ERESIE OPERANTI NELLA CULTURA OGGI

 

La classificazione della Storia nei tre grandi periodi denominati Evo Antico, Evo Medio ed Evo Moderno può essere accettata a patto che non gli si voglia dare il significato di vedervi una "legge" che presieda lo svolgimento dei fatti, perché l'unica "legge" che possiamo attribuire al mondo e quindi alla Storia è il "cambiamento" che costituisce la "vita" della "realtà". Il contenuto di questa "legge" è costituito dal cosiddetto "processo triadico" che consiste nell'azione e nella reazione di continue mutevoli situazioni che possiamo chiamare tesi, antitesi e sintesi prendendo a prestito una locuzione cara alla logica hegeliana. Il "processo triadico" è l'unica "legge" immutabile che possiamo attribuire alla realtà di cui esprime bene la continua opera creativa senza nessuna direttrice di "progresso", in quanto il "progresso" è una categoria puramente umana perché è solo l'uomo che progredisce nella conoscenza del mistero della realtà e nello stabilire con essa un rapporto positivo con la sua vita: solo qui vediamo realizzata l'affermazione di Protagora "l'uomo è la misura di tutto", che ci permette di accettare la classificazione della storia umana in Evo Antico, Medio e Moderno, ai quali oggi si va già aggiungendo il Postmoderno.

 

lì Medioevo viene comunemente ritenuto un periodo nel quale, dopo lo splendido sforzo compiuto nel periodo precedente, la cultura dei popoli che gravitano sul bacino del Mediterraneo, entra in una fase di obliterazione delle conquiste compiute e soltanto dopo un lungo costante lavorio riesce a recuperarle e poi a superarle nel periodo Moderno. Questo concetto si può ormai considerare acquisito. Mi piace però rilevare che l'elemento che ha caratterizzato e quindi causato la perdita culturale del Medioevo è stato l'enorme movimento di popoli sospinti dalla molla della sopravvivenza che è stata successivamente rinforzata dalla molla di nuovo tipo, quella ideologica religiosa. Questa seconda molla comincia ad emergere già al principio delle prime avvisaglie della discesa dei Barbari in Italia: chi compie il sacco di Roma nel 410, cioè i Visigoti guidati da Alarico, e tutti coloro che misero successivamente a soqquadro l'Italia e l'Europa, erano sì dei barbari sospinti dalla fame ma erano anche "cristiani ariani" particolarmente ostili a Roma e alle popolazioni che con essa professavano la cosiddetta "dottrina ortodossa" definita a Nicea nel 325. Chi poi cominciò la distruzione dei Regni Ariani fu il barbaro Clodoveo, il quale fattosi cattolico nel 499, con la benedizione dei vescovi cattolici, dei quali si fece portavoce il Vescovo di Vienne in Francia, S. Avito, il quale gli ebbe a scrivere "la tua fede è la nostra vittoria", iniziò le guerre di religione continuate dai suoi successori, facendo del Regno Franco il fulcro della politica religiosa successiva del Papato. E chi per oltre mille anni, cominciando dal 633, dette l'assalto all'Europa e all'Asia perché "infedeli" furono gli Arabi Islamici perché si ritenevano possessori della "vera fede". E chi respinse gli arabi con epiche crociate furono i popoli europei sorretti dagli incitamenti dei capi cristiani.

I grandi movimenti di popoli che hanno caratterizzato il nostro secolo hanno fatto pensare che sia stato l'inizio di un Nuovo Medioevo. Già l'aveva preannunciato lo scrittore cattolico Igino Giordani rilevandone i sintomi nelle minacciose ideologie che furoreggiavano prima della Seconda Guerra Mondiale. Oggi Gennaro Francione nel suo "Mille e non più Mille" lo ha battezzato pittorescamente "Medioevo atomico" dopo che dal 6 Agosto 1945 sul cielo dell'umanità resta indelebile l'immagine apocalittica del fungo che si innalzò su Hiroshima. Non penso che si possa etichettare per questo il nostro secolo un secondo Medioevo perché manca l'elemento essenziale che caratterizza il vero Medioevo, e cioè la "perdita della cultura acquisita precedentemente": tuttavia c'è l'altro elemento che lo accomuna in qualche modo al Medioevo classico, ed è il movimento delle grandi masse umane scagliate le une contro le altre non tanto per necessità di sopravvivenza quanto per ragioni ideologiche politiche e religiose. Si cominciò con la Guerra di Spagna del 1935 e si continuò con la Seconda Guerra Mondiale e per quarant'anni abbiamo assistito allo schieramento del mondo in due blocchi contrapposti per ragioni ideologiche, che sporadicamente lo hanno agitato in scontri in varie parti del globo, con la triste prospettiva di una paurosa conflagrazione atomica. Oggi la situazione sembra meno pericolosa per la scomparsa del blocco politico orientale, tuttavia gli elementi che hanno condotto il mondo a una situazione cosi tragica sussistono ancora nei blocchi in cui è schierata l'umanità per ragioni religiose e chi sa quanto tempo ci vorrà per poterlo liberare dalle "eresie" che da oltre due millenni lo tengono in condizioni di una contrapposizione ideologica perenne. Per poter contribuire a liberare l'umanità da tale situazione occorre prima prendere coscienza dell'esistenza di tali eresie e poi operare in modo da illuminare le coscienze e cosi liberare l'umanità intera.

 

Analizzando la situazione col "setaccio critico" non è difficile individuate le eresie che ci irretiscono tuttora tenendo per acquisito scientificamente che l'uomo è il risultato di due elementi che interagiscono vicendevolmente nella sua formazione ed evoluzione: la "natura" e la "cultura" intendendo con questi termini l'eredità biologica e l'eredità delle tradizioni conoscitive-comportamentali.

Nel campo religioso sono eretici tutti quei sistemi religiosi che continuano a proporre agli uomini una concezione teologica che ha prodotto nei millenni trascorsi lotte e guerre per far trionfare la propria fede. Tra di essi i più eretici sono i cosiddetti "integralismi", i quali in ogni confessione religiosa vorrebbero servirsi della legislazione civile per imporre anche ai "laici" una impostazione di vita ispirata a fedi smentite dalla Storia. È eretica in blocco la teologia ebraica, perché attribuisce a Dio il massacro compiuto per ragioni teologiche dal popolo ebreo nei riguardi delle popolazioni cananee che già erano insediate in Palestina all'epoca dell'esodo biblico, e ha prodotto il messianismo durante le oppressioni subite dagli altri popoli, causa di infiniti lutti negli ultimi due millenni. È eretica in blocco la teologia cristiana, perché ha divinizzato Gesù di Nazareth e col principio dell'ortodossia della fede secondo il sistema di dottrine derivate da tale dogma ha prodotto immani tragedie per gli ebrei considerandoli dei "perfidi rinnegati deicidi" e per i cristiani inducendoli prima a morire per una illusione e poi terrorizzandoli con le terribili pene stabilite per eretici, apostati e scismatici, e infine inducendoli a combattere micidiali guerre di religione tra di loro. È eretica in blocco la teologia islamica perché fa passare il Corano come "Parola di Dio" e in suo nome ha scatenato per oltre un millennio la "guerra santa" contro gli infedeli e in questa seconda metà del secolo XX ha indotto le popolazioni arabe a combattere l'insediamento dello Stato d'Israele in Palestina approvato dall'ONU per risolvere il problema nato dall' "olocausto" ebraico compiuto dal nazismo e continua ad alimentare il terrorismo di cui si è avuto un ultimo guizzo clamoroso nell'autorizzazione emanata da Khomeini per ogni islamico di poter uccidere lo scrittore SaIman Rushdie che nel romanzo Versi Satanici ha fatto capire che Maometto è un illuso. È eretica in blocco la teologia braminica perché anch'essa pretende di possedere la "Parola di Dio" nell'insegnamento di maestri esoterici e ha prodotto quelle immobili caste per le quali i "paria" per secoli sono stati senza dignità umana.

 

Nel campo civile sono eretici tutti quei regimi che con "dittature permanenti" di qualunque natura in nome di maggioranze o di minoranze tengono prigioniere intere nazioni. Sono eretici il leninismo, il fascismo e il nazismo che impostano la loro attività politica su ideologie che calpestano i diritti umani di razze e di classi. È eretico il terrorismo, che vuole imporre la propria ideologia politica con la violenza e la soppressione dei propri avversari. È eretico il comportamento di chiunque maltratta la natura e sopprime qualunque essere vivente senza una necessità di sopravvivenza. E eretico chi vuole il divieto agli scienziati di intervenire sulla natura per correggerne gli errori o perlomeno le manifestazioni sfavorevoli alla vita umana. È eretico sacrificare la vita o la felicità di una persona vivente a quella di una persona non esistente o di una persona nata a quella di una da nascere. E eretico attribuire allo Stato la funzione etica oltre la necessità di limitare la libertà individuale quando interferisce in maniera negativa con quella di altri individui. È eretico imporre nelle Scuole Pubbliche direttamente o indirettamente l'insegnamento di una confessione religiosa con la giustificazione che è quella praticata dalla maggioranza. È eretico dare soluzioni generali ai grandi problemi dell'eugenetica e dell'eutanasia tenendo conto solo della "natura" o solo della "cultura" mentre occorre dare una soluzione caso per caso tenendo conto soprattutto dell'elemento "pietà" essenziale alla cultura umana.

 

Ma l’eresia più negativa è quella che sta alla radice della conoscenza ed è quella che ha fatto approdare la civiltà all'infausta contrapposizione in due blocchi per fortuna oggi superata: è l'eresia de dualismo delle due facoltà conoscitive (sensi e ragione), delle due culture (umanistica o filosofica e scientifica) e delle due nature dell'Essere (spirito e materia). Il dualismo, nato dai primordi dell'umanità con l’animismo, fu giustificato col metodo metafisico dalla filosofia greca e soprattutto dalla teoria di Aristotele di "materia e forma", concepita col metodo analogico dal modo di operare dell'uomo nelle arti, nelle quali l'elemento passivo della materia si presta ad assumere qualunque forma la mente dell'uomo voglia infonderle: anche il mondo sarebbe opera di un artefice che opera come l'uomo con una mente (logos) che dà forma alla materia (mondo) (eterna o creata). Tale concezione è quella che ha prodotto le contrapposizioni attuali della civiltà perché lo spiritualismo, che ha animato le religioni, ha generato tanti guasti sull'umanità da smentirle e da far nascere per reazione l'ateismo e il materialismo. Tutti questi elementi, che sono la contrapposizione ideologica religiosa, la smentita delle religioni proclamatesi "rivelate" e l'intelligenza degli animali, messa in evidenza dall'Etologia attuale e molte altre indicazioni dei risultati della Scienza galileiana, ci autorizzano a rifiutare il dualismo e ad accettare il monismo, cioè la concezione della Realtà o dell'Essere fatta di un'unica stoffa anche se la sua natura intima ci sfugge: essa è sensibilità e intelligenza, che sa organizzarsi con "disegno o linguaggio matematico" a vari livelli. Hegel col suo "processo triadico" aveva in qualche modo individuato il funzionamento segreto della realtà; l'aveva capito anche Darwin con la sua "selezione naturale" e Marx con la sua "lotta di classe": però Marx ha rovinato tutto quando per realizzare la sua ideologia comunista ha inventato l'allucchettatura della dittatura del proletariato, realizzata da Lenin e da Stalin.

 

Ma l'eresia più dannosa, perché impedisce l'esercizio della tendenza fondamentale della vita che è la conquista progressiva della realtà attraverso la conoscenza e l'adattamento armonico ad essa, è il dogmatismo che non solo crede alle sue acquisizioni ma le ritiene definitive e si oppone al cambiamento culturale: è uno schema mentale al quale si è affezionati per l' "inprinting culturale" giovanile sul quale è stata impostata la vita e che ci fa elementi di un gruppo sociale col quale abbiamo rapporti di attività, di vita e di interessi e che ci fa ritenere tradimento l'abbandono di una impostazione smentita dai fatti.

 

Sappiamo che l'umanità si libererà da tutte queste eresie con l'evoluzione storica secondo il più volte richiamato aforisma di Menandro Ateniese "la verità è figlia del tempo". Ma l'evoluzione storica è fatta da ciascuno di noi che vi contribuisce con le proprie prese di coscienza e poi svegliando anche la coscienza degli altri. L'autore di Mille e non pia Mille ogni tanto fa esclamare il suo protagonista Flanagan, che predica vicina la fine del mondo, con l’espressione "Concilio Universale!". Anch'io nella conclusione della mia La Rivoluzione dell'intelligenza auspico una specie di Concilio Universale che denomino più appropriatamente "Grande Contratto Sociale" con la prospettiva contraria di esorcizzare la fine del mondo operabile dall'uomo con una guerra atomica, le armi chimiche e l'inquinamento. Questo Grande Contratto Sociale deve avvenire tra I tre grandi gruppi dl intellettuali che maggiormente influenzano l' umanità: i Capi delle Religioni che devono trasformarle da "scuole di verità" intransigente che si misura su una Parola di Dio" in "scuole di bontà" che si misura sulla vita umana; gli Scienziati e I Filosofi, che devono presentare all'umanità la "verità scientifica", che è sempre controllata, distinta dalle teorie che devono ancora essere controllate; i Politici,che devono impostare la loro attività secondo il "processo triadico" che è la via dell'Intelligenza, istituendo in tutto il mondo nelle varie comunità politiche due schieramenti che perseguano i due elementi dell'Umanesimo Universale propri della loro attività, cioè la libertà e la giustizia, denominando Liberalismo quello che persegue i valori che ruotano attorno alla libertà e Socialismo quello che persegue i valori che ruotano attorno alla giustizia.

 

Sembra che Papa Giovanni XXIII avesse davanti questa prospettiva quando al Concilio Ecumenico convocato da lui nel 1961 volle dare un'impostazione pastorale e non "definitoria di verità" per questioni che erano in corso, diversamente da come erano stati celebrati tutti i concili ecumenici precedenti: cioè il Concilio non doveva stabilire una 'ortodossia' per anatematizzare eretici e avversari ma doveva dare impostazioni per realizzare la bontà secondo l' 'Umanesimo Universale' di cui il Vangelo è la massima espressione, e per attuare la quale Gesù sulla scia dell'apocalittica ebraica aveva creduto imminente l'avvento del regno di Dio entro la sua generazione, la cui dilazione però indusse i discepoli della seconda generazione a fantasticare sul 'millenarismo dell Apocalisse di S. Giovanni (1). Invece Giovanni Paolo il e il suo braccio destro Card. Raizinger pare che stiano restaurando tutto all'insegna della vecchia ortodossia, perché non hanno considerato che il grande errore che attraversa tutti i secoli cristiani è quello di avere dato il primato alla "fede" anziché alla "bontà". È pratica usuale del misticismo profetico minacciare che "senza fede non ci si può salvare", come deterrente molto efficace per indurre ad accettare il proprio messaggio, e per questo sono stati calpestati i valori umani più sacrosanti, ritenendo "empio e malvagio" - secondo il capo 3° del Vangelo di S. Giovanni - chiunque non credesse non solo al 'messaggio' o 'annunzio' o 'vangelo' che 'il regno dei cieli" era vicino ma anche alla qualifica di "Verbo incarnato" di Gesù di Nazareth e a tutte le dottrine che la Chiesa da tale premessa avrebbe ricavato. Occorre pertanto cambiare rotta e liberare l'Umanesimo Universale, contenuto in tutte le culture, dal Cristianesimo Teologico, dall'Ebraismo Teologico, dall'islamismo Teologico, dal Buddismo Teologico, dall' induismo Teologico e dallo Scistoismo Teologico ecc. per poter realizzare la vera Ecumène Umana in cammino verso la conoscenza del Mistero.

 

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1 - S.Agosyino Confessioni II,7

2 - Deut. 18,30-22

3 - Isaia 1.20

4 - Luca-1.42

5 - Luca 7,9

6 - Matteo 10,14,15

7 - Atti 3,22-23

8 - Corano 22,23

9 - Voltaire – Della tolleranza c.20

10 - Apoc. c. 20

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