Roma,
10 febbraio 2007
Gentilissima Vera Ambra e amici di Akkuaria,
è con grande dolore e rammarico che V'informo che lo scorso 6 febbraio, è venuto
a mancare il Cav. Pino Amatiello, mio Padre.
Lunghe sono state la sua agonia e la sofferenza, di una malattia quale il
diabete, cui mio padre soffriva da una vita, portate dignitosamente da circa 8
mesi, sin dal luglio dello scorso anno, quando, ahimè, è entrato ricoverato in
ospedale...e non è più uscito.
So perfettamente quanto avrebbe tenuto e teneva mio papà al Vostro progetto;
difatti, altro non ha fatto che ripetermi che sperava ancora di poter uscire da
quel maledetto ospedale, tanta era la voglia di vivere che pulsava dentro di sé,
per poter continuare nei suoi progetti e nella sua vita, che erano per Lui, la
poesia, l'arte e la cultura in genere.
Suo principale vanto era proprio quello di aver speso tutta una vita,
sacrificando anche un posto fisso statale, per la cultura ...ma credo, che
questo, Voi, lo sappiate già.
Indi, per cui, mi sono sentito in dovere di comunicarVi tale ferale notizia.
Adesso ho il "difficile" compito di avere una "eredità", anche seppur letteraria
e non solo; eredità di tutto quello che mio padre rappresentava e faceva, nel
mondo della cultura e della poesia in genere...
Senza dubbio, avrò, in qualche modo, un compito gravoso... ma, special modo per
onorarne la Sua memoria, non credo che vi sarà una parola "FINE" a tutto quanto
era Pino Amatiello; ed io, cercherò "in primis" di poter ottemperare a questa
promessa: quella che il suo Nome e le sue Opere vengano ricordate per sempre,
magari organizzando un premio annuale di cultura, giornalismo e poesia, a Lui
dedicato. Se sarà fattibile tutto questo, per me, sarà un ONORE oltre che un
dovere, per mio Padre.
Vi sono comunque grato per tutto quello che avete fatto per Lui e spero possiate
dargli il giusto commiato sul Vostro meraviglioso sito.
Grazie di cuore.
Romano Amatiello
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Un passato memoriale è restituito nel suo bagliore estremo: “Dragunara” o la tromba marina della fatalità
di Cinzia Emmi
In occasione della pubblicazione della V edizione del romanzo “Dragunara” di Pino Amatiello, fra le numerose recensioni (oltre 120), una splendida tesi di laurea e i molti saggi, questo di Cinzia Emmi, dottore di ricerca di letteratura italiana presso la facoltà di lingue di Ragusa, ci è parso particolarmente significativo. Il Saggio è stato pubblicato all’uscita della IV edizione del romanzo, quando cioè,dopo il grande successo di critica e di pubblico, come sovente accade, era rimasto solo il libro destinato a pochi amatori o, come tanti al dimenticatoio, anche perché “Dragunara” non è mai entrato nel giro “commerciale, non essendo stato protetto e imposto da un colosso editoriale. Ciononostante, non si contano più gli emigrati che da Sciacca, dove l’hanno trovato in qualche tabaccheria, lo hanno trasferito negli Stati Uniti, in Francia, in Germania, in Australia e, perfino, a Cuba.
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CANZUNA D'AMURI DISULATA
(Quannu 'n'amuri granni addiventa fuddria)
ELOGIU DI LA FUDDRIA
Un foddri è furtunatu:
nunn'avi testa di quannu è natu,
e mancu sapi s'iddu ha mai statu…
Un foddri cunfunni la gioia ccu lu duluri,
campa straniatu e senza aviri sensu
comu si fussi nni n'autra età,
nni lu so' picca e nni lu so' immensu;
nun sonna, ma campa senza rialtà
nunn'avi riordi: nunn'avi mimoria,
nun canusci né ghiornu, né notti,
nunn'avi storia e cunfunni lu suli cu la luna
nun porta disgrazia e mancu furtuna.
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BALLATA D'AMORE DISPERATA
(Quando un grande amore diventa follia)
ELOGIO DELLA DEMENZA
Il demente è un uomo fortunato:
è fuori di testa da quand'è nato,
e non sa nemmeno se è mai stato…
Il demente confonde la gioia col dolore,
vive nella noia, in un "non senso" -
in un'ipotesi d'immortalità
nel poco e nell'immenso;
non sogna, ma vive nell'irrealtà;
non ha rimpianti perché non ha memoria;
non ha né giorno, né notte,
non ha storia e non distingue il sole dalla luna,
non porta né disgrazia né fortuna;
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PRESENTATA
A ROMA, AL RISTORANTE AL FLAMINIO
LA SECONDA EDIZIONE RIVEDUTA E AMPLIATA
DELL'OPERA "SICILIAINBOCCA" A CURA DI
PINO AMATIELLO, ENZO CERTO E ROBERTO DI STEFANO
Un pubblico eccezionale: in trecento tra giornalisti della Rai TV, dei
quotidiani e delle riviste specializzate; critici letterari e d'arte, scrittori,
pittori e docenti di Accademia di BB. AA., si è dato convegno presso il
Ristorante "Siciliainbocca" di via Flaminia, 390 a Roma per assistere
alla presentazione della seconda edizione, riveduta e ampliata, dell'opera
"Siciliainbocca" a cura di Pino Amatiello, Enzo Certo e Roberto Di
Stefano.
A fare gli onori di casa Paola Certo con le figlie Vanessa e Azzurra e il socio
e amico del compianto Enzo, Roberto Di Stefano.
Tra gli ospiti d'Onore: la giornalista del TG1 Adriana Panitteri, la pittrice
Gina Marziale, l'attrice Annachiara Repetto; le poetesse Sandra Cinzia Carlesimo
e Marcella Starace;il Segretario generale di "Trinacria" Stefano
Spataro.
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INTERVISTA CON LO SCRITTORE
PINO AMATIELLO
di GAETANO. ALLOTTA
D.: - Ho letto molti anni
fa il suo romanzo “Dragunara” e ne sono rimasto affascinato. L’ho
riletto recentemente e ne ho avuto una impressione ancora più favorevole. Come
vive ora lontano dalla Sicilia, che l’ha ispirato? (Leggi
tutto)
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Il Giornale dei Poeti con l'Ateneo di
poesia e di storia delle poetiche europee,
e con il Centro Italiano Arte e Cultura CIAC-ROMA
in collaborazione con l'Associazione Culturale Manna;
Leonardo's Project - On Line Bios Journal e "Akkuaria"
indirà nel mese di ottobre 2006 il CONVEGNO INTERNAZIONALE
sul tema "Dove va oggi il romanzo" (Leggi
tutto)
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Presentato
a Roma il romanzo “L’ossessione di Claudio”
di Pino Amatiello
Nell’ambito della terza edizione della manifestazione
“Storia, Arte, Artigianato, Ambiente e… non solo” della zona Nord di Roma,
tendente alla valorizzazione del patrimonio culturale, storico, letterario,
artistico, artigianale e ambientale, promossa dal Municipio XX di Roma e
organizzata dall’Associazione “Hermes 2000” presieduta da Marilita
Molinari, è stato presentato nella Sala Teatrale della Parrocchia di Ponte
Mollo, luogo nel quale l’iniziativa si è incentrata, il romanzo
“L’ossessione di Claudio” di Pino Amatiello, edito da Stampa Editoriale
S.r.l.
Ha presieduto la riunione il poeta e giornalista Melo Freni; relatori: la
scrittrice e saggista Anna Manna e la poetessa Gabriella Valli, ha condottola
dottoressa Luisa Coccia De Rossi.
Assenti giustificati: Cinzia Emmi dottore in Italianistica presso la Facoltà di
Lingue dell’Università di Catania, impegnata con la sessione straordinaria di
esami e il dott. Umberto Lorenzini, Presidente de “Il Giornale d’Italia”,
assente per motivi di salute, rappresentato dalla consorte, la poetessa Marcella
Storace, nota ai nostri lettori.
Dopo l’introduzione della dottoressa Luisa Coccia De Rossi, la quale si è
soffermata sul curriculum dello scrittore e quindi sulla trama del libro tout
court, ha preso la parola il dott. Melo Freni.
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PI LA MORTI DI ANCILU la Poesia di Pino
Amatiello dedicata alla scomparsa di Angelo D'Arrigo
Il
sogno di Icaro era quello di raggiungere le vette più alte fino al sole, fin
dove poteva terminare il mondo visibile. Leonardo ha disegnato i possibili
scenari alari che potevano condurre l'uomo a volare non invano. Angelo D'Arrigo
ha saputo cogliere la lezione del passato e ha potuto varcare i limiti
dell'umano nel rispetto della natura e con l'ausilio della scienza. Per chi -
come me, come tante altre persone, come tanti nostri giovani - lo guardava con
ammirazione è stato uno scienziato puro, un simbolo di amore per la natura, di
sacrificio, di superiorità. Per chi lo conosceva è stato un amico, un grande
uomo forte e vigoroso, ed ora è un alto ricordo. Il noto poeta e scrittore Pino
Amatiello, nativo di Sciacca e romano di adozione, ha conosciuto personalmente
il grande Angelo e gli ha dedicato una composizione encomiastica, nella quale
traspaiono alcune caratteristiche della personalità dell'uomo e scienziato
catanese. Con movimento di voci alternate d'impronta greca - quella del poeta e
quella del corifeo - si vivono i movimenti in crescendo della vicenda umana e
pubblica di Angelo D'Arrigo.
CINZIA EMMI
La nutizia scattacori
mi la desi lu telegiornali: (LEGGI LA POESIA)
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Pino
Amatiello intervista Alda Merini:
“Se mi danno una laurea
finalmente potrò avere anch’io una
scrivania”
Prima di intervistare Alda
Merini ho visto la video-cassetta, a cura di Vincenzo Mollica, allegata al suo
ultimo libro “Clinica dell’abbandono”, il cui titolo è “Più bella
della poesia è stata la mia vita” (Einaudi Stile libero/Video): lungo
racconto, dove l’autrice recita i suoi versi e parla di sé, insieme a
personaggi che cantano e recitano con lei, come Dalla, Celentano, Nocenzi,
Vecchioni e Nancy Brilli).
Una toccante confessione in cui la storia inizia dalla fine, quando la forza si
spegne, la testa si china sul petto, il coraggio si scioglie in una lacrima…
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