LA LIBERAZIONE DELL'INTELLIGENZA

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LIBERAZIONE NELLA IMPOSTAZIONE DELL'ATTIVITÀ POLITICA

 

NB- Da tenere presente che la "rivoluzione dell’Intelligenza" è stata pubblicata nel 1988 e quindi riflette la situazione poltica dei due blocchi contrapposti di allora: Blocco Occidentale e Blocco Orientale. La Storia nel 1989 ha compiuto in parte la rivoluzione auspicata con la liquidazione del Blocco Sovietico: occorrerebbe completarla con l’attuazione del Federalismo Mondiale sul quale ho presentato una relazione al Convegno del Centro della Filosofia Italiana tenuto ad Agrustos (Nuoro) il 26 –28 Ottobre 1997 di cui riporto le conclusioni.

 

La storia della cultura ci ha guidato alla constatazione che la Ragione ha instaurato un suo regno malefico, arrogandosi un potere che non ha e che compete unicamente all'Intelligenza, la ricerca della verità e della saggezza. La cultura la dobbiamo ritenere una commistione di verità e di falsità appunto perché la Ragione si è sovrapposta all'intelligenza, per cui l'oro della verità, prodotto per merito dell'Intelligenza, lo troviamo miscelato al similoro dell'errore, mistificazione della Ragione Ma ora che abbiamo decifrato la nostra tragica confusione e il sopruso della Ragione, dobbiamo compiere ogni sforzo per far trionfare nella cultura l'Intelligenza, che si comporta in maniera ben diversa, perché al posto dei dogmatismi oppressivi, ci dà il divino frutto della vita, della verità, della saggezza e della tolleranza.

Possiamo riconoscere questa meravigliosa regina dalle quattro perle preziose che porta in fronte: la prima è l'intuizione sensibile, la seconda è il "controllo" del metodo scientifico, la terza è la falsificazione compiuta dai fatti e la quarta è il valore assoluto della vita umana,. È assistita da tre ancelle: la ragione che col suo meccanismo della logica può produrre metafisica pura e metafisica scientifica; l'intuizione intellettiva, che produce le ipotesi induttive e soprattutto gli splendidi vestiti dell'arte con cui vengono presentate verità, ipotesi, storia, falsità e affettività; la fede, che come fiamma viva spinge e tira ogni attività. Ha anche un valletto: il buon senso, che modesto e discreto, produce equilibrio e moderazione. Se l'umanità tutta si unisse alla rivoluzione dell'intelligenza, comincerebbe un'era di scienza e di saggezza, perché tutta la Realtà è il Regno dell'Intelligenza e il suo frutto più bello e più grande sulla Terra è la vita dell'uomo.

Il grido lacerante che la rivoluzione dell'intelligenza fa risonare è quello di modificare il quadro della nostra cultura filosofica, religiosa, morale e politica. La cultura del passato è stata prevalentemente impostata sulla metafisica pura, cioè sulla produzione del meccanismo razionale dimezzato, e non possiamo fare rimprovero a nessuno perché questa è la condizione umana, la quale ci conduce a tentoni nel risolvere i nostri problemi. Tra il cumulo di deliri della metafisica pura ci è stata trasmessa anche la concezione dualistica della Realtà e della costituzione dell'uomo, cioè di due principi opposti, spirito e materia. Questa concezione è nata all'epoca dell'età della pietra e del rame e del bronzo, al tempo della prima esperienza umana fatta con la grande invenzione della costruzione degli strumenti e in genere delle arti: le opere artificiali umane richiedevano l'intervento dell'intelligenza dell'uomo per essere fatte e per funzionare e questo fatto creò nella mente umana il concetto della "meccanica" (dal greco "machein", costruire), cioè di una struttura che ha bisogno di due elementi per funzionare, uno inerte e passivo, cioè materiale, l'altro vivo e attivo, cioè intellettivo. Tale esperienza e tale concezione ha indotto successivamente la mente umana a concepire ogni realtà composta di due elementi, uno materiale e l'altro spirituale, uno inerte e l'altro attivo. Insomma il dualismo è il frutto della proiezione sulla natura del modo di agire della mente umana di fronte alle creazioni artificiali. L'arte in generale ha fatto concepire il mondo come "opera" di un artefice che nella sua intelligenza infinita l'ha saputo "ordinare" in maniera meravigliosa e nella sua bellezza manifesta un riflesso della sua; in particolare la scrittura ha fatto concepire il mondo come un "libro" scritto da un "autore" che se ne serve come "segno" da essere interpretato dall'uomo, il quale se retto vi trova rivelato il suo creatore.72 L'elemento intellettivo è estraneo alla materia e si trova in un'altra realtà distinta e trascendente, nello spirito di Dio o nello spirito dell'uomo: da qui lo spiritualismo, l'ilemorfismo, il determinismo, il causalismo, il meccanicismo. Ma le contraddizioni constatate lungo la storia nello spiritualismo, hanno fatto nascere - ecco il processo triadico in atto - il materialismo storico che riduce tutto a determinismo e a meccanicismo nel quale non c'è posto per lo spirito di Dio e dell'uomo. È la contrapposizione tragica nella quale si dibatte nevroticamente il mondo intero, approdata nella polarizzazione in due blocchi di natura ideologica, politica, economica, militare. E non è che questa polarizzazione sia pura, cioè tutti i cittadini di un'area siano spiritualisti e quelli dell'altra siano materialisti, ma è spuria perchè il blocco ispirato allo spiritualismo è inquinato di concezioni e comportamenti materialisti, e il blocco ispirato al materialismo è inquinato da concezioni e da comportamenti spiritualisti. Tuttavia i due blocchi sono accomunati dalla prassi propria della logica metafisica che funziona dimostrando le proprie tesi scegliendo argomentazioni da fatti a sé favorevoli e tenendo a bada argomentazioni da fatti sfavorevoli, anzi, sospinti da interessi colossali e dalla voluttà orgogliosa di avere ragione, tendono ad alterare e a nascondere i fatti per mostrare una realtà favorevole alla propria tesi e sfavorevole alla tesi avversa.

Sulla base pertanto di ideologie metafisiche si è creata la condizione mondiale in cui siamo tutti costretti a vivere e dove la comune umanità difficilmente può raggiungere la verità che più le interessa, quella politica, perché l'ideologia che ispira una parte fa tacere le verità che "fanno male" a se stessa e gridare le verità che "fanno male" all'altra. L'oscurantismo, praticato dal potere dei secoli passati "per il bene della società" con la censura, con l'imprimatur e l'indice e il rogo dei libri proibiti, continua ad imperversare in altra maniera. Così il mondo si trova "bloccato" in una nevrosi gigantesca, generata dalla concezione dualistica della realtà, che dopo tutto non è che una ideologia non suffragata né da una inesistente "Parola di Dio" né dalla scienza. L'unica nostra posizione intelligente è quella di riconoscere tutti senza eccezione di trovarci di fronte al mistero. L'attuale condizione potrebbe denominarsi un'altra "falsificazione" che il laboratorio della storia ci offre, che unita alle altre due incontrate lungo la nostra visita alle sorgenti della cultura, ci sospinge a cambiare orientamento. Ripresentiamole insieme.

La prima falsificazione ce l'ha fornita l'indagine sul "perché di una storia di deliri": la sua conclusione è stata la ribellione dell'intelligenza contro la ragione che ha voluto dimostrare ad ogni costo la superiorità dell'uomo sugli animali non in uno "sviluppo" dell'intelligenza come elemento comune dell'animale e dell'uomo, ma in un "possesso di un diverso" elemento denominato "spirito" nel quale si anniderebbe la "ragione". Ma la ragione è stata sconfitta.

La seconda falsificazione ce l'ha fornita l'indagine sul criterio teologico della "verità-realtà" basata sulla "Parola di Dio": la conclusione è stata la ribellione dell'intelligenza contro le contraddizioni contenute nei sistemi teologici basati su tale presupposto della ragione metafisica, che hanno generato il sistema antagonista del materialismo, anch'esso del resto falsificato dalla storia.

La terza falsificazione ce la fornisce la condizione nevrotica della contrapposizione dei due blocchi politico-sociale-economico militare nei quali è divisa l'umanità dopo la rivoluzione leninista:tale situazione è stata generata dallo sdoppiamento, per le sue contraddizioni, dalla concezione dualistica della realtà in generale e dell'uomo in particolare.

Questa analisi ci sospinge a gran voce a liberarci della nevrosi col liberarci della concezione che l'ha generata perché la nevrosi genera conflitti, paralisi, miseria e morte: la bomba atomica sospesa sui nostri cieli come una spada di Damocle e il problema della fame del mondo ce lo ricordano ogni giorno. Il rimedio lo possiamo trovare nell'accettazione da parte di tutti dell'ammonimento della ribellione dell'intelligenza, la quale ci dice di rifiutare la concezione dualistica della realtà da cui è nata, per le sue contraddizioni, la contrapposizione tra spiritualismo e materialismo, e di accettare la concezione di un'unica Realtà Misteriosa, alla cui scoperta siamo incamminati.

La ribellione dell'intelligenza ci ammonisce anche ad accettare la scoperta fatta da Hegel, il processo triadico. Ormai dovrebbe essere acquisito che il mondo funziona per tesi, antitesi e sintesi. Questo fatto Hegel lo ha individuato nella storia della conoscenza e lo ha chiamato "processo triadico"; Marx lo ha individuato nella storia in genere e soprattutto nella storia economica e lo ha chiamato "lotta di classe"; Darwin lo ha individuato nell'evoluzione biologica e lo ha chiamato "selezione naturale". Un secolo e mezzo di sperimentazione storica ci ha dimostrato l'errore colossale commesso dall'umanità per non essersi impadronita di questo segreto della realtà. La "Sociobiologia" sta tentando di farlo comprendere. Tale scoperta Hegel stesso non la seppe utilizzare - come non aveva saputo utilizzare la sua Cartesio - perché la distorse per dare corpo all'Idealismo fondandolo su una dissacrazione della logica; fu rifiutata dagli spiritualisti per le solite beghe metafisiche; e non è stata compresa appieno neanche da Marx e dai marxisti che pure l'hanno posta a fondamento del loro materialismo. Dunque Hegel ha richiamato la nostra attenzione sul fatto che l'eterno fluire della storia, come del resto di tutta la realtà, non è un fluire rettilineo ma uno sviluppo a "quinconce" di tesi, antitesi e sintesi, ovvero di posizione, opposizione e composizione. Questo non è solo il modo di procedere della realtà e della storia ma anche il modo di svilupparsi del nostro pensiero e quindi del modo di agire e di comportarsi dell'umanità nelle sue realizzazioni. Io non avrei mai pensato alla "contraddizione" delle impostazioni della Chiesa sulla cui "coerenza" avevo per molto tempo creduto, se non avessi accostato due fatti che tra loro fanno a pugni: la condanna decisa e ferma delle oppressioni dell'uomo per ragioni ideologiche da parte dei regimi totalitari del XX secolo e l'oppressione praticata dalla stessa Chiesa ugualmente per ragioni ideologiche all'epoca della sua egemonia. L'accostamento di tali fatti ha creato in me la conclusione (sintesi) che "la libertà del pensiero" la Chiesa la rivendica quando altri vieta la sua attività (così aveva fatto col Giudaismo e con l'Impero Romano e fa con i regimi totalitari attuali) ma, fino al Concilio Vaticano Il, ha preteso di negarla agli altri. Come si vede il processo triadico è il processo dell'intelligenza del mondo. L'umanità per i suoi meschini interessi (del resto inconsapevolmente anche così si realizza il gioco dell'intelligenza) cerca di violentare tale processo staticizzando i sistemi dogmatici creati dalla ragione metafisica. Ossia ci sono interessi di ogni genere che spingono uomini singoli e gruppi a fermare. la storia entro certi schemi comodi, a "bloccare" - secondo la bella espressione coniata da Alberto Ronchey nel suo libro "La democrazia bloccata" per la sola situazione italiana estensibile a tutta la situazione mondiale - a bloccare il processo triadico ma l'intelligenza che stimola la natura e la storia si ribella a scadenze più o meno ravvicinate e si scrolla di dosso schemi e situazioni superate. Questo si è ripetuto mille volte nei secoli. Anche la Chiesa, con scomuniche e roghi e in particolare con l'"imprimatur" e l'"indice dei libri proibiti", ha cercato di bloccare il processo triadico, imponendo al "libero pensiero" che ne è l'espressione tipica in campo umano, di realizzare lo sviluppo della conoscenza per mantenere stabili le posizioni del dommatismo teologico-filosofico, ma non ci è riuscita. Marx teorizzando la "dittatura del proletariato" è caduto nello stesso errore, realizzato da Lenin e compagni.

Così dal Cristianesimo teologico e dal Marxismo abbiamo ereditato nella cultura la "lotta ideologica", madre del "terrorismo ideologico", la quale invece di spingere all'"emulazione" nella ricerca della verità, spinge a formare la "mafia ideologica" per far trionfare la propria ideologia. Giustamente Giovanni Altieri ha scritto: "le mafie ideologiche e accademiche di gran lunga più serrate e crudeli di quelle della cronaca nera, deviano gli studi dei giovani, sbarrando ai non affiliati le colonne dei giornali, e le tipografie degli editori".73 Hegel con la sua scoperta non doveva tentare di riformare la logica ma il sistema di organizzare la convivenza umana, che trova nel sistema triadico la vera formula della DEMOCRAZIA, fatta di due elementi inscindibili: libertà e giustizia, perché l'unico metro di giustizia è l'uomo e l'Unico giudice è il popolo che non può esprimere il suo giudizio se non in condizioni senza pastoie oscurantiste e oppressive. Con il paradossale ma efficace "Elogio del disaccordo" apparso sul Corriere della Sera il 16 giugno 1985 K. Popper ha ancora una volta richiamata l'attenzione che nel campo dell'attività filosofica, scientifica, politica e sociale solo il metodo critico, nato con i presocratici e riformulato da Hegel "processo triadico", l'umanità può pervenire alla verità e alla saggezza attraverso tappe successive denominate tesi, antitesi e sintesi. Nella ricerca della verità e della saggezza il processo triadico può essere tradotto nel motto: se vuoi conoscere la verità ascolta i tuoi avversari. Invece comunemente tutti siamo portati ad attappare loro la bocca. Ebbene il processo triadico appare "bloccato" a qualunque osservatore di questo nostro mondo in cui viviamo, nei due campi in cui si è scissa la concezione dualistica.

Nel campo materialista-marxista la situazione è solare: il marxismo-leninismo ha bloccato il processo triadico divinizzando l'antitesi qualificandola come "rivoluzione" contro l'oppressione e demonizzando la tesi denominandola "contro-rivoluzione" se, come è naturale, compie una "reazione", negandole ogni valore positivo, mentre è proprio del processo triadico pervenire alla sintesi utilizzando ciò che c'è di positivo sia nella tesi sia nella antitesi. Stroncando con ogni forza ogni espressione di dissenso e reprimendo ogni organizzazione di opposizione, non si consente che si realizzi la nuova sintesi, la quale così viene ritardata ma non eliminata perché lentamente ma certamente verrà realizzata a costo di conflitti catastrofici. Con quali risultati si blocca il processo triadico? In campo proprio con l'immobilismo, la censura, la limitazione di ogni libertà, il senso unico della giustizia, l'assenza di iniziativa e di slancio nella produzione, continui tentativi di cosiddette "controrivoluzioni" che invece sono autentiche ribellioni dell'Intelligenza; in campo avverso con continue imprese di guerriglia e di terrorismo.

Nel campo spiritualista-capitalista la situazione di blocco del processo triadico sembra meno evidente ma se si guarda bene non c'è chi possa negare che la libertà senza giustizia sociale ha fatto sorgere un capitalismo elefantiaco che schiaccia le opposizioni con la corruzione plurocratica che arresta il genuino corso dell'espressione del popolo e con le dittature di destra. Con quali risultati? Colpi di stato, razzismo, sfruttamento, schiavitù e dittature.

Da una parte e dall'altra delle due sponde contrapposte ci sono state e ci sono tuttora sfruttamenti, oppressioni, torture, forche, fucilazioni, roghi, lager, gulag e desaparecidos per gli avversari ideologici. È sorprendente la testimonianza di un torturatore argentino: i capi dell'Argentina giustificavano tali sistemi perché occorrevano per eliminare l'opposizione, e per difendere la patria e la civiltà cristiana!74 Questa situazione era già stata osservata e descritta quarant'anni fa da G. Orwell col linguaggio proprio degli artisti fatto di immagini, parabole e favole nei suoi noti libri "La fattoria degli animali" e "1984"; dopo quarant'anni viene riavvertita e analizzata da C. De Mita nel suo libro "Parliamo di Politica", nel quale viene vista come sbocco ineluttabile dei "sistemi razionali" adottati dai partiti, i quali pretendono di imporre i loro "progetti di società" alla realtà umana che non si lascia costringere in camicie di forza, per cui la classe politica non è ingranata con le esigenze e i sentimenti della gente. Noi ci vediamo l'incomprensione e la manomissione del "processo triadico".

L'atomica e il problema della fame del mondo ci impongono di riflettere su tale condizione nevrotica della civiltà, che come una morsa gigantesca schiaccia l'umanità, e di ripudiare la causa profonda che l'ha prodotta che sta nella concezione dualistica e nell'incomprensione del processo triadico col tentativo di bloccarlo con l'oscurantismo, con le censure, con la persecuzione del dissenso, con la manipolazione dell'informazione, con la repressione dell'opposizione sia attraverso la forza dei carri armati sia con la forza della plutocrazia e del terrorismo. Tale morsa gigantesca si è concretizzata nell'equilibrio del terrore.

"Per uscire dall'equilibrio del terrore - ha constatato Norberto Bobbio - non si vede una soluzione né con la ragione né con la forza. La situazione è bloccata. Il destino della terra è incerto... Non c'è nulla di più irrazionale che riporre la propria fiducia nella razionalità dell'uomo... L'unica via d'uscita sarebbe quella di uscire dalla logica di potenza. Ma nella realtà con la quale ci confrontiamo questa soluzione appare quasi impossibile: ognuna delle due parti, affermando di difendere valori fondamentali e incompatibili, rimane chiusa nella paura e nella sfiducia e conta solo sulle sue armi terrificanti. Ci vorrebbe una terza presenza, capace di ergersi a giudice. Ma questa terza forza non c'è: l'Onu non è servita, l'Europa è mancata al suo compito. A nulla servono i movimenti della Pace, almeno fino a quando essi continueranno ad agire solo in Occidente: in effetti essi finiscono per essere solo un reale aiuto per la parte che li vieta. Così in conclusione poco resta: se non la speranza, o, se si preferisce, la disperazione".75

Eppure una via c'è ma occorre accettare in pieno il processo triadico e fondare su di esso la vera democrazia, la quale consiste nel riconoscimento e nella realizzazione dei diritti supremi dell'uomo come individuo e nel costruire e far funzionare istituzioni e organismi aperti al gioco della tesi e dell'antitesi e della sintesi, cioè all’avvicendamento di diverse forze politiche orientate da diverse ideologie nell'esercizio del potere, concepito come guida nella realizzazione di una realtà umana fatta di giustizia e di libertà. Solo da questa premessa può nascere quel la "terza via" che elimini i due tragici blocchi e quelle condizioni tragiche, create dai passati e presenti sistemi politici, le quali per stato di necessità fanno accendere le rivoluzioni violente e i colpi di stato, perché non è da dimenticare che il meccanismo dell'intelligenza nella storia impone il dovere della rivoluzione quando l'ordine giuridico - incrostazione di sistemi sociali e politici - calpesta l'ordine morale, costituito dalle esigenze e dai diritti fondamentali umani che emanano dal valore assoluto della vita. La condanna della "teologia della liberazione" fatta da Giovanni Paolo Il perché utilizza analisi e metodi marxisti, non tiene conto di questa esigenza. La "conversione del cuore" su cui insiste Papa Woityla, valida nella sfera individuale, non è sufficiente nella sfera sociale, nella quale occorre uno strumento di lotta più efficace. È la conclusione che si deve trarre dai 2000 anni di Cristianesimo: nei primi tre secoli la "conversione del cuore" è stato il lievito che fermentò l'Impero Romano e realizzò la più bella rivoluzione della storia; nel Medioevo la Chiesa fu costretta a sostituirla con la violenza del suo potere e di quello civile. Parlando di rivoluzione non intendiamo di proporre il ritorno a tali metodi, che ci hanno fornito la "smentita" della cosiddetta "parola di Dio" ma di essere decisi e uniti a fare il vuoto attorno a sistemi che calpestano l'ordine morale. In questo Gesù e Marx vanno d'accordo. Anche Gyorgy Lukaks (1885-1971), l'autore di "Distruzione della Ragione", era convinto che nell'attuale condizione mondiale di contrapposizione di due blocchi filosofici, religiosi, politici e militari, c'è un modo di mediare le due posizioni contraddittorie.76 Se nella logica il "tertium non datur", in politica si può realizzare col processo triadico.

La "terza via" consiste nell'equilibrare le due istanze fondamentali dell'umanità: libertà e giustizia, individualità e socialità, autorità e iniziativa privata, liberalismo e socialismo. Il liberalismo tende a tutelare la libertà che va intesa come espressione della personalità umana e il socialismo tende a tutelare la giustizia intesa come un ordine sociale in cui la personalità possa esprimersi avendo i mezzi necessari e utili per farlo. Il liberalismo tende a tutelare i diritti fondamentali umani, quali la vita, il pensiero, la espressione del pensiero nella libertà di parola, di stampa, di religione, di associazione, di iniziativa, di proprietà; il socialismo tende a tutelare la struttura sociale che dà vita e sviluppo agli individui, creando condizioni di fondo o di quadro costituite dalle condizloni politiche ed economiche entro le quali le personalità individuali vivano e operino a loro agio ma trovino anche quei limiti che non consentano di crescere come piovre in una giungla soffocatrice degli spazi vitali di cui ognuno abbisogna. Insomma il liberalismo e il socialismo devono essere due poli che allargano e restringono la loro zona di influenza secondo il gioco del processo triadico e secondo le possibilità di ogni nazionalità. Tale sistema può essere denominato "liberal-socialismo" e la sua realizzazione sarà un grande miracolo, perché i politici, essendo nient'altro che degli ideologi, cercano l'affermazione del loro partito cioè della loro ideologia, cercando di tutto per screditare quella del partito opposto. Perciò la democrazia è tanto difficile, oltre che per la sua lentezza, la sua sciattezza e la sua corruttibilità. Un rimedio era stato apportato nell'antica Repubblica Romana, alternando nei momenti più critici una dittatura revocabile a scadenza, al termine della quale i "dittatori" venivano sottoposti al "redde rationem" di un regolare processo. Ma tale saggezza sarebbe attuabile oggi?

Oggi tale miracolo, dopo l'esperienza dei disastrosi regimi totatitari del XX secolo, può essere realizzato in una sola maniera: accettando il processo triadico operante nella vita e nella storia umana. Ormai è chiaro che tale processo tesse la storia come attorno a due poli costituiti dai valori insopprimibili della libertà e della giustizia. Finora si è commesso l'errore e la confusione di voler realizzare questi due valori riunendoli programmaticamente in ideologie uniche come programmi dei partiti, i quali credono di poterli realizzare in un modello di società secondo le loro aspirazioni. Invece la realtà storica non si lascia imbrigliare in letti di Procuste. Occorre organizzare l'attività politica incanalando le forze verso due poli distinti rappresentativi dei due valori fondamentali, in modo che la parte della popolazione che in un dato momento storico sente la necessità di maggiore giustizia si aggreghi attorno a quel polo che appunto pone l'accento sulla giustizia, sulla società, sulla legge, sull'ordine, sull'autorità, e che possiamo denominare "socialismo", mentre la parte della popolazione che sente nello stesso momento storico la necessità di maggiore libertà si agreghi attorno a quel polo che appunto pone l'accento sulla libertà, sull'individuo, sulle sue esigenze vitali di pensiero, di espressione, di affermazione, di iniziativa e di tutti quegli insopprimibili valori per soddisfare i quali nasce l'esigenza di una società giusta, e che possiamo denominare "liberalismo". Il socialismo e il liberalismo così intesi agiranno come due piatti delta stessa bilancia: come contrappeso e correzione l'uno dell'altro, e non come utopie di realizzare una società tutta liberale o tutta socialista. Perché ormai la storia ci ha insegnato che una società impostata sul solo liberalismo produce disordine, anarchia, sfruttamento, capitalismo inteso come crescita oppressiva dell'iniziativa privata, lotta di classe, dittature e guerre tra nazioni, mentre una società impostata solo sul socialismo produce mortificazioni delle esigenze fondarhentali dell'individuo, della iniziativa privata, soppressione del controllo agli abusi dell'autorità, governi polizieschi, corruzioni e rivolte. L'assenza del funzionamento del processo triadico come descritto e la confusione dei due valori nelle democrazie ottocentesche è stata la causa che per reazioni patologiche il liberalismo ha generato il socialismo e il socialismo ha generato quei mostri che sono stati il leninismo, il fascismo, lo stalinismo e il nazismo, tutti impastati dall'idea di "unità" e di "fascio".

Ormai dovrebbe essere chiaro che qualunque ideologia politica, per la sua stessa parzialità, non potrà che sfociare nel fallimento e nel disastro. Il "Regno di Dio", tradotto da S. Agostino nella sua "Città di Dio" (425 d.C.), ideologia delle culture teologiche, è sfociato nelle oppressioni e nelle guerre delle teocrazie ebraiche, islamiche e cristiane; "il Regno della Ragione", ideologia della cultura laica illuministica, è sfociato nelle oppressioni e nelle guerre delle varie rivoluzioni liberali e socialiste; solo il "Regno dell'Intelligenza", che imposta l'attività politica non in una ideologia ma secondo il paziente processo triadico, aiuterà l'umanità a realizzare nel limite del possibile la libertà intesa come scelta spontanea compiuta per realizzare le proprie esigenze, e la giustizia, intesa come soddisfazione delle proprie esigenze fondamentali secondo una misura di uguaglianza corrispondente a uguaglianza di condizioni, di funzioni e di prestazioni. Come si vede questo nostro "liberal-socialismo" non è il "liberal-socialismo" proposto da Piero Gobetti fin dal 1918-26 con la sua "Rivoluzione Liberale", che avrebbe dovuto tener conto delle aspirazioni della classe operaia sfociate nella esperienza della rivoluzione sovietica, né quello proposto da Carlo Rosselli col suo "Socialisme libéral" del i 930: queste due proposte sono confluite nel tradizionale movimento socialdemocratico "Giustizia e Libertà" ispirato da Guido Calogero, il quale nel 1940 lanciò il "Manifesto del Liberal-socialismo", sostenuto poi dalla sua rivista del 1946. La nostra concezione non è fondata sul pragmatismo che riunisce in un unico programma la realizzazione delle due istanze irrinunciabili della vita umana, ma sulla verità-realtà del "processo triadico" dell'Intelligenza che affida tale realizzazione alla dialettica di sue schieramenti diversi denominati "Liberalismo" e "Socialismo", che avranno il compito di attuare le aspirazioni delle popolazioni.

Lenin credette di liberare la Russia dall'assolutismo oppressivo zarista con la dottrina occidentale del marxismo, nato dal connubio delle aspirazioni cristiane di giustizia con la dialettica hegeliana e applicato da lui e da Stalin in maniera zarista, creando un altro assolutismo oppressivo dall'ibrido volto zarista-marxista esteso anche alle nazioni vicine. La vera liberazione di tutti potrà avvenire solo da una dottrina basata sulla giusta comprensione e applicazione del sistema triadico. Questo grande miracolo sarà realizzato solo con l'applicazione costante del gioco democratico fatta da uomini che abbiano costante passione per la bontà, per la verità, per la libertà e per la giustizia, cioè per quei valori che sono gli elementi inscindibili del vero " Umanesimo Universale" che possiamo esprimere in questa formula: Umanesimo Universale=Bontà + Verità + Libertà + Giustizia.

Questo Umanesimo Universale - un po' diverso dall'"Umanesimo Integrale" delineato dall'omonimo libro di J. Matitain del 1936 - trova nell'uomo concreto o individuo il suo valore assoluto autonomo cioè non subordinato a nessun altro perché ogni altra realtà deve servire alla sua vita: la Realtà Eterna Mistenosa che crea l'uomo pone l'uomo misura a se stesso: tutti i problemi umani sorgono e vengono risolti nel suo nome. In nome dell'uomo si misura il bene e il male (bontà); in nome dell'uomo si ricerca di conoscere il mistero della realtà (verità); in nome dell'uomo si ricercano espressioni di vita personali (libertà); in nome dell'uomo si cerca di creare rapporti sociali più equilibrati (giustizia), fatti non solo di "diritti" ma anche di "doveri".

Perciò abbiamo dedicato questo libro a tutti coloro che nel libero pensiero onorano la via dell'Intelligenza, che opera attraverso il processo triadico. Non abbiamo osato dedicarlo ai personaggi rappresentativi delle forze che oggi concretamente tendono a realizzare le quattro istanze del vero umanesimo: la Religione (bontà), la Scienza (verità), il Liberalismo (libertà) e il Socialismo (giustizia). Come a Giovanni Paolo Il campione di umanesimo giorno per giorno; ad Andrey Sacharov che quale novello Galileo ha sofferto per l'umanesimo emarginazione ed esilio; a Sandro Pertini, G.Spadolini, a P. Zanone, B. Craxi e M. Pannella, O. Almirante campioni di quel "pensiero laico" tanto apprezzato da quel grande campione di umanesimo che fu A. De Gasperi, il quale per difenderlo da opposti dogmatisrni seppe alleare il valore cristiano della solidarietà con quello laico della libertà; e infine a E. Berlinguer campione di quella forza umana che per amore della giustizia ha rischiato di rinunciare agli altri elementi del vero umanesimo. Il vero umanesimo ripone le sue più grandi speranze nell'indirizzo tracciato da E. Berlinguer che aveva impostata la sua politica contro il blocco che attanaglia l'umanità e issata la bandiera della "terza via" che noi identifichiamo nello sblocco del processo triadico, bloccato non solo dal modello sovietico ma da tutta una concezione ideologica che l'ha partorito, che è appunto la concezione dualistica della realtà, che invece è formata da un unico tipo ed è l'Intelligenza Universale. L'eredità di E. Berlinguer deve affrontare due tipi di opposizioni che derivano sempre dalla stessa impostazione: l'opposizione dello zarismo-stalinismo del blocco orientale e l'opposizione del dogmatismo teologico e della plutocrazia capitalistica del blocco occidentale.

Questo succede tutte le volte che la storia spinge le persone intelllgenti e coraggiose a cambiare parere e rotta. Infatti il motto "essere se stessi" di Ibsen è una grande verità-saggezza psicologica e morale ma è una grande verità-saggezza anche il motto "è da saggio cambiare parere" (sapientis est mutare consilium). Ne consegue che la coerenza morale e l'identità culturale è una grande virtù in ogni individuo e in ogni gruppo ma è una grande virtù anche il coraggio di riconoscere la verità e la giustizia cambiando rotta e comportamento secondo l'antico detto "mi è amico Platone ma molto più la verità" (amicus Plato sed magis amica veritas) abbandonando ideologie che la ribellione dell'intelligenza ha decretate superate, mentre lo stolto per i propri interessi continua sulla via dell'opportunismo fingendo la propria coerenza e la propria identità culturale.

L’opposizione da parte occidentale proverrà a tale forza per avere appunto operato per l'ideologia superata del leninismo, contraddistinta dalla teoria che al "Nuovo Principe" si addirebbe la morale del "Vecchio 'Principe" impostata sul principio che il fine giustifica i mezzi anche quando ne va di mezzo la vita dell'uomo - che ci ha fornito la "smentita" della cosiddetta "Parola di Dio" - e che a sua volta giustifica la frode, l'inganno e la violenza di ogni tipo, e condannata dalla morale eterna della favola antica secondo la quale "il bugiardo anche se dice il vero non è creduto". Questa nota e triste verità è riemersa nell'intervista concessa al "Corriere della Sera" da Alessandro Natta - succeduto a E. Berlinguer - il quale dice testualmente:

"Io sapevo subito dopo la guerra quello che succedeva li, e anche per questo esitai a iscrivermi al partito. E se non ci fosse stato Togliatti, non so mica se mi sarei iscritto". Anche Togliatti "sapeva" perché all'epoca stava in Russia con Stalin, ma tuttavia non solo taceva la verità ma mentì esaltandolo alla sua morte come "il più grande e paterno protettore che mai nella storia avessero avuto i popoli".77

Ma come la verità, la fiducia è figlia dei fatti e del tempo, per cui quando i fatti e il tempo avranno creato attorno alla forza ora guidata da A. Natta la fiducia che proviene dalla verità di avere sinceramente accettato lo sblocco del processo triadico radice della vera democrazia e potrà così accedere al potere nell'alternativa democratica, quello sarà un grande giorno per il vero umanesimo perché non sarà più tenuta lontano dal potere una forza tanto notevole del popolo. Tutto questo potrà realizzarsi in una sola maniera: col ricostruire l'unità delle sinistre creando un forte schieramento per il socialismo che dia l'alternativa allo schieramento per il liberalismo. Questi due schieramenti non devono più etichettarsi con il vecchio frasario "destra" o "sinistra", "progressista" o "conservatore", "rivoluzionario" o "reazionario", ma semplicemente "socialista" e "liberale" avendo ciascuno il compito di perseguire una istanza essenziale del vero umanesimo e quindi di riequilibrare e di stimolare l'attività politica in modo che la società cresca camminando nel benefico binario della luce della scienza e della solidarietà cristiana.

Con l'applicazione del processo triadico si verrebbe a realizzare quella che da qualche tempo viene denominata "democrazia compiuta", cioè la possibilità di avvicendamento o alternativa al potere delle due esigenze di fondo che costituiscono la dialettica eterna della storia umana della libertà e della giustizia, e si eliminerebbe lo sconcio spettacolo che hanno dato e danno continuamente i rivoluzionari di ogni tipo, i quali ritengono giusta la loro "sovversione" contro i regimi che essi avversano e poi, arrivati al potere, combattono, perseguitano e condannano come "sovversivi" i loro avversari se fanno altrettanto. Tale spettacolo è uno dei frutti tossici della "Ragione". Ne abbiamo un esempio pietoso nell'attuale guerra civile che devasta il Libano, che è un vero "coktail esplosivo" alimentato da una miriade di sette religiose e da quaranta partiti politici e nella quale sono impegnati, con varia funzione, otto eserciti stranieri.78

Il "Processo Triadico", formulato da Hegel, fu osservato anche da Marx nella storia politica ed economica e lo chiamò "lotta di classe"; fu osservato anche da Darwin nella storia zoologica e lo chiamo "selezione naturale". Ma ci fu un ritardo nel comprenderne appieno il valore attuandolo nella prassi politica, che dovrebbe essere l'aggiustamento continuo dei rapporti umani con la realtà a mano a mano che si progredisce nella conoscenza scientifica: lo stesso Hegel lo distorse per dare corpo all'idealismo fondandolo su una dissacrazione della logica e legittimando l'assolutismo di Stato; Marx lo allucchettò con la teorizzazione della dittatura del proletariato; gli spiritualisti lo rifiutarono per le loro illusorie prospettive dualistiche. Oggi la microfisica, la chimica, la biologia e la storia hanno fatto comprendere che il "Processo Triadico" non è che l'intelligenza del mondo, il segreto di tutta la Realtà.Non dubito a mettere la scoperta di Hegel accanto alle più grandi conquiste dell'umanità che sono il linguaggio simbolico, la scrittura, la stampa,la scoperta di nuovi continenti, il metodo scientifico, l'eliocentrismo con la successiva scoperta dell'Universo, il motore a vapore, l'elettromagnetismo, il telefono, l'automobile, la radio, il cinema, l'aeroplano, l'equivalenza tra materia ed energia atomica, la televisione, il computer, il codice genetico, la navigazione spaziale, l'intelligenza degli animali e l’unità dell'essere.

Il "Processo Triadico" nella storia umana funziona non solo nelle valutazioni conoscitive, per cui confrontando una ipotesi o una tesi con una tesi contraria si perviene a una terza che sembra giusta o più giusta cioè in armonia col resto nelle conoscenze acquisite ma avviene anche nelle valutazioni operative che riguardano tutta la nostra attività, per cui confrontando un'impostazione operativa con un altra si perviene a un'altra impostazione che sembra giusta o più giusta di fronte alle valutazioni conoscitive acquisite e soprattutto di fronte al "Codice Morale" costituito dai quattro valori senza i quali oggi non si può essere uomini: verità, solidarietà, libertà e giustizia. Io non avrei mai pensato alla "contraddizione" del comportamento del Papato nella Storia se non avessi accostato la sua decisa condanna delle ideologie totalitarie e oppressive del secolo XX al suo comportamento totalitario e oppressivo nei secoli della sua egemonia per cui nella Storia il Cristianesimo Teologico bisogna metterlo accanto al Nazismo e al Comunismo. Porzioni di umanità nello sviluppo culturale possono ostacolare il "Processo Triadico" cercando di stabilizzare la Storia con i propri sistemi speculativi e le proprie ideologie frutto della "Ragione Pura" ma l’Intelligenza Pura che sospinge la Realtà, di cui fa parte anche la Storia Umana, si ribella a scadenze più o meno ravvicinate e si scrolla di dosso schemi e situazioni non in armonia con la sua vita creatrice. La Chiesa Cristiana, come altre prima o dopo di essa, ha creduto di avere una "guida divina" e in nome di tale Fede, per mantenere stabili le posizioni del dogmatismo teologico e filosofico, ha cercato di bloccare il "Processo Triadico" nello sviluppo della conoscenza umana con scomuniche, inquisizioni, torture, patiboli, roghi, proscrizione dì libri, nonostante avesse un "Codice Morale" di bontà, di umanità e di pietà, ma non ci è riuscita.Anche Marx e Lenin,che erano animati da una dottrina umanitaria, sono caduti nello stesso errore bloccando il "Processo Triadico" con la dittatura del proletariato rinnovando metodi contro i quali era insorta la coscienza morale dell’umanità col movimento liberale e col movimento socialista.

La storia è epistemologicamente utile se viene considerata come laboratorio sperimentale per la validità delle impostazioni umane misurate col "Codice Morale". Questo è una tale forza dirompente che accende rivoluzioni anche violente quando non si sente più tutelato dall' "Ordine Giuridico" incrostato su impostazioni non più adeguate all' evoluzione culturale ma si sente compresso e oppresso. Quest'ultimi tre secoli in nome del "Codice Morale" sono state sperimentate due Rivoluzioni che hanno spazzato via strutture giuridiche secolari perché lo opprimevano: la Rivoluzione Liberale in America e in Francia e la Rivoluzione socialista in Russia e in Cina con tutti i loro codazzi. Ma esse del "Codice Morale" hanno perseguito solo un elemento e perciò sono più o meno fallite: difatti la Rivoluzione Liberale perseguendo un'utopica società tutta liberale col suo liberismo economico non ha tenuto conto della solidarietà e della giustizia calpestando i diritti nativi di troppi individui; la Rivoluzione Socialista perseguendo un’utopica società tutta socialista con la sua dittatura del proletariato non ha tenuto conto della verità e della libertà calpestando anch'essa i diritti nativi di infiniti individui. Ci sono state anche la Rivoluzione Fascista e la Rivoluzione Nazista ma non sono che un miscuglio mostruoso di liberalismo e di socialismo e alleate hanno compiuto rovine ancora più enormi. Con la Democrazia Cristiana è stata sperimentata anche la Dottrina Sociale della Chiesa elaborata dopo la perdita del Potere Temporale nel 1870, ma nella sua utopica ricerca dell'equilibrio tra libertà e giustizia, si è rivelata anch’essa un miscuglio di Liberalismo e di Socialismo illudendosi di realizzare una società libera e giusta ma statica cioè senza tener conto del "Processo Triadico". Tale concezione è risultata utopica perché tende a monopolizzare, bloccando il "Processo Triadico", il Potere Politico nelle mani di un gruppo dirigente che purtroppo, come accade sempre tra gli uomini, ne ha abusato: i 45 anni di Democrazia Cristiana dì Sturzo e di De Gasperi coniugata col Liberalsocialismo laico di Gobetti, di Rosselli e di Calogero ha prodotto il mostro di tangentopoli. Qui trova risposta la domanda di Giuliano Amato che si lamentava perché Kant, cioè il pensiero laico, non funzioni. Gli antichi dicevano operari sequitur esse; noi oggi dobbiamo dire operari sequitur nosse. Vuol dire che nella "Scala dei Valori" sta prima la Conoscenza1 dalla conoscenza dipende l'Azione regolata dall'Etica e dall'Etica deve dipendere la Politica, cioè prima sono le valutazioni conoscitive, poi le valutazioni morali e infine le valutazioni politiche. Nel nostro secolo si è teorizzato che l'Arte e la Politica sono autonome dall'Etica ma la sperimentazione ha dimostrato che è stata una concezione aberrante: la caduta di tutte le ideologie politiche è avvenuta perché la Politica nella sua pretesa autonomia ha calpestato i più sacrosanti Valori del Codice Morale.

Tale sperimentazione bisecolare ha fatto capire che il giusto metodo politico è l'attuazione del "Processo Triadico" rispettando la "Scala dei Valori" in un continuo confronto di concezioni di impostazioni e di attuazioni con periodico avvicendamento di schieramenti. E' l'attuazione della tolleranza di Voltaire nel senso di eliminazione della violenza dando spazio alla "Selezione Naturale" attraverso il "Processo Triadico",che è la vita della Divina Realtà sempre in movimento perché non è morta ma vitale. Il "Processo Triadico" esige non solo l’avvicendamento ma anche una certa stabilità per dare il tempo necessario allo schieramento che esercita il Potere per compiere la sperimentazione conoscitiva e operativa. In somma non esiste niente di definitivo ma anche niente di frettoloso.

In Italia per attuare l'esigenza della stabilità e dell'avvicendamento, dopo il tramonto effettivo di tutte le vecchie ideologie, qualche cosa è stata fatta: è stato eliminato il "sistema proporzionale" produttore della "partirocrazia" corruttrice ed è stato introdotto il "sistema bipolare" con due schieramenti alternativi chiamati ancora Destra e Sinistra ma potrebbero grosso modo essere denominati anche Liberalismo e Socialismo, in quanto l'uno tende a tutelare la Libertà dell’Individuo e l’altro tende a tutelare i diritti degli altri con la Legge che pone limiti a tale libertà. In questa alternativa il Liberalismo e il Socialismo non si combatteranno più come in passato ma agiranno in emulazione secondo la scelta fatta dalla maggioranza della popolazione nelle periodiche elezioni politiche. Con essa non si dovrebbe più essere legati come in passato, per clientelismo o per coerenza di militanza politica o per altri interessi personali, allo stesso schieramento ma sarebbe bene cambiare schieramento secondo che in quel momento storico si ritiene preminente la libertà o la legge. Il Liberalismo e il Socialismo così intesi e applicati agiranno come due piatti della stessa bilancia o come contrappeso l'uno dell'altro e non come utopie da realizzare in una società tutta liberale o in una società tutta socialista. Solo così potranno essere corretti i difetti che può produrre l'eccessiva libèrtà (disordine pubblico, anarchia, crescita oppressiva e corrompitrice del capitalismo, concorrenza spietata, dittature, guerre civili e tra nazioni) e l'eccessivo intervento della legge o dell'autorità (censura, abuso di potere, fiscalismo eccessivo, corruzione degli uomini politici, governi polizieschi, oppressione delle libertà individuali e per conseguenza rivolte),eliminato lo sconcio spettacolo dato dalle rivoluzioni di ogni tipo, compresa - strano! - quella cristiana: ritengono giusta la "sovversione" dei regimi che esse avversano e poi, arrivate al potere, combattono, perseguitano e condannano come sovversivi i loro avversari se fanno altrettanto!

Ma non è stato fatto abbastanza. Occorre perfezionare il sistema bipolare: con la eliminazione di tutti i partiti intermedi, produttori di corruzione e di instabilità; con l'introduzione del Presidenzialismo dando alla maggioranza la rappresentanza dello Stato e del Governo; con lo stabilire che se si verificasse la necessità di dovere cambiare il Governo verrà fatto nell'ambito dello stesso schieramento che ha avuto la maggioranza e solo il popolo, che esperimenta sulla sua pelle la sua validità o la sua inefficienza, alla fine della legislatura potrà dire se cambiare schieramento.

Ma per dare spazio al Processo Triadico occorre fare molto di più. La Politica dovrebbe essere la scienza e l’arte di organizzare il consorzio umano in modo che tutti gli esseri umani trovino le condizioni idonee per realizzare i diritti nativi. Condizione essenziale per tale realizzazione è la pace tra tutti gli uomini, sogno perseguito dall'umanità da millenni. L'imperialismo antico sembra che non fosse solo bramosia di razzia e di egemonia ma una maniera drastica di dirimere questioni di vario genere e di creare condizioni di benessere con una pace imposta dal più forte. Sembra che dietro le meravigliose gesta dì Alessandro Magno ci sia stato l'ispirazione del suo maestro Aristotele, il quale divenuto suo precettore dopo l'assassinio del suo amico e ospite Hermias Re di Atarnè in Eolia per opera del greco Mentor emissario del persiano Artaserse, gli trasfuse il suo odio verso i Persiani e 1'impresa di distruggerli militarmente sottomettendo i barbari con la cultura greca. e sembra pure che le gesta di Alessandro abbiano ispirato quelle altrettanto meravigliose di Giulio Cesare, iniziatore dell'Impero Romano, che sotto il suo monumento a Cadice a 27 anni piangendo giurava di emularlo. Tutto lo sviluppo della storia romana da Dante è vista misticamente nel "De Monarchia"come conclusione dell'intervento della Provvidenza Divina che attraverso le gesta dell' assiro Nino, dell' egizio Vesoge, dei persiani Ciro e Serse, del macedone Alessandro e del romano Cesare, guidava 1' umanità verso la pace universale per 1' arrivo del Messia ebraico, Gesù, in attuazione di quanto Virgilio avrebbe già capito mettendo in bocca ad Anchise le celebri parole dette a suo figlio Enea quando lo visita in Averno:

"Tu regere imperio populos, Romane, memento:

Haec tibi erunt artes : pacique imponere mores,

Parcere subjectos et debellare superbos"

(Romano, ricordati di governare i popoli col tuo comando :

questo è il tuo mestiere, imporre un costume alla pace,

perdonare ai sottomessi e combattere i ribelli)

Sembra che anche Costantino dando al Cristianesimo il riconoscimento giuridico negatogli dai suoi predecessori lo abbia visto come forza che poteva mantenere l’unità dell’Impero con la sua ideologia contenuta in quelle parole del Vangelo:

"Andate, fate discepole tutte le genti per fare un solo ovile e un solo pastore".

E non si sbagliava perché tale ideologia è stata sempre perseguita dal Papato fino a restaurare attraverso Clodoveo e Carlo Magno l’Impero abbattuto dai barbari, riservandosi insieme al Potere Temporale sulle regioni centrali d’Italia anche il potere supremo effettivo di guida sull'Imperatore, che non aveva potuto avere su quello d'Oriente, creando quel mostro conosciuto col nome di Cesaropapismo con cui "insozzando se stesso e la soma", come dice Dante, divenne sorgente di corruzione di tutto il corpo sociale, suscitando le proteste di gran parte della cristianità fino alla rivoluzione di Lutero.

L'aspirazione all'unità del Mondo è stato sempre un elemento di tutte le Religioni Orientali che concepivano la religiosità come "legge unificatrice" dell'umanità: in Egitto, in Assiria, in Babilonia si divinizzavano le dinastie perché solo così si poteva mantenere la loro unità; lo stesso facevano l'Iran col Mitracismo e lo Zoroastrismo, l'India col Bramanesimo e il Buddismo e il Giappone con lo Scintoismo. L'Ebraismo introdusse addirittura il concetto di guerra santa per lo sterminio delle popolazioni Cananee e tendeva all'unificazione del mondo con l'ideologia teologica del Messia che prevedeva Gerusalemme centro di tutte le nazioni. L'ideologia messianica veniva ereditata dal Cristianesimo, in un primo tempo pacifista poi bellicista prima contro l’Arianesimo poi contro l'Islamismo sorto a contendergli la vocazione all'universalismo come ultima manifestazione profetica di Dio. Così 1'aspirazione alla pace mondiale ha preso vie che hanno portato alla distruzione più che alla edificazione della condizione essenziale per organizzare un consorzio dove ogni essere umano possa realizzare i suoi diritti nativi.

Il problema dell'unità e della pace da Dante Alighieri era stato risolto con la Monarchia Mondiale fidando misticamente nella Divina Provvidenza e nelle buone disposizioni del Monarca Imperiale a ben governare. Ma l'esperienza storica ha incamminato l'umanità a risolverlo col sistema democratico creando le Nazioni Unite sull'esempio della Svizzera e degli Stati Uniti dove il Federalismo ha dato una prova abbastanza valida di come la libertà e la solidarietà possano convivere. L'esperienza delle Nazioni Unite è una forma di Federalismo molto imperfetta ma la scomparsa delle ideologie che lo hanno così impostato lascia sperare di poterlo perfezionare. Il Federalismo dovrebbe eliminare imperialismo, nazionalismo e particolarismo, organizzando l'umanità a partecipare a vari livelli alla soluzione ai propri problemi nell'autonomia e nella solidarietà senza frontiere: sembra proprio la quadratura del cerchio, perché sarebbe l'eliminazione delle fabbriche di armi, che soltanto la Federazione Mondiale dovrebbe possedere per vigilare sulla pace. Siamo ancora agli inizi e la via è ancora molto lunga se si riflette agli errori finora commessi. Li segnaliamo:

1 - Non è stato affermato il fine ultimo che ci si propone col Federalismo Europeo, che deve essere quello del Federalismo Mondiale.

2 - Si è dato inizio al processo federalista con Stati Repubblicani e Stati Monarchici, che è una grossa stonatura perché non si può pretendere che gli Stati Monarchici assoggettino il loro Re o la loro Regina al Presidente della Repubblica Europea.

3 - Non si è pensato a trasformare gli Stati Nazionali Unitari in Stati Federali Regionali.

4 - Non è previsto in tale processo federalista il coinvolgimento degli Stati Teocratici, insediamenti di Fedi Religiose tradizionali, la cui ideologia intransigente è stata la più grande sorgente di massacri che ancora oggi perdura, come si vede in Palestina, in Irlanda, in Bosnia, in India, in Algeria, in Irack, in Iran, in Libia, in Sudan ecc. Il Vaticano è uno Stato Teocratico come quelli islamici e nonostante abbia abiurata l'aggressività dei secoli passati resta tuttavia uno Stato Ideologico che persegue l'unità del mondo secondo una concezione che ostacola il "Processo Triadico" nell'evoluzione culturale che non sia secondo i postulati della sua dottrina, come appare evidente nella questione demografica e nel processo federalista italiano promosso dalle Leghe del Nord, che è il giusto modo di attuare libertà e solidarietà: la minaccia di "separazione" fatta dalla Lega di Bossi è una estrema spinta alla realizzazione del Federalismo nell'autonomia mentre il Vaticano vuole mantenere in Italia lo Stato unitario in nome della cosiddetta maggioranza cattolica e dei suoi interessi concordatari.

5) - Non è stata prevista l'adozione di una lingua ausiliaria neutrale e sopranazionale che diventi la seconda lingua comune a tutti per facilitare la comunicazione universale, che qualcuno addita nell'Esperanto.

Per realizzare l'obiettivo del Federalismo Mondiale occorre attuare il sistema dell'autodeterminazione dei popoli creando piccoli Stati Autonomi costituiti da popolazioni omogenee per tradizioni1 costumi e lingua, i quali con trattato si uniranno in uno Stato Federale più vasto sostituendo il vecchio Stato Unitario inefficiente, corrotto e oppressivo che tiene unite con la forza delle armi popolazioni diverse per interessi, cultura, tradizioni, costumi e lingua. Si passerà poi alla costituzione di Stati Federali Continentali trasformando prima gli Stati Monarchici in Stati Repubblicani. Infine si passerà alla costituzione dello Stato Mondiale Federale con le Nazioni Unite rinnovate, che dovranno promuovere il benessere e la pace tra i popoli.

Per eliminare i focolai di resistenza provenienti dalle Religioni tradizionali bisognerebbe invitare i loro Capi o i loro rappresentanti a confrontarsi in pubblici dibattiti televisivi per esaminare la validità dei fondamenti su cui tali Fedi pretendono di reggersi ed aiutare le popolazioni ad accettare i valori comuni dell'Umanesimo Universale per poter equilibrare la Politica tra libertà e legge nella pace.

I problemi che possono riguardare la vita di ogni uomo - come l'eutanasia, l’eugenetica, il divorzio, l'aborto, la droga, la pena di morte, l'immigrazione, il nomadismo ecc - doranno essere sottoposti al giudizio delle popolazioni con referendum propositivi e non solo abrogativi tenendo sempre presente l’appello di Bertrand Russelì e Albert Einstein del 1955: "ricordate la vostra umanità e dimenticate il resto".

E ora voglio chiudere questa mia fatica manifestando un mio sogno ad occhi aperti. Vedevo l'umanità schierata in battaglia per il vero umanesimo. Da una parte si gridava: libertà! Da un'altra si gridava: giustizia! Da un'altra: verità! e da un'altra: bontà!

Le schiere che gridavano "bontà" portavano bandiere con la scritta "cristianesimo", "islamismo", "ebraismo", "buddismo", "induismo"; le schiere che gridavano "verità" recavano bandiere con la scritta "scienza" e "filosofia" con i suoi vari sistemi; le schiere che gridavano "libertà" recavano bandiere con la scritta "liberalismo"; e infine le schiere che gridavano "giustizia" recavano bandiere con la scritta "socialismo". E vedevo che tutte queste immense schiere si azzuffavano tra di loro in una battaglia apocalittica da distruggere il mondo.

Vidi vicino a me un personaggio dall'aria pensosa e intelligente: lo riconobbi subito: era Voltaire. Ne provai una grande gioia e gli domandai:

"come mai in nome di valori così santi si può produrre tanto disastro?"

Mi rispose:

"tutto questo succede perché sono sotto la schiavitù della "Ragione": tutti pensano di avere ragione e tutti cercano di imporre la propria ragione. Gli antichi miti creati da antichi saggi che hanno riflettuto sull'origine delle umane sciagure, l'avevano riposta nella colpa di qualcuno della razza umana che aveva accontentato la curiosità di impadronirsi dei segreti degli dèi (Adamo ed Eva, Pandora, Prometeo, Faust ecc.). Pur deviando nel moralismo, però avevano capito che la radice stava nel problema della conoscenza senza individuare la soluzione. Per merito di altri grandi saggi oggi si è riusciti a comprendere la soluzione che sta non nel credere alla Ragione ma nel sottoporla al controllo dell'Intelligenza.

Domandai:

"ma che cosa si deve fare per far cessare tanto delirio?"

Mi rispose:

"Occorre che si liberino dalla tirannia della Ragione che ha usurpato il potere sull'uomo e restituiscano il potere all'Intelligenza, che è l'unica che possiede la vera via per realizzare quelle quattro esigenze: tale via è il processo triadico, scoperto dopo di me, che vuole che le varie forze politiche si avvicendino per un periodo di tempo opportuno al potere per realizzare qualche cosa della loro istanza".

Gli chiesi:

"Che ne pensi del terrorismo?"

Mi rispose:

"É una pianta che cresce nel regno della Ragione, dove vigono sistemi religiosi, giuridici, politici oppressivi dei diritti umani. Quando l'"ordine morale" è calpestato nel suo nucleo fondamentale, costituito dai diritti umani, nasce la "necessità" della rivoluzione e il terrorismo può esserne una forma. Solo il regno dell'Intelligenza può eliminare tale necessità, perché dà la possibilità di accedere al potere per tutte le parti dialettiche della società. Nel regno della Ragione, il terrorismo, se è figlio di un'ideologia talmente perversa da strumentalizzare la vita degli innocenti per raggiungere i suoi fini, non fa altro, così facendo, che giustificare la "resistenza" dei sistemi ritenuti oppressivi: siamo al vicolo cieco delle stragi senza uscita. Tuttavia l'ideologia, che non è altro che ragione metafisica, farà come Crono, si mangerà i suoi figli, perché essendo un tronco impazzito del processo dell'Intelligenza, illudendosi di possedere un'"ortodossia", sterminerà tutti coloro che ne "deviano".

Domandai ancora:

"Ci potresti suggerire un modo più concreto per realizzare il processo triadico nell'attività politica?"

Rispose:

"Ci sarebbe ma bisognerebbe sperimentarlo perché solo l'esperienza è il collaudo a tutte le teorie. Secondo me, si potrebbe sperimentare in un piccolo Stato col consenso della sua popolazione, una costituzione, nella quale fossero aboliti tutti i partiti e fosse stabilita la creazione di una classe politica destinata alla direzione dell'attività dello Stato, preparata nelle Università e inquadrata nella carriera politica come tutte le altre classi sono inquadrate per gli altri servizi dello Stato. In seno a tale classe dovrebbe avvenire in un primo tempo la scelta per un dato momento storico per la prevalenza delle esigenze della libertà o quelle della giustizia, e poi in un secondo tempo la scelta che ha prevalso in mezzo ad essa dovrebbe essere sottoposta al giudizio del corpo elettorale: lo schieramento - tra liberalismo o socialismo - che avrà riportato la maggioranza governerebbe per tutta la legislatura. L'impostazione attuale delle democrazie parlamentari in cui tutti i partiti elaborano un proprio programma pressoché uguale perché contemporaneamente includono le esigenze delle due istanze fondamentali, si riduce a una lotta di semplice potere personale e di lottizzazioni che non sono altro che feudi simili a quelli medievali, e a una partitocrazia fine a se stessa che finisce per screditarsi. In questa maniera verrebbe eliminata l'indecenza morale del clientelismo e della mafia, sua figlia, che lega un uomo politico a un gruppo di elettori per interessi personali, e dell'attività legislativa perseguita secondo l'interesse dei legislatori, come hanno bene messo in evidenza tutti i fatti della storia italiana raccolti dal libro "Corrotti e Corruttori" di S. Turone (1984) e tutta la situazione di corruzione esistente anche in Unione Sovietica, dove verrebbero vendute le cariche pubbliche come nel medioevo, come è documentato da Ilia Zemtsov nel libro "La corruzione nell'Unione Sovietica" e di Kostantin M. Simis nel libro "Urss: la società corrotta"(1985). La molteplicità dei partiti e il voto di preferenza é una delle principali sorgenti della corruzione della politica: in questo la democrazia è tanto spregevole quanto gli aborriti sistemi tirannici. Tutte le repubbliche, da quelle greche e quella romana a quelle moderne, sono state rovinate dal clientelismo e dalla mafia. Se si vuole apportare un correttivo occorre creare un sistema elettorale improntato al processo triadico: gli attuali partiti, devono essere riorganizzati nei due grandi schieramenti in cui ritrovano la loro unità-liberalismo e socialismo - i quali solo devono avere la personalità giuridica di partito e soltanto al loro interno potranno organizzarsi i piccoli schieramento di "correnti". Con gli attuali sistemi elettorali siamo ancora fermi a duemila anni fa, come ci hanno rivelato ultimamente gli scavi di Pompei".79

Lo smarrimento che attualmente invade un partito in occasione di una perdita elettorale è segno della cattiva impostazione dell'attività politica, secondo la quale sarebbe positivo se un partito resta sempre al potere, mentre secondo il processo triadico è positivo l'avvicendamento dei due schieramenti per la realizzazione di maggiore libertà o di maggiore giustizia.

Gli domandai ancora:

"E per realizzare quest'avvicendamento di forze al potere che cosa occorrerebbe fare?"

Mi rispose:

"Occorre che tutti facciano trionfare la propria intelligenza mettendo giù le proprie carte in tavola e ricominciare il gioco da capo rifondando costituzioni di partiti, di stati, di unioni di stati e di nazioni secondo il processo triadico. In tali costituzioni deve essere stabilito che non ci possano essere più di due schieramenti, denominati "Liberalismo" e "Socialismo", che questi schieramenti non possano stare al potere più di due legislature e che una apposita commissione segnali al Parlamento le leggi troppo vecchie. Solo così si potranno evitare lotte crudeli, concorrenze spietate, corruzione della democrazia, colpi di stato, dittature, scandali e terrorismo".

Mi volli levare un'ultima curiosità col domandargli:

"Che cosa ne pensi dell'attuale situazione del mondo che da quasi mezzo secolo viene tenuto diviso in due blocchi contrapposti?"

Mi rispose:

"È la eredità del regno della Ragione, la quale dopo avere scatenato la più disastrosa delle guerre, fa mantenere l'umanità in uno stato di cose concepito secondo il metodo metafisico delle ideologie: è la Ragione con le sue ideologie a dettare legge e non l'Intelligenza. Ma non c'è niente di immutabile al mondo. Il processo triadico, che è il meccanismo dell'Intelligenza, tutto trasmuta col tempo. Anche il Vangelo, ritenuto "Parola di Dio", è stato smentito: molto più saranno travolte le leggi dissennate dei folli. Penserà il tempo, padre della verità, a scrivere sugli archi della Storia i loro nomi a perenne maledizione di tutti".

E scomparve.

Questo messaggio vorrei che giungesse a tutti i giovani del mondo, perché lo facciano l'ideale della propria vita, mettendo tutte le loro energie a servizio dei quattro valori dell'Umanesimo Universale e delle forze che tendono a realizzarli, non più sotto i dogmatismi oppressivi della Ragione ma sospinti dal soffio liberatore dell'Intelligenza. Solo i giovani potranno realizzare la rivoluzione dell'Intelligenza. Qualche cosa già appare all'orizzonte, come sembra di poter capire dai resoconti del 23°Congresso Nazionale dei Giovani Comunisti di metà febbraio 1985 e dalle promettenti riforme iniziate in Unione Sovietica da Michail Gorbaciov. Comincia ad apparire un "nuovo schema mentale" col quale viene gettata all'ortiche la vecchia struttura per sostituirla con una nuova, non essendoci più le motivazioni per essere "socialisti alla Pajetta: allora c'era il fascismo da rovesciare, c'era l'illusione che Lenin e Stalin avessero costruito un socialismo vero, c'era il mito che la classe operaia sarebbe stata la guida compatta verso una forma più alta di democrazia, c'era la trappola ideologica dell'incompatibilità tra capitale e lavoro: tutte queste ragioni sono scoppiate agli occhi dei giovani come bolle di sapone".80

L'Intelligenza comincia a trionfare e più trionferà quando i giovani avranno fatto propri i quattro valori dell'Umanesimo Universale. Finché le chiese e i partiti saranno guidati dalle vecchie guardie con i loro schemi mentali nulla cambierà: cambierà qualche cosa quando al loro posto andranno i giovani guidati non dalla "teologia" ma dalla "filosofia della liberazione" frutto della Rivoluzione dell'Intelligenza. Solo con essa i giovani riusciranno a dare al mondo una giusta impostazione, perché si saranno liberati delle ideologie utopistiche della "Ragione" e della "Rivelazione", del "Leninismo" e del "Fascismo" che scatenarono le assurde lotte di un tempo balordo. L'attuazione del processo triadico, vita dell'Intelligenza, con l'impostazione dell'attività politica secondo i due schieramenti del Liberalismo e del Socialismo, è la più bella meta da realizzare nel Terzo Millennio.

 

 

1-Marco 2,27

2-Esodo 20,8-10

3-"Il Tempo" del 28/12/84

4-"Il Tempo" del 8/7~198°

5-"Il Tempo" del 13/7/1980

6--"11 Tempo" del 13/7/1980 -Rubrica "Così semplicemente"

7-Cfr. Intervista data a vittorio Strada sul Corriere della Sera del 13/4/1985 ~Matteo 19,12

8-Matteo 19,12

9-Luca 1S,3O~32

10-Cfr. art. "A colloquio con A. Frossard" di G. Locchi sul "Il Tempo" del 23/10/1982

11-Cfr. "Il Tempo" del 10/3/1981

12-Luca 9,50

13-Luca 12,49

14-Rutilio Nomanziano - "De reditu suo" (anno 416)

15-Cfr. "Il Tempo" del 1/11/84

16-Cfr. G. Coni - "Francesco d'Assisi Yoghi de11'anore cosmico" in "Giornale dei Misteri n. 125 Ott. 1981 - Ed. Tedeschi - Firenze.

17-Da "Il Tempo" del 23 sett. 1980 art. "11 cammino del!'eresia"

18-Cfr "Il Tempo" del 19/1/1980

19- Cfr. "Il Tempo" del 26!2t85 art~ "L'Osservatore Romano attacca un'opera del teologo K. Rhaner".

20-M~ Poletti - "Paese Sera" 26/9/80 art. "Religione e Costume".

21-Cfr. le pagine della Cultura Moderna o. 257 e 259 su "Il tempo" del 22/12/84 e del 9/1/85

22-Crr. H. Kung - Vita Eterna? - Ed. Club del Libro 1983 pa8. 145

23-'R. Guttuso - Intervista di L. Liguori - "Il Tempo" 4/4/1982

24- Br. Saitta - art. "Quando Stalin e Hitler si spartirono il mondo" su "Il Tempo"del 14/8/1984

25-F.Chiocci - art. "Ora si pentono anche dei miti" - Il Tempo del 19/7/84

26-L.Feuerbach - Spiritualismo e Materialismo - Laterza 1972 pag. 119

27-B.Assunto - art. "Lo specchio dell’uguaglianza" - "Il Tempo" del 25/3/1983

28-A Zichichi - "La sfida dell'amore" -"Il Tempo" M - 24/10/1981

29- "Il Tempo" del 21/5/1984

30-Teller - La mia vita nella fisica - art. su "lì Tempo" del 8/5/1982

31-A.Pacchi - "Materia" ISEDI 1976 pag. 7 e 143-144

32-H.Shopper - "Quelle domande che hanno sempre affascinato l'uomo" - "Cultura Moderna" - "Il Tempo" del 33-9/1983

33-ll "Tempo" del 28/1/1980

34-Citato da Popper 1.c. pag. 314

35-Cfr."Il Tempo" del 9/11/1980

36-Show 2 canale ore 20.40 del 3/10/1982

37-Cfr. Lilca 11,5 segg. e 18,1 segg.

38-Giovanni 16,24

39-Marco 11,24

40-Matteo 18,10

41-Matteo 6,7

42-Cfr. K. Lorenz - L'altra faccia dello speccbio - ].c. - pag 396

43-Cfr. "Il Tempo" del 30/1/1982

44-K. Popper l.c. pag. 22

45-Dcut. 4,5-8

46-Matteo 16,17-19

47-0iovanm 15,3

48-I Timoteo 3,15

49-Cfr. Carriere della Sera "La crisi morale dell'anno Duemila" - 18/4/1985

50-S.Zavoli - Socialista di Dio - Ed. Club del libro - Mondadori 1981 - pag. 41

51'Atti 17,16-34

52-Jsaia 4~,15

53'W. Goethe - Faust - Ed. L.F. Cogliati - 192? - Trad. G.V. Verlati - pag. 19O~191

54-Cfr D.Rossano- Cultura Vangelo - Bdizzjoni Paoline 1985 - pag. 25

55-Cfr. Sacra Bibbia - Pont. Ist. Biblico Ed. Salami 1961-Atti 17, nota 38

56-"Il Tempo" del 23/11/1981

57-Cfr. Carriere della Sera del 4.5..1985 art. "In Godard manca la tenerezza"

58-J. Monod "Il Ca,o e la Necessità" Ed. Mondadori 1970 paa. 137

59-lbidem pag. 143

60-lbidem pag. 143

61-(3cnes,j 2,18

62-W. Goethe - Faust p. Il, a 5, Ed. Emaudi 1965 - pa~. 320

63-P.D'Olbach - Sistema della natura - Lipsia 1790 - I pag. 1-3

64-.Cfr. H. Kung - Vita Eterna? - Ed. CDE 1983 - pag. 65

65-Marco 12,28

66-Giovanni 4,20

67-Orazio - Carmen I - 11,8

68-Matteo 16,24

69-Cfr. "Il Tempo" del 28/11/1981

70-A.Einstein "Come vedo il mondo" Ed. Newton Compton - Giachini Bologna 1976 -pag. 22-23

71-P.V.Rotondi - "Il Tempo" - "Così Semplicemente" - 9/11/1980

72-Cfr. H.Blumberg - "La leggibilità del mondo" - Il Mulino 1984

73-Cfr. G~ Altieri - art. "Quando il Croce stava in posa" - "Il Tempo" - 10/4/1984

74-Cft. Corriere della Sera del 27.4.85 "Rivelarioni di un torturatore di "desaparecido>""

75-Cfr. "Convegno sulla paura" >u "Il Tempo" del 31/10/1983

76-Cfr. Dizjonario Filosofico Rizzoil - "Lukacs"

77-Cfr. E. Mattei "Natta Sapeva" - "Il Tempo" del 9/12/1984

78-Cfr. Art. su <(Il Tempo" - "La mappa delle comunità che lottano nel Libano" del lO/2/19M

79-Cfr. Corriere della Sera del 12.5.8~ - S. Moscati "La propaganda sotto Cesare".

80-Cfr. "Il Tempo" del 26.2.85 "I gioyani comunisti hanno scelto il pon-moderno".

La rivoluzione dell'intelligenza

 

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