Vera
Ambra e la narrativa poetica
Nettuno: la cultura al Forte Sangallo
di Aldo Volpini
Qualche tempo fa, in occasione della presentazione del nuovo libro di
Roberto Sannino (in arte Iago), all’interno della serie di
manifestazioni culturali denominate “Un tè al Forte”, abbiamo conosciuta e
presentata una signora molto particolare: Vera Ambra, Presidente della
AKKUARIA di Catania, casa editrice del libro appunto, di Iago.
Descrivendola, si era sottolineato che la patron della Organizzazione si
occupa, tramite quest’ultima, della pubblicazione delle opere letterarie dei
“figli di nessuno”, ossia di coloro che non sono
affiliati-asserviti-nipoti-parenti-amici-figli di, alle Case Editrici di
alto lignaggio. Questo fa onore a chi vuole difendere la Cultura, che ormai,
grazie a trasmissioni di alto livello appunto, culturale, come il grande
fratello ecc., ecc., è diventata null’altro che un passatempo episodico di
individui pseudo-intellettuali di matrice post sessantottiniana.
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IL CANDORE E LA PUREZZA DI INSABEL
di Sonia Pozzoni
“Il mio nome è Insabel. Non so cosa vuol dire il mio nome. In breve,
potrei darvi una spiegazione, più che altro per convincere me stessa.(…)
Eppure, pronunciandolo, quante volte mi sono divertita a cercare un
suono che svelasse l’arcano significato di queste tre sillabe: In-sa-bel.
È un nome che potrebbe significare: entrare nel sapere delle cose belle.”
Il nome è importante, ci contraddistingue dalla nascita, ci accompagna
per la vita. Viene sussurrato dal nostro partner al telefono o
nell’intimità.
Con queste parole, con la spiegazione del suo nome, la protagonista si
presenta a noi, svelandoci tutto del suo mondo: dal modo di pensare al
modo di sognare, fino all’intimità che ci dona senza riserve, come ha
fatto con Fausto, compagno e amante di poche notti trascorse insieme, ma
che hanno lasciato un segno indelebile nella mente e nelle emozioni di
lui tanto da parlarne, a distanza di tempo, alla sua nuova compagna di
letto e di vita: Giulia...
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COMMENTI DEI LETTORI
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Ciao Vera, ho finalmente
avuto il tempo di leggere il tuo "Insabel".
E' un libro bellissimo che
lascia in chi lo legge la sensazione di essere spettatore di un
sentimento speciale ed eterno, della dolce malinconia di un rimpianto
che non vuole trasformarsi in rimorso. L'accettazione apparentemente
passiva di una storia che "doveva andare così", lascia nei protagonisti
dei segni profondissimi, indelebili e soprattutto ineguagliabili da ogni
storia futura. Dopo averlo letto rimane l'amaro in bocca, si è costretti
ad immedesimarsi nella malinconia di Fausto e Insabel e magari
consolarsi con una frase del grande Garcia Marquez: "Non piangere perchè
qualcosa finisce, sorridi perchè e accaduta".
Complimenti vivissimi.
Vittorio Frau
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Paola
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Daniele
Molto stile "Vera
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