Omaggio alla 26enne Luisa Saggese
Si è aperta la mostra
"Profumo di Giovinezza"
NOCERA INFERIORE - Si è aperta ieri sera, al Punto Einaudi di via Matteotti, la
mostra fotografica "Profumo di giovinezza", dedicata a Luisa Saggese, artista
dello scatto prematuramente scomparsa a soli 26 anni. L'esperienza fotografica
della Saggese, vissuta tra Roma e Parigi, è rappresentata da paesaggi, scorci
architettonici, still-life, gli amici e i luoghi che l'hanno emozionata e
sorpresa nella sua breve apparizione sul palcoscenico della vita. «Ordinare in
una mostra questi scatti - si legge sul sito dell'associazione Akkuaria, che ha
promosso l'evento -, fino a ieri appunti visivi e oggi struggenti ricordi,
significa da un lato sottolineare quell'aspetto della fotografia fortemente
legato alla sua capacità di scrittura intimista che a volte, come in questo caso
può sostituire per essenzialità, la parola scritta; e dall'altro mettere in luce
quel talento fotografico che non ha bisogno di scuole e che molto spesso alcuni
di noi si portano dentro come un dono speciale ...
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Magia dell'infanzia
"Venite al circo"
In quel luogo dell'universo infinito chiamato Terra un giorno avvenne un miracolo, un evento inaudito, unico: arrivarono i bambini!
Da allora, di giorno e di notte, nella gioia e nello stupore, nella paura e
nell'incanto arrivano i bambini nelle campagne. nei continenti lontani, sulle rive
del mare. nei paesini sperduti, nelle città, nelle grotte e nelle case dei
re. Arrivano ricchi o poverissimi. sfortunati o felici, sani o malati. Sono accolti tra le
braccia della madre, sono abbandonati e indifesi. Arrivano inconsapevoli della loro sorte e aprono gli occhi sul mondo. Sono coccolati o violentati,
conoscono il gelo della notte e il calore del sole, le gioie del gioco e il pianto
della lame, amano gli animali, le piante e i fiori.
L'infanzia è un mondo misterioso: viene vissuto e poi dimenticato.
I bambini se ne distaccano con grande difficoltà, ma il tempo è inesorabile e li fa
crescere e crescere e dimenticare...; L'incanto si altera e si perde... si trasforma.
Non tutti però restano abbastanza a lungo da diventare grandi, adulti e poi vecchi: non vogliono abbandonare quel luogo fatato, non vogliono conoscere
altro...
Scelgono di fuggire, di andarsene prima. Diventare grandi e adulti e poi vecchi è forse troppo faticoso??? Qualche volta e un destino. È forse una
scelta inconscia andar via così presto?''.
C'era una volta una bambina di nome Luisa. Perdutamente amata dai suoi genitori Salvatore e Maria. Aveva otto anni. era biondina e sensibile, intelligente. Aveva grandi occhi celesti e parlava francese: decise di scrivere un libro
con tanti disegni a fumetti per raccontare a suo modo la vita di un circo.
Il caso me l'ha fatta incontrare più tardi. Era ormai in quell'età in cui i giochi e i sogni dell'infanzia si allontanano e si vanno trasformando in qualcosa d'altro. Non era più una bambina. Fra già una donna.'' Luisa mi apparve piena di fascino, una ragazza bella, aitante, fragile e volitiva, anche triste e temeraria, sorridente e dolce, ironica e... fuggitiva. Dovevo farle un ritratto.
Velocemente. in quel breve incontro dovevo imprimere nella mia memoria i suoi
lineamenti, dovevo cercare di penetrare il suo mistero. Una donna?, ma forse sempre una
bambina. Nei suoi occhi, ora lo so, c'era ancora la grazia infantile di quando
aveva otto anni e c'era anche l'ineffabile invito del suo libro. «Venite al
Circo» è un invito a tutti, ma allora, un rimpianto per lei. la sua nostalgia, il ricordoesclusivo del paesaggio della sua infanzia.
Io quell'invito adesso l'ho accolto. Ci sono entrata nel suo libro! Luisa mi conduce per mano e mi fa arrivare sotto la tenda blu senza pagare le 4500 lire del biglietto. È veramente un circo fantastico! I personaggi bambini sperimentano avventure stimolanti in mezzo agli animali davanti
a un pubblico strano ed attento. Vivono tenere storie d'amore a lieto fine, superano piccoli incidenti che risolvono
felicemente. Intraprendono viaggi.
Diventano molto ricchi. Si vive bene lavorando nel Circo!
Incontro Katia e il suo cavallo, il funambolo Pascal e Vassila, la ballerina sui pattini, il maldestro domatore di cani con le sue majorettes, le negrette Jeanne e Barbara. Conosco tanti tanti altri artisti bambini e le loro meravigliose
esibizioni. Mi perdo nel tempo e nello spazio, giro il mondo in nave e in aereo e mi
ritrovo in Svezia, in Francia, in Italia, in Africa e mi sembra di diventare ricca come loro.
Potrò mai dimenticare il cavallino che si rompe una gamba,
l'elefantino al guinzaglio, il grande cane-gatto, il cavallo-cammello, il coniglietto triste e l'asino Briquelebrì? Mi resta nel cuore la piccola
Luisa del fumetto, ristabilita dall'impossibilità di camminare dopo l'operazione, che sul suo cavallo gridava: viva la libertà! Mi commuovo alla
storia di Odile e Denis: li vedo partire per l'Australia in luna di miele e li vedo arrivare al lago dell'Amore.
«Venite al Circo» è un piccolo capolavoro.
Luisa una bambina di otto anni. un'Artista? Sì! Il suo modo di evocare è raro. Il suo disegno è bellissimo, desueto, unitario, essenziale, ingenuo e adulto.
Con le poche parole dei fumetti ha il potere di smemorare, di dilatare i tempi e gli spazi, di sedurre e aprire la porta, per chi è capace di varcarla, da cui si può intravedere quel dimenticato mondo che si chiama infanzia.
Stefania Guidi
Scultore e incisore
Il tempo ritrovato
Quando ho aperto il libro-fumetto di Luisa. mi sono profondamente commossa. Sua madre me l'ha regalato a nome della nostra amicizia, perché io potessi conoscere un lembo del suo passato, una " tranche de vie" in cui sono stata coinvolta, a mia insaputa, molti anni fa.
In un primo momento la lettura di questo libro mi ha sbalordita. Conoscevo il dono di Luisa per il disegno, ma non sospettavo che fosse stata capace, a soli
otto anni. di creare un'opera così vivace, così poetica, così perfetta. In effetti, la precisione del tratto, il senso dello scorcio e della prospettiva, il movimento
dei personali e degli animali di ogni genere che convivono in questo microcosmo armonioso, la loro distribuzione nello spazio, tutto rivela l'intuito della
realtà e la percezione serena del mondo.
Come ben dice l'artista Giosetta Fioroni:
«I disegni di Luisa ad otto anni sono particolarmente suggestivi.
C'è un'abilità che racconta assieme alla ingenuità infantile anche una malizia espressiva rara a quell'età.
C'è l'idea della narrazione, la conoscenza del fumetto e un'immaginazione precoce e scatenata.
Tra le immagini che io trovo più belle ci sono quelle degli animali: cavalli, elefanti resi simpaticamente umani.
Come pure un infinità di piccole figure, soprattutto femminili, con una rara mimica tenuemente malinconica ».
Poi. andando avanti nella lettura, sono stata sconvolta nello scoprire una eroina che non è altra che la sottoscritta, il "mio personaggio. "Madame Spazzolini" citata più volte, ora conduttrice del gioco, biondissima e minuta, ora trasfigurata. - "Odile è una sirena - e sempre presente.
All'epoca in cui ha scritto questo libro-fumetto. Luisa era mia allieva al Liceo Chateaubriand ed eccelleva in tutto. Durante tutto l'anno scolastico, passato in un aula della splendida Villa Strohl-Fern Luisa spiccava nella classe con la sua intelligenza e la sua modestia. Attenta ed introversa, solida e curiosa, era una scolara facile ma, a volte, s'impennava come un cavallo... Rivedo ancora i suoi occhioni celeste scuro, sognatori, che parlavano per lei, vedevano lontano, al di là del momento che stava vivendo nella scolaresca rumorosa, occhi profondi da adulto meditabondo. Infatti, Luisa si esprimeva poco con le parole. Mi dava l'impressione di vedere tutto, di sapere tutto e di aspettare pazientemente che anche i compagni di classe imparassero quel che aveva capito subito.
Serbo quindi il ricordo del suo sguardo complice alzato verso di me, dei suoi silenzi e, a volte, dei suoi sorrisi smaglianti.
Mai, però avrei immaginato di essere per Luisa così importante: non ero minimamente consapevole di esercitare su di lei una tale influenza da "essere messa nel suo libro", - come diceva il grande Marcel Proust dei personaggi veramente esistiti ch'egli trasfigurava nella "Recherche du temps
perdu" - , da recitare una parte così importante, partecipando grazie a Luisa alla vita di quest'incantevole finzione letteraria infantile.
Infine,
«Venez au Cirque » è per me la scoperta dello spirito di
una bambina, e della fantasia scatenata elle la anima; quella del tempo che Luisa ha ricreato fissando sulla carta le belle avventure dei suoi personaggi che erano in realtà i compagni di classe, i suoi amici d'infanzia e che portano i loro nomi.
Questo tempo misterioso dell'infanzia, presentato qui in una "franche de vie" ludica e seria, resterà per sempre la proiezione luminosa della forte personalità di una bambina eccezionale sul mondo che la circondava.
«Venez au Cirqne» e il tempo felice che Luisa ha vissuto, e, per me. il "tempo ritrovato" che lei offre, al di là della sua scomparsa, a tutti quanti l'amarono e a quelli che la leggeranno per conoscerla e, anche loro, amarla.
Odile Spazzolini Lasbats
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