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IL CARAVAGGIO

Milano 1571 – Porto Ercole 1610

Suscitò scandalo per l'ardita interpretazione realistica degli episodi religiosi,

narrati con drammatico linguaggio chiaroscurale

 


Michelangelo Merisi prese il soprannome dalla città in cui nel 1573 è nato: Caravaggio. Le sue opere furono aspramente criticate per il crudo realismo.

Caravaggio rappresenta uno dei cardini fondamentali della pittura italiana ed europea, la sua arte, profondamente classica, segna l'inizio della pittura successiva, sia per il naturalismo nella scelta dei soggetti, sia per il suo particolare luminismo, ottenuto da un gioco di luci che movimenta il dipinto, sintetizzando con pochi elementi tutta l'umanità della sua arte, alla quale si ispirarono poi non solo i caravaggeschi dichiarati, ma i più grandi esponenti della pittura europea successiva, da Vermeer a Rubens, da Rembrandt allo Spagnoletto.

La sua formazione ebbe inizio a Milano. Allievo di Simone Petranzano, risententì in parte dell'influenza di pittori veneti come Lotto, Savoldo, Campi, che avevano mitigato il luminismo veneto con le forme ancora vive dell'arte lombarda.

Dalle opere dei maestri bergamaschi e bresciani del Cinquecento trasse l'attenzione al fatto reale quotidiano, e una religiosità schietta e priva di enfasi con cui poi caratterizza la sua pittura, in funzione della luce da cui fa emergere i propri personaggi.

Intorno al 1593, recatosi a Roma, conosce momenti di miseria, lavorando con il Cavalier d'Arpino e con Prosperino delle Grottesche. Grazie alla protezione del cardinale dal Monte gli vengono commissionati dipinti sulla vita di San Matteo per la Chiesa di San Luigi dei Francesi, la chiamata di S. Matteo, il Martirio di S. Matteo, S. Matteo e l'angelo (in due edizioni, dopo che la prima gli viene respinta dai committenti per eccessivo realismo e che fu conservata a Berlino fino alla distruzione durante la guerra del 1939-45).

Coinvolto nel 1606 in una rissa mortale, fu colpito da bando capitale. Il suo carattere ribelle gli procura noie con la polizia romana e dopo aver ucciso un giovane in una disputa è costretto a fuggire a Napoli dove dipinse "La Madonna del Rosario"e le "Sette opere della Misericordia dove si puo notare il frantumarsi della luce, e un accentuarsi del movimento delle figure.

Il soggiorno a Napoli è breve, ma vi esegue i Sette atti di Misericordia per l'omonimo Pio Monte, la Flagellazione di Cristo e il Davide di Vienna.

Da Napoli la sua fuga passò a Malta e di qui si recò in Sicilia. Quindi è a Malta, dove lavora al ritratto di Alof de Wignacourt e all'Amorino dormiente della Galleria Pitti, da dove è costretto a recarsi in Sicilia per aver offeso un Cavaliere.

 

A Roma lascia altre sue opere di grande valore, il Riposo dalla fuga in Egitto, il Canestro dell'Ambrosiana, la Maddalena, la Buona ventura, il ritratto di Maffeo Barberini, la Cena in Emmaus di Brera, le Madonne dei Pellegrini e dei Palafrenieri, il Davide della Borghese, le splendide tele della Conversione di San Paolo e del Martirio di San Pietro della chiesa romana di S. Maria del Popolo, la superba Deposizione della Vaticana, la Morte della Vergine, rifiutata dai committenti, ora apprezzata al Louvre.

Nelle sue opere l'estro dell'artista diviene sempre più tragico come testimonia il "Seppellimento di S. Lucia" dipinta a Siracusa e a Messina l'Adorazione dei pastori e la Resurrezione di Lazzaro, a Palermo un'altra Adorazione dei pastori.

Ma, inseguito dai Cavalieri di Malta, Caravaggio è costretto ad allontanarsi verso il continente, viene ferito a Napoli e dopo essere stato perdonato, tenta il ritorno a Roma. Dopo numerose traversie, imprigionato per errore, persi tutti i suoi averi, muore sulla spiaggia del Tirreno, ormai stanco, avvilito e colpito dalla malaria. Caravaggio rappresenta uno dei cardini fondamentali della pittura italiana ed europea, la sua arte, profondamente classica, segna l'inizio della pittura successiva, sia per il naturalismo nella scelta dei soggetti, sia per il suo particolare luminismo, ottenuto da un gioco di luci che movimenta il dipinto, sintetizzando con pochi elementi tutta l'umanità della sua arte, alla quale si ispirarono poi non solo i caravaggeschi dichiarati, ma i più grandi esponenti della pittura europea successiva, da Vermeer a Rubens, da Rembrandt allo Spagnoletto.

 

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 Michelangelo Merisi da Caravaggio, pittore che aveva goduto della protezione di cardinali e prelati, famoso e imitato, ma anche ricercato dalle guardie papali per un omicidio commesso a Roma nel 1606, viene ritrovato cadavere sulla spiaggia di Porto Ercole. Era quell’individuo male in arnese e dal volto sfregiato che da due giorni arrancava lungo il litorale imprecando contro il sole e maledicendo una nave che solo lui vedeva. “Misesi in una felluca con alcune poche cose per venirsene a Roma [da Napoli], tornando sotto la parola del cardinal Gonzaga, che co’ il pontefice Paolo V la sua remissione trattava.

Arrivato ch’egli fu nella spiaggia, fu in cambio fatto prigione e posto dentro le carceri, ove per due giorni ritenuto e poi rilassato, più la felluca non ritrovava, sì che postosi in furia, come disperato, andava per la spiaggia sotto la sferza del solleone a vedere se poteva in mare avvistare il vascello che le sue robe portava. Ultimamente, arrivato in un luogo della spiaggia misesi in letto con febbre maligna e senza aiuto umano tra pochi giorni morì malamente come appunto male aveva vivuto.”  Giovanni Baglione, Le vite de’ pittori, scultori, architetti e intagliatori..., Roma 1642.

Così racconta gli ultimi giorni del Caravaggio uno dei suoi principali biografi; un commentatore non proprio distaccato, come si vede dal veleno nella coda della frase, che aveva incrociato il pittore “nelle aule giudiziarie” e, pittore a sua volta, ne aveva inizialmente subito il fascino per poi arrivare a un odio sincero e confessato. Forse ne aveva subito anche la concorrenza, nel campo amicizie, protezioni e commissioni. Con la versione dei fatti data da Baglione concorda l’abate Giovan Pietro Bellori: egli in una sua opera del 1672 non aveva nulla di personale contro Caravaggio ma lo detestava in quanto caposcuola della pittura naturalista. Un terzo biografo fa giungere Caravaggio direttamente da Malta alla costa tirrenica e in una lettera al cardinale Scipione Borghese si legge che “il povero Caravaggio non è morto in Procida ma a Port’Hercole, perché essendo capitato con la felluca, in quale andava a Palo, ivi da quel Capitano fu carcerato […] si liberò con uno sborso grosso di denari, e per terra, e forse a piedi si ridusse sino a Port’Hercole, dove ammalatosi ha lasciato la vita”.  Si potrebbe quindi sollevare qualche dubbio sul racconto di Baglione: ma la morte del pittore a Porto Ercole è certa e datata al 18 luglio, e le sue modalità tragiche sembrano veramente la conclusione più adatta a una vita tormentata. Potrebbe essere morto in seguito alle ferite mal curate ricevute da un gruppo di oscuri sicari, papalini o maltesi, l’anno prima a Napoli, o assassinato a Porto Ercole, o rimasto vittima della malaria.   I due giorni passati errando sulla spiaggia, solo, col cervello già in condizioni critiche (un suo cliente, in Sicilia, già lo aveva definito “cervello stravolto”) bruciato dal sole, privato dei suoi pochi averi dalla fuga della feluca che li trasportava, aggiungono al dramma un sapore di punizione che a Baglione non sarà certo dispiaciuto. 

Ma, perché andare all’Argentario, avendo Roma come meta? Perché l’annunciato provvedimento di grazia che gli condonava la pena capitale non aveva ancora i crismi dell’ufficialità, ed era più prudente sbarcare in territorio appartenente al regno di Napoli anziché negli stati pontifici.   E prima ancora, perché lasciare Napoli, dove non gli mancavano committenti disposti a pagarlo bene, se non nella prospettiva di porre fine a una vita da fuggiasco ed evitare una condanna a morte che poteva avvenire anche per mano di un sicario, come nell’oscura aggressione che aveva subito appena tornato dalla Sicilia? Oltretutto, come vedremo, aveva nemici anche tra i Cavalieri di Malta. Se poi ci si chiede il motivo del suo arresto e quello della partenza precipitosa dell’imbarcazione – ma forse era una specie di postale e aveva un calendario da rispettare – si potrebbe ipotizzare una trappola ben ordita, a un’organizzata fuga di notizie sulla grazia per fare in modo che Caravaggio si consegnasse alle guardie spagnole di stanza a Porto Ercole, disponibili a eseguire il lavoro sporco per conto terzi, liberando così papa Paolo V dall’impaccio in cui lo avevano messo le insistenze del diletto nipote Scipione Borghese, cardinale per meriti parentali e peroratore della causa del condannato.   Sarà molto difficile scoprire cosa sia avvenuto durante quei due giorni di carcerazione; sulle motivazioni dell’arresto qualcuno parla di uno scambio di persona, con Caravaggio preso per un ricercato anche a causa delle ferite che portava ancora in volto (“per li colpi quasi più non si riconosceva” – Baglione) o di un provvedimento di rito, secondo la legge che imponeva al graziando di non essere a piede libero al momento della concessione del perdono. E l’insistenza dei biografi sulla grossa somma sborsata per farsi liberare maschererebbe un ben più volgare rapina. Per complicare le cose, Caravaggio si sarebbe qualificato davanti agli spagnoli come cavaliere di Malta, mentre non lo era più, e non cavaliere di Spagna, onorificenza da poco attribuitagli da re Filippo III.

(fonte della notizia http://www.thais.it/speciali/Caravaggio/vita%20e%20le%20opere.htm)

Opere principali :

"Bacchini malato" olio su tela, del 1591 ca.Galleria Borghese;

"Madonna del serpe" olio su tela del 1605. Galleria Borghese;

"Maddalena" olio su tela del 1594-96. Galleria Borghese;

"Riposo nella fuga in Egitto" olio su tavola del 1594-96.

Galleria Doria Pamphili.

"Vocazione e Martirio di S. Matteo olio su tela del 1598-1601

visibile nella chiesa di S. Luigi dei Francesi nella cappella Contarelli.

"S. Matteo e l'angelo" olio su tela del 1600-01 visibile nella chiesa di S. Luigi dei Francesi nella cappella Contarelli.

"Crocifissione di S. Pietro" e "Conversione di S. Paolo" olio su tela del 1600-01 ora nella di chiesa di S. Maria del Popolo.

"Madonna del Loreto" o la "Madonna dei Pellegrini" olio su tela del 1603-05 nella chiesa di S. Agostino.

"Seppellimento di S. Lucia" olio su tela del 1608 nella chiesa di S. Lucia a Siracusa.

"Deposizione nel sepolcro" olio su tela del 1602-04 esposto nella Pinacoteca vaticana.

"Madonna del Rosario" olio su tela del 1606-07 nel Kunsthistorisches Museum di Vienna.

"Bacco" olio su tela del 1593-94.Firenze, Uffizi.

"Sacrifici di Isacco" olio su tela del 1594-96.Firenze, Uffizi.

"Decollazione del Battista" olio su tela del 1608. Cattedrale di S.Giovanni in La Valletta a Malta.

"Cena in Emmaus" olio su tela del 1596-98. National Gallery di Londra.

"Canestro di frutta" olio su tela del 1596 ca. Pinacoteca ambrosiana di Milano.

"Sette opere della Misericordia" olio su tela del 1607. Chiesa del Pio Monte della Misericordia a Napoli.

"Buona ventura" olio su tela del 1594. Musée du Louvre di Parigi.

"Morte della Vergine" olio su tela del 1605-06. Musée du Louvre, Parigi.

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