Si pensa che lEtna sia nata dal mare poiché
quando accadde questo evento nessun uomo cera. Alcuni storici, tra cui Pindaro ed
Eschilo, diedero spazio alla fantasia descrivendo questo avvenimento attraverso il mito.Ai
tempi hanno creduto addirittura che il Vulcano fosse lofficina di Efesto o dei
Ciclopi ed altri che fosse la colonna del cielo, sotto cui giaceva il gigante Tifeo che
muoveva la terra. Altri ancora, tra cui Omero ed Eschilo, descrissero la nascita del
Vulcano attraverso la prima eruzione avvenuta nel 475 a.C.
In origine la Sicilia era un grande arcipelago formato da
piccole isole, dove il mare occupava una vasta parte.
Erano zone che andavano tra Caltagirone e Comiso e che
comunicavano attraverso la piana di Catania. Altre zone, come Caltanissetta, Milazzo e
Siracusa, erano ancora sotto il livello del mare.
Pare che un tratto di mare ribollente fosse giunto sino ai
Nebrodi.
Quella zona fu invasa da alghe secche e pesci morti e la
leggenda narra che a seguito di questa eruzione si formò il vulcano dellEtna.
La grande montagna fu presto riempita da una grande
vegetazione, quali Lecci, Pini, Faggi, Abeti, Castagni e tante altre piccole piante.
A popolare questa vegetazione furono Buoi, Bisonti, Leoni,
Lupi, Volpi, Cervi, Daini, Ippopotami e molti uccelli. Molte specie furono scomparvero a
causa di catastrofi naturali.
In seguito luomo iniziò a popolare la zona,
convivendo con il vulcano e custodendone la storia a 3000 metri di altezza.
Stimolate dallimmaginazione popolare alla storia
della nascita dellEtna si uniscono varie leggende, come per esempio il ratto di
Proserpina, legata alla grotta della chiesa, unimponente galleria di scorrimento
lavico (ubicata in territorio di S. G. Galermo), ritenuta la porta dellade da cui
sarebbe uscito Plutone per rapire la bella figlia di Cerere.
Molti sono i miti che rappresentano la storia
dellEtna ed è certo che il cantore di Ulisse non avesse mai visitato la Sicilia,
quindi non aveva avuto modo di visualizzare lattività vulcanica, così, del resto,
non ebbe la possibilità di vedere i terribili giganti né del resto il ciclope Polifemo.
Tra le popolazioni
greche, al tempo della guerra di Troia, lEtna e i suoi fuochi erano immagini comuni.
Si credeva che Zeus, padre degli dei, vi facesse preparare
i suoi fulmini dal figlio Efesto o Vulcano e che la stessa armatura di Achille fosse
uscite dalle dellEtna.
Daltra parte anche la stessa mitologia pre e
post-omerica, trattando la rivolta dei giganti, dopo che Zeus aveva confinato nel tartato
i titani, vuole che Encelodo, uno dei giganti sopravvissuti alla morte di Alcirico,
Porfirione, Eurito, Clinzio e Minare, colpito da un gran masso scagliatogli contro da
Atena ne rimanesse schiacciato e desse origine allisola di Sicilia.
Anche Virgilio, riprendendo la mitologia olimpica, ci
suggerisce I tre mitici giganti: Sterope, Pirocmone e Bronte, abitatori delle falde
dellEtna uccisi da Apollo per vendicare la morte del figlio Aselepio.
Le ombre di questi vagano nei meandri del vulcano: erano
questi stessi ciclopi monocoli, costruttori di mura e fabbri ferrai, che avevano aiutato
Efesto a costruire i fulmini di Zeus.
LEtna rappresentava, per le popolazioni del
mediterraneo, il simbolo del fuoco, luogo abitato da selvaggi dediti a violenze
primordiali ed anche al cannibalismo. Solo così il grande Omero poté descrivere quelle
pagine sulla ferocia e sulla potenza di Polifemo, abitatore delle caverne, dedito alla
pastorizia, lanciatore di massi, uomo primitivo e brutale rivestito di pelli.
Volendo ancora approfondire lesame circa il rapporto
tra lEtna e le popolazioni primordiali, non si possono non riportare i temi della
mitologia post-omerica che si svilupparono in questo territorio tra tante e tali leggende
quella del pastore Aci e della Ninfa Galatea. Questultima aveva sdegnosamente
respinto lamore di Polifemo. Il ciclope, sorpresi i due amanti, in un accesso di
bestiale furore, scagliò sul rivale un pezzo di rupe. La ninfa per strapparlo da sicura
morte, tramutò linnamorato in un fiume che da lui prese il nome e alla cui foce, in
seguito sarebbe approdato Ulisse.
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