Sulle tracce di Mamma Lucia
Lettera aperta di Vera Ambra

 

 

UN ANNO A CAVA DE'TIRRENI
 

 

 

Era la sera del primo gennaio del 2006, quando mi ritrovai – in compagnia di Raffaela Mazzotta che nel 2005 ha lasciato Pagani per trasferirsi a Catania, dove ha aperto la Libreria Otium – a passeggiare sotto i portici di Cava de’Tirreni.

L’atmosfera affascinante creata dai bei negozi illuminati a festa; la bellezza del verde aereo dei vasi di piante che pendevano ad ogni arco e per finire le note di una musica che melodiosa ritmava da un lato la pioggia che veniva giù copiosa e dall’altro i nostri passi.

Ci siamo addentrate tra le viuzze dolcissime che come zucchero filato si snodavano davanti ai nostri occhi e la quantità di Presepi meravigliosi che con ogni genere e specie mi riportavano a tempi ormai dispersi della memoria della mia infanzia.

Fu così che arrivai nella piccola piazzetta del Purgatorio, quel luogo mi colpì parecchio tant’è che dissi subito a Raffaela, che a Cava si doveva proporre “qualcosa”. Era una Città colma di quella magica energia che nel frattempo mi stava legando ad essa, senza sapere il perché.

Infatti, a fine gennaio, ci presentammo nei locali dell’Azienda di Soggiorno per proporre la nostra iniziativa e qualche giorno dopo fummo in grado di prospettare un’iniziativa che fu accolta con grande entusiasmo dal Dott. Umberto Petrosino, Amministratore dell’Azienda, che ci propose di visitare i Locali di Santa Maria del Rifugio. Di conseguenza presentammo le necessarie richieste negli Uffici dell’Amministrazione Comunale (allora commissariata) e demmo così immediatamente il via all’organizzazione della nuova tappa del nostro “Viaggio tra le vie dell'Arte” iniziato nel 2000 a Catania e che da allora ha già attraversato in lungo e in largo tutta l’Italia.

Per rendere omaggio alla Città che con gran coinvolgimento ci aveva accolto e che a breve ci avrebbe ospitato decidemmo di dedicare la nuova edizione della Rassegna a qualcuno dei “Personaggi” cari a Cava.

Fu così che la scelta cadde su Lucia Apicella e la Madonna dell’Olmo. Due donne a confronto: l’umiltà e la santità. I particolari che maggiormente colpirono i miei interessi nei confronti di Mamma Lucia, fino a quel momento per me “sconosciuta”, furono la sua “innocenza” e la sua “incoscienza”. Due qualità che al momento in cui – nella forma più genuina – si completano e coesistono - danno vita ad una particolare esplosione di vita: non può esserci “innocenza” senza “incoscienza” e viceversa. Questa è una qualità che noi tutti abbiamo, ma che, una volta superata la barriera della fanciullezza, irrimediabilmente si perde e, senza volerlo, spendiamo poi tutta la vita per tentare di recuperarla. Invece, “Lucia Apicella” aveva mantenuto intatta questa qualità e nonostante fosse passata anche lei per le maglie della vita, non era stata intaccata.

I due mesi che seguirono il nostro ritorno a Cava, furono frenetici e la scadenza dell’evento giunse in men che non si fu detto.

La prima persona che incontrai, appena ritornata a Cava fu Mario Galdi, Direttore dell’Azienda che, a dir il vero, dimostrò immediatamente nei nostri confronti un’accoglienza e una straordinaria disponibilità.

Durante la permanenza a Cava mi resi conto del modo in cui questa piccola, ma straordinaria donna del passato che tutti chiamavano Mamma Lucia, e le cui gesta hanno continuato a segnare il tempo, potesse essere, un fulgido modello di vita in un momento così difficile e confuso come quello dei giorni d’oggi, un esempio che sarebbe potuto diventare, specie per le giovani generazioni - l’esempio di quelle persone, il cui forte valore dei loro animi ha reso immortale i loro nomi.

Però, forse, a spingermi maggiormente all’approfondimento e alla conoscenza di questa persona, fu la mia innata curiosità, per questa ragione il 9 maggio del 2006 durante l'affollatissima conferenza stampa tenutasi nella Sala Gemellaggi del Palazzo di Città, alla presenza di Mario Galdi ed Umberto Petrosino, rispettivamente Direttore ed Amministratore dell’Azienda di Soggiorno e Turismo di Cava de’Tirreni; Antonio Reppucci, Commissario Straordinario del Comune di Cava de’Tirreni; Maurizio Durante, Dirigente del I Settore-Affari Generali, Pellegrino Gambardella, Direttore dell’Ufficio Scuola dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni. E dei numerosi dirigenti scolastici degli istituti cittadini, anticipai la nostra intenzione di indire un “Concorso di idee” ispirato alla “pietas” di Mamma Lucia. Un progetto finalizzato ad un percorso didattico ed aperto agli istituti scolastici, alle associazioni socio-culturali ed agli operatori culturali cavesi.

Ed eccoci qui con “Opere e Parole”! Con quelle sue “parole”, rimaste incise nella fronte e nel cuore di tanti cavesi..

Eccoci di nuovo qui: in quest'oasi felice di Cava, una città che esprime “qualità” e “disponibilità”. La tanta che personalmente ci è stata assicurata da S.E. Mons. Orazio Soricelli, Arcivescovo di Amalfi-Cava de’Tirreni,  dal Dott. Luigi Gravagnuolo, Sindaco di Cava,  naturalmente dai dirigenti e dal personale dell’Azienda Autonoma e dai Dirigenti Scolasti e Insegnanti che hanno aderito all’iniziativa.

 

 Vera Ambra                    

 

 

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