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Rodolfo Valentino
 

 

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Quella di Rodolfo Valentino potrebbe essere paragonata ad una di quelle favole classiche dai risvolti tristi, ma anche, allo stesso tempo fatta di sorprese e colpi di scena che hanno permesso ad un "giovinetto" ambizioso, con tanti sogni, di partire da un piccolo paese dell'Italia Meridionale, di arrivare in AMERICA, il palcoscenico per eccellenza dove qualsiasi artista sognava di accedere.

L'INFANZIA
Rodolfo Alfonso Raffaello Filiberto Guglielmi nacque il 6 maggio 1895 a Castellaneta, in provincia di Taranto, da Giovanni Guglielmi (Martina Franca 1853 - Taranto 1906), ex capitano di cavalleria divenuto medico veterinario e da Beatrice Bardini (Castellaneta 1870 - Francia 1918) "di Valentina d'Antoguolla" di origine francese. La famiglia Guglielmi era originaria di Martina Franca (Taranto), ma a causa di un massacro operato da una banda di briganti nel 1850 si trasferi a Castellaneta in via Commercio, 34 (oggi via Roma, 116).

Rodolfo frequentò le prime tre classi a Castellaneta ma a 9 anni si trasferì con la famiglia a Taranto in via Massari, questo per esigenze del padre, cui necessitavano laboratori più efficienti per proseguire le sue ricerche in ambito medico. Qui completò la scuola elementare ma il rendimento non era dei migliori, addirittura in condotta, non raggiungeva nemmeno la sufficienza.
Egli era il medio di tre figli, oltre al fratello maggiore Alberto aveva una sorella più piccola, Maria, ma al contrario di questi emergeva già evidente la personalità schiva, irrequieta e disubbidiente di Rodolfo.

A Taranto fece le sue prime importanti amicizie, ma nel 1906 a seguito della morte del padre e a causa della difficile situazione economica che si era venuta a creare, venne affidato al Collegio Convitto per gli Orfani dei Sanitari Italiani, a Perugia,dove rimase per tre anni. Qui per via del suo carattere chiuso ebbe alcune difficoltà a socializzare con gli altri ragazzi, finchè venne radiato per indisciplina. Nel 1909 tentò di entrare all'Accademia di Marina a Venezia ma non ci riuscì a causa di un' insufficienza toracica e problemi di vista. A seguito di questo cambiò totalmente tipologia di studi, dedicandosi alla conoscenza della tecnica agraria, in provincia di Genova dove si diplomò.

L'ESPERIENZA FRANCESE
Tornato a casa e accolto con soddisfazione dalla famiglia, decise di trascorrere una vacanza a Parigi, apprendendo ben presto i frivoli piaceri della vita mondana francese. Questa esperienza gli servì molto in quanto gli fece capire che per realizzare i propri sogni doveva andare via dall'Italia. Così si pensa che ad indirizzare Rodolfo verso la destinazione americana fu il musicista tarantino Domanico Savino che alcuni anni prima aveva seguito nell'altro continente il tenore Tito Schipa.

L'AVVENTURA AMERICANA: NEW YORK
Rodolfo raggiunse New York il 23 dicembre del 1913. Qui dopo un inizio spensierato cominciarono i primi problemi economici, tanto che dovette adattarsi ad una serie di mestieri, cameriere, giardiniere ed altri ancora. Pare che fu proprio il suo amico Savino a regalargli il primo "tight" con il quale si presentò Night Club Maxim dove fu subito assunto come taxi-dancer. Da questo momento in poi Valentino comincio ad essere conosciuto, il suo nome spesso compariva sulle locandine dei locali Newyorkesi, e quando la nota ballerina Bonnie Glass separatasi dal suo vecchio compagno Clifton Webb, decise di assumerlo, il talento del "giovinetto" italiano pareva consacrato. Dopo Bonnie glass Valentino lavorò con Joan Sawyer con la quale fece coppia per sei mesi. Si dice però che in questo periodo andò in prigione in seguito ad una denuncia di falsa testimonianza e istigazione alla prostituzione, ma fu tuttavia rilasciato per mancanza di prove. L'esperienza Newyorkese certamente non fu delle più felici, per questo Valentino venne ingaggiato da una compagnia teatrale di operetta che però dopo poco si sciolse per mancanza di fondi.

L'ESPERIENZA AMERICANA: SAN FRANCISCO
A questo punto dopo queste piccole delusioni in ambito artistico Valentino decise di fare parte della Società Agricola Italiana allo scopo di aiutare i contadini italiani emigrati in America, e di acquistare qualche ettaro di terra per poter costruire in seguito una fattoria e ospitare la madre, ma ciò non avvenne mai in quanto la spesa era troppo onerosa. 

HOLLYWOOD E I PRIMI FILM
Tuttavia fu proprio qui, a San Francisco che Valentino fu convitno da un suo vecchio amico Norman Kerry a trasferirsi ad Hollywood, dove, dopo aver girato una serie di film a basso costo, interpretò il film che diede una svolta decisiva alla sua carriera, "The Four Horsemen Of The Apocalypse". Poco dopo Valentino conobbe ad una festa Jean Acker una delle future promesse del cinema americano. I due si sposarono il 5 novembre del 1919 ma già dopo un mese si separarono. Questo pare non scosse più di tanto Rodolfo tanto che durante le riprese del film "Camile" conobbe Natascia Rambova" una costumista molto apprezzata che diventò la sua seconda moglie. Lei ebbe una notevole influenza sulla carriera artistica del marito, infatti essendo molto ambiziosa non ammetteva che Valentino prendesse parte a film scarsamente qualitativi. Dopo essersi sposati cominciarono i primi problemi, Valentino fu arrestato per bigamia. Secondo una legge vigente in California infatti, per risposarsi bisognava attendere un anno dalla data di divorzio, cosa che ovviamente non fu rispettata. Dopo la scarcerazione Valentino ruppe definitivamente con la Paramount a causa dell'insuccesso del film "The Young Rajah" e la coppia dovette patire molto per superare la crisi finanziaria nella quale si erano imbattuti.
In attesa del processo con la casa di produzione, decisero di fare un viaggio in Europa, era la prima volta che Valentino tornava a trovare i suoi famigliari in Italia

GLI ULTIMI FILM
Quando ritornò a Hollywood girò altri tre film prima di separarsi dalla moglie, molto probabilmente perché aveva accettato di firmare un contratto con la United Artists che vietava alla Rambova di intervenire nelle scelte artistiche del marito. Nell'ultimo periodo della sua vita ebbe una relazione con la nota attrice Pola Negri. Quando ancora il film "The Son Of The Sheik" non era uscito nelle sale cinematografiche, il 15 agosto del 1926 ebbe un malore e ricoverato al Polyclinic Hospital di New York fu sottoposto ad intervento chirurgico per ulcera gastrica e appendicite, ma fu troppo tardi: Valentino spirò il 23 agosto 1926. Furono organizzati due cortei funebri, uno a New York e l'altro a Hollywood. La salma venne poi sepolta nella corte degli apostoli del Memorial Park Cemetery di Los Angeles, dove tuttora si trova.

 

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Altre notizie

Sommario

La carriera

I suoi film

Le sue poesie

Il museo di Castellaneta

Partire

Esule, ripudiato e disprezzato

Strana amnesia

FONTE DELLA NOTIZIA IL SITO DI RODOLFO VALENTINO

© copyright Akkuaria 2003
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