PER SEMPRE

 

 

 

Un altro Angelo

Ho pregato
perché arrivasse un Angelo
e l’Angelo è arrivato:
ha due braccia per stringerti,
due mani per accarezzarti,
labbra per sorriderti e per baciarti;
gli occhi per riempire i tuoi
al posto del pianto,
capelli per ricoprire il tuo cuscino,
gambe per restarti accanto
nel tuo impervio cammino;
la pelle chiara per riflettere la luce sul tuo viso,
l’anima che sa donare e riaccendere il sorriso.

Ho pregato
perché arrivasse un Angelo
e un Angelo è arrivato
ad addolcire il tuo amaro bolo col nettare del suo seno,
a soffiare via le nuvole per donarti ancora il sereno.
Ho pregato
perché arrivasse un Angelo
e un Angelo da te è stato accompagnato…
sto pagando ogni attimo di felicità
che con te alla vita ho rubato

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 Treni
Va a fuoco l’orizzonte
in questa strana sera
in cui ritorno là
dove una volta andavo
poi ripartivo con rimpianto
Mi chiedo il senso
di questi interminabili viaggi
viaggi nel viaggio
pellegrinaggio
a ricercarsi senza trovarsi mai
frugando gli occhi di altri viaggiatori
diversi i corpi
stessi gli sguardi
Fuori il rosso scompare
cedendo spazio al blu
ma non ancora al nero della notte
mentre scorrono scure
sagome nere di alberi
come ombre ritagliate in un cartone
Nessuna stella ancora
solo luci puntiformi
a rivelare luoghi popolati
anche se il mondo
sembra tutto qui
dentro a un vagone
Ed eccoci
di nuovo fermi
nella prossima stazione


* *

 
Per sempre
Ci sarò
quando andrai via
a sussurrare quelle parole
che non hai mai udito
a carezzarti il viso
a far scorrere le dita fra i capelli
Ti sorriderò
baciandoti piano
respirando ancora
l’odore della tua pelle
gli occhi negli occhi
rivedendoti bambino
Rivivrai
per sempre
dentro di me


* *

 
Auguri amore
La città si sveglia
come altre mattine più felici
umide di brina
gli occhi pieni di luce
oggi di pianto
Annusando l’aria
odorano i ricordi
sfogliando immagini
impresse nell’anima
Il librare si fa leggero
un altro spazio
un altro tempo
Gli occhi chiusi
le braccia strette
intorno all’abbraccio indimenticato
La città si sveglia
come altre mattine più felici
umide di brina
gli occhi feriti da spilli di luce
ascoltando del cembalo il pianto

 

 

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