
Nasce a Palermo, 1927.
Vive e lavora a Monsummano Terme (Pistoia). Laureato in chimica, si
dedica per molti anni all’insegnamento e alla ricerca scientifica,
mantenendo vivo il suo impegno sociale. Giunge alla pittura come
autodidatta ed è subito apprezzato ricevendo numerosi riconoscimenti tra
cui ricordo il Mercurio d’Oro e il 1° Award International nel 2002 e il
Premio Nazionale “Terzo Millennio 2000”.
È autore del libro "Nel grembo di Kronos" , che
fra l'altro ha avuto la candidatura al Premio Nobel per la Letteratura
2006. Il libro è stato scritto perché spinto dalle crescenti e
drammatiche urgenze poste dallo sfascio ambientale e dalle spinte
globalizzanti delle regioni mercantili, dall'insorgere tumultuoso del
ricorso alla violenza, e dal fallimento sempre più evidente sia sul
piano interpretativo, sia sul piano operativo, dei tentativi teorici e
pratici ispirati dalle tradizionali culture tendenti invano a dare
risposte positive ai problemi degli uomini, pone in essere una nuova
interpretazione antropologica del rapporto uomo-natura che parte dalle
teorie evoluzioniste della storia delle diverse specie biologiche e
dalla teoria dei sistemi complessi, e previene ad un saldatura con le
più moderne acquisizioni della meccanica quantistica e dalla teoria
relativistica dei campi.
Tale nuova interpretazione permette di pervenire ad una teoria
ambientalista, e dunque sociale e politica, capace di porre in essere
un'alternativa all'attuale civiltà foriera di oscure e drammatiche
previsioni.
Con
la sua arte pittorica ha da sempre dimostrato il suo amore per la natura
e per l'equilibrio che l'uomo deve mantenere perché? questa non venga
turbato il nostro patrimonio ambientale. Conosciuto oggi
a livello internazionale come il pittore «dai caratteri solari e
coloristici spiccati», impiega i colori delle Odi oraziane, cariche
dell’azzurro cielo, del blu mare, del rosso tramonto e, soprattutto, del
caldo giallo solare. Il paesaggio e l’attualità sono i suoi temi
preferiti e il suo curriculum figurativo si costruisce su una variegata
scelta di soggetti paesaggistici; tipica del suo repertorio è, infatti,
la realizzazione di dipinti che non si ripetono mai: la natura costruita
dall’uomo, regolata da campi e filari ma anche quella più selvaggia
delle marine e degli orizzonti a perdere. Sono protagonisti del suo
‘cursus’ artistico non solo i paesaggi ma anche l’attualità, con quadri
che gridano la storia, esponendone contraddizioni e tragedie. Nobile
offre, in ultima analisi, soluzioni poetiche al travaglio esistenziale
come nel quadro L’ uomo prigioniero di sé la cui riproduzione è stata
inclusa nel volume “Lunga vita a sua Santità Giovanni Paolo II”. Il
maestro, siciliano e toscano di adozione, che nella sua arte coniuga il
fuoco, l’ardore, la creatività dell’isola con la serenità, il verde, il
genio della Toscana, si differenzia dai paesaggisti per il suo tocco
inconfondibile che fa parlare Paolo Levi di “Sentimento del paesaggio”,
un’emozione arcaica ed intima. La sua arte è caratterizzata da
colorazioni vivaci e da un impiego corposo dell’olio con pennellate
ricche di materia. La sua sensibilità si accompagna ad una precisa
conoscenza tecnica che rispecchia la sua professione di scienziato,
insegnante al Politecnico ed ora in pensione.
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