Sabino Mogavero.JPG (18570 byte)Sabino Magavero, editore musicale e non solo…

La carriera di un Editore
Intervista di Marco Esu
  
 La carriera artistica di Sabino Magavero inizia nel '79 come chitarrista e cantante in una formazione che portava il nome di 'Pako Pako' che, dopo aver dato modo al pubblico di far ascoltare il proprio lavoro, viene notata dall'agenzia 'International Artist' (al tempo una delle più importanti agenzie di spettacolo) che li porta, dopo alcuni mesi, a lavorare al fianco di diversi presentatori televisivi.
Tramite queste collaborazioni si presenta anche quella con un artista ben noto in Italia, Toto Cutugno il quale decide di lavorare con Sabino per ben tre anni portandolo in tournée in America, Canada, Europa e per le TV di alcuni di questi paesi.

In seguito lavora sempre come chitarrista per trasmissioni dirette da Beppe Grillo e nel 1983 Sabino intraprende la carriera di Direttore Artistico lavorando presso una nota casa discografica. Contemporaneamente egli, oltre a presentare gli artisti della casa per la quale lavora, presenta anche altri autori. Fra i tanti nomi ne citiamo alcuni dei più noti:
- 'Tullio de Piscopo (batterista affermato in Italia che presenta molte sue composizioni);
- Tony Esposito (percussionista che ebbe molto successo negli anni ottanta);
- Fausto Leali (un cantante di successo non solo in Italia e nei più importanti festival di musica leggera ma anche all'estero).
Oltre a lavorare per la presentazione di questi artisti, egli collabora con le Tv private e non (ad esempio la Rai e Antenna 3).
Nel 1995 costituisce la 'Idyllium' (Edizioni Musicali & Discografiche) che lavora nel settore di colonne sonore per film, Tv e radio, senza dimenticare le collaborazioni con Dario Argento, Roberto Benigni e Leonardo Pieraccioni.

– Come è nata questa passione per la musica.
Sin da piccolo, ogni volta che ascoltavo musica di ogni genere, provavo una indescrivibile forte emozione.

– Ha sempre vissuto a Milano o è solo a causa del lavoro.
Sono nato in Puglia, esattamente a Cerignola (FG), nel 1954. Avevo 5 anni quando mio padre decise di trasferirsi con tutta la famiglia a Milano e quindi posso affermare di essere un 'milanese'.

– Quanto ha influito il lavoro svolto con Toto Cutugno nella vostra maturazione artistica.
Moltissimo. Lavorare con personaggi come Toto Cutugno, che oltre che interprete è anche un autore di grossa fama internazionale, mi ha dato la possibilità di conoscere il panorama musicale a 360°.

Leggendo la sua biografia abbiamo visto come è sempre stata presente la collaborazione con le TV. Com'è stato il passaggio da artista a direttore artistico e anche manager, se così vogliamo definirlo.
Ho deciso di non intraprendere più l'attività di 'artista' quando mi si è presentata l'occasione come direttore artistico di una nascente casa discografica.

– Ha partecipato a tournée all'estero. Vuole parlarci di queste esperienze.
Parlare di queste esperienze diventa assai lungo e non voglio tediare i lettori. Indubbiamente quella che ha lasciato il segno è stata in America, perché mi ha dato la possibilità di conoscere George Benson e Steve Wonder.

– Siete stato il direttore artistico di una buona casa discografica. Cosa vi ha dato l'idea di lasciare quel posto per passare ad una vostra casa Editoriale e Discografica.
Una volta acquisite la varie esperienze nel settore dirigenziale, quando capisci che le tue idee sono valide perché altri le utilizzino, perché non costituire una casa discografica propria? E, senza entrare nel merito di chi esercita la professione di editore musicale, il mio modo di lavorare è assai diverso e molte volte non viene condiviso. Ecco perché ho costituito le Edizioni Musicali & Discografiche Idyllium.

– Certo non è semplice per gli artisti avere modo di presentare la propria arte e spesso le opere non vengono prese in considerazione. Cosa può consigliare agli artisti che hanno le qualità e le capacità ma non sanno come e dove presentare i propri lavori?
Mai desistere, chi ha talento prima o poi troverà la giusta collocazione. Certo ci vuole molta costanza ma soprattutto capacità organizzative che purtroppo nella categoria 'Autori/Artista' spesso viene a mancare perché delusi e/o elusi da risposte ricevute da chi ha ascoltato il prodotto musicale. Io dico sempre che bisogna farsi conoscere. Un suggerimento è quello di comperare la rivista 'Chi & Dove': vi sono tutti gli indirizzi utili per inviare il materiale.

–  La scena musicale che si presenta ultimamente è ricca di gruppi Punk e c'è sempre un buon mercato mondiale di gruppi Metal (come ad esempio i Sepultura, Pantera, Korn ...); cosa pensa di questo stile musicale e quanta difficoltà c'è in Italia nel presentare band di questo genere?
Il mio pensiero è che tutta la musica va rispettata, poi possiamo anche discutere sul genere che si ascolta e/o che in quel momento è in voga. Certo è che il Metal, il Punk o simili, non moriranno mai. Una cosa, però, voglio precisarla: purtroppo l'esterofilia, soprattutto per questo genere musicale, la fa da padrona e quindi la difficoltà di proporre gruppi emergenti di casa nostra molto validi diventa assai difficile. Abbiamo avuto gruppi nazionali, come P.F.M., Banco del Mutuo Soccorso, Vanadium e molti altri che hanno dato e segnato il loro passaggio. Oggi non se ne parla più o vagamente e molti sono i giovani che non li conoscono o che forse hanno sentito dire che erano bravi...

– Per imparare a gestire una Casa Discografica ci vogliono molti anni ed esperienza. Quali sono i problemi più frequenti in questo settore.
S.M.: Vi sono una serie di problemi, quello più presente è indubbiamente la collocazione dell'opera proposta dagli Autori che hanno deciso di affidare la loro composizione alle edizioni e che questi trovino (secondo l'Artista e/o Autore), quasi in tempo reale la produzione idonea. Purtroppo non è così, l'editore propone attraverso i suoi canali ed anche le conoscenze che ha coltivato durante gli anni di lavoro. Ma purtroppo ogni giorno che passa ci si accorge che viene meno per una serie di problematiche legate alla categoria stessa: i dischi non si vendono, l'elevato costo della promozione, il grosso rischio che concerne la pirateria discografica che è in continuo aumento e questo, rallenta moltissimo le nuove produzioni di Artisti 'emergenti'.

– Non sono pochi gli artisti che si presentano alle case discografiche. Su quale criterio si basa la scelta di un artista e delle sue opere quando si deve presentare alle Tv o ad emittenti radio importanti.
Certo, gli artisti che si propongono non sono pochi...e meno male! Questo vuol dire che la cultura musicale, a differenza degli anni precedenti, è più presente e quindi dà più scelta a noi editori che scrupolosamente selezioniamo le opere adottando il solito e tradizionale metodo di ascolto. Se il brano in questione e/o l'Artista dà emozioni gli si propone le condizioni che ogni editore attua per le proprie esigenze di mercato, per poi passare (nel caso dell'Artista) dalla produzione discografica alla promozione, attraverso un'agenzia promozionale facendo conoscere via televisione, radio e testate giornalistiche di settore, la 'Nuova' proposta musicale.

Marzia Colitti è nata a Roma, consegue l'attestato di insegnante di danza accademica nel 1988 presso l'Accademia Nazionale di Danza, allora diretta da Giuliana Penzi, dove frequenta anche le prime lezioni di danza contemporanea (tecnica Graham) inizialmente con Elsa Piperno, poi con Elizabeth Sjostrom. 

Tra il 1990 e il 1991 frequenta il corso di formazione professionale per danzatori alla regione Lazio, dove studia tecnica accademica con Sue Carlton Jones e danza contemporanea con Roberta Garrison (tecnica Cunningham). Contemporaneamente partecipa a numerosi stage di approfondimento del balletto classico, soprattutto con la maestra Margarita Trajanova. Dopo un lungo periodo di pausa e di riflessione si avvicina alla danza classica indiana (stile Bharatanatyam) inizialmente con due brevi stage introduttivi: il primo nell'ottobre del 1996 con Roberta Rinci, il secondo l'anno successivo con Tiziana Leucci.
Dall'inizio del 2000 si dedica completamente allo studio della danza classica indiana con Giovanna Leva Joglekar, danzatrice italiana già allieva di Yamini Krishnamurti, uno dei nomi più noti nel mondo della danza indiana, anche fuori dall'India, paese d'origine. Marzia stessa ha occasione di incontrare la maestra Krishnamurti un mese l'anno in India per perfezionare lo stile. Oltre a studiare il repertorio di Yamini Krishnamurti, apprende alcune coreografie dalla maestra Usha Raghavan e da Annalisa Migliorini, sua allieva residente a Roma. Ha avuto un primo approccio con lo stile Kuchipudi (stile affine al bharatanatyam) nel settembre del 2002, con la maestra Vijayanti Kashi

– Quali sono le difficoltà maggiori e quali le soddisfazioni di questo lavoro?
Le difficoltà maggiori sono quelle che si riscontrano in ogni attività, fa la differenza solo il tipo d'attività scelto. La soddisfazione nel mio caso è quando porto a buon fine un progetto in cui ho creduto. A parte la soddisfazione economica, che dà la possibilità d'investire su 'Nuovi Progetti' (sia essi musicali che artistici) sapere che sei riuscito a far ascoltare le opere dei 'tuoi' Autori o che il 'tuo' Artista ha raggiunto il 'meritato successo' è davvero gratificante.

– Prima di chiudere questa breve intervista vorremo avere un vostro saluto per i nostri lettori augurandoci di avervi nuovamente fra noi.
Anzitutto ringrazio Te (Voi): sono altamente lusingato che un giornale come Capitanata.it si sia interessato a far conoscere il mio pensiero nel campo musicale ai suoi lettori e a questi vorrei aggiungere che, oltre ad un affettuoso saluto, ricordo che la Musica, tutta, è fonte di energia pura, che se ascoltata nei momenti opportuni può rivelarsi assai preziosa per determinare lo stato d'animo di ogni momento della nostra vita. Un grosso CIAO da Sabino Magavero! 


 
Marco Esu 

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