LE COLLANE DI AKKUARIA

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Ci vorrebbero libri e libri interi per elencarli tutti. Qui ci limiteremo ai più noti.
Fra i musicisti, oltre Vincenzo Bellini, ricorderemo Giovanni Pacini (cui è stata dedicata la villetta omonina, detta anche dei varagghi, cioè degli sbadigli), Pietro Antonio Coppola, (nato ad Enna ma catanese di adozione, gli fu intitolato il vecchio “Comunale” andato distrutto in periodo di guerra neI 1943), Giovanni Bucceri, Giuseppe Perrotta, Francesco Paolo Frontini, Pietro Platania, Antonio Savasta, Vincenzo Alonzo Lombardo, Giovanni Rizzotti, Alfredo Sangiorgi, Filippo Tarallo, Ascanio Bazan, Martino Frontini, Antonio Gandolfo, Santo Santonocito, Salvatore Malerba, Enrico Mineo, Generoso Sansone.

Cantanti lirici di fama mondiale come Di Stefano e Fisichella, quindi gli altri tenori Franco Lo Giudice, Giuseppe Anselmi, Giuseppe Fontanarosa, Salvatore Patti, (padre della grande Adelina), Giulio Crimi, il soprano Tina Celi, i baritoni Enrico Roggio e Carmelo Maugeri, il basso Paolo Nastasi.

Fra gli scrittori e poeti ricorderemo Giovanni Verga, Luigi Capuana, Federico De Roberto, Mario Rapisardi, Domenico Tempio, Nino Martoglio, Vitaliano Brancati, Giuseppe Villaroel, Ercole Patti, Antonio Aniante (pseudonimo di Antonio Rapisardi), Giovanni Centorbi, Titomanlio Manzella, Boley (pseudonimo di Francesco Buccheri), Pippo Fava, Gesualdo, Manzella Frontini, Nello e Massimo Simili, Giuseppe Artale, Domenico Castorina, Francesco Guglielmino, Giovanni Formisano, Guido Pietro Cesareo, Ottavio Profeta, Antonio Bruno, Ferdinando Cajoli, Arcangelo Blandini.

E poi quei grandi poeti che meriterebbero una definitiva riscoperta quali Antoni di Oliveri, Bartolomeo Asmundo, Giovanni Nicolò Rizzari, Pietro Pavone, Giuseppe Borrello, Giuseppe Marraffino.

Fra gli artisti di Teatro (e di Cinema) i grandissimi Angelo Musco e Giovanni Grasso, Rosina Anselmi, Umberto Spadaro, Saro Urzì, Turi Pandolfini, Nino Zuccarello, Tommaso Marcellini, Giacinta Pezzana (torinese di nascita), Michele Abruzzo (nativo di Sciacca), Oreste Bilancia, Totò Majorana, Franco Corsaro, Marinella Ragaglia, Virginia Balestrieri, Mimì Aguglia, Giovanni Grasso jr, Turi Ferro.

Commediografi come Orazio Motta Tornabene (La Giostra, U spurugghiafacenni), Antonino Russo Giusti (L’eredità dello zio canonico, Gatta ci cova, Il cittadino Nofrio), Francesco De Felice (Il santo, Il campanaccio), Saverio Fiducia, anche noto scrittore (Passeggiate sentimentali, Notte senz’alba), Giuseppe Patané (L’orecchio di Dionisio, Fra’ Diavolo), Giuseppe Macrì (Fiat voluntas Dei), Pippo Marchese (I Don, Il vitello d’oro) ecc.

Fra gli storiografi (senza andare troppo indietro nel tempo perché allora dovremmo segnalare, assieme ad Enrico Aristippi e G. B. De Grossis, molti altri) Vito Maria Amico, Vincenzo Casagrandi, i Cristadoro, Salvatore Battaglia, Ugone Falcando, Vito Coco, Carmelina Naselli, Vincenzo Finocchiaro, Enzo Maganuco, Santi Consoli, Francesco Ferrara, Francesco Granata, Matteo Gaudioso, Vincenzo Cordaro, Benedetto Condorelli, Francesco Pastura, Orazio Viola, Pietro Carrera, Nicola Niceforo, Nunzio Vaccalluzzo, Salvatore Lo Presti, Arturo Trombatore, Guglielmo Policastro, Antonino Germanà Di Stefano. In più la schiera dei viventi.

E poi la grande famiglia Platamone, i vulcanologi Gemmellaro, il filologo Nicola Spedalieri, il critico Gino Raya, il mecenate Antonio Ursino Recupero, il geofisico Filippo Eredia, il latinista e critico Concetto Marchesi, il pedagogista della Scuola idea/istica Giuseppe Lombardo Radice, l’archeologo e accademico Ignazio Paternò Castello principe di Biscari, il politico e grande sindaco idolatrato dai catanesi Giuseppe Giuffrida De Felice, l’insigne naturalista Giuseppe Gioeni (in suo onore sorse l’Accademia Gioenia), i giornalisti Alfio Russo e Concetto Pettinato, uno dei più celebrati mandolinisti del mondo: Giovanni Gioviale, il mitico schermitore e maestro d’armi Agesilao Greco, l’indutriale Mario Sangiorgi che creò il complesso omonimo fra i più completi d’Europa, i fisici Enrico BoggioLera ed Ettore Majorana, enorme ingegno misteriosamente scomparso nel 1938, il restauratore morale e spirituale di Catania, dopo l‘immane terremoto del 1692, Giuseppe Cilestri.

I maestri del Foro Giovanni Albanese, Luigi Macchi, Giovanni Motta, Giovanni Auteri Berretta, Mario Benenati, Gabriele Carnazza, Salvatore Paola, Giuseppe Simili.
I grandi giuristi come Mario Cutelli, Santi Di Paola, Vincenzo Gueli, Vincenzo Lanza, Dante Majorana, Attilio Castrogiovanni, ideologo del separatismo siciliano.

I grandi della Medicina, specialisti di fama nazionale, come Salvatore Citelli (appassionato alpinista costruì il Rifugio sull’Etna che porta il suo nome), Gesualdo Clementi, Gaetano Fichera, Raimondo Feretti, Carlo Gemmellaro, Giovanni Reguleas, Giuseppe Lino, Antonino Longo, Giuseppe Muscatello, Euplio Reina, Francesco Russo, Salvatore Tomaselli, GB. Ughetti, Santi Currò, Eugenio Aguglia.

Insegnarono all’Università nomi di eccelsa fama come il leggendario Giacobino Nepomuceno Gambini, Nicolò Tezzano, Salvatore Battaglia, Andrea Capparelli, Pietro De Logu, Vincenzo Giuffrida, GB. Grassi Bertazzi, Vincenzo Gueli, Federico Ciccaglione, Francesco Guglielmino, Ignazio Landolina, Guido Libertini, Antonino Clementi, Salvatore Marchese, Bernardo Colnago, Giuseppe Recupero, Orazio Condorelli che fu anche apprezzato uomo politico, Nicola Coviello, Vincenzo Tedeschi, Francesco Tornabene (fondò l’Orto Botanico), Giorgio Piccitto, Gustavo Vagliasindi, Santi Mazzarino, Carmelo Ottaviano, Giulio Natali, Gian Filippo Ingrassia (inventore della medicina legale), Ettore Romagnoli, Paolo Savy-Lopez, Francesco Carnelutti.

Oltre i celebri, e conosciuti in tutto il mondo: Emilio Greco e Francesco Messina, furono noti artisti i pittori Alessandro Abate, Natale Attanasio, Giuseppe ed Antonino Gandolfo (zio e nipote), Michele Rapisardi, Giuseppe Sciuti, Calcedonio Reina (fu anche letterato), Roberto Rimini, Olivio Sozzi Archimede Cirinnà, Pasquale Liotta, Carmelo Comes, Saro Mirabella; gli scultori Francesco Licata, Carmelo Florio, Francesco Di Bartolo e Francesco Rapisarda (anche raffinati incisori come lo fu Antonio Zacco), Mimmo Maria Lazzaro, Carmelo Mendola, Francesco Schilirò, Antonio Calì, Salvo Giordano, Eugenio Russo, Rosario Frazzetto.

Gli architetti Carmelo Aloisi, Francesco Battaglia, Sebastiano Ittar (anche provetto incisore e figlio di Stefano). Gli ingegneri Ignazio Landolina, Giuseppe e Paolo Lanzerotti. Gli editori Battiato Giannotta, Prampolini, Muglia, Di Paola. I cantastorie famosi in tutta Italia Orazio Strano Grasso, Busacca, Balsamo e altri.


(Tratto da “Breviario della Storia di Catania” Dalle origini ad oggi - di Aldo Motta)

 

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