
In ciò che si sembra si è giudicati da tutti,
in ciò che si è da nessuno
Johann FC Schiller
Apparentemente dentro non c’era nessun segno di intrusi
o di lotta, gli indumenti delle due vittime, anche se disposti ordinatamente
sparsi, non sembravano essere stati toccati e a prima
vista dalla stanza sembrava non mancasse niente. Non conoscendo
ancora l’identità dei due cadaveri, ebbero subito la netta impressione
di trovarsi davanti ad uno di quei tanti e ormai tristemente
comuni omicidio-suicidio che da una decina di anni a questa
parte, era cresciuto come una moda, anche se poco trendy, veniva
compiuto da una gran parte di giovani compresi tra i sedici e
i venticinque anni, colpiti da crisi esistenziali, familiari e altro.
Dal sonno alla morte, il viaggio di quella che dall’apparenza
doveva essere una bellissima ragazza, era stato breve, cortissimo
anzi istantaneo. Il biglietto di solo andata, era un foro del diametro
leggermente più largo di quello di una biro, all’altezza della
tempia destra proprio al centro tra l’orecchio e l’incavo oculare.
Il ragazzo invece, apparentemente si era ucciso con un colpo
quasi centrale in fronte. A dare più credito a tutto questo, erano
un foro dello stesso diametro di quello della ragazza e una pistola
che lui impugnava ancora nella mano destra, parola fine di un gesto
insano. L’arma una semiautomatica "VZ-70" 7,65", di fabbricazione
cecoslovacca, fu la cosa che attirò l’attenzione dell’ispettore
Bloomfield, che con grande zelo e come un direttore d’orchestra,
dirigeva il meticoloso lavoro dei suoi collaboratori.
Quella pistola era un arma poco comune, difficile da trovare da
queste parti dell’Europa, ce n’erano di più comuni e pratiche in
giro. Fu imbustata e posta in una specie di beauty-case in alluminio
in attesa di ricevere la compagnia di tutte quelle altre cose
che avrebbero potuto essere importanti per lo sviluppo delle indagini,
ammesso che ce ne fosse stato.
Visti da alcune posizioni, difficilmente
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