"Ogni donna eccezionale, specialmente una
scrittrice, sarà perseguitata dal mondo"
(Helena Fadeeva von Hahn, madre di H.P.B.)
"Sembrava
un uomo; una donna; un leone; unaquila; una tartaruga; un rospo; era cosmica; era
ogni cosa. Esteriormente ricordava la mostruosità di quelle strane forme disegnate da
Blake, i cui abiti, capelli, gesti sembrano parte delle rocce e degli alberi che li
circondano, che camminano cinti dallo zodiaco e tengono conversazione con gli dei".
Così
lartista americano Edmund Russel tentava di descrivere una delle più controverse
figure dellOccultismo tardo-ottocentesco: Helena Petrovna Blavatsky, sua amica e
confidente. Una personalità emblematica intorno a cui si è scritto e discusso con
accenti che hanno contrapposto lesaltazione più acritica alla denigrazione più
diffamatoria.
La
sua vita fu un romanzo, la sua personalità un ciclone, il suo pensiero una rivoluzione,
il suo potere personale un mistero. E le sue opere, multiformi, incredibili, monumentali,
introdussero la prima sistematica diffusione di una visione magica del mondo.
Eppure
proprio a causa della mancanza di obiettività dei seguaci, pari solo alla miopia dei
detrattori, unanalisi comparativa dellopera di Blavatsky in rapporto ad altri
pionieri del pensiero gnostico e magico moderno (come Kremmerz, Gurdjieff, Crowley, Spare)
attende di essere scritta.
E
poco è stata studiata la peculiarità della sua posizione di donna sola e indipendente,
ammessa ad alcuni tra i più esclusivi circoli misterici orientali, nonché leader
spirituale di centinaia di esoteristi occidentali in unepoca in cui alle donne dei
paesi "evoluti" (e non in tutti) erano da poco stati concessi i più elementari
diritti civili. Del resto nella sua famiglia genialità ed eccezionalità erano state
frequenti, specie coniugate al femminile.
Helena
Petrovna von Hahn nacque a Ekaterinoslav, attuale Dnepropetrovsk, in Ucraina, il 12 agosto
1831. Suo padre, il colonnello Peter Hahn von Rottenstern, discendeva da una nobile
famiglia tedesca del Mecklemburg e sua madre Helena Fadeeva, morta a soli 25 anni,
apparteneva alla più antica aristocrazia dellimpero zarista, oltre a essere
imparentata con i conti ugonotti Du Plessy.
La
Fadeeva divenne nota in Russia come scrittrice sotto lo pseudonimo di Zenajda, con il
quale tra il 1830 e il 40 firmò, prima assoluta in Russia, una serie di romanzi
protofemministi che le guadagnarono lappellativo di "George Sand della
letteratura russa". A sua volta la madre di Helena Fadeeva, la principessa Helena
Pavlovna Fadeeva dellantico casato dei Dolgorukov, era artista e musicista, parlava
cinque lingue e fu la prima e forse unica naturalista autodidatta dei suoi tempi.
Helena
Petrovna rappresentava quindi la terza generazione di donne con quel nome e il suo destino
sarebbe stato di gran lunga più eccezionale di quello della madre e della nonna, dalle
quali ereditò comunque lappassionato impeto di riforma sociale, la padronanza di
molte lingue e lavida curiosità umanistico-scientifica.
Diversi
presagi prefigurarono il destino tempestoso di quella gracile bambina dagli occhi vitrei,
il più eclatante dei quali fu lincendio delle vesti del pope durante il battesimo a
causa di un cero maldestramente manipolato. Inoltre fin dalla più tenera età Helena
manifestò un carattere sensibile e insofferente a ogni disciplina e strani poteri di
origine medianica.
A 17
anni, già da tempo orfana di madre e ormai stanca della vita di famiglia e della pur
ricchissima biblioteca della nonna, decise allimprovviso di sposarsi. La scelta
cadde su un amico di famiglia, il consigliere di stato Nicéphore Blavatsky, più vecchio
di lei di quasi mezzo secolo. Ma una notte, dopo soli tre mesi di matrimonio non consumato
e di tragicomica convivenza, la scatenata amazzone fuggì da sola, a cavallo, dalla
residenza di Erevan verso il suo formidabile destino, non prima di aver esplorato le
vicine pendici del biblico monte Ararat. Del generale Blavatsky non le rimase che il
cognome, che utilizzò per tutta la vita contraendolo spesso, con il proprio nome, nelle
iniziali H.P.B.
Uscita
in modo rocambolesco dalla Russia la giovane avventuriera visitò Costantinopoli e la
Grecia, poi si fermò in Egitto, dove un certo Paulos Metamon, magista copto la cui
identità resta misteriosa, la introdusse ai primi rudimenti della Magia Egizia e dei
Misteri Isiaci. Nel 1851 lasciò lEgitto e dopo una permanenza a Parigi si recò a
Londra. Lì coltivò contatti con Mazzini e con lambiente para-massonico della
Giovane Europa e, come lei stessa racconta, incontrò un personaggio orientale dal nome
forse simbolico di Morya, che fin da bambina aveva conosciuto in sogno e che riconobbe
come proprio Maestro. Fu il primo contatto con la cosiddetta Grande Fratellanza Bianca,
occulta e solo in parte fisica, che da millenni dirigerebbe levoluzione
dellumanità.
Un
mito, questo dei Superiori Sconosciuti, di cui si era sussurrato fin dal Settecento tra
gli eredi della Tradizione rosacruciana e in certi ambienti della Massoneria, ma che
Blavatsky seppe presentare come realtà concreta.
Il
periodo 1851-58 risulta uno dei più evanescenti nella vita di H.P.B.
A
quanto lei stessa afferma avrebbe compiuto due viaggi in Oriente fino al Cachemire, alla
ricerca (o sotto la guida) dei suoi misteriosi Maestri, con due tentativi di entrare in
Tibet clandestinamente, il secondo dei quali coronato da successo nel 1855 (o 56)
grazie allaiuto di uno sciamano tartaro. Documenti ripubblicati di recente
confermerebbero molti dei suoi racconti, contraddicendo la tesi secondo cui il periodo
asiatico di H.P.B. sarebbe stato un espediente letterario per giustificare la sua vasta
seppur confusa conoscenza delle dottrine indotibetane.
Dal
58 al 64 la ritroviamo in Russia in famiglia, dove sembra che abbia esibito
unincredibile amplificazione delle sue facoltà paranormali. Una predisposizione
naturale che gli Istruttori asiatici avrebbero sottoposto a un training rigenerativo per
trasmutare una problematica medianità in una sensibilità pitonica magicamente
direzionabile.
Dopo
altri viaggi, che la vedono in Italia, in Francia e di nuovo in Oriente e in Tibet, nel
1867 appare addirittura a fianco di Garibaldi nella battaglia di Mentana contro le truppe
pontificie, dove rimane ferita. Infine nel 73, dopo essere scampata a un naufragio e
dopo tentativi abortiti di organizzare scuole magiche a Il Cairo e a Parigi, H.P.B.
approda negli Stati Uniti, dove annoda contatti con quelle Fratellanze magiche che
avrebbero costituito il substrato promotore del suo movimento.
In
particolare stabilisce rapporti con lAntico e Primitivo Rito di Memphis e Mitzraim,
filiazione massonica che ebbe uninfluenza determinante per la nascita di illustri
Ordini iniziatici europei come lOrdine Martinista in Francia e lOrdo Templi
Orientis (O.T.O.) in Germania, uno dei cui fondatori, Franz Hartmann, fu segretario di
Blavatsky per anni. Si affilia inoltre alla Hermetic Brotherhood of Luxor, detentrice di
tradizioni operative legate alla Magia Cerimoniale e allalchimia sessuale.Fu proprio
dal sodalizio di H.P.B. con membri della Massoneria e della Luxor che il 17 novembre 1875
nacque a New York la Società Teosofica. Tre i suoi scopi:
1 - formare un nucleo di fratellanza universale estraneo a
distinzioni di razza, religione, sesso e livello sociale;
2 -
incoraggiare lo studio comparato di religioni, filosofie e scienze;
3 -
investigare le leggi nascoste della Natura e i poteri latenti dellUomo.
Nellautunno
1877 Blavatsky pubblicò la prima monumentale sintesi del suo pensiero, Iside svelata,
poi si trasferì in India, fondando ad Adyar, presso Madras, il fulcro mondiale di
irradiazione della Società Teosofica. La sua lotta infaticabile per risvegliare
lorgoglio spirituale e culturale degli indiani, frustrato dal potere coloniale
cristiano, scatenò contro di lei lodio delle autorità religiose, mentre la sfida
allo scientismo ottuso dellepoca le attirò strali di larga parte del mondo
scientifico. Ma che dire quando questa bizzarra e grassa sibilla, dinanzi a uno scettico
interlocutore, dopo aver spiegato tra una sigaretta e laltra il meccanismo dei
fenomeni occulti agitava con aria di sufficienza una mano e faceva piovere sul malcapitato
cascate di fiori freschi dal nulla? O quando i suoi insegnamenti venivano precisati da
lettere manoscritte dei Fratelli (chiamati in India Mahatma, o Grandi Anime), che
apparivano nei luoghi più assurdi e spesso cadevano dallaria nelle mani di seguaci
esterrefatti, alcuni dei quali dichiararono poi di avere incontrato fisicamente i
Mahatma? Prestidigitazione? Forse. Ma spesso i fenomeni avvenivano anche mentre lei era
assente.
Nel
1884 in India, su ispirazione di ambienti missionari, i coniugi ricattatori Coulomb
esibirono false lettere di H.P.B. da cui risultava che i fenomeni da lei prodotti erano
fraudolenti. Seguì unindagine della Società per le Ricerche Psichiche di Londra
condotta da Richard Hodgson, che compilò un rapporto in cui Blavatsky veniva denunciata
come truffatrice. Solo nel 1986 la stessa Società di Ricerche londinese, nella persona di
Vernon Harrison esperto di falsificazioni, ha riabilitato H.P.B., rilevando la
superficialità e la faziosità di Hogdson e rivolgendo postume scuse alla grande
occultista diffamata.
Nonostante
il trauma dello scandalo Blavatsky proseguì per la sua strada e, dopo essersi trasferita
prima a Würzburg (Germania) poi a Londra, compilò la sua seconda opera: La dottrina
segreta, pubblicata nel 1888. Tre volumi di 2200 pagine complessive, presentati come
"una sintesi di scienza, religione e filosofia" e basati sulla decifrazione di
un arcaico testo tibetano solo a lei noto, il Libro di Dzyan, la cui reale natura
è ancora oggetto di controversie.
Il
corpus dottrinale di Blavatsky rappresenta il primo tentativo moderno di rielaborazione
gnostica, ermetica e magica delle dottrine esoteriche, proponendo concezioni quali:
lunità fondamentale di tutte le tradizioni del Sacro, lestrema antichità
dellUomo e la sua origine cosmica, la negazione di Dio come essere personale,
leternità e divinità della Materia, la possibilità per luomo e per la donna
di raggiungere la saggezza attraverso lIniziazione, leterna ciclicità di ogni
manifestazione, la legge di causa-effetto (Karma) come regolatrice dellordine
naturale delle cose, lesistenza di Esseri e Poteri Superiori. E infine la condanna
radicale di ogni dogmatismo religioso, e particolarmente del Cristianesimo storico, alla
luce di una sorta di Luciferismo Gnostico o Teo-Sophia, la Sapienza del Divino.
In
queste convinzioni H.P.B. visse e in queste convinzioni morì, a Londra, circondata da
quei pochi che veramente lavevano amata, il 10 maggio 1891.
Se
pur macroscopica fu la genialità di Blavatsky macroscopici furono anche alcuni suoi
limiti psicologici e dottrinali, evidenti nel rifiuto di Tradizioni come il Tantrismo e la
Magia Cerimoniale, che pure aveva conosciuto nella Luxor, da lei bollati come "magia
nera", forse anche a causa della sua propensione alla castità e di una forte
avversione per il ritualismo. Ed è emblematico che proprio questi aspetti riduttivi del
suo insegnamento siano stati tra i più apprezzati da certo spiritualismo occidentale e
che i continuatori li abbiano ingigantiti a tal punto da determinare una misticizzazione e
spesso una cristianizzazione della Teosofia. Mentre H.P.B., pur nel rispetto per il mito
gnostico del Christos, riteneva che il Gesù della leggenda evangelica non fosse
neppure esistito.
Così
oggi la reale comprensione del portato iniziatico-filosofico di Blavatsky nelle sue
componenti più interessanti è forse rilevabile più allesterno che
allinterno della Società Teosofica.
Ma
chi o che cosa si era mosso dietro, o sopra, o attraverso madame
Blavatsky? Quale indefinibile energia aveva animato questo incrocio fra vestale, soldato
di ventura, filosofa, strega e pontefice pagano? H.P.B. era uno strambo genio di
creatività, truffa e idealismo o uno strumento di quei Poteri che agiscono dietro le
quinte della Storia? è possibile che dopo essere stati "ideati" da lei i
Mahatma abbiano preso vita in una sorta di Realtà Virtuale e incontrato altri pontefici e
altre pitonesse? Può esistere uninterazione tra Archetipo e Storia al punto che un
mito altamente simbolico come quello dei Superiori Sconosciuti possa concretizzarsi,
dettare libri, fondare Ordini, assumere forme diverse in tempi e ambienti diversi? A
fianco di Morya e Kooth-Hoomi troviamo i Collegi Operanti Invisibili
di Kremmerz e i Fratelli della Stella dArgento di Crowley, per arrivare al
moderno mistero degli UFO e dei loro occupanti, prefigurato un secolo fa da Blavatsky che
parlò di rapporti tra gli umani e i "Signori della Fiamma".
Inoltre
per quale arcana rete di saggezze precognitive in testi pubblicati da H.P.B. tra il 1877 e
il 1888 si trovano concetti elaborati solo nel nostro secolo, come la divisibilità degli
atomi, il loro perpetuo movimento, la convertibilità reciproca tra materia ed energia, il
vuoto subnucleare, il moto ondulatorio delle particelle? E perché Einstein, come
riferisce la nipote, teneva sulla scrivania una copia della Dottrina segreta e
mitologi e psicologi della statura di Campbell e Jung hanno dimostrato profondo interesse
per alcune parti della Teosofia di Blavatsky?
Resta
il fatto incontrovertibile che lintero tessuto culturale neo-gnostico che oggi
serpeggia in tutti i continenti del mondo si trova abbozzato nelle opere principali di
H.P.B. e nelle elaborate "lettere" dei suoi Mahatma, che insigni
grafologi, anche con lausilio di computer, hanno dimostrato essere state scritte in
una calligrafia diversa da quella delloccultista.
Ma
quale che sia la fonte reale di tutto questo, chiunque nel nostro secolo abbia aperto la
mente e il cuore alla riscoperta dellantica Saggezza Iniziatica deve qualcosa
allenigmatica madame Blavatsky. E - al di là di qualsiasi snobismo nei suoi
confronti - non può che concordare con lassioma da lei scelto per diffondere il suo
pensiero: "non vi è Religione superiore alla Verità!".
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