur di riuscire nellintento di "salvare la fede e la Chiesa" come lui diceva: il 1 ° Gennaio 1456 venticinque galee e cinquemila soldati presero il mare e mentre Giovanni Hunyadi con Giovanni da Capistrano liberavano Belgrado, il 6 Agosto 1457 la flotta papale vinceva la flotta turca presso Mitilene nellisola di Lesbo. Callisto III a ricordo dei due eventi istituì la festa della Trasfigurazione e fece coniare una medaglia con la scritta"Fui eletto per lannientamento dei Mussulmani".
Con lintenzione di avere attorno a sé persone fidate distribuì i poteri della Curia ai suoi nipoti, diventando uno dei maggiori responsabili della degradazione della Direzione della Chiesa: ai nipoti laici affidò la condotta cioè il potere di arruolare i mercenari per la difesa del Patrimonio Papale e a uno dette il titolo di Gonfaloniere della Chiesa, e ai nipoti chierici o fatti tali per loccasione vennero gli Uffici della Curia. Dei tre giovani nipoti che fece Cardinali uno particolarmente ebbe un cumulo di cariche, "il più carnal uomo mai visto" cioè il venticinquenne Rodrigo Borgia, che nominò oltre Vescovo di Valencia anche Vice Cancelliere della Chiesa e che per linfluenza dello zio Cardinale già alletà di 13 anni era stato ricoperto di Canonicati da Nicolò V.Callisto III morì dopo avere lanciato un altro appello per la Crociata il 6 Agosto 1458 a ottantanni.
4 - Pio II parte a capo della Crociata contro Maometto II
Nel Conclave che ne seguì nello stesso Agosto 1457 ricevette maggiori voti Enea Silvio Piccolomini di 52 anni che prese il nome di Pio II: era stato Vescovo di Trieste e poi di Siena e nel 1456 era stato fatto Cardinale da Callisto III. Il Cardinale Bessarione e il Cardinale francese Estouteville si dichiararono contrari per la sua vita giovanile, amante di baldorie e di avventure amorose e la sua attività letteraria con opere licenziose, prima di ricevere senza molta convinzione gli ordini clericali. Ma per la sua vita sempre più pia e austera dopo essersi fatto prete fino a compiere un pellegrinaggio a piedi nudi, ebbe i due terzi di voti necessari anche per lintervento del Cardinale Rodrigo Borgia. Ingegno vasto, coltissimo, oratore formidabile e scrittore elegante, promosse e protesse molto la cultura e gli Umanisti di ogni tipo: dal 1459 al 1462 fece trasformare il suo paese natale Consigliano in una cittadina rinascimentale, dallarchitetto Rossellino collaboratore di Gian Battista Alberti, e la fece chiamate Pienza attribuendole funzioni di Diocesi.Ma il pensiero che lo assillava maggiormente fu la liberazione della Cristianità dal pericolo turco: la situazione era tragica. Dopo la presa di Costantinopoli lavanzata della mezzaluna sembrava irresistibile e ogni anno aveva segnato un nuovo trionfo di Maometto II: nel 1458 ebbe in suo potere la Morea o Pelopenneso e lAttica e fece sventolare la bandiera del Profeta sullAcropoli di Atene; nel 1459 prese la Serbia, la Bosnia e lErzegovina e poi una dopo laltra le Isole Egee. Pio II scrisse una lettera personale a Maometto II promettendogli di farlo Imperatore dOriente se si fosse convertito al Cristianesimo. Non avendone ricevuta risposta invitò subito i Principi Cristiani per un convegno a Mantova per il 1459 per organizzare la Crociata e si propose di parteciparvi personalmente: a chi lo sconsigliava per la sua salute cagionevole rispondeva:"Il Potere Temporale della Chiesa è stato recuperato ma se perdiamo la Fede chi ce la restituirà?".
Quando giunse a Mantova il 27 Maggio 1459 trovò il Convegno quasi deserto e deluso disse
"Sono venuto qua pieno di speranza e mi sento burlato"
e da Mantova emanò la bolla per la Crociata. Con la Bolla Execrabilis del 1460 ripudiò le sue precedenti posizioni conciliariste avute durante il Concilio di Basilea e a chi gli rimproverava il suo passato soleva dire
"rigettate Enea e accettate Pio".
Nel 1461 ottenne dal Re Luigi XI di Francia la formale abrogazione della Prammatica Sanzione di Bourges ma non riuscì a ottenere la riconciliazione degli Hussiti. Con Nicolò Cusano promosse un progetto di riforma generale ma trovò molti ostacoli che lo fecero desistere Non avendo i Principi Cristiani risposto allappello per la Crociata, vi si mise personalmente a capo. Dopo avere emanato un'altra Bolla il 22 Ottobre 1463 e avere avuta ladesione solo di Venezia, dellUngheria e di Giorgio Scandeberg, partì per Ancona ad attendere le navi ma la lunga ansiosa attesa affrettò la sua fine: ebbe appena il tempo di vedere le navi veneziane arrivare e due giorni dopo nellAgosto 1464 spirava a 58 anni.
5 - Fallisce anche la Crociata di Paolo II
I Cardinali riuniti in Conclave nellAgosto 1464 elessero Papa col nome di Paolo II il ricchissimo e prodigale Cardinale veneziano Pietro Barbo di 48 anni, nipote di Eugenio IV che lo aveva fatto Cardinale nel 1440 a 24 anni: si insediò nel nuovo Palazzo Venezia che aveva cominciato a costruire nel 1455 da Cardinale.Paolo II, sia come Papa sia come veneziano aveva un grande desiderio di organizzare la Crociata che arrestasse lavanzata di Maometto II, ma invece di una Crociata contro i Maomettani si trovava a benedire una crociata contro Giorgio Bodebrad Re di Boemia corifeo dellHussitismo, aiutato per ragioni dinastiche dallo stesso Imperatore Federico III dAsburgo, affidata al Re dUngheria Mattia Corvino, e per tenersi amico lintrigante Re di Francia Luigi XI faceva Cardinale il Capo della sua Segretaria Jean de Balue Vescovo dEvreux che fu poi fatto imprigionare dallo stesso Re per tradimento ed espellere dalla Francia.
Promosse il restauro dellArco di Tito, dellArco di Settimio Severo e della statua equestre di MarcAurelio e incoraggiò il Cardinale Torquemada a installare gli stampatori a Roma. Tuttavia, conscio che il movimento umanistico aveva fatto proprie gli antichi filoni culturali platonici, aristotelici, stoici ed epicurei contro la filosofia scolastica ed era contrario al Potere Temporale Papale, cominciò a epurare dalla Segreteria Vaticana molti umanisti, tra cui il Platina che imprigionò per le sue virulente reazioni.Questo atto suscitò un movimento di protesta generale nellAccademia Romana di Pomponio Leto simile a quello di Stefano Porcari al tempo di Nicolò V: Pomponio Leto che si trovava a Venezia fu fatto portare a Roma, processato insieme ai suoi amici e gettato in prigione in Castel S.Angelo fino a che non ebbero fatta "onorevole ammenda".Nonostante tutto profuse molto denaro per promuovere il Carnevale romano, i Trionfi e altre baldorie che da allora cominciarono a diventare celebri e anche abbastanza licenziose, per tenere calma lirrequieta plebe romana, come diceva, e in questa atmosfera festiva con la Bolla Ineffabilis Providemtia del 1470 stabiliva che il Giubileo si celebrasse ogni 25 anni.
Ma il suo più grave dispiacere fu la notizia che Maometto II il 12 Luglio 1470 aveva sconfitta la flotta veneziana a Negroponte occupando lisola di Eubea "perla della corona della Serenissima" e che per vendicare i suoi 7000 caduti in quella battaglia aveva fatto segare vivo in due il Podestà della città Paolo Erizzo al quale era stata garantita la vita se si fosse arreso, e infine che Maometto aveva invaso Creta e le altre Isole Greche e si era presentato nella Laguna Veneta facendosi beffe del Doge. Ne morì improvvisamente un anno dopo il 27 Luglio 1471 alletà di 55 anni. |
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