Selene Ballerini
La Danzatrice del Futuro
Isadora Duncan alias
Lavinia King

 Pioniera della danza contemporanea, sorprendente ideologa pagana, appassionata cultrice dell’eros, madre dal destino funesto, rivoluzionaria utopica e ingenua sognatrice: queste e molte altre donne ancora è stata la danzatrice californiana Isadora Duncan, che a inizi Novecento irruppe sulle scene internazionali con la sua danza naturalistica, insofferente alle costrizioni e idealmente connessa alla grande civiltà greca.
Molti artisti l’hanno dipinta, fotografata, immortalata in film (celebre Isadora di Karel Reisz, 1968, con Vanessa Redgrave), ispirandosi alla sua folgorante quanto tragica vicenda artistica, pedagogica, esistenziale. E fra questi un personaggio conosciuto non tanto per la sua produzione letteraria e pittorica, che pure fu abbondante, quanto per l’attività di praticante e teorico del pensiero magico-esoterico: il geniale ma discusso Magista inglese Aleister Crowley, che - amante magico di Mary Desti (Soror Virakam), intima amica di Isadora - s’interessò talmente alla danzatrice da chiamarla in un suo romanzo Lavinia King, pseudonimo da lui stesso adottato in precedenza. Una misteriosa identificazione su cui questa biografia della Duncan cerca di gettare qualche luce interpretativa.
 

 

Selene Ballerini
Danzare tra i Mondi

La Danza, o Arte di comporre e sviluppare posture in movimento, è non soltanto uno dei più arcaici e universali linguaggi di comunicazione (anche tra varie specie animali, e forse in numero maggiore di quanto sappiamo…) ma soprattutto un efficace strumento di autoricognizione e di rapporto con la Sacralità. L’andatura ritmata degli astri, lo scandito ordine delle stagioni, il fluire cadenzato del tempo: tutto intorno e dentro di noi pare suggerire che la sinfonia della Rigenerazione continua tra morte e vita & tra vita e morte segua precise modulazioni, riproducendo le quali – ecco affiorare l’approccio magico – ci si pone in consonanza con le Leggi Universali e quindi con il proprio Sé più radicale e profondo. Da qui nasce il rito, da qui l’esigenza di elaborare coreografie intense, sapienti, evocative.
Danzare tra i Mondi esplora appunto alcune di queste componenti emblematiche, regolando il testo in tre parti: significanze mitiche, rituali, folcloriche e simboliche della Danza; la Danza dionisiaca delle Streghe e delle Baccanti; la Danza apollinea delle Gru e del Labirinto. Un breve ma pregnante viaggio in bilico tra le melodie del Microcosmo e l’armonia del Macrocosmo.

 

 

Selene Ballerini
I 7 Veli di Iside la Nera

 

È ormai ipotesi accreditata che nel 2.450 a.C., quando cioè la Grande Piramide sarebbe stata costruita (anche se a parere di qualcuno già esisteva), i due condotti sud dell’edificio - quelli che partono dalla Camera del Re e dalla Camera della Regina - puntavano rispettivamente verso la costellazione di Orione e la stella Sirio, che erano identificate nell’antico Egitto con Osiride e Iside. Se così fosse, la colossale costruzione forse veniva percepita dallo spirito egizio - in virtù di tale bilanciamento della Coppia Divina - come un luogo di fecondità dove la vita del Nilo, le cui acque s’ipotizza che furono fatte confluire proprio lì, si rinnovava tramite un processo di rigenerazione simbolica di Osiride nel suo aspetto di Dio morente e risorto.
Proprio su uno dei poli di questo scenario mitico, ovverosia su Iside, punterà l’attenzione il mio intervento, cercando di togliere 7 successivi veli che ne hanno ricoperto con il tempo l’identità originaria, facendone una Dea ampiamente stratificata e multiforme. A noi, invece, interessa carpirne piuttosto l’essenza radicale, quella su cui si baserebbe il senso di una sua eventuale attinenza con il complesso piramidale di Giza.

 

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