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20-21-22 marzo 2009
Un viaggio tra le bellezze di Butera
Premio letterario Fortunato Pasqualino
LA CHIESA DI SAN TOMMASO APOSTOLO (MADRICE)
Nella
parte settentrionale della città c’è la Chiesa di San
Tommaso, oggi la Matrice, a poca distanza dell’attuale Porta
Reale, dalla quale nel 1089 entrò vittorioso il Conte
Ruggero. La Chiesa è a croce latina, con cupola e tetto a
volta; misura mq. 150 circa ed i suoi lavori di stucco sono
di Giovanni Maienza ed i dipinti di Domenico Provenzano. I
marmi che ornano gli altari, danno alla Chiesa un aspetto
importante e la magnificenza di un bel tempio. La principale
Chiesa di Butera allora era San Giovanni Battista, mentre
prima era Santa Maria del Castello. Nel 1315 ad opera di Fra
Tommaso Buttiglieri, buterese, le vennero donati: il capo di
Santa Sofia v.m. equello di Sant’Orsola v.m. il braccio di
S. Mauro, S. Calli-sto, alcune ossa di S. Anastasio, una
bibbia antica scritta in carattere gallicano su carta
percorina. L’epigrafe ancora si può leggere; il marmo è
stato collocato sulla parete della Chiesa a sinistra
entrando in sacrestia; nell’epigrafe si legge: - Anno Domini
1315 Dominus Thomas de Butera Procurator regis Siciliae
Federici Romae et in Alemania legatus, Santarum reliquiarum
misit arcam pro hac ecclesia Santi Lohannis muneribus ditata
et 1542 per illustrissimum Episcopum Syracusarum Dominum
Hieronum Boninia, aperta et inventis sanctorum reliquiis de
sanctis ultra novo transunto illas approbavit. - Quando fu
distrutta la Chiesa di S. Giovanni Battista le reliquie
vennero trasportate nella Chiesa di San Tommaso Apostolo,
l’attuale Chiesa Madre, dove attualmente esistono la testa
di S. Orsola ed il braccio di S. Calli-sto. Io
personalmente, quando era Parroco Mario Scarlata,
frequentando la Parrocchia, vedevo due teste e molte altre
ossa, la nicchietta era piena, oggi è vuota. Abbiamo anche
una lapide in memoria che porta la seguente iscrizione: -
... tot per actis annis cum ipsa reliquiarum arca non ea
maneret decentia Sacerdos Dominus Antoninus Sfragaro
Vicarius ob sui devotionem hanc cappellam cum et superius ex
suo struete fecit, in qua trastulit sanctorum reliquias
ipsas pro debito onore et Dei maiore gloria (petit ut Deum
pro eo et suis rogatis et hic funeraria voluit). Actum XII
calendis novembris 1633. Nel 1500 la Chiesa di San Tommaso
fu scelta come Parrocchia. L’origine della Chiesa però è
molto antica come possiamo dedurre da certe epigrafi
scolpite su pietra nei muri perimetrali. Il portale centrale
della Chiesa porta scolpito l’anno 1195; molti restauri ha
subito in passato; in una lapide posta sul muro esterno
dell’abside si nota che nel 1684 fu ampliata e ricostruita
ad opera dei benefattori: Bar. Carafa CarloInnocenzo Accardo,
Giulia Mallia - Gabriele Giurato - Pietro Angelo Sfragara.
Altri restauri risalgono al 1829 ed in una epigrafe tra il
campanile ed il portone d’ingresso è detto che nel 1829 alla
ricostruzione dèlla Chiesa contribuirono tutti i fedeli. Nel
1940, per iniziativa del Par. Mario Scarlata vennero fatti
lavori con il contributo dei fedeli, la banconata in marmo
per tutto il perimetro interno, ed una lapide, a destra
della porticina del campanile, ne porta l’iscrizione. Nella
Chiesa abbiamo: 1) Una croce bizantina in smalto del VI
secolo, sul battisterio; 2) La pala centrale sull’altare
maggiore raffigurante l’Assunzione della Madonna, di grande
valore artistico del Paladino; 3)11 battesimo di Gesù,
pittura ad olio di ignoto autore del XVII secolo; 4) Un
quadro di Santa Maria degli Angeli, del Paladino; 5) Un
quadro su tela, pregevolissimo, rappresenta la flagellazione
di Cristo, nella parte sottostante il quadro sono scritte
alcune parole di Isaia, V verso del salmo 411, datato 1630;
6) Quadro dipinto su tavola, rappresentante San Tommaso
Apostolo del 1311; 7) Altro quadro su tavola, rappresentante
San Pietro, del 1311: 8) Quadro dipinto su tavola
rappresentante Maria Santissima delle Grazie; 9) Quadro
dipinto su tavola rappresentante San Giovanni Evangelista;
10) Quadro dipinto su tavola rappresentante San Luca
Evangelista; 11) Quadro rappresentante la deposizione dalla
croce, dipinto di Rosario Tinnirello, buterese, nel 1765:
12) La statua di Cristo in croce, scolpita da Valentino
Riggio di Butera. Durante la Settimana Santa viene portata
in processione sul letto di morte a sera inoltrata; 13) La
statua della risurrezione di ignoto pittore.
Di seguito, la descrizione della chiesa da parte di Don
Giulio Scuvera:
La Chiesa Madre di Butera, dedicata a San Tommaso
Apostolo, sorge nella parte settentrionale della città. Essa
fu realizzata a partire dalla fine del XII sec.,
precisamente nel 1185. La Chiesa, è a croce latina, rivolta
a nord della città, e ad unica navata, e la copertura della
navata e del transetto è costituita da volte a botte,
l’incrocio della navata e del transetto è coperto anch’esso
da una ampia cupola.
Gli ingressi sono tre, di cui due sulle facciate centrale e
una sul prospetto laterale nord-est, L’architettura esterna
si presenta come una massa compatta di muratura a
costruzione a pietra a buciato “pietra sabucina”. Nel
portone d’ingresso principale, di forma a mezzo arco, si
nota al centro un semi capitello a gettante, e sul capitello
si nota lo stemma papale. L’ingresso è preceduto da una
scalinata a doppia entrata; mentre l’ingresso secondario è
preceduto da una scalinata rettangolare, e a destra si legge
la data del restauro della chiesa ad opera di tutti i
fedeli, (1829).
La Chiesa possiede al suo interno numerose e pregevoli
opere. Domenico Provenzano si debbono i dipinti che troviamo
sulla volta della navata centrale, Gesù e la Samaritana;
Isacco con Esaù e Giacobbe; Eva cacciata dal paradiso
terrestre; Dio e la creazione di Adamo ed Eva; la
Trasfigurazione; la Resurrezione di Lazzaro; il Sacrificio
di Abramo; Mosè e i dieci comandamenti, del transetto e
dell’altare Maggiore. Mentre nei pennacchi della cupola
risaltano le figure dei quattro evangelisti. Sono presenti
diverse tele sei-settecentesche e ottocentesche di buona
fattura: la pala dell’altare Maggiore raffigurante
l’Assunzione della Madonna, di grande valore artistico di
Filippo Paladino, del XVII sec., il trittico di grande
valore del XV sec. dipinto su tavola, raffigurante San
Tommaso Ap., San Pietro Ap., e Maria Santissima delle
Grazie, la Croce trionfale di grande valore del XIV sec.,
dipinto su tavola raffigurante Cristo crocifisso che Vince
il peccato e la morte.
I lavori di stucco sono di Giovanni Maienza. I marmi che
ornano gli altari, danno alla Chiesa un aspetto importante e
la magnificenza di un bel tempio, i Medaglioni in alabastro
ai lati dell’altare maggiore che raffigurano: il Sacrificio
di Abramo; Melchisedek; e Giuseppe venduto dai fratelli.
L’altare centrale è caratterizzato dal coro ligneo, a destra
e a sinistra, stallo datato (10/03/1954). Nel 2000 tutto il
pavimento è stato restaurato, prima era in piastrelle di
gramiglia di cemento, oggi è stato sostituito con lastre di
marmo bianco di Carrara, estese anche all’abside. Negli anni
’80 sono state rimosse le balaustre, di gramiglia di cemento
e di poco valore artistico. Ad iniziare dell’altare nel
2004, da una forma rettangolare è stato sostituito a forma
quadrangolare, (si estende verso i quattro lati del mondo),
è in marmo bianco Extra o Statuario di Carrara e simboleggia
la Divinità di Cristo, la sua sfolgorante bellezza durante
la trasfigurazione; di giallo orientale, riferito al colore
della terra. Il basamento della parte inferiore è a forma di
croce (centralità), è anche un grande cubo bianco. I quattro
spigoli rappresentano le vestigia di un protendersi della
base verso l’apice. Altra parte importante è l’ambone, luogo
dove avviene la proclamazione della Parola di Dio. L’ambone
ricorda la tomba vuota della Resurrezione di Cristo; è di
marmo giallo orientale, colore della terra e marmo Extra o
Statuario di Carrara quasi a simboleggiare lo splendore
dell’Annuncio. L’aquila è in bronzo che sostiene il leggio.
L’ambone è correlato all’altare, visto che è costruito con
gli stessi materiali, si innalza dal basamento di quasi due
metri di altezza e richiama “ il sepolcro vuoto” .
Lungo tutto il perimetro della chiesa si evidenziano: i
pilastri o balastre, con capitello composito di colore
bianco e blu; la decorazione, prima della volta che percorre
tutto il perimetro evidenziando lo stile a spirale che
percorre tutto il fregio sopra la finitura a lunette con
decorazione a candelatura; un intreccio nell’arco del tetto
che è a volte a botte, tra un quadro e l’altro e in sequenza
si notano rosette decorate in stile rococò; un’altra
decorazione sopra il fregio a palmetta color lilla; i
pilastri ai lati dell’altare maggiore, a capitello
composito, hanno una funzione strutturale - parasta; la
decorazione si completa sull’altare centrale sopra le
colonne con il timpano e lungo la superficie – “geison”. Le
rosette lungo la cornice vengono alternate da mensole con
decorazione ad ovuli; le decolorazioni si ripetono ora sul
fregio, ora sulle nicchie la parte interna della volta,
nelle nicchie viene chiamata extra dosso. Al centro della
volta, prima del transetto, si nota a rilievo lo stemma
papale con decorazione a nastro a cartiglio. Ai lati del
transetto si notano le nicchie del Crocifisso a destra, e
del Cristo Risorto a sinistra, con le statue dell’Addolorata
e della Madonna della Resurrezione, ai lati delle nicchie si
notano le colonne che funzionano da pilastro decorativi.
Come possiamo vedere, si presume che la Chiesa sia stata
elevata a dignità di “BASILICA MINORE”, anche se in Chiesa e
fuori la Chiesa sono state scolpite gli stemmi Papali, ma
per scarse decreti trovati nell’archivio parrocchiale la
Chiesa rimane nello stato attuale.
In oltre è collocata una pregevole EPIGRAFE, collocata a
sinistra della sacrestia in cui si può leggere in lingua
latina, la consegna delle reliquie , del capo di S. Orsola
v.m., il capo di S. Sofia vm., il braccio di S. Mauro, S.
Callisto, e alcune ossa di S. Anastasio.
A sinistra della Chiesa troviamo un pregevole organo del
1700, e in fine la Chiesa conserva un tesoro di un
estimabile valore, in cui possiamo trovare: Teche,
Reliquiari, Calici, Incensiere ed Ostensori, una Croce a
Stile in argento del ‘700, e una Croce di Limoges in smalto
del VI sec., di grande valore.
La Chiesa è stata istituita a parrocchia a partire nel 1593.
Il primo parroco fu Don Francesco Di Martino. Questa Chiesa
oltre ad essere importante da sé, è anche importante per le
celebrazioni del Natale ma soprattutto per le feste
Pasquali.
Prosegue
Fonte della notizia
www.buteraweb.it
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