La
più autentica danzatrice Futurista che l’Italia poté vantare negli
anni Trenta
A Giannina Censi, la più autentica danzatrice Futurista che l’Italia
poté vantare negli anni Trenta.
La Censi si avvicinò prima alla danza classica a Milano e a Parigi, dove
si esibivano i Ballets Russes, le danzatrici indiane e l’affascinante
Josephine Baker, per passare poi attraverso molteplici esperienze,
esibendosi in recital antologici, in rappresentazioni teatrali ed in brani
classici.
Ma
fu la danza nuova, quella del corpo-macchina, del corpo capace di muoversi
con la velocità composita e sintetica delle ruote, delle eliche, delle
ali del moderno aeroplano, a darle una lunga fama nel tempo, pur vedendola
impegnata solo per pochi anni - dal 1930 al ‘32 - a fianco di Filippo
Tommaso Marinetti, autore del Manifesto della Danza Futurista del 1917, e
di Enrico Prampolini, aeropittore.
Seguirà
l’addio alla danza per una problema fisico, ma non dal palcoscenico che
la vide impegnata con varie compagnie di giro, di prosa e di rivista, fra
cui quella della mitica Wanda Osiris.
In
seguito si dedicherà all’insegnamento e saranno proprio le allieve a
rinverdire i suoi ricordi futuristi ed a ricrearne lo stile
originalissimo.
|