Minella
Gandolfo
Nasce nella Catania barocca il 2 Agosto
del 1971. La brillante formazione scolastica all'istituto
d'Arte di Catania nella Sez. Arredamento (1985/1990) getta
le basi tecnico-artistiche della fantasiosa artista che,
sin dai primi anni, si fa notare anche con riconoscimenti
e premi in Manifestazioni artistiche extrascolastiche,
gareggiando con pittori locali affermati (3° posto
"Estemporanea di pittura a S. Giovanni Galermo"
nel 1986, 2° posto nel 1987; segnalazione Giuria
"Estemporanea di pittura" nel 1988).
All'età
di 16 anni realizza con le proprie mani la prima Scena
teatrale nell'ambito estivo di un Campeggio privato, per
la rappresentazione verghiana "La Cavalleria
Rusticana"
La
passione per Arte, Architettura ed Artigianato sono il
propulsore per innumerevoli iniziative lavorative che,
negli anni '90, formano la poliedrica e camaleontica
Artista (disegno dal vero, pittura, scultura, architettura
d'interni ecc...
Dopo
aver conseguito il Diploma di Maestro d'Arte all'Istituto
d'Arte di Catania (1990), sotto insistenza della famiglia,
intraprende gli Studi Universitari in Scienze Sociali, lontano
dal mondo creativo dell'Arte e nel frattempo s'impiega,
per mantenersi, in un'Azienda pubblicitaria (1991/1992)
ricoprendo, in breve tempo, il ruolo di responsabile del
Reparto Grafica. Ma, dopo due anni, dà un colpo di spugna
a tutto quello che non rappresentava altro che la fine di
una "passione innata"; decide di ritornare sui
suoi passi ed intraprendere gli studi artistici
all'Accademia di Belle Arti di Catania nel Corso di
Scenografia. Questa scelta fa uscire fuori l'anima e lo stile
dell'artista, ormai donna che, in quegli anni a seguire,
diventa un'inarrestabile vulcano di idee creative,
materializzate negli studi e nei lavori extra-accademici.
Nel
1997, diventando migliore allieva
dell'illustre critico d'Arte Prof. Francesco Gallo,
consegue il Diploma di Laurea in Scenografia con vot.110
su 110 e lode, presentando una Tesi di laurea dal titolo
"Le mura di Catania da Carlo V fino ai nostri
giorni", la quale diventa, in breve tempo, oggetto di
studio da parte di storici dell'Università di Catania e
dell'Amministrazione Comunale di quegli anni che, prende
spunto rivalutando reperti archeologici inaccessibili ed
antichi tracciamenti urbanistici.
Nello
stesso anno (1997) vince una gara d'appalto per la
realizzazione di un plastico del monte Etna in versione
fumettistica (dim.160 x 140)cm, per l'Azienda Autonoma
Provinciale di Soggiorno e Turismo di Nicolosi. Dopo sei
mesi di lavoro interamente manuale, la gratificazione è
grande, non solo per gli apprezzamenti ricevuti, ma anche
per la riuscita artistica del prodotto.
Il
1997 è un anno d'oro per l'Artista, che organizza subito
dopo aver completato gli studi accademici, una mostra
Collettiva di Fotografia, dal titolo "Dimensione
Artem", in un periodo, per altro, culturalmente
ricco, in cui l'Assessorato competente del Comune di
Catania metteva a disposizione, gratuitamente, spazi
chiusi affinché giovani artisti potessero esprimersi.
Questo evento si ricorda tra i più stimolanti di
quell'anno anche nel settore professionistico.
Nell'anno
1998 sulla scorta del successo della Mostra Fotografica
dell'anno precedente, organizza un'altra Collettiva, la
prima Mostra Collettiva di Scenografia, presentata a
Catania, dal titolo "... Di Scena". Questo
evento, tra lo stupore di tutti i docenti e dirigenti
dell'Accademia di Belle Arti di Catania, si ricorda tra i
più belli di quell'anno ed unico nel suo genere.
Il
1999 è invece l'anno delle decisioni importanti, della
voglia di mettersi in gioco in una città ormai naufragata
verso una politica in declino, con pochi spazi per la
Cultura e l'Arte e con una disoccupazione giovanile sempre
più crescente, ma con la voglia di proporsi.
Dedica
l'energie a pensare ad un progetto personale, creando e
trasformando piccoli oggetti d'arredo d'uso quotidiano, in
gradevoli opere artistico-artigianali e nel frattempo a
prepararsi per il Concorso Abilitante all'insegnamento
scolastico nella scuola media e superiore. Questo anno
diventa proficuo per le scelte a venire e per il
superamento del Concorso abilitante.
Dalla
ricerca embrionale di una nuovissima e geniale "idea
creativa", nell'anno 2000 nasce e si materializza la
propria Azienda individuale Artistico-Artigianale dal
marchio inconfondibile MG di Minella Gandolfo. Nel 2000 inventa " Lampada in pietra
lavica", lava leggera e porosa scolpita a mano e, con
il proprio marchio lancia il manufatto, in anteprima alla
Fiera "Vitasana " di Roma.
La
Lampada in pietra lavica è un successo.
Nel
febbraio 2000, questa viene pubblicata in una Rivista
mensile importantissima, a
carattere
nazionale, "AD" Condénast. Il prodotto lapideo,
venduto come oggetto d'arte più che come lampada, si
arricchisce di un campionario base, ma sia per la
difficile lavorazione che per la onerosa reperibilità
della materia prima, viene interrotta la produzione e
rimase una esigua Collezione di esemplari unici, poi
venduti in tutta Europa in appuntamenti fieristici e
soprattutto presso una Galleria d'Arte di Taormina.
Dopo
la splendida esperienza della lampada in pietra lavica,
concentra tutte le proprie forze verso la
trasformazione del complemento d'arredo usato (rimanipolato
con tecniche artistiche e stilistiche) in pezzi d'arredo
unici e non ripetibili. Questa produzione diventa con gli
anni un vero diamante dell'Artigianato locale. Difatti nel
2002 l'acquisto di una piccola bottega, in pieno centro
storico di Catania, diventò il punto di riferimento di
una clientela borghese di ceto sociale medio-alto che,
commissionò all'Artista artigiana il proprio arredo
d'arte, fornendo mobili, oggetti e quant'altro avesse
ormai in disuso o da rivalutare.
«...
la mia bottega nasce con la forte motivazione di voler
esprimere, attraverso i propri manufatti
artistico-artigianali, personalità, stile ed artisticità,
che si sviluppa attraverso una ricerca, sperimentazione e
manipolazione di oggetti vecchi e nuovi o creati ex novo.
Il forte attaccamento a ciò che è tradizione, cultura,
classicità e sicilianità lo s'intende trasmettere in
tutti quegli oggetti d'arredo d'uso comune che vestono
tutte le nostre case. L'oggetto comune può diventare arte
o espressione di una propria idea creativa, che vuole
rimanere autentica con le sue "imperfezioni
artistiche" uniche ed irripetibili.
Minella Gandolfo».
I
prodotti artistico-artiginali creati sono il frutto di una
ricerca impegnata continua, in particolare quella più
interessante è stata eseguita sull'architettura dei fregi
Barocchi dei monumenti più belli di Catania che si
ritrova in moltissime Collezioni realizzate (lampade e
piccoli pezzi d'arredo) e sulle pitture siciliane
seicentesche di figure votive religiose.
L'Artista,
partecipa a diverse Fiere artigianali riscotendo un largo
consenso commerciale per l'originalità dei prodotti
presentati.
Nel
2003 l'Artista viene coinvolta, con i suoi
prodotti artistici, ad arredare anche scene teatrali.
Nasce in particolare una stretta collaborazione con il
"Teatro IN" di Catania, quest'ultimo un piccolo
palcoscenico per attori emergenti di prosa e per
rappresentazioni teatrali impegnate e sperimentali.
L'anno
2004 segna la voglia di osare dell'altro, d'altronde il cambiamento e la poliedricità
diventano il percorso naturale per la sua maturità artistica,
caratterialmente calzante e per chi l'ha seguita sin dall'inizio della
carriera artistica.
Decide
di orientarsi e di specializzarsi verso un settore che ama
fin da quando era bambina "il gioiello".
Lavora
a questo progetto anima e corpo, producendo da sola e
soltanto con le proprie mani, una gran quantità di gioielli con una naturalezza e creatività
impressionante. Decide persino di cambiare anche il
marchio della sua impresa individuale che conia con il
nome "MINAFART".
L'idea
del progetto "MINAFART" ha radici lontane come
racconta l'artista stessa:
«... tutto iniziò quando
la mia bisnonna decide di abbandonare, il suo paese
Capizzi, situato in mezzo alle montagne del messinese, per
andare in America. lasciò tutto e sfidò il destino.
negli Stati Uniti aprì una sartoria che ebbe successo.
quando tornò in Italia portò con sé tantissima
bigiotteria, zirconi, cuori argentati, spille, collane,
che io ammiravo e tenevo fra le mani, quando sorse in modo
spontaneo la passione di riutilizzarli e di valorizzarli.
Come? Attraverso un lavoro paziente di rifinitura in cui
il pezzo unico viene trasformato in qualcos'altro. Per
fare questo utilizzo le filigrane, le passamanerie, i
colori, le organze ed ecco che una perla, un'ametista, un
semplice sasso colorato diventa un monile, così come un
pezzo di pietra lavica può essere trasformato in una
lampada o in una abat jour, o uno sgangherato comodino in
un pregiato pezzo d'arredamento. Un metodo di creazione
che si ispira alla filosofia greca, secondo la quale tutto
si crea e nulla si distrugge».
Nel
Maggio 2004 l'illustre giornalista Luciano Mirone,
affascinato dal talento della giovane artista pubblica un'intera
pagina sul
periodico di attualità, varietà, sport e costume
"L'Informazione", dal titolo: "le Creazioni
di Minafart".
Con il gioiello minafart
concorre a una rigida selezione insieme ad altri artisti
artigiani del settore, per poter entrare nella ristretta
rosa degli standisti partecipanti alla Mostra Artigianale
di Taormina (Estate 2005), riuscendo ad imporsi come
prodotto artistico di alto spessore creativo ed
innovativo. Ella, stimolata dall'atmosfera
della turistica ed europea Taormina, riusce a creare
anche davanti ai visitatori, modelli elegantissimi, tanto
da essere apprezzati anche da operatori del settore
teatrale.
Parallelamente
dedica anche attenzione al ruolo scolastico,
inserendosi in una Scuola paritaria per insegnare materie
artistiche a ragazzi disagiati ed appartenenti a famiglie
poco abbienti. La grande generosità, professionalità ed
originalità non comune della professoressa artista,
conquista anche i ragazzi più indisciplinati e
difficilmente recuperabili. L'insegnamento non solo
scolastico, ma di vita, che profuse agli alunni divenne,
in breve tempo, punto di riferimento per tutto l'Istituto
scolastico "El Roy" di Misterbianco (CT). Diventò
promotrice di iniziative concorsuali nell'ambito della
propria materia scolastica in selezioni provinciali e
nazionali, uno dei quali raggiunse, nella cartellonistica
a tema, il 1° posto in classifica tra numerose scuole
partecipanti, nell'anno scolastico 2004/05.
Nell'Anno
2005, l'Artista scoperta per caso dalla Presidentessa Vera
Ambra dell'Ass. Akkuaria, iniziò una collaborazione di
grande interesse artistico, creando nuove linee di
gioielli pregiati, in puro argento cesellato a mano ed
altre il filo d'argento con incastonatura di gemme pure
(ametiste, quarzi, occhio di tigre, lapislazzuli ecc...).
Per
l'Artista l'Ass. Akkuaria diventa il "Nuovo
presente", nella quale ella crede possa spendersi
molto in termini di "percorso artistico"
progettuale ed operativo. Alla fine dello stesso anno
(2005), partecipa ad un Evento culturale promosso da Vera
Ambra dell'Ass. Akkuaria svoltosi nella Libreria
"OTIUM" di Catania, dal titolo: "Tra
Bellezza e Vanità", presentando la nuova linea di
gioielli in argento ispirata all'elemento acqua. Le sue
creazioni sono presenti
All'inizio
dell'anno 2006, l'artista avvia anche l'Esercizio del
B&B nella propria residenza, ubicata ai piedi del
Vulcano Etna, arredando con prodotti artistico-artiginali
l'unità abitativa destinata agli ospiti turisti,
segnalata tra le prime ed originali strutture del settore
per la Provincia di Catania.
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