Donne Magiche |
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La Vagabonda del Tibet Alexandra David-Néel di Selene Ballerini |
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"È notevole come questa donna raffinata ed esigente, che aveva debuttato davanti ai regnanti di una corte europea e si era esibita nei maggiori ruoli drammatici, trovasse la parte più consona a cavalcioni di un grande mulo nero attraverso i pianori asiatici"Quando il 24 ottobre 1868, a Parigi, Alexandrine Borghmans apprese di aver partorito una bambina la sua delusione fu cocente: infatti lei, belga cattolica e monarchica, aveva preteso un figlio dal riluttante marito, il massone socialista Louis David, con la speranza di regalare un vescovo allamata Chiesa di Roma. Invece, ahimè, era nata una femmina!E che femmina si sarebbe scoperto presto: ribelle, femminista, ostile alle regole della buona società, assetata di conoscenza e così invasa dal sacro vagabondare da definire la sua vita "un lungo desiderio di viaggio".Le scappatelle di Alexandra iniziano prestissimo, a cinque anni, quando già sa suonare il pianoforte e leggere. Poi fra i 17 e i 18 le fughe la conducono in Olanda, Inghilterra, Italia, Spagna e nel 1888 di nuovo in Inghilterra, a Londra, ospite di un gruppo occultista chiamato la Società della Suprema Gnosi. Alexandra viene introdotta dalla Morgan, una degli adepti, nellambiente esoterico londinese.Soprattutto frequenta le conferenze della Società Teosofica di Blavatsky, alla quale David-Néel si iscriverà, a Londra, il 7 giugno 1892. E in una lettera del 17.3.1893 la teosofa Annie Besant sostiene che Alexandra fece domanda di ammissione anche alla sezione esoterica.Questo contatto è prezioso per la viaggiatrice anche da un punto di vista pratico: spesso infatti sarà ospite delle sezioni teosofiche, dove troverà calorosa accoglienza.Ed è appunto la S.T. a ospitarla quando nel 1888, abbandonata Londra, si stabilisce a Parigi. Nella capitale francese Alexandra conosce la duchessa di Pomar, frequenta le conferenze della Società Pitagorica, si associa alla Massoneria e matura linteresse per lOriente, tanto che si trasferisce in India per qualche anno.Rientrata in Europa nel 1893 è costretta per problemi economici a trovarsi un lavoro. Intraprende con successo la carriera di soprano, poi diventa direttrice del teatro lirico di Tunisi. È in quellambiente che conosce Philippe Néel, con cui si sposa nel 1904, lo stesso anno in cui muore lamatissimo padre. Nonostante la depressione che laffligge, sia per questa morte sia per linsofferenza alla vita matrimoniale, Alexandra vive un periodo di grande attività: pubblica articoli femministi, partecipa alle adunanze a favore del suffragio delle donne, scrive Il Buddhismo di Buddha.Finché il 12 agosto 1911 cede al grande richiamo della sua vita e simbarca per lOriente, lasciando al marito una lettera di arrivederci.Ospite ad Adyar, presso Madras, nel quartier generale della Società Teosofica, raggiunge a Pondicherry lo yogi Aurobindo, tre anni prima che al suo ashram approdasse unaltra nota esoterista parigina: Mère. Incontra poi il Dalai Lama in esilio (il suo paese era stato invaso dallimpero manciù) e due personaggi che avranno per lei speciale importanza: Sidkeong, maharajah del Sikkim, che morì di lì a poco e che condivise con Alexandra lappartenenza alla Massoneria e la volontà di liberare il Buddismo dalle superstizioni; e il mago eremita di Lachen, presso il quale Alexandra visse un apprendistato magico-dottrinale di due anni con il nome iniziatico Lampada di Saggezza. E tra i servitori di questultimo Alexandra conosce il giovanissimo Yongden, che diventa prima un inseparabile compagno di avventure, poi suo figlio adottivo.Mentre Philippe lattende invano a casa e la sostiene inviandole assegni e pubblicando i suoi articoli sul parigino Mercure Alexandra continua la sua esplorazione dellOriente: Calcutta, Giappone, Pechino (dove apprende la morte della madre), Kumbum. Infine tra il 21 e il 24 lestrema impresa: Lhasa, la città proibita, dove - prima donna occidentale - arriva travestita da pellegrina tibetana.Durante la lunga permanenza in Oriente, dovè stata accettata come una tibetana naturale, e considerata spesso lincarnazione di una divinità femminile, Alexandra ha tradotto testi, pubblicato articoli, tenuto conferenze e con il tempo la sua fama è cresciuta enormemente, tanto che quando nel 1925 torna in Francia viene accolta come una celebrità. Stabilitasi a Digne con Yongden (la cui presenza non viene accettata dal marito) parte nel 37 con lui per un nuovo viaggio in Oriente, visitando Siberia, Cina e Tibet e capitando nel bel mezzo della guerra cino-giapponese. È da lì che apprende la morte di Philippe. Tornata a Digne nel 46 continua a scrivere libri e articoli. Muore nel 1969, a 101 anni, non prima di aver subito lultimo grande dolore: la perdita di Yongden nel 55.Poliglotta, con una salute di ferro e una stupefacente capacità di adattamento, aristocratica e socialista, mistica e scettica, intrepida fra lande desolate, gelide e impervie, coraggiosa di fronte a tigri e leopardi e ancora abile conferenziera, soprano apprezzata, scrittrice prolifica, ardita intellettuale... Difficile enumerare le peculiarità e i variegati interessi di Alexandra David-Néel, una personalità complessa e multiforme che mal si adatta a essere classificata. Tuttavia la sua vita di esploratrice spericolata sinserisce perfettamente nel contesto del risveglio magico-esoterico dellOttocento, in particolare per quanto riguarda le donne, che in quel secolo, sulla scia della Rivoluzione francese, stanno vivendo il primo femminismo.Diversi elementi accomunano Alexandra ad altre due viaggiatrici esoteriche dellepoca, H.P. Blavatsky e Mère. Innanzitutto lattrazione per lOriente, che pare offrire una modalità di pensiero più elastica e affascinante: nel 1877 Helena Blavatsky, che dichiara tibetani i suoi misteriosi Maestri, istituisce ad Adyar la casa madre della Società Teosofica e Mère vive le sue eccezionali esperienze, dal 1920 alla morte, nella vicina Pondicherry, visitata nell11 da Alexandra. Inoltre sia Alexandra che Mère, parigine ambedue, abitano nel Nord Africa (in Algeria Mère negli anni 1905-1906, in Tunisia David-Néel, 1900-1904) e in Giappone, dove apprendono i segreti del Buddismo Zen (la prima a Kobe nel 17, laltra a Tokyo tra il 16 e il 20). Blavatsky e Alexandra si contendono il primato di prima donna occidentale entrata in Lhasa e condividono con Mère i molteplici viaggi. Inoltre sia Helena che Alexandra e Mira (vero nome di Mère) dimostrano unidiosincrasia per i figli e il rapporto di coppia duraturo: Helena si sposa due volte senza consumare il matrimonio e Mira lascia ambedue i mariti, affidando lunico figlio alle cognate e arrivando a rifiutare la sessualità. Quanto ad Alexandra, un po per il mancato affetto materno, un po per lamore morboso per il padre, è disgustata dal sesso e riesce ad amare il marito solo a distanza.Donne strane, particolari. Anche perché si occuparono di discipline occulte. Alexandra nella fattispecie si esercitò nelle tante, raffinate tecniche psichiche apprese in Oriente; ad esempio imparò così bene ad aumentare il calore del corpo da non soffrire più il freddo neppure seminuda in mezzo alla neve.Di questa e moltissime altre metodologie tibetane, nonché di incontri particolari da lei fatti e di riflessioni di monaci ed eremiti buddisti su temi mal compresi in Occidente, come la reincarnazione, il vegetarianismo e i poteri magici, David-Néel parla diffusamente nel suo libro più noto: Mistici e maghi del Tibet. Ed è lì che narra una sua sconcertante esperienza magica, quando applicando una tecnica tibetana creò un tulpa, ovverosia una creatura che, materializzata dal pensiero, può perfino assumere una sorta di volontà propria.In effetti con il tempo il suo tulpa mutò personalità e divenne "inopportuno. Sfuggiva al mio controllo. Un giorno un pastore che portava il burro vide il fantasma, che scambiò per un lama in carne e ossa. Avrei forse dovuto lasciare che il fenomeno seguisse il suo corso, ma la presenza indesiderata del lama mi innervosiva e si andava trasformando in incubo. Mi decisi perciò a dissipare lallucinazione della quale non ero completamente padrona. Ci riuscii, ma dopo sei mesi di sforzi". Alexandra stava sperimentando a sue spese la potenza e i pericoli dellantica magia tibetana |
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