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Speciale Sant'Agata

Il martirio si Sant'Agata

 

Catania, rinata molte volte da devastanti terremoti e eruzioni dell'Etna, ha tributato alla Patrona chiese e monumenti tra i più belli e prestigiosi. Oggi si possono ammirare nella salita dei Cappuccini, all'interno della chiesa di Sant'Agata al Carcere, i ruderi del III secolo d.C. che contengono la prigione dove Sant'Agata patì il martirio e vi spirò.

Vicino ci sono le chiese di Sant'Agata alla Fornace (in piazza Stesicoro) e di Sant'Agata la Vetere (via S. Maddalena), la prima cattedrale di Catania (appunto la Vetere) e forse luogo della prima sepoltura. Ancora la Badia di Sant'Agata, la stele in piazza dei Martiri, la fontana di via Dusmet, il Duomo normanno-barocco.


Mentre la Basilica Cattedrale conserva le relique in pregevoli lavori di oreficeria, opere del Di Bartolo come il busto e lo scrigno (non c'è una statua di Sant'Agata), la chiesa del Sacro Carcere rappresenta il centro del culto agatino, la storia vivente del martirio, della vicenda agatina. Nel tempio, oltre alla buia stanzetta, si può vedere la lastra lavica in cui sono impresse le orme dei piedi. In questo tempio, che presto sarà santuario, il catanese ritrova la sua identità spirituale.

I catanesi eressero il carcere come uno dei baluardi delle vecchie sue mura. Lo attesta il bastione, ancora oggi ben visibile che fa parte della parte muraria risalente alla fine dell'XI o all'inizio del XII secolo. Il carcere era interrato e annesso alle costruzioni nei pressi del pretorio dell'antica città romana, là dove c'era la residenza rappresentativa di Quinziano, suo persecutore.

La chiesa custodisce alcune fra le più preziose memorie religiose e storiche cittadine, ha una suggestione campestre nonostante inserita in piena città. Sopra l'altare maggiore una grande tavola datata 1588 e firmata dal Niger, raffigurante Sant'Agata al rogo. A fianco del carcere una pietra di lava, molto venerata, con l'impronta dei piedi.

In sagrestia notevole la targa antica (sec. XV) con immagine della Santa. Lapidi commemorative, bassorilievi, un epigrafe "Noli offendere patriam Agathae, quia ultrix iniuriarum est" (Non offendere la patria di Agata, perché è vendicatrice delle ingiurie), un quadretto settecentesco rappresentante la Patrona.


 

Gli interventi


Catania e Sant'Agata, un binomio antico e indissolubile

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Il martirio di Sant'Agata
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La chiesa di Sant'Agata la Vetere