MILANO al TEATRO MANZONI
Appuntamenti - Personaggi e Recensioni a cura di Serena Accascina Polizzi
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IL
LETTO OVALE
Al teatro Manzoni a Milano è di scena la
divertente e scoppiettante commedia "Il letto ovale" con Maurizio
Micheli e Barbara D'Urso.
La regia è di Gino Landi e il cast di
giovani attori è ben amalgamato. C'è anche una partecipazione
straordinaria della sempreverde Sandra Milo.
La commedia si incentra su una coppia
sposata, in cui lui presta il suo appartamento al socio e lei il
medesimo ad un'amica, moglie del socio, per consumare le loro
avventure.
Ma nel gioco degli equivoci finiscono
intrecciati anche i due coniugi, che provano a tradirsi, lei con
l'arredatore, lui con un'improbabile call girl. Tuttavia non
riescono, nel loro intento, travolti dagli avvenimenti che si
susseguono sempre più imprevedibili e scoppiettanti. Ad un certo
punto sembra che tutte le donne tradiscano tutti gli uomini e
viceversa.
Entra in scena una famosa scrittrice
in età, Sandra Milo, che finisce con il risolvere la situazione,
senza quasi saperlo, svampita come sempre.
Barbara d'Urso è vivace e allegra,
Maurizio Micheli un grande attore, e tutto il cast di giovani è
all'altezza. La commedia è scritta da due inglesi, Chapman e
Cooney, ma è stata adattata alle situazioni italiane.
Si fanno notare i due attori
co-protagonisti, Pierluigi Misasi e Lisa Angelillo, che danno verve
e tono alla scena, non meno di Alessandro Marrapodi, (l'arredatore)
Adriano Evangelisti (il guru), Valeria Brambill (la call girl) e
Lusiana Pedroso(la cameriera brasiliana).
La commedia termina - e come può non
essere? - con l'inevitabile lieto fine, almeno per i due coniugi
principali. Lei si pente di avere pensato al tradimento e i due si
riabbracciano, dopo tante avventure.
Il pubblico ride comunque e si
diverte. Il genere "vaudeville" non è praticato molto in Italia.
Essendo un paese meridionale, siamo più inclini alla tragedia.
L'onore di Otello è per noi sacro, ma scherzarci sopra
fa piacevolmente divertire tutti... soprattutto quando finisce
bene!
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IL
DUBBIO
al Teatro Manzoni di Milano con
Stefano Accorsi, Luccilla Morlacchi regia di Sergio Castellitto, In scena dal 4 marzo al 6 aprile. Siamo a Brooklyn, nel Bronx, in una parrocchia. Padre Flynn,
giovane e idealista prete cattolico, tiene una predica
domenicale ai suoi fedeli.
Dalle sue parole e dal suo
comportamento come parroco e insegnante, sembra che voglia
instaurare un rapporto veramente amichevole e comprensivo verso
i ragazzi poveri del suo quartiere, seguendo le linee del
Concilio.
La sua passione caritatevole, la
sua amicizia si scontrano con le idee rigide della direttrice,
Suor Aloisia, che lo accusa di abuso sessuale nei confronti di
un allievo, l'unico ragazzino di colore. La vicenda si snoda fra passioni umane, religiose, abnegazione e
sacrifici, ma anche pregiudizi e meschinerie.
Non si sa se il fatto, l'accusa
di pedofilia sia vero o se sia stato inventata per gettare
discredito sul giovane prete. Lo spettatore resta con il dubbio, tanto più che la madre del
ragazzo difende strenuamente padre Flynn. Ognuno può essere nel dramma una possibile vittima o un
carnefice, in questo gioco al massacro ma, come dice il regista
Castellitto, restano la pietà e la dolcezza, il desiderio di
sentirsi accanto a Dio e di credere in Lui, nonostante tutto. L'opera, scritta da John Shanley in America e ambientata nel
1964, per la sua attualità e forza ha vinto il premio Pulitzer
per la drammaturgia, nel 2005. Il regista Sergio Castellitto è talmente famoso che non c'è
bisogno di ricordarlo, pensiamo al suo ultimo film "Non ti
muovere" tratto da un romanzo della moglie Margaret Mazzantini. Anche qui la Mazzantini ha scritto un adattamento del testo. Restiamo favorevolmente stupiti dalla versatilità di Stefano
Accorsi, che è abituato ad altri ruoli, e dobbiamo ricordare
anche la bravura di Lucilla Morlacchi, arttrice navigatissima, e
della giovane Alice Bachi. Una serata diversa dalle altre, di appassionate riflessioni e di
partecipazione intensa del pubblico, che si divide tra
colpevolisti e innocentisti, comunque una serata che fa
discutere e questo è già un grande risultato è un successo.
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“Il
divo Garry” al Teatro Manzoni interpretato da un brillante
Gianfranco Iannuzzo
Il Divo Garry è una divertente commedia dell’autore di “Spirito
allegro”, Noel Coward, attore-regista e drammaturgo inglese
degli anni 30, al Manzoni di mialno nel mese di febbraio. La
vicenda ruota attorno ad un personaggio di successo, un attore
ricco e carismatico, che si trova alle prese con giovani ragazze
innamorate di lui, che lo corteggiano.
I tentativi di seduzione sono
però misti alla sua crisi di mezz’età che lo vede guardarsi
spesso allo specchio, e sentirsi solo, pur in mezzo al turbinio
di gente, ammiratori e amici che lo assediano. La ex moglie continua a stargli vicina nel lavoro,
amministrandogli, insieme alla segretaria, la protettiva Monica,
aiuto e consigli. La vicenda si snoda nella farsa, ma il finale è sorprendente e,
sotto le apparenze, molto serio.
La vita va presa con leggerezza, sembra dirci Garry, impersonato
dal nostro siciliano Gianfranco Iannuzzo, che impersona
benissimo l’ironia britannica. Dal frivolo e scherzoso Garry,
alle prese con le seduttrici, gli amici “satelliti”, l’ex moglie, la segretaria e l’esordiente drammaturgo, un po’ gay, non ci
aspettiamo momenti di malinconia e di tristezza, infatti la
battuta allegra lo salva sempre. Un tema, quello della mezza età, oggi molto sentito, viene
affrontato con quella levità e quella ironia che la sublima e la
rende in fondo un’età felice, con la riscoperta del vero amore. Accanto a Iannuzzo, un attore di grande professionalità, una
bravissima Daniela Poggi, (Liz) e altri attori della compagnia
La Contrada Teatro Stabile di Trieste. Il regista Francesco Macedonio e la produttrice Livia Bobbio
hanno reso la commedia veramente interessante. Una commedia che è
stata negli anni interpretata in Inghilterra da attori del
calibro di Peter O’Toole e Cary Grant. Ora un siciliano la rende
ancora famosa in Italia. |
I
due gemelli veneziani di Goldoni
La prova di un
grande e doppio attore
A
Milano dall’8 gennaio al 6 febbraio in scena al Manzoni “I
due gemelli veneziani” per celebrare il trecentenario di
Goldoni.
La
storia è nota. A Verona c’è uno scambio di persone tra
due gemelli, uno il colto, furbo e abile “cortesan” Tonino,
che deve arrivare da Venezia per sposare la sua Beatrice,
l’altro, il goffo e zotico Zanetto, viene da Bergamo,
è stato promesso sposo ad un’altra donna, Rosaura,
ugualmente bella.
Noi sappiamo chi è l’uno e chi l’altro dai loro modi,
impacciati e goffi quelli di Zanetto, cortesi e abili quelli
di Tonino. Li riconosciamo subito, noi del pubblico, mentre
i personaggi li scambiano, generando una serie infinita di
equivoci farseschi.
Si ride molto, e si ammira la mutevole abilità dell’attore,
che versatile impersona entrambi, agendo da grande comico e
da spalla.
Zanetto finisce con il soccombere, ma la sua dipartita è
stranamente comica o, per meglio dire, tragicomica.
Quando alla fine il pubblico applaude, compare primo Tonino,
poi dopo un po’ se ne va e compare Zanetto, e
l’applauso rinforza con un senso di sollievo da parte di
tutti: allora non è morto - pensiamo - ci eravamo
affezionati a Zanetto, che non ne combina una giusta!
Massimo Dapporto spiega che interpretare i due ruoli non gli
è difficile, in fondo ognuno di noi ha dentro di sé
personalità diverse. Il tragico e il comico fanno parte
della vita stessa.
Il regista Antonio Calenda ha costruito una sapiente messa
in scena di taglio molto raffinato: mentre si svolge
l’intreccio Arlecchino e Brighella con Colombina impersonano
i servi che da maschere divengono veri personaggi.
Una parola di elogio anche agli altri attori, specialmente
ad Osvaldo Ruggieri che a ottant’anni regge ancora benissimo
la scena.
La commedia dell’arte di Goldoni, fatta di maschere, qui va
mutando e diventa teatro di caratteri e di varia umanità,
con un fondo di malinconia che la rende più affascinante.
La prova d’attore
di Dapporto è veramente straordinaria, degna di un grande.
Gli fanno corona gli attore del Teatro Sabile del Friuli -
Venezia Giulia.
Lo spettacolo ha
già viaggiato per Toscana ed Emilia, andrà ancora in
Liguria, poi scenderà in Lazio e infine al Sud.
Se vi capita
andate a vederlo! vi commuoverete ridendo a crepapelle!
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