TOSCANA


Il mare ti sfiora 
con delicatezza
le colline come sentinelle.
Nelle città la storia di tutti
nella gente il buonumore.
L'aria profumata 
di vino e olio
bella e unica 
la mia Toscana.

PROFUMO DI TOSCANA
di Vera Ambra

Patrizio Gasperini è nato il 17 Ottobre 1954, a Ravi, frazione di Gavorrano, in provincia di Grosseto. Nella sua amata Maremma è rimasto fino all’età di nove anni. Oggi, sposato con Lucia è padre di due splendide ragazze: Roberta e Cristina. Dal 1963 risiede a Torino, dove svolge la sua attività lavorativa da ben 31 anni alla Telecom Italia S.p.A. 
Nel 2004 esordisce con la raccolta “Nel silenzio sento sollievo”, poesie in massima parte dedicate alla sua terra nativa.
Questo primo assaggio di “frammenti” che hanno segnato i primi anni della sua vita tra i luoghi profumati di vigna e di uliveti della sua Toscana, lo riportano con la penna in mano a sfogliare i momenti così fortemente segnati nella sua memoria.
In queste pagine c’è tutto il sapore di quegli anni che lo hanno formato, e Patrizio ci fa entrare nella sua vita in punta di piedi per farci riscoprire quella precisa e ben identificata dimensione che, se non fosse emersa attraverso la parola scritta, sarebbe rimarrebbe seppellita persa per sempre nella sua mente.
Come una “miniera”, luogo da Patrizio tanto amato, i suoi sono ricordi emergono ad uno a uno assieme a tutte quelle persone che ormai vivono solo nella memoria dei vivi.
«Tutto questo è parte della mia vita: non posso e non voglio cancellarlo». Così asserisce Patrizio nel mentre rappresenta il proprio passato, che così tanto ha inciso nel suo presente e a maggior ragione nel futuro. È il voler lasciare l’impronta del proprio “sentire” la pura forza che ha sconfitto ogni sua paura.
Ed ecco che attraverso queste pagine Patrizio Gasperini ci fa assaporare più da vicino la vita dei “Minatori” di Ravi. Ci porta dentro la loro ormai trascorsa quotidianità, ci fa assaporare l’odore del duro lavoro che a quel tempo gli “uomini con la faccia nera” accumulavano sulle loro spalle. La fatica e la paura del buio veniva condivisa dall’intero paese, che solo la domenica si riuniva alla luce del sole e ai bordi dei tavoli delle loro modeste case. La gioia di stare a casa in compagnia dei propri cari era l’unica gioia che appagava la loro stanchezza.
Con questo nuovo lavoro Patrizio Gasperini mette in risalto uno spaccato di vita che oggi appartiene ad un passato non troppo lontano, ma che tuttavia è presente con tutte le emozioni e le stesse suggestioni.
Solo il pensiero che l’uomo è in grado di riscattare la sua vita attraverso il duro lavoro è stata la componente essenziale per l’autore che, in questo modo, gli ha reso accettabile tutti gli sforzi e le rinunce che nel corso della sua vita ha affrontato, solo così ha potuto sviluppare un amore profondo per tutto ciò che è semplice ed è nella semplicità che vede e trova le certezze della vita, la consapevolezza di sapere di poter contare anche per gli altri. La certezza di mettersi in discussione con tutte le sue forze.
Con quest’opera, quel suo cuore, saldamente piantato nella Maremma grossetana, vibra all’unisono di quelle mirabili visioni, fuse fra i forti fianchi del Monte Calvo, fiera sentinella del borgo di Gavorrano.
Sicuramente ciò che nella città di Torino rimpiange Patrizio è la mancanza della vista dello splendido verde panorama e del vicino litorale dove, durante le vacanze scolastiche, trascorreva l’estate, e più d’ogni cosa il ritmo del tempo che naturalmente scandisce le stagioni nella campagna, incurante della frenesia della modernità città. Ma ciò che appare tinteggiato di forti tinte emozionali è il suo rapporto con i minatori della sua infanzia. Ed è così che attraverso i suoi ricordi quelle centinaia di mani che per anni hanno patteggiato la loro esistenza con le viscere della terra.

Patrizio Gasperini 

È nato a Ravi fraz. di Gavorrano prov. di Grosseto, il 17 Ottobre 1954. Nella sua amata Maremma è rimasto fino all'età di nove anni. Sposato con Lucia è padre di due splendide ragazze, Roberta e Cristina.
Dal 1963 risiede a Torino, dove svolge la sua attività lavorativa da ben 31 anni alla Telecom Italia Spa.
Torino, nonostante il presente difficile e l'incerto futuro, è un città importante, un "frammento della sua esistenza", però l'aria profumata di vino ed olio della sua terra nativa, la Toscana, è rimasta insita nel suo modo di essere.
Punto di riferimento importante da cui, poi, si basano i punti fermi della sua vita sono i "Minatori". Gli uomini con la faccia nera, che trascorrono la maggior parte della loro vita a superare la paura del buio con il sudore e la fatica appagata solo con la gioia del ritorno a casa. Il pensiero del duro lavoro di questi uomini gli ha reso accettabile gli sforzi e le rinunce che nel corso della sua vita ha affrontato e per questo motivo ha sviluppato un amore profondo per tutto ciò che è semplice ed è nella semplicità che vede e trova le certezze della vita, la consapevolezza di sapere di poter contare anche per gli altri. La certezza di mettersi in discussione con tutte le sue forze.
Come ogni essere umano anch'egli ha i momenti di scoraggiamento. I momenti in cui si sente solo con sé stesso. E quando non resiste più, ecco che fa appello alle sue risorse. È il padre la figura che più manca, e a distanza di tempo si rende conto di quante cose gli avrei voluto dire, le stesse cose di cui non aveva mai avuto il coraggio di dirgli.
Tornare indietro nel tempo, agli amici di una volta, agli amici scomparsi. Tornare in quegli anni che nel frattempo sono diventati i pilastri su cui ha costruito la propria esistenza, diventa una forza per attingere una nuova linfa vitale. Allora ritorna alla realtà e sa che quando arriva la sera egli riconquista il suo spazio in famiglia, abbraccia la moglie e le sue figlie e nell'intimità della sua casa ritorna alle cose che ama: la musica, la lettura, la scrittura

Edizione 2005 © Associazione Akkuaria 
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