CRISTO E ANTICRISTO

 

Dopo tutto quello che abbiamo scoperto è troppo facile dire che i concetti di Cristo e di Anticristo sono due miti prodotti dalla speculazione metafisica ebraica e cristiana: gli specialisti conoscono gli itinerari e le tappe seguite da queste concezioni, documentate nella letteratura.

Il vero volto di Gesù è quello di un personaggio puramente umano, dotato di eccezionali doti di intelligenza, di bontà, di conoscenza biblica, di eloquenza e soprattutto di una profonda convinzione - acquisita per il possesso di eccezionali doti stimolatrici di processi psicosomatici produttori di guarigioni più o meno rapide - di essere stato scelto da Dio per realizzare il promesso e tanto atteso "regno di Dio" che avrebbe aperto una nuova fase nella storia dell'umanità, fatta di giustizia e di felicità, per chi avrebbe creduto al suo messaggio che entro quella generazione ci sarebbe stato il Giudizio Finale. Gesù non si è creduto affatto Dio ma semplicemente il "·prescelto o unto" o "Cristo" di Dio: sono stati i suoi discepoli che lo hanno divinizzato identificandolo con la "sapienza" o col "logos" dopo strane suggestioni di apparizioni di cui nelle loro relazioni troviamo tracce di mitiche e contraddittorie testimonianze.

La divinizzazione di Gesù, come "Verbo Incarnato" con la missione di salvare l'umanità, ha fatto demonizzare ogni avversario che si opponesse a tale benefico maestro. Se Gesù è Dio, chi gli si oppone è il Demonio o un emissario del Demonio. Secondo tale impostazione, già presente nella letteratura apostolica, l'Anticristo è identificato con l'attività di chiunque combatte il movimento cristiano secondo la voce udita da Saulo sulla via di Damasco ("Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?") (1), poi nell’apparato pubblico che promuove la persecuzione, come la società ebraica, poi l'impero Romano che continua la persecuzione, poi l'islamismo che intraprende una nuova furibonda lotta contro il Cristianesimo, poi le eresie che si discostano dall'ortodossia insegnata dall'Autorità della Chiesa, poi la Chiesa stessa quando traligna dallo spirito del Vangelo. E in tutte queste personificazioni collettive veniva riconosciuta l'azione dilatata dell'anticristo identificato in un personaggio che viene additato ora in uno ora in un altro individuo storico concreto che opera servendosi delle "collettivtà".

 

S. Paolo per primo nella sua Seconda Lettera ai Tessalonicesi (2) parla di un "mostro di iniquità" che dovrebbe apparire prima del ritorno di Cristo, che nella Prima Lettera (3) aveva insinuato come imminente in quanto usa l'espressione "noi i rimasti in vita" seguiremo i "resuscitati" volando in aria incontro al Signore che scende dalle nubi. Lo chiama "l'uomo del peccato", "il figlio della perdizione",

"l'avversario che si innalza contro tutto ciò che porta il nome di Dio fino ad assidersi nel tempio di Dio, proclamando di essere Dio egli stesso. Non vi ricordate come quando ero tra voi, vi dicevo queste cose? e voi bene conoscete l'impedimento attuale, per cui l'avversario non può manifestarsi che nel momento assegnatogli. Il mistero d'iniquità, infatti, già esercita la sua azione nefasta: solo c'è chi attuaImente lo trattiene fino a quando non venga tolto di mezzo... Per quanto riguarda la venuta dei Signore nostro Gesù Cristo e il nostro adunarci con lui, vi preghiamo fratelli di non lasciarvi così presto turbare di animo o allarmare per qualche rivelazione o qualche lettera a noi attribuite, che presenterebbero come imminente il giorno del Signore."

 

S.Agostino nella "Città di Dio" (4) confessa di ignorare che cosa voglia dire S. Paolo con la frase "mistero di iniquità" perché non riusciva a mettere insieme la frase "già esercita la sua azione nefasta" e l'altra "solo c’è chi attualmente lo trattiene fino a quando venga tolto di mezzo". Ma è evidente che S. Paolo anche se smentisce di avere detto "imminente" il "giorno del Signore" tuttavia nessuno può negare che affermi chiaramente che il "mistero di iniquità" era già presente nonostante fosse impedito da qualcuno di esercitare liberamente la sua piena "azione nefasta" la quale si dilaterà pienamente quando sarà tolto di mezzo chi glielo impedisce. La presenza contemporanea dell'Anticristo esige che la frase "il nostro adunarci con lui" cioè con Gesù significhi che S. Paolo includeva nel "noi" anche se stesso: S.Agostino invece, che scrive dopo tre secoli e mezzo, pensa di potere interpretare in maniera "allegorica" così:"Coloro che Cristo troverà viventi su questa terra e che l'apostolo ha personificato allegoricamente in se stesso e nei suoi contemporanei ecc.". (5) Ma non è una forzatura interpretativa del testo? Per S. Paolo sia l'Anticristo sia chi gli impediva di scatenarsi erano vivi mentre scriveva e i suoi interlocutori sapevano di chi parlava. Le due Lettere ai Tessalonicesi sono datate dagli specialisti negli anni 51-54, cioè prima dell'insediamento di Nerone (anno 54) a 16 anni come imperatore, uno dei candidati alla qualifica di Anticristo nelle tante ipotesi sballate per decifrare il "mistero" di S. Paolo. Un autore moderno che scrive sul quindicinale tradizionalista Si, SI - NO, NO sostiene la tesi che il "mistero di iniquità" sarebbe il Popolo Ebreo tenuto a freno dall'impero Romano e l'espressione 'noi che viviamo' viene intesa in confronto dei già defunti però 'dovremo prima morire quando avverrà la fine'. E’ chiara l'arzigogolatura: se l'Anticristo fosse il Popolo Ebreo, quando è stato sciolto dall'impedimento? e per consolare la gente credente c'era bisogno di dire che 'voleremo noi residui dopo morti ma risuscitati sulle nubi'? (6).

 

Anche S. Giovanni non era convinto meno di S. Paolo che il ritorno di Gesù fosse molto vicino. Nella sua Prima Lettera dice: "Fighuoli è l'ultima ora. E come avete sentito che ha da venire l'Anticristo, e ora si danno molti anticristi, di qui veniamo a sapere che è l'ultima ora. Sono usciti dalle nostre file... Chi è bugiardo se non chi nega che Gesù è Cristo (Messia)? Questo è l'Anticristo. Questo vi ho scritto intorno a quelli che vogliono trarvi in errore... Or dunque figluoli, restate in Lui, affinché al suo apparire stiamo con fiducia e non andiamo da Lui svergognati nella sua venuta" (7). Quest'ultime parole indicano chiaramente che S. Giovanni era convinto che lui e i suoi interlocutori sarebbero stati ancora vivi quando Gesù sarebbe ritornato, mentre le prime ci informano che diversa gente che aveva prima frequentato le riunioni cristiane le aveva poi abbandonate disillusa e andava facendo propaganda contraria e perciò viene chiamata da S. Giovanni "anticristo".Anzi questo fenomeno incomprensibile per lui,tanto che nel Capo terzo del Quarto Vangelo,nel colloquio con Nicodemo,si dice che "chi non crede è malvagio",già era stato definito "un mistero d’iniquità" da S. Paolo e perciò, realizzando "l’apostasia", che S. Paolo aveva detto dovesse accadere prima del ritorno di Gesù, tale ritorno doveva essere imminente: "è l'ultima ora", giustamente egli scrive. E nell' "Apocalisse" non fa che ripeterlo: 'Il tempo è vicino!' (8) abbandonandosi alle fantasmagorie più strane per dipingere la lotta che comincerà tra poco tra Cristo e l'Anticristo, dando cosi l'awio a quel millenarismo che sarà il tormento delle generazioni cristiane.

 

Anche S. Girolamo e S. Agostino, vissuti a cavallo tra il secolo IV e il secolo V, furono influenzati da tali fantasie quando seppero del sacco di Roma compiuto da Alarico nel 410 e scrissero che la fine del mondo stava per cominciare. Però passò loro presto lo shock se pensiamo che solo dopo tre anni S. Agostino nel 413 cominciava a scrivere la grandiosa opera "La Città di Dio", che recentemente ho voluto leggere con molta attenzione perché è un libro che ha influenzato profondamente l'evoluzione dei secoli cristiani successivi. Sono restato molto meravigliato che un uomo che conosce in lungo e in largo la Bibbia e la cita come un calcolatore elettronico ignori o scansi a bella posta, quando tratta della fine del mondo, tutte quelle espressioni dei Vangeli e delle Lettere degli Apostoli dove viene affermata categoricamente la ricomparsa di Gesù "entro quella generazione", come abbiamo potuto constatare. Anche S. Agostino è una vittima del metodo metafisico e con la sua autorità culturale ha contribuito a perpetuare l'illusione che già molti nei primi decenni della propaganda cristiana avevano abbandonata e per questo vennero tacciati di essere "anticristi" perché negavano che Gesù fosse il Messia.

 

La grande illusione è stata perpetuata per due millenni da una teologia cieca, servile e interessata e continua a puntellarsi con le varie apparizioni della Madonna. La fine del mondo continua ad essere l'argomento spauracchio del Cristianesimo Teologico, che conta tra i suoi fedeli più fanatici i Cattolici Integralisti, i Cristiani Avventisti del Settimo Giorno, i Cristiani Fondamentalisti Americani, i Mormoni o i Cristiani dell'Ultimo Giorno, i Cristiani Giurisdavidici di Davide Lazzaretti e soprattutto i Testimoni di Geova. Affonda le sue radici nel "demonismo", parte integrante di tutte le Religioni fondate sulla Mantica e sul Profetismo dalle quali viene continuamente ravvivato. Ma l'applicazione del 'setaccio critico' ci ha svelato il vero volto di Cristo e conseguentemente dell'Anticristo.

 

Gesù è stato un genio il cui volto è quello di un uomo ardente di amore per la giustizia a favore degli oppressi, per i quali ha assunto il ruolo di 'vendicatore' secondo le indicazioni del filone culturale apocalittico ebraico e a tale ruolo ha votato la sua vita, consapevole che sarebbe stata sacrificata dalle opposizioni che avrebbe incontrato. Il suo merito è quello di avere spazzato via con la parabola del 'buon samaritano' l'opposizione tra 'ortodossi' ed 'eretici' e ci ha svelato il centro di interesse nell'uomo affamato, assetato, nudo, senza casa, ammalato e schiavo. Prendendo il ruolo di 'difensore dell'uomo' è stato "consacrato' 'Cristo' dall'umanità diventando veramente 'Cristo' cioè modello e simbolo dell'uomo oppresso e sofferente.

 

Se Gesù diventa Cristo come modello, simbolo e difensore dell'uomo, liberato dall'alone divino di cui era stato rivestito dal solito processo mitico, anche l'Anticristo, liberato dall'alone demoniaco con cui è stato concepito, appare col semplice volto di un uomo che calpesta un altro uomo:l'Anticristo è l'oppressore dell'uomo. Seguendo la traccia della parabola del buon Samaritano nella quale vediamo spezzata la contrapposizione tra 'ortodossia' ed 'eresia' ed esaltata l'eresia perché supera nella bontà l'ortodossia, possiamo radicalizzare ancora di più dicendo che l'Anticristo ha il volto dipinto di odio ideologico: è quell'uomo che nel passato e nel presente ha oppresso o opprime un altro uomo per ragioni di idee perché pensa di avere ragione, pensa di essere nella 'retta ragione' cioè nell' 'ortodossia'. Hanno il volto dell'Anticristo tutti coloro che si servono della violenza per imporre le proprie idee, siano individui o Stati o religioni, o chiunque incita gli uomini a combattersi per una ideologia sia religiosa che politica.

 

Se si volesse fare una rassegna del panorama storico usando il suddetto criterio classificatorio troppi personaggi e movimenti dovrebbero essere qualificati come Anticristo, anche quelli che comunemente vengono inseriti tra i servitori di Cristo.

 

Restringendo il titolo di Anticristo a chi opprime gli uomini per ragioni puramente di idee, ecco un elenco incompleto degli anticristi più famosi:

 

Mosé e Giosuè, che hanno sterminato popolazioni e città intere per ragioni di Religione con la loro pratica dell'anatema;

 

Antioco IV Epifane, che fece strage del popolo ebreo per imporgli la sua concezione religiosa ellenistica;

 

Nerone e gli altri Imperatori Romani, come Decio e Diocleziano, che perseguitarono i Cristiani come eretici per l'ortodossia religiosa romana;

 

Costantino, che perseguitò gli Ariani e fece bruciare i libri di Ario, di Portino e di Celso e di quanti erano contro l'ortodossia del Concilio di Nicea;

 

Teodosio, che dichiarando il Cattolicesimo religione di Stato nel 380, cominciò a perseguitare i residui della Religione precedente;

 

Clodoveo, che convertitosi al Cattolicesimo nel 499, iniziò le guerre di religione distruggendo i Regni Ariani di Gallia e di Spagna;

 

Maometto, che iniziò la "Guerra Santa" contro gli Infedeli e la codificò nel Corano;

 

Papa Stefano Il, che consolidò il Potere Temporale dei Papi non solo ricorrendo alle armi del francese Pipino contro il longobardo Astolfo ma approvando nel 757 il falso della "Donazione di Costantino a Papa Silvestro" con cui legittimò le violenze successive del Papato;

Papa Urbano II, che nel 1095 iniziò la serie delle Crociate dando incarico a Pietro l'Eremita di incitare la Cristianità a organizzare un esercito per liberare il Santo Sepolcro;

 

Papa Innocenzo II Papareschi, che nel 1137 accettò il titolo di "Cesare e Reggitore del mondo" come "vero imperatore" iniziando il Cesaropapismo romano sorgente di oppressioni secolari;

 

Papa Alessandro III, che per primo approvò nel 1162 la Santa inquisizione per gli eretici;

 

Papa Innocenzo III, che fece sterminare gli Albigesì indicendo la Crociata nel 1209;

 

Papa Innocenzo IV, che nel 1254 aggravò l'Inquisizione contro gli eretici autorizzandone la tortura;

 

Papa Bonifacio VIII, che con la Bolla "Unam Sanctam" del 1298 codificò e dogmatizzò il Cesaropapismo in Occidente;

 

Papa Nicolò V, che col Breve del 1452 al Re Alfonso l'Africano del Portogallo istitui la schiavitù per i non cristiani e l'alleanza dei colonizzatori e degli evangelizzatori, responsabile di circa 15 milioni di vittime in America;

 

Papa Sisto IV, che nel 1478 approvò l'Inquisizione Spagnola con la quale Ferdinando d'Aragona, Isabella di Castiglia e Torquemada imposero agli Ebrei e ai Mori "battesimo o esilio"'

 

Papa Innocenzo VIII, responsabile di un milione o due di patiboli e di roghi con la Bolla del 1484 con cui dava l'incarico ai due Domenicani tedeschi Heinrich Institor e Jacob Sprenger di scrivere il libro Il Martello contro le srteghe di organizzare una crociata speciale contro di esse che durò circa quattro secoli;

Papa Alessandro VI, responsabile della tragedia del Savonarola;

Lutero, Calvino ed Enrico VIII, i quali tacciando il Papa come anticristo, anch'essi ne assunsero il volto macchiandosi del sangue dei contadini anabattisti, di Michele Serveto e di Tommaso Moro;

Papa Paolo III, che istituì nel 1557 il S.Uffizio aggiungendo nuovo furore nella persecuzione contro gli eretici;

Papa Paolo IV, che nel 1557 istituì l'Indice dei libri proibiti iniziando un'altra sorgente di processi, torture, roghi;

Papa Clemente VIII e il Card. Bellarmino, che decretarono il rogo di Giordano Bruno nel 1600;

Papa Paolo V, che col primo processo del 1616 con Io spauracchio del rogo umiliò Galileo a rinnegare le sue idee;

Papa Urbano VIII, che col secondo processo del 1633 condannò Galileo alla prigione perpetua;

Papa Gregorio XVI, che con l'Enciclica Mirari nos del 1832 condannò il Liberalismo e la libertà di pensiero;

Papa Pio IX, che col Sillabo del 1864 e il Concilio Vaticano I del 1870 condannò la libertà di Religione, di coscienza e chiunque osasse attentare al Potere temporale del Papa;

Papa Pio X, che attuò l'inquisizione contro il Modernismo che aveva fatto chiarezza tra Cristo storico e Cristo della fede;

Lenin, che per ragioni ideologiche fece massacrare la famiglia imperiale dello Zar;

 

Mussolini, che pure per ragioni ideologiche fece uccidere Giacomo Matteotti e tanti altri antifascisti;

 

Stalin, i cui crimini perpetrati per ragioni ideologiche sono stati rivelati dal rapporto di Krusciov nel

1956;

 

Hitler, il "mostro dei mostri", che realizzò l'olocausto di sei milioni di Ebrei;

 

Krusciov, che fece massacrare la Rivoluzione Ungherese nel 1956;

 

Breznev, che intensificò i manicomi e i Gulag per i dissidenti russi e nel 1968 represse con i carri

armati la rivoluzione cecoslovacca;

 

i Generali Argentini, che soppressero 30.000 "desapparecidos".

 

Presentando la mia opera La Rivoluzione dell'intelligenza col nome letterario di Voltaire Il, io ho

semplicemente inteso onorare chi per primo additò l'Anticristo nei sistemi armati da odio ideologico, innalzando il grido "schiacciate l'infame", intendendo chi perseguitava un uomo per le sue idee. Penso che Voltaire da ragazzo abbia, come me, ravvisato che lo spirito cristiano fosse unicamente nel valore evangelico della bontà e specialmente della pietà verso i sofferenti, e che poi venendo a conoscenza della pratica e soprattutto della storia del Cristianesimo Teologico, tutto impostato sull' "ortodossia della fede" producendo inquisizioni, torture, roghi e guerre, abbia capito la smaccata contraddizione e nella contraddizione la falsità del Cristianesimo Teologico. Se Alessandro Manzoni avesse meditato come lui su tale triste storia certamente non avrebbe scritto a 36 anni, affascinato dalla morte devota di Napoleone, nel "Cinque Maggio" quel verso "bella immortal benefica fede" che ha fatto ringalluzzire il filone culturale clericale. Affinché non si pensi che questo sia un mio pensiero stravagante ecco le parole che il russo Vessarion Gregorievic Belinskij scrisse al suo compatriota Nicolaj Vasilovic Gogol nel 1848 quando venne a sapere che sotto l'influenza di un monaco aveva rinnegato l'indirizzo liberale precedente dando alle fiamme la seconda parte del capolavoro Le Anime Morte:"Il significato della parola di Cristo è stato riscoperto dal movimento filosofico del secolo passato. Ed è per questo che un Voltaire, il quale con l'arma dell'ironia ha spento in Europa i roghi accesi dal fanatismo e dall'ignoranza, è certamente figlio di Cristo, carne della sua carne, ossa delle sue ossa, più che tutti i vostri preti, vescovi, arcivescovi, metropoliti e patriarchi. È possibile che voi non lo sappiate? Eppure non è una novità neppure per uno studentello di Ginnasio". (9)

 

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1-Atti 9,3

2-II Tess.2,1-11

3-I Tess.4,5

4-S. Agostino "La città di Dio"Libro XX c. 13,2

5-S. Agostino XX c. 20,2

6- Si, Si-No-No del 30 Giugno1992

7-I Giovanni 2,18

8-Apocalisse 1,3; 22,10,;22,12; 22,20

9-Introduzine a "Il naso"di Gogol - Ed. Paoline 1962 pag. 14

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