
CONCLUSIONE:A CISCUNO IL SUOPossiamo concludere proclamando che ormai è ora di chiudere il dissidio epistemologico aperto dall'illusoria intransigenza del metodo metafisico che ha seminato la storia umana di contrapposizioni, conflitti e tragedie senza numero: tipico per tutti il processo a Galileo. Galileo ebbe a soffrire sì per opera degli "organismi della Chiesa" come si è espresso Giovanni Paolo Il nel 1979 dando inizio a un riesame del celebre processo, ma gli "organi della Chiesa" si comportarono così perché erano fondati sulla metafisica. Quattrocento anni ci sono voluti per riconoscere che il metodo metafisico è stato sconfitto. Comunque è tempo che la metafisica, che si era appropriata abusivamente la gloriosa bandiera della filosofia in esclusiva, la restituisca alla scienza come sua vera legittima proprietaria.Ci sembra così di aver ridato alla filosofia la sua dignità di madre della conoscenza, della scienza, della sapienza e della saggezza. Tutto è per noi filosofia. Ci piace perciò concludere con un pezzo di Popper in cui viene messo in risalto ciò che non è filosofia, per cercare di liberare il suo profilo da quanto lo distorce.
"1 - Non vedo la filosofia come soluzione di enigmi linguistici.2 - Non vedo la filosofia come una serie di opere d'arte, come originali e interessanti quadri del mondo, o come intelligenti e insoliti modi di descrivere il mondo. Penso che se consideriamo la filosofia in questo modo facciamo una grande ingiustizia nei riguardi dei grandi filosofi. I grandi filosofi non erano impegnati in una impresa estetica. Non cercavano di essere architetti di un brillante sistema: erano in primo luogo cercatori di verità - di vere soluzioni di problemi genuini al pari di grandi scienziati. No, io vedo la storia della filosofia essenzialmente come parte della storia della ricerca della verità, e rigetto la concezione puramente estetica di essa, anche se la bellezza è importante nella filosofia come nella scienza. Sono sostenitore dell'audacia intellettuale. Non possiamo essere dei vigliacchi intellettuali e dei ricercatori della verità al contempo. Un ricercatore della verità deve osare di essere saggio, deve osare di essere rivoluzionario del pensiero.3 - Non vedo la lunga storia dei sistemi rivoluzionari come storia di edifici intellettuali in cui tutte le idee possibili siano saggiate e in cui la verità possa casualmente venire alla luce come un sottoprodotto. Credo che perpetriamo un'ingiustizia nei confronti dei filosofi veramente grandi del passato, se dubitiamo per un attimo che ciascuno di essi non avrebbe scartato il proprio sistema (come avrebbe dovuto fare) non appena si fosse convinto che esso, neppure forse brillante, non muoveva neppure un passo sulla strada della verità. (Questo, incidentalmente, e il motivo per cui non considero né Fichte né Hegel come veri filosofi: diffido della loro dedizione alla verità).4 - Non vedo la filosofia come un tentativo di chiarire o di analizzare o di "esplicare" concetti o parole o linguaggi. I concetti o le parole sono veri strumenti per formulare proposizioni, congetture o teorie. I concetti o le parole non possono essere veri in se stessi: servono solo al linguaggio umano descrittivo o critico. Il nostro fine non dovrebbe essere di analizzare significati, ma di ricercare verità interessanti e importanti, cioè teorie vere.5 - Non vedo la filosofia un modo di essere bravi.6 - Non vedo la filosofia come una specie di terapia intellettuale (Wittgestein), un'attività per aiutare le persone ad uscire da perplessità filosofiche. Per me nella sua opera tarda, Wittgestein non mostrò alla mosca la strada per uscire dalla bottiglia. Piuttosto vedo nella mosca, incapace di fuggire dalla bottiglia, un impressionante autoritratto di Wittgestein. (Wittgestein era un caso wittgesteiniano, come Freud era un caso freudiano).7 - Non vedo la filosofia come la ricerca dei modi di esprimere le cose con più precisione o esattezza. La precisione o esattezza non sono valori intellettuali in se stessi e non dovremmo mai cercare di essere più precisi o esatti di quanto non sia richiesto dal problema in questione.8 - Di conseguenza non vedo la filosofia come un tentativo di fornire le fondamenta o l'impalcatura concettuale per risolvere problemi che potrebbero sorgere nel vicino o più lontano futuro. John Locke lo fece: voleva scrivere un saggio di etica e ritenne necessario, prima, procurarne le premesse concettuali. Il suo saggio consiste in queste e la filosofia britannica da allora in poi (con pochissime eccezioni tra cui alcuni dei saggi politici di Hume) rimase impantanata in queste premesse.9 - Né vedo la filosofia come espressione dello spirito del tempo. Questa è un'idea Hegeliana, che non regge alla critica. Vi sono delle mode in filosofia, così come ve ne sono nella scienza. Ma un autentico ricercatore di verità non seguirà le mode: diffiderà di esse e le saprà anche combattere se necessario!".04Anche in queste liberatrici espressioni di Popper emerge ancora la distinzione tra filosofia e scienza che noi abbiamo rifiutato perché non è logica: difatti tutte e due sono ricerca della verità e allora in che cosa si distinguono? In nulla, se non come il tutto e la parte; ne abbiamo parlato più sopra. Tuttavia dobbiamo riconoscere la giustezza delle precisazioni e le sottoscriviamo a due mani. Dobbiamo ringraziare Popper di averci aiutato a fabbricarci il Setaccio Critico o "Lanterna di Diogene" con la quale possiamo con circospezione camminare alla ricerca della "verità-realtà" e di avere contribuito in maniera determinante a farci la seguente immagine a vari livelli di chi va alla ricerca della verità, cioè del filosofo.1-È filosofo chi ama la verità e ha il gusto della verità.2-È filosofo chi cerca la verità, chi professa la verità, chi fa conoscere la verità, chi sa soffrire per la verità.3-È filosofo chi tace la verità soltanto di fronte a chi si servirà della verità per opprimere l'uomo.4-È filosofo chi è consapevole del valore dei suoi mezzi conoscitivi e chi sa usarli a proposito.5-È filosofo chi si appassiona ai misteri della vita e del mondo e al problemi dell'umanità.6 - È filosofo chi si dedica alla conoscenza specifica di almeno un settore della cultura.7 - È filosofo chi cerca di sapere tutto, chi segue almeno nelle conclusioni generali tutte le scienze descrittive della realtà secondo tutte le ultime acquisizioni.8 - È filosofo chi cerca di conoscere l'opinione degli altri per confrontarla con la propria e fare gli opportuni aggiustamenti.9 - È filosofo chi sa valutare ogni singola conoscenza in rapporto al valore supremo della vita umana e sa trarne le applicazioni sagge per il comportamento individuale e sociale.10 - È filosofo chi sa proporre una "nuova e più vasta visione del mondo" adeguata alle conoscenze del tempo in cui vive e sa offrirla agli altri perché ne controllino la validità possibilmente con teorie scientifiche e ne traggano applicazioni sagge per l'umanità esprimendole in forme letterarie godibili da tutti.Sintetizzando, oggi per filosofia si dovrebbe intendere l'attività intellettuale compiuta con lo strumento del "setaccio critico", per esaminare ogni realtà sia naturale che culturale, allo scopo di accrescere il patrimonio della verità-conoscitiva che chiamiamo "scienza", la quale perciò non deve essere ristretta a indicare solo la ricerca in quel campo che tradizionalmente è stato denominato "natura" (fisica, chimica, biologia, astronomia), ma deve essere ampliata per indicare la conoscenza del patrimonio culturale (storia, etnologia, archeologia, psicologia, sociologia.) e tutto questo allo scopo ultimo di realizzare la "verità-saggezza" nelle sue varie applicazioni determinanti per la vita umana, costituite dalla morale, dalla religione, dalla politica, dallArte e dalla Tecnologia.In tale attività filosofica occorre perciò distinguere cinque fasi.Nella prima fase la Filosofia è Epistemologia, cioè la conoscenza critica del valore dei nostri mezzi conoscitivi e ci fornisce tre criteri validi di ricerca della verità-realtà: intuizione sensibile, metodo scientifico e la falsificazione.
Nella seconda fase la Filosofia è Scienza, cioè un "cumulo" di informazioni corrispondenti alla realtà presente e passata o di abiti operativi adeguati alla realtà: la scienza è la "verità-conoscitiva", la quale viene denominata "empirica" se è raggiunta semplicemente con l'intuizione sensibile, e sperimentale se viene raggiunta col metodo scientifico, di cui particolare tipo è la scienza galileiana basata sulla ripetitività della prova. La scienza sperimentale corregge eventuali deficienze della scienza empirica causate dalle illusioni dei sensi dovute ai loro "limiti" ed essendo guidata dall'unico criterio positivamente "razionale" permette di costruire anche l'unica conoscenza metafisica che si può denominare veramente "metafisica scientifica", cioè una conoscenza che va oltre i limiti dei sensi attraverso il loro potenziamento con la strumentazione tecnica e il meccanismo razionale controllato dal criterio "falsificatorio".Nella terza fase la Filosofia è Metafisica Pura e Ideologia, che realizzano l'esigenza dell'uomo che tende a ricercare e a formarsi una "visione generale del mondo": siamo alle prime due fasi dello strumento razionale "ipotetico-deduttivo-spenmentale" dalle quali deriva la creatività filosofica con cui si può produrre soltanto ipotesi, teorie scientifiche e metafisiche, sistemi di vario genere tutti fondati su induzioni più o meno ampie e giustificate, che costituiscono appunto il regno dell'ideologia e della metafisica pura dove, secondo l'espressione di Kant, si può dimostrare tutto e il contrario di tutto. L'esigenza da cui scaturisce questa fase è ineludibile, in quanto sia l'uomo comune che lo scienziato specializzato sentono la necessità di avere una propria idea personale secondo la quale impostare il proprio modo di vivere e di agire. Questo modo di vivere viene detto anche "filosofia" o "fede" o "religione" ma sarebbe meglio denominarla "ideologia" in quanto non ha contenuto di "verità-conoscitiva" accertato perché soltanto il laboratorio sperimentale della storia ci dirà come andrà "l'esperimento".Nella quarta fase, siccome l'esperimento dell'Ideologia avverrà sulla pelle dell'uomo, la Filosofia assume il compito di "setaccio critico" di ogni ideologia e come simbolo di tale compito le abbiamo posto in mano la "Lanterna di Diogene" dove insieme agli altri tre criteri abbiamo racchiuso un quarto criterio, quello assiologico, il quale ci fa discernere come falsa ogni ideologia che teorizzi l'oppressione della vita dell'uomo per raggiungere le proprie mete.Nella quinta fase la Filosofia è Saggezza, cioè "adeguamento del comportamento umano alla realtà" ma anche "trasformazione della realtà secondo le esigenze della vita umana", e anche consolazione perché non c'è niente di più confortevole, nelle lotte penose della vita avvolta in una realtà misteriosa e spesso difficile da dominare, della ricerca e della conoscenza della verità.Naturalmente da queste cinque fasi della filosofia chi esercita l'attività della conoscenza viene ad assumere una particolare etichetta secondo il campo in cui la esercita: filosofo "epistemologo", filosofo "scienziato", filosofo "metafisico", filosofo "ideologo", filosofo "morale" o saggio, filosofo "critico".
Sappiamo ora che cosa intendiamo per "filosofia", la cui radice è la vita stessa, che è fatta di comunicazione cioè di conoscenza:
1- è conoscenza dei nostri mezzi conoscitivi e controllo del loro uso;2 - è conoscenza della realtà, cioè scienza secondo le sue due fasi, empirica e sperimentale o razionale;3 - è creazione di teorie metafisiche e scientifiche, teologiche e politiche con le quali impostare l'attività umana individuale e di gruppo;4 - è vaglio critico di tutte le teorie col setaccio spietato della falsificazione per stimolare l'umanità ad abbandonare posizioni conoscitive e di comportamento errate;5 - è proposta di modi saggi di comportamento secondo impostazioni adeguate tra scienza e vita.Sappiamo anche che dobbiamo sostituire con "metafisico" il termine "filosofico" col quale vengono spesso etichettati tanti sistemi speculativi. In particolare sappiamo che è inaccettabile la definizione che J. Maritain ci dà della filosofia sulla scia della cosiddetta "filosofia perenne" che attraverso S. Tommaso si rifà ad Aristotele: "la filosofia è la conoscenza scientifica delle cose per le cause prime"95 Il rifiuto è motivato dal fatto che abbiamo visto come sia impossibile tale concezione di scienza perché è collegata col metodo metafisico, dimezzamento di quello scientifico. E in generale sappiamo che il punto illusorio di partenza dei vari razionalismi e dei vari positivismi sta nell'aver valorizzato indebitamente i due tronconi staccati del metodo scientifico, unico strumento efficace a nostra disposizione per raggiungere la "verità-realtà-ignota".
Se abbiamo potuto costruirci una specie di "Lanterna di Diogene" da utilizzare nella nostra comunicazione con la realtà, cioè nella conoscenza della "verità-realtà", il merito va alla sperimentazione di tutta l'umanità, in particolare a quelle punte della riflessione umana che sono i filosofi, i quali anche con i loro errori ci hanno aiutato ad individuare il giusto valore degli elementi che la costituiscono. Con precisione dobbiamo attribuire a Socrate e ad Aristotele il merito di avere iniziato il metodo critico che, sviluppato da Kant, è stato concretizzato nel "criterio falsificatorio" tanto predicato da Popper; a Eraclito, a Senofane, a Empedocle, ad Aristotele, a Tommaso d'Acquino, Duns Scoto, Occam, Galileo, va attribuito il merito di avere sottolineato il valore adeguato dell'"intuizione sensibile" e della "scienza empirica" che ne deriva; a Bacone e a Galileo va il merito di avere trovato l'unico modo possibile di utilizzare il meccanismo della ragione "induzione-deduzione", aggiungendo la fase della sperimentazione; a Kant il merito di avere definitivamente stabilito il valore puramente ipotetico-teorico del prodotto della ragione in campo metafisico tutto da controllare; a Hegel il merito della scoperta del funzionamento triadico per tesi, antitesi e sintesi, della nostra mente uguale a quello della storia umana e della restante realtà; a Socrate, a Bacone e a Kant e ultimamente a Heisemberg il merito di avere richiamato l'attenzione sull'elemento soggettivo, che influisce nella nostra ricerca sia come "schema-mentale" sia come influenza nella misurazione dei fenomeni; ad Einstein e a Popper il merito di avere individuato la differenza della conoscenza scientifica non solo dalla conoscenza "metafisica pura", ma anche dalla "conoscenza strumentale" delle "scienze esatte", che sono esatte proprio perché sono teoriche, cioè restano nella pura possibilità razionale, ancora da riscontrare nella fase del reale; e infine a Protagora e a Gesù il merito di averci dato il "criterio assiologico" col quale discriminare ideologie buone e cattive, vere o false.
A noi la soddisfazione di avere in mano una "lanterna" che ci ha permesso di rimettere sul suo trono la "filosofia" come madre della conoscenza e regina della "scienza" mentre era stata ridotta a "serva" dai teologi e a pseudoscienza dopo la baruffa scatenata attorno a Galileo tra teologi, metafisici e scienziati.Sappiamo il valore da dare, ora, ai termini, quando diciamo filosofo, scienziato, metafisico, ideologo. Per noi è filosofo chi è appassionato della conoscenza, della verità, della saggezza; è epistemologo chi ha studiato a fondo i mezzi e i problemi della conoscenza; è scienziato il ricercatore e il produttore di verità-realtà; è metafisico (a cui bisogna ridurre i teologi, i matematici e gli scienziati teorici) il creatore di sistemi e teorie come tentativi di spiegare il mondo e la vita; è ideologo il produttore di programmi e progetti per l'attività umana come soluzioni di problemi sociali, religiosi e politici. Sottospecie di ideologi sono i cosiddetti "filosofi di regime" o "teologi di corte", i quali sono i consiglieri e i consultori di chi ha il potere, come sono i re, i papi, i dittatori e i partiti.
Il filosofo, l'epistemologo, lo scienziato, il metafisico, l'ideologo fanno parte di quella più vasta categoria denominata "intellettuali", cioè gli addetti al lavoro della cultura, i quali si dedicano ad apprendere quanto l'umanità ha prodotto in ogni campo per ripresentarlo rielaborato. Possiamo distinguere quattro livelli di intellettuali: il primo livello è costituito dagli operatori culturali che nelle scuole di ogni tipo trasmettono ai giovani le acquisizioni della cultura; il secondo livello è costituito dagli operatori culturali che realizzano i contenuti della cultura in opere delle varie arti; il terzo livello è costituito dagli operatori culturali che si dedicano alla ricerca scientifica per aumentare le acquisizioni culturali, come la storia, l'astronomia, la medicina, la fisica, la chimica, la biologia, l'astronomia, la geologia, l'archeologia ecc.; il quarto livello è costituito dagli operatori culturali che si dedicano all'esame dei prodotti della cultura col "setaccio critico" della "lanterna di Diogene" e ne traggono impostazioni più sagge per l'umanità. Quest'ultimi intellettuali si possono chiamare "filosofi" a pieno titolo.
Ed ora, attrezzati della "lanterna di Diogene", passiamo ad esercitare quest'ultimo ruolo di intellettuale, quello di filosofo critico, esaminando il criterio di verità che ci viene offerto nella "parola di Dio" dalle religioni che si presentano all'umanità come "rivelate" da Dio stesso per sapere se contengono la soluzione del mistero dellUniverso e della vita umana ovvero sono unulteriore illusione che tiene intrappolata la mente e la vita .
1-Platone - "Il convivio" 204 a-b2-Platone-"Il Tetteto.155 b"3-Aristotele - "Metafisica" - 982 b4-Cicerone - "Tuscolan"' Disputationes" - V, 3, 95-Diogene Laerzio - "Proernio" - 126-Colossesi, 2, 87-Giustino - "Dialogo con Trifone" - 88-Agostino - "De ordine" - I -11, 329-Agostino - "De Civitate Dei" - XII, 22, 4 e Contro Giuliano IV, 14, 2210-Agostino - "De Civitate Dei" - X, 3011-Ibidem 11, 712-lbidem13-A. Magno - "Summa Theologica" I, 614-F. Revei <(A che servono i filosofi" Ed. Lerici 1958 pag. i passim.15-Enciclopedia Filosofica Sansoni "Filosofia"16-Cfr L. Colasanti art. "Anche ali illuministi a lezione da Galileo" il "Tempo" 319/7917-Enciclopedia Sanson, "Filosofia"18-C. Wolf "Filosofia Razionale" 1728 paia. 4620-Enciclopedia filosofica Sansoni - I col. 189721-Furono principali aderenti del Circolo di vienna: Slieck, Carnap, Kraft, Neurath, Hann, Feigei, Waismann, Von Iuhos, Reichenbach, Hempel, Zielzei. Wttgenstein non ne fece parte mai, ma ne era l'ispiratore. C'è chi confonde con tale gruppo K. Popper mentre ne è stato sempre il critico (cfr. D. Antiseri "Il Mestiere del Filosofo" pag. 31)22-K.Popper "Come vedo la filosofia" l.c. pag~ 40023-Paradiso V, 4224-Galileo - Opere v, 187 (citato da Enc. Fil.Sansoni IV, col. 439)25-Enc. Fil. Sansorn IV col. 44026-Ibidem IV col. 44027- E.Renan - "L'Avvenire della Scienza" - citato da Enc. Filo>. Sananni Iv, 44028- Cfr. L. Colletti "Il Tramonto dell'ideologia" Laterza 1980 pag. 6129-Cfr. "Cultura Moderna" n. l~3 diretta da A. Zichichi. "Il Tempo" del 18/9/8230-Cfr. "Cultura Moderna" n. 170 diretta da A. Zjchiclu. "Il Tempo" del 9/10/8231-CIr. "Cultura Moderna" n. 148 diretta da A. Zichichi. "Il Tempo" del 19/2/8332-Galileo - Opere VII pag. 157 (citato da Enc. FiIos. Sansoni IV, 439)33-C1ta'ione l'reperibile34-Enc. Filos. Sansoni col. 14235-Cfr. Enc, Filu. 1~c. col. 44036-Cfr. Enciclopedia Filosofica Sansoni "Scienza" voi. IV col. 43737-A. Del Noce "Una rivoluzione contro la fantasia de~li Scolari" "Il Tempo" del 18/1/8538-S~ Freud - "L'Avvenire di una illusione" - pag. 86 Ed. Boringhieri 197939-P. Dirac - "La mia vita nefla scienza" - "Il Tempo" del 5/12/8140-Cfr. C. Cases. Introduzione ai Faust di W. Goethe. Ed. EIaudi 1965 p. XI41-Ctr. A. Zichichì "Scienza Galilciana 0881" "Il Tempo" 21/5/8342-Cfr. , <Il Tempo" 5/10/81- "Inrns l'Economista che ispirò McLuan"43-Cfr-"Giornale dei misteri" o. 89 e 101 ed. Tedeschi Firenze44-Cfr Corriere della Sera dejl'11/6/85 art. "1 nipotini di donna Prassede" di M. Pera.45-Cfr. "Osservatore romano" 11/11/7946-io <(Le Montagne e gli Uomini" 1.c. pag. 9547-lbidem pag. 10848-V.Croce "Giornale dei Misteri" - Astronomia paa. 7549-"Il Tempo" 27/9/1980 - A. Zichichi art. "Evoluzione e Scienza Galilciana"50-Purgatona 3.3752-K. Popper "Come vedo la filosofia" Riv. "La Cultura" 1976 n. 4 Le Monnier - Firenze53-2lnferiìo, xxvi, 119-12054-B. Hoffmann "A. Einstein, creatore e ribelle" Ed. Bompiani, 1977 pag. 73.55-Zichichi Art. "Filosofia e Scienza" "Il Tempo" n. 279 anno 197956-'F. Waismann "Analisi linguistica e filosolica" (citato da Antiteri t.c. pa~. 35)57-K. Jaspers-"Introduzione alla filosofia" - Ed. Plon pag. 7-858-D.Antiseri - "Il Mestiere del Filosofo" - 1.c pag. 3559-Ibidem pag. 4260-Ibidem pag. 3761-ibidem pag. 562-K.Popper - "Congetture e Confutazioni" - I.c~ pag. 43863-D. Antiseri 1, c. pag. 37-3864-lbidem pag. 37-3865-Ibidem66-Ibidem 4067-Cfr. "Il Tempo" del 7/9/80 (riquadro)68~Cfr~ D. Antisen I.c. 40-4269-'D. Antiseri - li mestiere di filosofo - Le. pag. 44~4570-Cfr. N. Matteucci - "L'utopia e le tue forme>) - Ed. "Il Mulino" 195371-Cfr. H. Scheiscky - "Gli equivoci di una speranza" - Ed. Armando 198472-Cfr."Paese Sera" del 21/8/81 - art. "Fine delle Ideologie?"73-Cfr. "Il Tempo" del 2/8/81 - art. di M. Pomilio "Prepotenza delle ideologie"74-Cfr. "Il Tempo" del 19/6/81 - art~ "Lo scandalo Popper tra scienza e metafisica" di A. Saccà75-G.Gonella art. "Declino delle Ideologie" "Il Tempo" del 17/10/198176-Cfr. K.D. Bracher - "Il Novecento secolo delle Ideolo~je" - Introduzione - Sul"Tempo" 14/10/8477-Ida Magli-"Gesù di Nazareth-Tabù e trasgressione"-Ed.Rizzoli 1982 pag 13078-Giovanni 16, 279-Cfr. Mathieu "Cancro in Occidente" 198080-Cfr. L. Colletti - "Il tramonto dell'ideologia" - Laterza 1980 - pag. 17081-K. Popper - "Come vedo la filosofia" - La Cultura n. 4 - Le Monnier 1974 - FI82-'K. Popper - "Congetture e confutazioni" - 1.c. pag~ 55-89-9O~91 passim83-Eccl.co 1, 12-1684-'Petrarca - Canzoniere n.10085-Cicerone - De Divinatione 11, I86-J. Piaget - "Saggezza e illusione della filosofia" - Ed Emaudi 1975 pag~ 987-Platone - Teeteto - 174 a, b, c,88-P = pratica, esperienza. T. = teoria, conoscenza: vuol dire che la filosofia inizia dalla "esperienza" per concludere nella sapienza.89-La filosofia-saggezza riceve violenza dalle persone stolte.90-Boezio si era dedicato anche ai1'astronomia.91-Boezio - "Consolazione della Filosofia" - Rizzoli 1977 pag. 71-8592-Enc. Filos. Sansoni "Saggezza"93-Cfr. E. Paci - "Filosofia Moderna" - Garzanti 1975 pa~. 28594-lbidem pag. 232-23395~Ibidem pag. 24296-K.Popper - "Come vedo la filosofia" - La Cultura 0.4 - Le Monnier 1976 - FI97-J. Maritain - Introduzione Generale alla Filosofia - SEI 1943 - pag. 84 |
|
La rivoluzione dell'intelligenza
..............Tutti i diritti sono riservati............. E' vietata la riproduzione © 2000 Akkuaria - info@akkuaria.com |