ANGEL
Apparso come
una figura quasi incorporea che guida i protagonisti di "Nella
memoria del cuore" attraverso un viaggio temporale e sensoriale,
Angel ora è protagonista assoluto del romanzo che ne accompagna le
vicende a partire dalla nascita. La sua formazione sentimentale, gli
amori, il "dono" di immergersi nel passato e nel futuro, la
straordinaria e numerosa famiglia sono rivelati al lettore con un
ritmo coinvolgente e che appassiona per la varietà dei sensi
coinvolti.
L'olfatto, che restituisce i profumi e gli odori legati alle fasi
della vita; il gusto, con la descrizione delle "opere
michelangiolesche" che Angel crea per i suoi amori; l'udito,
solleticato dalla musica e dai suoni della natura.
Un romanzo plurisensoriale che è accompagnato da un breve ricettario
fantasioso ma che, principalmente, affabula con le mille sfumature
dell'universo dei sentimenti.
"Angel fu partorito in una alba silenziosa e serena, nella casa
dei nonni, a Sorrento, nel lettone che aveva ospitato gli abbracci
dei genitori della madre, e le nascite che avevano originato la
loro numerosa prole.
Era il 4 di un agosto splendido, appena cominciato, ed era sabato.
Sua madre e le sue quattro sorelle lo accolsero con soddisfazione e
meraviglia, convinte che il padre, finalmente, sarebbe stato
contento di aver generato un maschio, carne della sua carne, fatto a
sua immagine e somiglianza.
Elena amava
molto quel marito ombroso e irritabile, che riusciva a darle amore
e dolore con eguale intensità e teneva costantemente a distanza le
figlie che l'adoravano ma temevano le sue collere esplosive.
Quattro ne avevano messe al mondo, in pochi anni e molti momenti di
passione mista a rabbia e sofferenza, e le avevano segnate con i
nomi delle tante femmine della famiglia di lui: Marta, Rebecca,
Elisa e Chiara.
La speranza
del padre era che diventassero mogli emadri come loro, visto che
altro non potevano essere, quella di Elena , invece, che fossero
felici e amate."
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Nella memoria del cuore
Per Angel, Napoli è come il
ventre materno: caldo, accogliente,pieno di sorprese e di nutrimento per
l’anima. Quando ne percorre
le strade tocca con lo sguardo le case, i fregi, le finestre e sfiora
volutamente le persone perché sono parte integrante della
città che smette di essere luogo e diventa vita. Oggi sta camminando per Via Toledo, una delle zone più cariche di
suggestioni che sempre gli trasmette impulsi intensi ma
che ora, in questo pomeriggio luminoso che modifica il profilo delle
cose, gli racconta una storia antica. Mentre i passi si susseguono la gente intorno cambia faccia,l’aria ha un
odore diverso, di umanità poco pulita, di orina, di
fritto, ma anche di pesce e verdure colte al mattino presto e portate a
vendere in città. Angel cammina, ma è come se fosse solo occhi per vedere,naso e orecchie
per sentire i profumi e i suoni, le urla che arrivano
da lontano portate dal vento del mare. Ci sono venditori ambulanti
accalcati nei vicoli stretti che salgono ai quartieri spagnoli e
tra le bancarelle passano soldati dalle facce dure che girano a
gruppetti.
Il popolo è sotto controllo, molti giacobini napoletani
sono stati arrestati e altri si sono allontanati da Napoli in segreto. Mentre la Vicaria è piena di carcerati, i poveri, i lazzari, sono felici
in maniera elementare: se possono mangiano, lavorano se
ne hanno voglia o necessità, le donne continuano a fare figli che poi
crescono come gattini randagi per le strade. Al vociare da mercato ogni tanto si aggiunge l’eco lontana di scontri, o
qualche colpo di pistola, ma sembra che non debba interessare
le persone che stanno intorno ad Angel, che ormai ha capito di essere in
un tempo che non è quello in cui vive di solito. All’improvviso nella folla di persone che gli sciama intorno vede
Alessandra, affannata, con i grandi occhi allucinati, che
cammina a passo spedito ed è diversa da come lui la conosce. È bellissima, di una bellezza antica, ha i capelli sempre rossi ma molto
più lunghi di quanto li porta ora, è spettinata, vestita in
maniera umile, ma è illuminata da una specie di luce. La vede avvicinarsi ad un vecchio e massiccio portone, è un palazzo
signorile e appartiene ad una delle famiglie in vista a Napoli,
e battere alcuni colpi con la mano stretta a pugno. Si forma uno spiraglio, quando il battente viene aperto e, mentre
Alessandra si infila in quello spazio, Angel fa in tempo a vedere
che all’interno c’è il meraviglioso sorriso di Francesco... |