NON RESTA CHE LA NOOSFERA
Dall'inizio del nostro secolo sono accaduti tali eventi che verso la sua fine si avverte l'esigenza di cominciare a datare una nuova epoca. Gli si va dando il nome di Postmoderno ma l'ambiguità del termine "moderno", che dal latino "modo hodierno" vorrebbe dire "attuale" e indica invece il periodo che va dalla scoperta dell'America fino ai giorni nostri, dà una certa vaghezza anche al nuovo termine: sarebbe forse più appropriato quello di Evo Nuovo o Era Nuova ma poiché verrà tempo che anche questa denominazione sembrerà ridicola perché l'evo nuovo sarà diventato vecchio, converrebbe cambiar sistema e cominciare a denominare "epoca prima" l'evo antico, "epoca seconda" l'evo medio", "epoca terza" l'evo moderno ed "epoca quarta" l'evo postmoderno. Ma sarà facile mettersi d'accordo?
Jean Francois Lyotard nello studio La condizione postmoderna (1969) e Hans Küng in Teologia in cammino (1987) cercano di indicare i lineamenti che distinguerebbero il postmoderno dal moderno ma sembra che indichino tutte situazioni negative, cioè tanti tramonti di concezioni e di forze che caratterizzavano il modo di pensare, di vivere e di agire di un'epoca ritenuta ormai passata: positivismo, idealismo, razionalismo, nazionalismo, colonialismo, le ideologie come leninismo, fascismo, e nazismo che hanno tentato di fare una rivoluzione per dare un loro assetto al mondo umano, e infine le barriere confessionali. Non indicano le scoperte e i fatti positivi che caratterizzino davvero la fine di questo millennio e il principio del terzo che è alle porte e riempiano il vuoto di tanti tramonti e rispondano così ad una certa ansia che con stupore attende l'apparizione di qualche cosa che ci faccia dire con soddisfazione il dantesco Incipit vita nova: comincia finalmente una vita nuova.
A me sembra che la scoperta del codice genetico e lo sbarco dell'uomo sulla luna con tutti i mezzi inventati che lo hanno reso possibile, siano due elementi che caratterizzano la nuova epoca: forse presto avremo l'elemento epocale top, l'energia atomica per fusione e allora sì che ci sarebbe da cantare inctpit vita nova. Ma già c'è un altro elemento epocale al quale si dà attenzione solo in modo negativo per i pericoli che ci sovrastano: l'ecologia e l'etologia. I problemi ecologici sembra che abbiano oscurato l'elemento positivo di gran lunga più importante messo in evidenza in quest'ultimi decenni: l'intelligenza degli animali. Le opere classiche di alcuni premi Nobel come il Linguaggio delle api di Karl von Frisch, Il comportamento degli animali di Nico Timbergen, La logica del vivente di François Jacob, Il caso e la necessità di Jacques Monod, L'altra faccia dello speccbio di Konrad Lorenz e quelle di tanti altri etologi insieme all'opera divulgativa televisiva di David Attemborough, di Piero Angela e di Giorgio Celli, hanno messo sotto gli occhi di tutti la meraviglia dell'intelligenza che splende nel mondo degli animali. A me l'intelligenza degli animali s'impose 28 anni fa quando cominciai ad andare a caccia e fu allora che stimolò la mia ricerca epistemologica insieme alla contraddizione che già mi aveva colpito qualche anno prima rileggendo la storia del Cristianesimo che da campione dell'Umanesimo Universale divenne col Concilio di Nicea persecutore di chi non condivideva la stessa fede e lo stesso modo di vivere. Il fatto emerso in primo piano dell'intelligenza degli animali dà il colpo di grazia al tramonto delle varie Filosofie della Ragione che hanno fondato la propria legittimazione su una presunta facoltà che sarebbe il privilegio dell'uomo e la cui esistenza non regge a una attenta analisi.
Tutto comincia dalla ricerca della legittimazione della scienza cioè della conoscenza che corrisponde alla realtà. L'analisi del lavoro di François Lyotard affronta la questione con un approccio puramente sociologico e segue l'opinione di un certo filone culturale che ritiene che la scienza sia un'espressione della classe dominante borghese e si preoccuperebbe non della ricerca della realtà ma dell'efficienza e della potenza e sarebbe il risultato della dialettica "consenso-dissenso" dei competenti e tutto alla fine si risolverebbe nella ricerca della risposta alla domanda ultima "chi prova la prova?" che si troverebbe nell'efficienza o performatività di un tipo di società onwelliana. La nostra analisi invece va alla radice della conoscenza cioè alla mente dell'individuo e cerca la legittimazione della scienza non sul consenso dei competenti ma solo su prove controllabili. Riteniamo competente chi conosce bene un determinato settore della realtà e della cultura sia teorico che operativo ma questa qualifica non garantisce la capacità di produrre prove controllabili. Pietro Ciavarolo, Segretario del Centro per La Filosofia Italiana, con espressione incisiva ha detto: "Non è la firma prestigiosa o l'altezza della cattedra che conta ma il contenuto in sé e per sé". D'altra parte il consenso non può essere una prova di scienza ma si riduce ad una semplice condizione per prendere una decisione legittima nella vita associativa:ai fini della scienza è più utile il dissenso, perché stimola alla ricerca delle prove controllabili. La legittimazione della scienza nasce unicamente dalla validità dei mezzi o delle vie con cui la nostra mente può comunicare con la realtà, cioè da una valida epistemologia, i cui principi legittimano ogni ulteriore conoscenza. Cioè l'epistemologia è la scienza fondamentale e in questo dissentiamo da quanto dice Francesco Barone nell'introduzione a Immagini filosofiche della scienza (1983) dove, sulla scia della polemica instaurata nel secolo XVII tra filosofi e scienziati, sembra voglia conservare la distinzione tra Filosofia e Scienza con la conseguenza del dualismo delle due Culture, filosofica e scientifica, affermando che la riflessione sulla scienza non è scienza ma filosofia. L'argomentazione ch'egli porta si fonda sull'analogia del falegname, il quale non farebbe il falegname quando analizza lo stato dei suoi strumenti. Anche Aristotele si fondò sull'analogia dell'artista quando ideò la teoria di "materia e forma" e dedusse che il mondo è opera di un grande artefice. L'analisi che il falegname fa dei suoi strumenti fa parte del suo mestiere di falegname e l'analisi che la mente umana fa dei suoi mezzi per comunicare con la realtà o approda a una conclusione corrispondente alla realtà ed è scienza, o no e allora è illusione. La cultura, intesa come trasmissione della conoscenza, è unica, in quanto proviene da un'unica sorgente, la mente umana, e o corrisponde alla realtà, ed è scienza, o non corrisponde, ed è illusione. Tutto dipende dal concetto di scienza: non può essere che conoscenza corrispondente alla realtà: anche il procedimento più logico che non produce una conclusione corrispondente alla realtà mostra che parte da una premessa illusoria.
La scoperta fondamentale che ho fatto nella mia ricerca è che tutta l'attività filosofica tradizionale è impostata su un imbroglio metodologico di fondo che consiste nella insufficiente distinzione tra Intelligenza e Ragione, per cui tutta la ricerca filosofica ne risulta equivoca. Occorre pertanto riesaminare il fondamento che dia solida legittimazione mentale alla scienza, su cui costruire validamente l'attività filosofica. Solo allora potrà essere eliminata in parte la babele dei giochi linguistici. L'imbroglio metodologico si è tradotto nell' impostazione imboccata dall'umanità primitiva che ha distinto falsamente due facoltà, Sensi e Ragione: qui sta la sorgente dell'aggrovigliamento della cultura umana. La ricerca della filosofia greca ha camminato tutta su tale binario ed è stato in questo seguita da tutta l'attività della filosofia successiva.
Come Cartesio sono partito anchio dall'analisi della mia coscienza psicologica ma mi sono molto discostato da lui. Difatti vi ho scoperto un'Unica Sensibilità con due frontiere: una frontiera interna, con la quale avverto la mia esistenza, e una frontiera esterna, con la quale avverto l'esistenza di un altra realtà distinta da me ma di cui faccio parte e che mi plasma continuamente attraverso la comunicazione che stabilisco con essa mediante i vari canali della mia sensibilità esterna. Tenendo sempre presenti queste due frontiere nella mia analisi evito di prendere quei sentieri metafisici che hanno costituito la fallacia iniziale in cui si è impigliato Cartesio nel suo Discorso sul Metodo.
Qui sta la novità epistemologica che permette di rivoluzionare tutta la metodologia conoscitiva: le due frontiere non costituiscono due facoltà come sono state qualificate dalla impostazione precedente, cioè Ragione e Sensi, ma un'unica facoltà inscindibile costituita da un Centro Coordinatore e una Periferia Informatrice. Solo mantenendo quest'unità, che chiamiamo intelligenza, si riesce a stabilire una comunicazione valida con la realtà esterna: l'intelligenza contiene in se stessa i mezzi di controllo delle sue operazioni sia nel Centro Conoscitivo sia nelle vie dei cinque sensi che si controllano vicendevolmente. Quest'unità funziona bene nell'uomo adulto, nel bambino anche infante e nel più piccolo degli animali. Mediante la Frontiera dei Sensi la realtà esterna imprime nel Centro Conoscitivo delle immagini: la presenza di queste immagini nel Centro Conoscitivo indica che la conoscenza ha la radice nella sensibilità dell'Essere e poiché il pensiero é confronto di immagini acquisite direttamente con i Sensi o indirettamente mediante il confronto per conclusione o per l'attività creativa esclusiva del Centro Conoscitivo, vuoi dire due cose importanti:1) che la sensibilità dell'Essere è anche la radice del pensiero;2) che la corrispondenza delle immagini della mente alla realtà costituisce la verità conoscitiva o la scienza. Avendo fondata la comunicazione sulla separazione dei due elementi dell'unità conoscitiva, attribuendo inganno ai Sensi e verità alla Ragione, è stata la causa di tutti quei deliri, antilogie e antinomie che hanno aggrovigliato la matassa della cultura umana, diventata un mare magnum in cui è difficile districare verità e illusione. Per questo giustamente Hegel ha rimproverato ai filosofi precedenti l'errore grossolano della concezione dualistica dell'Essere cioè come materia inerte e come Spirito pensante. Tuttavia anche lui, abusando del Centro Conoscitivo denominato Ragione, si è avviato per i sentieri metafisici che lo hanno portato molto lontano dalla realtà. La constatazione fatta nella nostra mente e l'esistenza dell'intelligenza animale ci permette di risolvere il vecchio problema costituito dal dualismo dell'Essere: è eliminato lo spiritualismo, perché esistendo l'intelligenza fuori dell'uomo non c'è necessità di ammettere una stoffa diversa per l'uomo, ma è eliminato anche il materialismo, perché ogni realtà essendo sensibile, non esiste una materia inerte secondo la concezione precedente.
È un fatto che il Centro Conoscitivo crea immagini ad imitazione delle immagini ricevute dalla periferia conoscitiva e perciò ha ricevuto il credito di potere e sapere indovinare quello che è dietro le immagini ricevute dai Sensi: di qui si è sviluppato il procedimento razionale dell'induzione e della deduzione, detto anche Ragione, che non è nient'altro che la sopravalutazione del Centro, dando origine a una scienza illusoria. Per evitare di cadere nelle illusioni bisogna vederci chiaro nel funzionamento dell'Unità Conoscitiva. Analizzandola bene troviamo che la nostra mente funziona secondo tre stadi, perfezionando quanto detto precedentemente.1°-Stadio dell'Intelligenza Pura o dell'Intuizione Sensibile.Mediante la Frontiera Esterna dei sensi l'Unità Conoscitiva che abbiamo chiamata Intelligenza, ci mette a contatto prima di tutto con la zona immediata della realtà dei fenomeni: cosi compie l'operazione fondamentale del discernere le uguaglianze e le differenze e ci mette in grado di compiere i primi atti di saggezza distinguendo ciò che è favorevole e ciò che e pericoloso per la nostra vita. Questa prima operazione gli antichi l' hanno attribuita con grave errore ai Sensi ma bisogna fare attenzione che non è pura sensazione ma è unoperazione alla quale partecipa tutta l'Unità Conoscitiva, Centro Coordinatore e Periferia Informatrice. L'operazione che compie, consistendo in un confronto di due o più porzioni della realtà e nella deduzione della loro uguaglianza o differenza, è già pensiero ed è presente sia nell'uomo adulto, sia nel bambino anche infante, sia nel più piccolo animale anche se inespresso ma contenuto nel comportamento: il cane annusando deduce se l'odore che emana dalla persona annusata è quello che corrisponde all'odore del suo padrone o delle persone già conosciute di cui conserva nella memoria un'immagine. Con quest'operazione si acquisisce la verità o scienza empirica o esperenziale che verte sugli aspetti spaziali, qualitativi, temporali e quantitativi della realtà che cosi viene compresa anche se in un raggio piuttosto ristretto.
2 - Stadio della Ragione Pura.La realtà presenta anche una zona irraggiungibile con l'intuizione sensibile, temporaneamente o stabilmente, a causa della limitatezza degli organi della sensazione. La mente umana si è sforzata di raggiungerla facendo leva sul Centro dell'Unità Conoscitiva e ad imitazione delle immagini che le provengono dalla Frontiera Esterna ha creato altre immagini, che si sono però rivelate spesso ipotesi, favole, miti, leggende, illusioni: le mitologie e le religioni sono frutto di questo tentativo ingenuo. Poi con l'attività speculativa di persone dedite all'amore del sapere cioè alla Filosofia ha tentato di costruirsi un metodo più rigoroso, che è stato denominato Metodo Razionale, teorizzato con grande meticolosità, specialmente da Aristotele nella Logica: analizzandolo bene troviamo che risulta di due fasi, chiamate induzione o inferenza e deduzione, cioè fase induttiva e fase deduttiva. Questo metodo è stato chiamato semplicemente anche Ragione e si è rivelato ben presto fallace: difatti, come attesta tutta la Storia, ha creato lo scandalo della Filosofia in cui si vedono due filoni culturali contrapposti, uno detto dogmatismo perché crede fermamente di raggiungere l'aspetto ignoto della realtà mediante la Ragione generando i concetti di ortodossia ed eresia per i quali sono state prodotte lotte, persecuzioni e roghi, e l'altro detto scetticismo perché nega che con la Ragione si possa raggiungere l'aspetto nascosto della realtà. Responsabili di tale situazione sono i Capiscuola Parmenide, Socrate, Platone, Aristotele, S. Agostino, S. Tommaso dAquino, Cartesio ed Hegel: essi con labuso del Centro Conoscitivo hanno regalato alla cultura umana il Razionalismo,lIdealismo e il Misticismo.
Kant analizzando la mente umana con la Critica della Ragione Pura ha trovato che il filone dogmatico che opera con la Ragione Pura cioè col semplice metodo razionale delle due fasi induttiva e deduttiva non fa che produrre metafisica pura che è una conoscenza problematica perché alla analisi critica resta difficile stabilire se corrisponde alla realtà o no. La cultura umana è piena di metafisica pura o problematica perché è un semplice prodotto del metodo razionale e del metodo analogico cioè per similitudine: quest' ultimo ha la sua validità soltanto nello stadio dell'intelligenza Pura, nel quale si confrontano le immagini della realtà immediata, mentre quando si passa al secondo stadio che vuol conoscere la realtà nascosta non è più valido se non nelle proporzioni matematiche nelle quali si cerca un numero e nelle similitudini letterarie che sono un linguaggio molto utile alla poesia per esprimere il nostro pensiero e il nostro sentimento.
I sistemi matematici o geometrici o informatici o metafisici o ideologici contengono una verità logica cioè sono semplici strumenti che devono essere applicati alle cose reali per potere acquisire una verità conoscitiva. La verità logica ha il termine di paragone nelle premesse da cui scaturisce per deduzione o per sillogismo e si chiama anche verità di coerenza e diventa verità conoscitiva solo se parte da premesse vere. Mentre la verità espressiva è contenuta nel linguaggio quando corrisponde a quello che pensiamo e può dirsi anche verità semplicemente morale, che distinguiamo dalla verità etica o verità saggezza che è costituita di due elementi, uno è la verità conoscitiva e l'altro è la positività per la vita umana.
3 - Stadio dell'Intelligenza Razionale.Nella contesa atroce dei due filoni culturali del Dogmatismo e dello Scetticismo si è inserito agli inizi del secolo XVII Galileo Galilei, il quale ha risolto lo scandalo della Filosofia perfezionando il metodo razionale aggiungendo alle due manchevoli fasi una terza fase, chiamata sperimentale: non basta fare delle belle ipotesi dette anche intuizioni e farne delle belle tesi o teorie corroborate da tanti esempi ma occorre dedurre dalle ipotesi o dalle tesi o dalle teorie un fatto che solo le dimostrerà vere o corrispondenti alla realtà. La ricerca del fatto si può fare nella Natura, nella Storia o nel Laboratorio Scientifico.
Ma Galileo non è stato preso sul serio anzi è stato perseguitato anche lui dai dogmatici e tuttora c'è ancora qualcuno che, come Feyerabend, il quale ha scritto un libro Contro il metodo, nega che ci sia un metodo scientifico: ciò che gli scienziati scoprono avviene solo per caso e per fortuna. Forse non ha riflettuto abbastanza che il metodo galileiano è un metodo complesso fatto di tre fasi. Il metodo galileiano è l'unica maniera con cui possiamo pervenire ad una verità conoscitiva positiva dopo la via della intuizione sensibile, mentre la verità conoscitiva negativa, cioè che una proposizione non corrisponde alla realtà, la otteniamo anche con la contraddizione logica e con la smentita popperiana cioè quando fatti non corrispondono alle premesse, alle promesse e alle previsioni o attese.Il Metodo Scientifico lo chiamiamo Intelligenza Razionale ed è l'unica maniera con cui può essere utilizzata la cosiddetta Ragione, che così è stata ridotta a un metodo e non è affatto una facoltà. La Ragione intesa come deduzione la troviamo anche nell'intelligenza Pura degli animali.
L'unione dell'Intelligenza Pura, dell'Intelligenza Razionale, della Contraddizione Logica e della Smentita o Falsificazione Popperiana formano lo strumento che chiamiamo Setaccio Critico Epistemologico. Con esso possiamo controllare parte della metafisica pura: seguendo il suggerimento di Popper in Congetture e Confutazioni: trasformiamo, quando possiamo, una proposizione metafisica in una teoria scientifica con previsione di un fatto legato per necessità logica ad essa:se troviamo il fatto la proposizione è vera, se troviamo fatti contrari è smentita. Anche le ideologie sono una grande porzione del sapere metafisico perché non sono che progetti operativi concepiti entro una visione della realtà per migliorare la vita umana e dovrebbero contenere una Verità Saggezza. Si possono pertanto controllare in due maniere:1) controllando la verità conoscitiva che dovrebbe stare alla loro base;2) controllando l'elemento utilità per la vita umana per cui verrebbero messe in atto. Ma poiché quest'ultimo elemento ci porterebbe nel complicato e nel soggettivo e quello che a noi interessa non è tanto sapere ciò che è più o meno utile quanto eliminare ciò che è nocivo, allora il problema viene molto semplificato: basta applicare il criterio assiologico costituito dal valore supremo dell'individuo umano: l'ideologia che per essere realizzata richiedesse il sacrificio della vita anche di uno solo individuo umano o dei suoi diritti fondamentali è da rigettarsi.
In un esame retrospettivo storico è facile individuare le ideologie che hanno sospinto politiche o religioni a eliminare individui umani per ragioni di diversità ideologica. Le ideologie politiche del nostro secolo sono tutte crollate perché bocciate dalla sperimentazione storica in quanto non solo non hanno creato quel benessere che avevano promesso ma soprattutto perché hanno calpestato, tutte, qualcuno dei di ritti fondamentali umani. Col 1989 sè chiuso un ciclo di sperimentazione ideologica e occorre iniziarne uno nuovo che dia la possibilità di soddisfare le due esigenze fondamentali di ogni individuo e di ogni comunità umana: Libertà e Legge. La nuova sperimentazione deve basarsi sul processo triadico che è elemento intrinseco all'Intelligenza: l' ha scoperto Hegel ma è stato applicato da lui, da Marx e da Lenin e da tutti gli altri molto male. Il Liberalismo e il Socialismo che finora si sono combattuti ed esclusi o sono stati fusi dal Liberalsocialismo o dalla Dottrina Sociale della Chiesa in una mistura impossibile, devono essere realizzati dialetticamente con due schieramenti distinti con significato ben preciso alternandosi al Potere con norme stabilite nelle Costituzioni. Così verrebbe eliminata la nefasta frantumazione partitocratica.
Il criterio assiologico che abbiamo individuato come causa del crollo delle Ideologie inumane del secolo XX ci deve far aprire gli occhi anche riguardo alle Ideologie teologiche che nei secoli passati hanno indotte le Religioni a calpestare i diritti umani in una maniera macroscopica. È quello che abbiamo in questo lavoro, nel quale abbiamo messo in evidenza, oltre le contraddizioni contenute nelle varie parole umane fatte passare per "Parola di Dio", anche le stragi che in nome di Dio sono state compiute con millenarie intolleranze, persecuzioni, patiboli, roghi e guerre sante. Tale comportamento secolare delle religioni che vantano la loro origine da un intervento positivo di Dio per migliorare la tragica situazione umana noi l'abbiamo valutato applicando il criterio assiologico come prova della falsità dell'elemento conoscitivo che è la premessa da cui sono derivate le varie ideologie teologiche: l'intervento di Dio con i vari personaggi che hanno dato vita ai vari movimenti religiosi. Per accettare questa nostra valutazione occorre risvegliare in noi l'uso dellIntelligenza, che finora è stata sopraffatta dalle astuzie della Ragione tuttora imperanti nel mondo. Abbiamo visto come Komeini ha reagito contro Salman Rushdy quando in Versetti Satanici ha fatto capire che Maometto era un illuso. Anche Giovanni Paolo II nel chiedere scusa a molteplici settori di umanità per l'ingiusto trattamento avuto nei secoli passati dalla Chiesa Cattolica ha cercato di far passare tutto come colpa e non come errore dei Dirigenti della Chiesa, detti Rappresentanti di Dio: l'errore dimostra che tali rappresentanti non sono affatto né ispirati né guidati da Dio in cose tanto importanti. Il Professore Universitario Cattolico Tullio Tentori dopo uno sguardo sommario al mio lavoro La Rivoluzione dell'intelligenza se ne usci con questa espressione: "Non diamo colpa a Dio del male compiuto dagli uomini". All'Università Gregoriana e a Civiltà Cattolica lo giudicarono "unilaterale", alludendo forse al fatto che nella mia analisi non tengo conto della parte positiva che la storia del Cristianesimo presenta. È evidente che nella cultura impera ancora il vecchio monco metodo razionate, e il metodo scientifico-, che acquisisce la verità o la falsità di una fede dalla parte negativa che la smentisce non dalla parte positiva che contiene- trova difficoltà a farsi strada: tutte le opere caritative create dall'Umanesimo Cristiano dei Santi epistemologicamente non valgono tutte te tragedie che ha seminate il Cristianesimo Teologico dei "Capi Responsabili" della Chiesa che applicando in buona fede i loro principi teologici hanno mostrato di non possedere l' assistenza divina solennemente promessa dai Sacri Testi, in nome della quale pretendevano di essere ascoltati.Di fronte al crollo anche delle Religioni che hanno sostenuto per secoli e sostengono tuttora con i loro valori positivi i vari continenti umani, a molti può sembrare proprio che è arrivata la fine del mondo. A chi invece ha letto bene questo lavoro deve apparire l'inizio di una nuova epoca per l' umanità secondo una nuova impostazione che la libera dalle oppressioni che le Religioni con le loro false ideologie le hanno gettato sul collo e la tengono tuttora agitata con l'intransigenza delle loro fedi inculcate a nome di Dio. Le vecchie Religioni devono smettere di presentarsi con la pretesa di possedere la Parola di Dio e devono trasformarsi in scuole di solidarietà secondo la saggezza fondata sui valori dell'Umanesimo Universale sostenuti dalia Filosofia dell' Intelligenza, che non ha più quei sensi ambigui e vaghi pieni di antinomie e antilogie delle vecchie Filosofie della Ragione: è risaputo infatti che dopo Galileo con la dicotomia delle due culture la Filosofia è stata ridotta a "scienza dei principi supremi" o a "visione generale del mondo" o a "logica di un'attività" ma ora deve tornare ad essere amore e ricerca della scienza e della saggezza, come quando è nata. La Filosofia dell'Intelligenza infatti deve occuparsi prima di tutto di Epistemologia cioè dei mezzi validi con cui la nostra mente può raggiungere la conoscenza corrispondente alla realtà; poi deve occuparsi dei vari aspetti della realtà cioè delle varie scienze, che perciò sono un prodotto della Filosofia e non sono distinte da essa; poi deve ricercare la saggezza come rapporto positivo della vita con la realtà conosciuta scientificamente, traducendolo sia nel comportamento comune sia nelle applicazioni tecniche delle scoperte delle scienze; infine deve compiere la Critica Epistemologica di tutti i filoni culturali prodotti dall'umanità col vecchio metodo razionale per decifrarne, ove possibile, la validità scientifica o metterne a nudo la falsità.
Questa impostazione risponde alla preoccupazione di Francesco Barone, espressa nella Presentazione di questo libro, sul rapporto tra Filosofia e Scienza e sull'unità della cultura: la Filosofia difatti comprende la Scienza, come il tutto la parte,. ma va oltre la scienza servendosene per ricercare la saggezza, come bene dell'uomo.
Tutto questo lavoro deve essere compiuto tenendo sempre presenti oltre i valori dell'Umanesimo Universale anche il Mistero da cui è fasciata la vita umana e tutto l'Universo: da questo Mistero scaturisce quel timore che, liberato dalle concezioni negative che abbiamo individuate, resta sempre salutare per l'umanità. Questo timore scaturisce non da una positiva fede che decifra il Mistero ma dalla Armonia che presenta lUniverso che ci appare come Noosfera, cioè una realtà intelligente unica infinita eterna che non ammette trasgressioni alla sua legge armonica senza infliggere una pena per contrappasso secondo il vecchio detto: "per quae quis peccat per haec et torquetur" (nello stesso peccato si trova la punizione). LIntelligenza umana, lintelligenza animale e lintelligenza artificiale ci fanno intravedere la natura di tale Noosfera e ci fanno capire che, essendo la nostra vita contenuta nel suo Mistero, deve essere anche vissuta secondo la sua armonia,da cui emana per ciascuno di noi la norma morale della ricerca della solidarietà, della verità,della libertà e della giustizia.Ho voluto condensare tutto questo nel seguente componimentoLA NOOSFERA
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