Vittorio Frau e Maria Letizia
Musu
alla libreria Dettori di
Cagliari

La
libreria “Dettori” è una delle più prestigiose di Cagliari,
a due passi dal Palazzo di Giustizia, in uno dei quartieri
più belli della città: Monte Urpinu. È il quartiere in cui
sono nato, dove ho vissuto fino all’età di 32 anni. Da
piccolo i miei genitori mi portavano da “Dettori” per
acquistare i libri e mi è sempre apparsa come un luogo
magico in cui aleggiava quello strano odore che mi ricordava
l’imminente inizio dell’anno scolastico. Certo non avrei mai
immaginato di tornare là dentro dopo tanti anni, addirittura
come protagonista (o meglio: co-protagonista) di una bella
serata.
L’idea è venuta a Franco, dipendente da decenni della
libreria, quasi diventandone parte integrante, mio amico di
vecchia data nonché appassionato lettore delle mie
“fatiche”. Ed è stata un’idea alquanto originale, una
“presentazione incrociata” tra me e Maria Letizia Musu, una
brava scrittrice, sarda come me, autrice di un bellissimo
libro intitolato “Appuntamento
al buio”.
Il
programma della serata prevedeva che io presentassi il suo
libro e lei uno dei miei, “Cell generation”. Nonostante il
periodo, dai più dedicato alle vacanze, e all’afa che
opprimeva la città, tante persone non sono volute mancare
all’appuntamento. Ben presto si è creato un clima
amichevole, io e Maria Letizia abbiamo preso posto di fronte
ai convenuti e siamo stati brevemente presentati da Franco
che, poco dopo, mi ha “consegnato” il microfono. Ho esordito
per primo, parlando di “Appuntamento al buio”, il
divertente libro che avevo già letto prima che mi fosse
proposta la presentazione, un libro incentrato sul difficile
rapporto mamma – figlio e che mi sono divertito un mondo a
leggere, poi è stato il turno di Maria Letizia. Lei è
un’insegnante di materie letterarie, quindi una persona
molto colta e competente, ha scelto “Cell generation”
in quanto, oltre a essere una scrittrice umoristica, ha con
questo stile un approccio professionale, essendo stata, anni
fa, autrice di un saggio proprio sull’umorismo ed essersi
perfino laureata con una tesi sugli aspetti sociali
dell’umorismo stesso.
È
stato davvero interessante sentirla parlare del mio libro,
ricevere complimenti per il modo con il quale riuscivo a
cogliere il particolare divertente di qualunque accadimento
e renderlo parte centrale della storia. La gente in sala
pendeva dalle sue labbra quando spiegava i meccanismi messi
in atto in “Cell generation” per rendere divertente la
lettura, meccanismi che a me riescono spontanei ma che ho
piacevolmente scoperto sotto un aspetto più “professionale”.
Una
volta terminata la reciproca “recensione”, abbiamo risposto
alle domande di diverse persone che avevano letto i nostri
lavori, notando un piacevole coinvolgimento di chi ci aveva
ascoltato.
Dopo le domande ho ripreso la parola per parlare degli altri
miei tre libri, e ho iniziato descrivendo “La
rimpatriata”, il romanzo che ho pubblicato per primo
nel 2007. Tutti erano curiosi di sapere come si arriva a una
prima pubblicazione e ho soddisfatto la loro curiosità
parlando di Akkuaria e di come la mia casa editrice (anche
se in realtà è molto più di una semplice casa editrice),
abbia avuto fiducia in quello che scrivevo, proponendomi un
contratto editoriale senza chiedermi nulla in cambio, visti
gli onerosi “contributi di pubblicazione” che di tanto in
tanto mi proponevano via mail i più svariati personaggi.
Ha
suscitato molta curiosità il mio ultimo e più apprezzato
libro, “Gabriel e il mostro”, tutti erano
ansiosi di sapere come avessi fatto a scrivere un libro che
tratta un argomento serio come la depressione, che di
umoristico non ha nulla, completamente diverso da tutti gli
altri e che soprattutto è piaciuto così tanto. Anche Maria
letizia è intervenuta con parole molto lusinghiere nei miei
confronti e sul mio modo di scrivere e la cosa mi ha fatto
un immenso piacere vista l’autorevolezza della mia “collega”
scrittrice.
La serata si è conclusa con una piccola processione di
persone che ci stringeva la mano e chiedeva una dedica sui
libri appena acquistati, cosa che abbiamo fatto con immenso
piacere.
Vittorio Frau
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