Personaggio popolare e pittoresco
della Catania a cavallo tra due secoli, il XIX e il XX.
Era una donna minuta, tuttaltro che sgraziata, era
"la fioraia della Villa, sfiorita per conto suo, ma con la camicetta ostinatamente
sfavillante di dorati lustrini" (Domenico Magrì). Andava anche su e giù per via
Etnea "con i fasci di fiori di campo, le margherite, le rose, che offriva alle
coppiette di fidanzati sperando di ricevere una ricompensa, e di sera si piazzava davanti
ai teatri" (Pietro Nicolosi).
In fondo, era unimmagine gentile con i suoi
coloratissimi costumi ricchi di nastri, una immagine che sotto i lustrini tentava di
nascondere unimmensa povertà.
Ma cera anche un pizzico di femminile civetteria in
quello strano abbigliamento! Andava spesso in giro con la madre "ma gli stenti le
avevano rese uguali e sarebbe stato difficile capire, a vederle, chi di esse fosse la più
vecchia" (Giuseppe Toscano Tedeschi).
Dinverno trascorrevano gran parte delle giornate sui
gradini della chiesa di San Biagio, in piazza Stesicoro, ma destate si trasferivano
al giardino Bellini, sempre popolato di catanesi che accorrevano ad ascoltare i concerti
della banda: e lì Billonia poteva raggranellare qualche soldino in più.
Poi la madre morì, e poco dopo scoppiò il primo conflitto
mondiale: "e, mentre il mondo dava addio ai divertimenti e alle spensieratezze di un
tempo, neanche Billonia, la semplice e inutile fioraia, travolta dai tempi e dalla guerra,
ebbe più motivo di sopravvivere"(Pietro Nicolosi).
Nessuno la vide più.
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