
Aurel
M. Milloss, coreografo e ballerino ungherese naturalizzato
italiano, nacque a Ozora (l'attuale serba Uzdin), località
della Vojvodina, il 12 maggio 1906 e morì a Roma il 21
settembre1988.
Fondamentale
fu l'esperienza formativa a Berlino, a partire dal 1926, nella
scuola labaniana di Hertha Feist e poi presso l'Istituto
Coreografico diretto dallo stesso Rudolf von Laban, il fondatore
della danza moderna europea, come pure i corsi del grande
maestro italiano Enrico Cecchetti, che seguì negli stessi anni
a Milano e Torino. Nel 1932 Milloss iniziò la sua lunga e
feconda carriera di coreografo a Breslau.
Direttore
del ballo presso lo Stadttheater di Augsburg (1932-34) e la
Opernhaus di Dusseldorf (1934-35), si segnalava per la fecondità
creativa e lo stile in cui coniugava l'eredità tecnica della
danza classico-accademica con le conquiste della nuova danza
moderna. Costretto a fuggire dalla Germania nazista nel dicembre
1935, si rifugiò in Ungheria e poi in Italia, dove divenne
coreografo e direttore del ballo presso il Teatro Reale
dell'Opera di Roma dal 1938 al 1945, recando un apporto decisivo
alla rinascita del balletto nel nostro Paese.
Dopo la
guerra Milloss lavorò in molti teatri in tutto il mondo, alla
Scala di Milano (1946-47), al Colon di Buenos Aires, al comunale
di Firenze, al Massimo di Palermo, al Theatre des Champs-Elysées
di Parigi. E' stato coreografo e direttore del ballo della
Opernhaus di Colonia (1960-63) e della Staatsoper di Vienna
(1963-66 e 1970-73). Milloss ha creato complessivamente 177
balletti ed è stato autore di un elevato numero di danze
d'opera, oltre che celebrato regista.
Danzatore
dalla potenza espressiva notevolissima, versata nei registri del
grottesco e del macabro, come coreografo ha teso sempre di più
a fondere la tecnica e lo stile moderni con quelli classici. Con
esiti eccellenti (per es. per Il mandarino meraviglioso
di Bartók con la scenografia di Prampolini, 1942) partecipò
direttamente al lavoro dei compositori e collaborò con i
pittori Afro, Cagli, De Chirico, Guttuso, de Pisis, Mafai,
Basaldella, Scialoja, Severini.
Tra le sue
opere di più alto impegno per ricerca psicologica e forza
espressiva vanno ricordate: La Follia di Orlando (su
musica di Petrassi, l947), Marsia (musica di Dallapiccola,
1948), Mystères e Memorie dall'ignoto (musica di
Bartòk, rispettivamente 1951 e 1959), Deserti (musica di
Varese, 1965), Tautologos ( musica elettronica di Ferrari,
1969), Dedalo ( musica di Turchi, 1972), Visage di
Berio (1973), Jeux di Debussy (1975), La rivolta di
Sisifo di Petrassi (1977). Della sua vasta produzione non
vanno dimenticati infine Il Figliol prodigo (musica di
Prokofiev), Il Canto dell'usignolo (musica di Stravinskij),
Estri (musica di Petrassi, Spoleto 1968), Fantasia
indiana (musica di Busoni).
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Tra le pubblicazioni su Aurel Milloss
promosse dalla Fondazione Cini:
Patrizia Veroli,,.MILLOSS,
Libreria Musicale Italiana Editrice
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