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CHIESA DI SANT'AGATA LA VETERE

Eretta nel 313 d.C. fu cattedrale per ben 770 anni

di Giorgio Russello

Fu il primo Vescovo catanese Sant'Everio a far costruire occultatamente una chiesa in onore della martire S.Agata, che nacque a Catania nel 238 e fu martirizzata nel 252.


La Chiesa di Sant'Agata la Vetere venne eretta tra le rovine del ex "pretorio" (palazzo del proconsole romano), e consacrata nel 262 d.C. Quando l'imperatore romano Costantino permise ai cristiani l'esercizio pubblico del sacro culto, la chiesa di Sant'Agata la Vetere venne pubblicamente venne eretta intorno all'anno 313 d.C. e fu cattedrale per ben 770 anni, fino alla venuta dei normanni a Catania. 
Verso il 776 il vescovo di Catania San Leone, detto il "taumaturgo" ampliò e migliorò la struttura cambiandone l'antica forma. 
A sottrarre le reliquie della santa fu Giorgio Maniace, che inviato dall'imperatore bizantino Michele IV alla riconquista della Sicilia che dal 975 era sotto la dominazione saracena. Al suo ritorno a Costantinopoli, nel 1040. Le Relique furono deposte nella chiesa di Santa Sofia e per ben 86 anni rimasero a Costantinopoli. 


Quando le Reliquie erano ancora in S. Agata la Vetere moltissimi dei più famosi personaggi dell'epoca vennero a venerare la martire, tra questi ci fu Papa Virgilio; Riccardo cuor di leone, che nel 1091 si trovava in viaggio verso la Palestina , offrì dono alle Reliquie della Santa, il suo prezioso diadema in oro gemmato, con cui tuttora è adornata.


Tanti altri personaggi, tra i quali Re e Vicere che dominarono la Sicilia, lasciavano, in ricordo del loro passaggio, doni preziosi. 
Intorno al XI sec. la sede vescovile venne spostata nella nuova cattedrale normanna, eretta dal conte Ruggero dal 1088 al 1091.
Nel 1605 fu annesso alla chiesa la costruzione di un convento che venne poi distrutto insieme alla chiesa dal terremoto dell'11 Febbraio 1693.
Invece a danneggiare la volta ed altri elementi fu il terremoto del 1818. Il convento venne subito ricostruito con una forma diversa e più ampia.
Con il terremoto del 1990 la Chiesa fu definitivamente chiusa per restauro e venne riaperta dal 3 al 5 Febbraio per la processione della santa. 
Il convento annesso attualmente è occupato dall'Istituto Ostetrico Ginecologico. 

L'interno


La chiesa è ubicata nella piazza omonima in via S Maddalena. Il portone, rivolto verso ovest, reca un'iscrizione di San Francesco d'Assisi, danneggiata da un fulmine, il prospetto è in semplice muratura; la piante è a croce latina con un'unica navata che misura 47 metri circa e larga 9 con sei altari laterali. 
Entrando all'interno della Chiesa si può osservare con il seguente ordine un mausoleo dedicato ad Antonio Calì, e vi è anche il luogo dove gli furono strappate le mammelle.
 1. Il primo Altare con un grande dipinto su tela raffigurante la Madonna della maternità in un profondo vano un'Arca dove furono conservate per più di 5 secoli le Reliquie della Santa 
2. Il secondo Altare con un quadro del 1851 di Paolo Vaccaro dov'è raffigurata la Madonna degli angeli.
3. Il terzo Altare con la tela del Pennisi raffigurante S.Agata al carcere con le mammelle recise e San Pietro e un angelo, un piccolo dipinto di Santa Lucia e un'urna di vetro contenente il corpo in cera di Sant'Agata. Una grande abside con l'arco ovale, sormontato da un'aquila in gesso.


Sotto l'altare maggiore vi è posto un sarcofago in pietra di epoca romana. Non ha il coperchio originale, dove fu conservato la salma della Santa prima che venisse portata a Costantinopoli. 
In questo sepolcro andò Santa Lucia per implorare alla santa la guarigione della madre. In memoria di questa visita il 13 Dicembre si festeggia la martire siracusana. 
Nella parte nord dell'abside vi è un basso rilievo che rappresenta Sant'Agata in carcere con San Pietro. L'iscrizione in gotico antico è poco leggibile a causa della corrosione. 


Alle spalle dell'altare maggiore si trova l'organo e un quadro del Buon Pastore.
4. L'altare del SS. Crocefisso è senza simulacri, con una piccola tela dell'Addolorata. 
5. L'altare della Madonna dei bambini è rappresentato con un piccolo quadro della sacra famiglia e uno molto grande dell'1899 rappresentante la vergine Sant'Agata.
6. Un altro altare dove v'è un simulacro simulante cristo alla colonna.
Vi è anche un sotterraneo da cui si accede tramite una scala. All'interno del sotterraneo si trova un altare, con un dipinto di S. Agata. Nelle pareti vi sono fenditure contenenti reliquie. 
Il sotterraneo è composto da tutta una serie di sottopassaggi che anticamente si collegavano a Sant'Agata al carcere e a San Biagio. Cunicoli che a tutt'oggi sono rimasti chiusi.
Bibliografia:
Rasà Napoli Giuseppe: Guida e breve illustrazione delle Chiese di Catania

Gli interventi


Catania e Sant'Agata, un binomio antico e indissolubile

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Il culto di Sant'Agata
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La chiesa di Sant'Agata la Vetere