Nata nel 69 a.C. ad Alessandria, Cleopatra fu
lultima regina della dinastia tolemaica, la settima e la più celebre delle regine
che portarono questo nome, entrata così prepotentemente nella storia per lambizione
ed il fascino che la caratterizzarono, una donna carismatica, ricordata da molti con
parole di ammirazione per la sua audacia, la grande cultura e la fervida intelligenza, e
da altri in modi più spregevoli come una donna immorale e perfida.
Plutarco scrive: aveva una voce dolcissima simile ad uno strumento musicale con
molteplici corde in qualunque idioma volesse esprimersi; e aggiunge era
piccola, esile e spregiudicata.
Dione Cassio scrive era splendida da vedere e da udire, capace di conquistare i
cuori più restii allamore, persino quelli che letà aveva raffreddato.
Cicerone narra invece che il giudizio dei Romani non era affatto benevolo e Dante la
descrive così nellinfernale girone dei lussuriosi: era rapace, crudele e
lasciva". Shakespeare la demonizza il serpente del Nilo.
Ma chi era in realtà Cleopatra, questa donna amata e odiata, con uneducazione
poliglotta ed una cultura cosmopolita, dotata di una forte personalità e tanto orgogliosa
al punto da suicidarsi anziché essere umiliata davanti a Roma?
Il suo nome segnò destini infelici: le sei regine che la precedettero
infatti furono segnate da eventi tragici fino a lei, Cleopatra VII, morta suicida. Una
donna che con lamore cercò di creare un immenso potente Impero: conquistò due
romani, Cesare e Antonio, coloro che realizzarono la trasformazione della repubblica
romana in Impero, ma si uccise a causa di un terzo, Ottaviano, colui che pose fine
allImpero egizio. Da abile statista, Cleopatra, ambiziosa e coraggiosa, tentò di
far sopravvivere un impero ormai finito, lEgitto, di fronte alla nuova potenza del
Mediterraneo, Roma.
Figlia di Tolomeo XII Aulete e probabilmente di una sua sorella, Cleopatra V, Cleopatra fu
lultima erede al trono dei Tolomei, una dinastia greco-macedone sul trono
dEgitto dalla conquista di Alessandro Magno e destinata a regnare fino al 31 a.C.,
quando lEgitto venne annesso allImpero romano. La dinastia tolemaica, sintesi
della civiltà faraonica
e della cultura greca, nel III secolo a.C. regnava su un Egitto ricco e potente, ma in
seguito venne turbato da crisi economiche e sociali ed a minacciarne la grandezza fu
lImpero romano, al quale già Tolomeo XII, il padre di Cleopatra, pagava un tributo.
Dunque la sopravvivenza dellEgitto era ora legata a Roma e alle sue lotte politiche
interne.
Nel
51 a.C. quando Tolomeo XII morì, Cleopatra, diciottenne, salì al trono sposando, secondo
la tradizione lagide, il fratello Tolomeo XIII, e anche lei, come tutti i Tolomei al
trono, ebbe un soprannome: le fu scelto filopator cioè che ama il
padre.
Ben presto la sua abilità di
statista e la sua sete di potere si
scontrarono con il fratello-sposo, mentre sullaltra sponda del
Mediterraneo si combatteva la guerra tra i partigiani popolari di Cesare ed i repubblicani
di Pompeo, che si concluse con la vittoria di Cesare a Farsalo nel 48 a.C. Al tempo
coesistevano due civiltà, due Imperi desiderosi di espandersi e dominare: lOriente
e lOccidente, Alessandria e Roma; e Cleopatra seguì sin dallinizio una
politica favorevole a Roma, che già esercitava una sorte di protettorato
sullEgitto.
Usò
le sue armi femminili, la bellezza e lirresistibile fascino, per accattivarsi
lappoggio di Cesare: ne divenne lamante e nel 47 a.C. gli diede un figlio:
Cesarione.
La sua intraprendenza non aveva limiti: per conoscere Cesare ed entrare quindi nella sua
reggia senza essere vista, Cleopatra si fece arrotolare in un tappeto che il suo amico e
complice, Apollodoro Siculo, portava sulle spalle (il che suggerisce che fosse molto
minuta); una volta al cospetto dellimperatore gli si presentò e già questo
stratagemma da donna impavida e coraggiosa piacque a Cesare che se ne innamorò. Nella
rivalità tra Cleopatra e Tolomeo XIII per il trono dellEgitto, Cesare restituì il
potere a Cleopatra, e questo fece scoppiare una guerra tra Cesare e Tolomeo XIII nella
quale Tolomeo XIII morì, annegando nel Nilo.
Con
questa battaglia combattuta soprattutto per aiutare Cleopatra, Cesare divenne padrone
dellEgitto, ma lo cedette a Cleopatra, alla quale spettava come legittima erede,
associandole il fratello minore Tolomeo XIV, che le divenne sposo, come voleva la
tradizione.
I
destini di Cleopatra e Cesare e dei due grandi Imperi si erano ormai uniti.
Nel 46 a.C. Cleopatra, giovanissima, giunse a Roma, ufficialmente come regina
dellEgitto per negoziare unalleanza tra Roma ed Egitto, e andò a vivere con
Cesare in una villa agli orti di Trastevere, assieme al figlio Cesarione. Subito divenne
la protagonista dei salotti romani in una società dedita al lusso ed ai piaceri mondani:
conobbe diverse personalità dellepoca, tra cui Cicerone, e dettò moda tra le
matrone romane (fu lei ad inventare la pettinatura a chignon) che la
invidiavano ed imitavano.
Ma la
società romana dellepoca era puritana e per questo si scandalizzò del suo
atteggiamento anticonformista e gridò allo scandalo.
Cleopatra cominciò sempre di più ad avere sogni di gloria: voleva che il suo Impero
fosse il più potente e sperava nellaiuto di Cesare per stabilire unalleanza
fra Alessandria e Roma. Ma appena due anni dopo, nel 44 a.C., Cesare venne assassinato da
Bruto e Cassio, e Cleopatra decise di tornare ad Alessandria, lasciando però a Roma un
forte segno: la
diffusione dei costumi orientali e linflusso della scienza e della religione egizia.
Cesare aveva fatto erigere una statua doro nel tempio di Venere Genitrice, sulla via
Sacra, in occasione della inaugurazione del foro Giulio, che raffigurava Cleopatra
nellatteggiamento della dea Iside, per segnare limportanza della presenza di
Cleopatra a Roma, ma probabilmente
anche per ufficializzare la loro unione, ed in effetti il legame tra Cleopatra e Roma non
era ancora spezzato. Ancora più forte divenne a Roma la diffusione dei culti e divinità
egiziane, una moda egittizzante che, sorta già un secolo prima, coinvolse diversi aspetti
della realtà, e vennero addirittura costruiti templi dedicati ad Iside e Serapide. Per
motivi politici e commerciali già tra il III e II secolo a.C. Roma e lEgitto
avevano stretti contatti e questo aveva favorito linfluenza
degli usi e costumi orientali. Dunque non fu Cleopatra ad introdurre il mondo faraonico a
Roma, ma certamente ne favorì una maggiore diffusione.
Dopo la morte di Cesare, Cleopatra non abbandonò il suo sogno: conquistò Marco Antonio,
diventato il governatore dellOriente, proseguitore dunque del progetto orientale di
Cesare, ma seppe aspettare lincontro, per rendersi ancor più desiderata, fino al 41
a.C. quando a Tarso Cleopatra si
presentò, racconta Plutarco, su un vascello dalla poppa doro con le vele di
porpora spiegate al vento. I rematori vogavano contro corrente con remi dargento al
suono di un flauto accompagnato da zampogne e liuti. Essa era
sdraiata sotto un baldacchino trapunto doro. Scoppiò lamore, ma Antonio
dovette tornare a Roma, dove sposò Ottavia, e per alcuni anni non si videro; intanto
Cleopatra aveva dato alla luce due gemelli avuti da Antonio e alcuni anni dopo si
sposarono. Nel 34 a.C. ad Alessandria, Cleopatra ed Antonio si presentarono nei panni di
Iside ed Osiride, accarezzando trionfanti il sogno di un grande impero.
Antonio si era insediato in Oriente ed Ottaviano in occidente: Cleopatra era riuscita a
mantenere lindipendenza dellEgitto e ad ottenere da Antonio nuovi territori
romani: la costa fenicia, la Celesiria, Cipro e parte della Cilicia. Ma Ottaviano non
perdonò questo tradimento di Antonio a Roma e dichiarò guerra a tutto lOriente che
si opponeva allImpero Romano, tra cui lEgitto.
La battaglia si combatté ad Azio il 1° settembre del 31 a.C. e vide schierarsi da una
parte Ottaviano, che non rinunciava al suo proposito di annettere lEgitto a Roma,
dallaltra la coppia Antonio e Cleopatra, desiderosi invece di rendere forte ed
indipendente lEgitto. Quando era ormai evidente la vittoria di Ottaviano, Cleopatra,
anziché accorrere in aiuto, fuggì con la sua flotta e Antonio, anziché resistere, la
seguì in
Egitto. Spinto ed ingannato dalla sua amata, Antonio si suicidò spirando tra le braccia
di Cleopatra, la quale sperava ancora di vedere realizzati i suoi ambiziosi progetti.
E come da copione, Cleopatra cercò di sedurre lultimo romano che poteva aiutarla a
realizzare il suo sogno: Ottaviano, il quale però, più forte ed ambizioso della regina
tolemaica, seppe desistere dal tentativo di seduzione e la fece prigioniera. Solo allora,
sconfitta e sola, davanti alla fermezza di Ottaviano, Cleopatra perse la speranza di un
Egitto indipendente e per non subire umiliazioni, preferì morire da regina dEgitto,
lultima regina che nessuno avrebbe mai potuto esibire in trionfo. Seducente e
sensuale fino alla fine, per morire scelse unaspide, simbolo del peccato, e divenne
subito leggenda: era il 30 a.C., Cleopatra aveva 39 anni.
Un finale tragico che però la consegnò al mito. La sua morte segnò anche la fine
dellindipendenza dellEgitto, latto conclusivo di 3000 anni di storia,
prima che venisse annesso allImpero Romano dOriente. Ottaviano, nei 44 anni
che regnò dopo la sua morte, per vendetta operò una damnatio
memoriae, distruggendo le immagini più belle di Cleopatra e dando così
limpressione che la regina fosse esteticamente brutta.
Questa è la storia di Cleopatra, la cronaca della sua breve intensa vita, ma cerchiamo di
vedere aldilà, di capire il carattere di questa donna, di discernere la realtà dalle
accuse e falsità create da Ottaviano intorno alla sua figura.
Cleopatra fu accusata di essere stata di facili costumi e senza scrupoli, simbolo del
lusso e della corruzione, ma spesso la disinformazione ha creato falsi miti negativi. Le
epoche successive la definiscono una femme fatale, calcolatrice, amante del
lusso esotico e manipolatrice di uomini, ma in realtà i suoi amori conosciuti furono solo
due, Cesare e Antonio, che amò profondamente, e seppure altri avrà amato, ciò non la
rende peggiore delle matrone romane del suo tempo.
Dapprima fu la Roma dei salotti, che temeva e invidiava il coraggio di questa donna, a
scatenare contro di lei maldicenze; in seguito fu la pessima propaganda che ne fece
Ottaviano a tramandarne limmagine di donna brutta: solo con un paziente studio della
ritrattistica sparsa in varie collezioni è stato possibile identificare il volto di
Cleopatra,
escludendo i ritratti peggiori che provengono soprattutto dalle
raffigurazioni sulle monete. Ma Cleopatra era davvero bella?
Dalle statue che la raffigurano mostra un volto ovale, grandi occhi e una bella bocca con
le labbra rivolte leggermente in giù, una bellezza dal profilo greco segnato da un naso
aquilino che le conferiva autorevolezza.
Certamente il suo carisma e la sua intelligenza affascinavano più della bellezza pura.
Era una donna elegante, si vestiva sia alla maniera greca che egiziana, imponendo uno
stile nei salotti romani che frequentò nel suo soggiorno nella capitale romana.
La caratteristica iconografica di Cleopatra erano i tre urei sul copricapo (i serpenti
tipici della regalità faraonica), unantica usanza dei faraoni egiziani che
portavano un solo ureo sulla corona, simbolo del potere
sullAlto ed il Basso Egitto; due urei vennero adottati nella XXV dinastia, nubiana,
mai se ne era visto un terzo. Probabilmente Cleopatra li copiò dai ritratti di Arsinoe
II, amata regina in Egitto nel 270 a.C. circa, per lantica simbologia di
rappresentare il proprio potere sullintero Egitto, aggiungendo un terzo ureo per
rappresentare i paesi
che ricevette da Cesare e da Antonio.
Cleopatra era anche una donna molto colta ed intelligente: conosceva sette lingue e, unica
tra i Tolomei, sapeva esprimersi nellidioma locale degli egiziani. In politica
ambiva a rendere indipendente il suo paese di cui era regina, lEgitto, e per questo
sogno si alleò con lImpero di Roma e sfruttò le sue armi di seduzione con i più
grandi uomini romani dellepoca, riuscendo ad incrociare il destino dellEgitto
con quello di Roma.
Dunque un abile politica, appassionata amante, madre affettuosa di tre figli, ma anche una
donna sola che, senza lappoggio costante di un marito, osava sfidare il potere degli
uomini.
Ma di lei sappiamo ancora altro, grazie alle più recenti scoperte.
Il 9 ottobre 2000 Peter Van Minten, professore delluniversità di Leida, in
Germania, ha scoperto in un archivio del museo di Berlino un papiro che reca la
firma di Cleopatra, un documento straordinario scritto in greco antico in cui
si legge genesto traducibile in italiano così sia.
Infatti nellantico Egitto i re non firmavano con il loro nome, ma con lordine
di eseguire ciò che riportavano i documenti, scritto di proprio pugno. Poiché questo
documento sul quale è scritto genesto è egizio ed è databile al 33 a.C.,
anno in cui regnava Cleopatra, questa scritta viene attribuita alla regina stessa, ed è
quindi la sua firma. La scoperta è stata fatta studiando un papiro estratto dal sarcofago
dimenticato nel
deposito del museo di Berlino, in cui è scritto lordine di aiutare economicamente
un generale romano, Canidio, donandogli circa 10 mila sacchi di grano.
Si tratta dellunico documento esistente con la firma di Cleopatra che dimostra
inoltre che la regina tentò di corrompere il generale romano Canidio per averlo come
valido aiuto nella guerra contro Ottaviano, il quale però nel 31 a.C., cioè due anni
dopo questo documento, sconfisse
Cleopatra e Marco Antonio ad Azio.
Per rivivere la vita di Cleopatra non resta che visitare la mostra
Cleopatra, regina dEgitto esposta a Roma a Palazzo Ruspoli fino al 25
febbraio 2001, nella quale è illustrata la vita di questa regina attraverso 350 reperti
archeologici provenienti dai più importanti musei del mondo: statue, gioielli, cammei,
monete, ritratti ed affreschi.
Per la prima volta sono esposte anche alcune statue di Cleopatra che si credevano perdute,
in cui la regina è raffigurata in veste di Iside, quindi in stile faraonico, ed in veste
greca. Ed è proprio questa doppia chiave di lettura che consente di interpretare la
fisionomia di Cleopatra, a lungo penalizzata. Litinerario inizia proprio da
Alessandria, la più
importante città greca, capitale del regno egizio, regina del
Mediterraneo, dove nacque Cleopatra, per passare subito dopo nella sala dove sono le
immagini dei Tolomei, con le loro mogli i cui nomi variano tra Arsinoe, Cleopatra e
Berenice, fino ad arrivare a Cleopatra VII, lultima regina dellEgitto.
Nella quarta sezione è documentata la storia damore di Cleopatra e Cesare, il
figlio Cesarione ed i loro progetti politici, e poi ancora lamore corrisposto per
Antonio e quello non corrisposto per Ottaviano, fino alla battaglia di Azio, che pose fine
ai loro sogni.
E infine una carrellata dei più svariati esempi relativi alla moda egittizzante a Roma:
templi dedicati ad Iside e Serapide, statue, rilievi, obelischi, pitture di paesaggi
nilotici, ritratti, mosaici e tombe: tutto ciò abbelliva le ville dei privati romani,
Roma ma anche Pompei.
Certamente il fascino di Cleopatra, lultima regina Tolemaica dellEgitto,
conquistò il mondo, che ancora oggi, duemila anni dopo la sua morte, la ricorda
affascinante e splendida come una dea.
|