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 SULLA SCENA PARLA IL CORPO
di Carla Russello

 

L'assenza di scenografia fa da scenografia stessa al corpo della bravissima Veruska Proshina che in un assolo di 45 minuti tiene sempre accesa la fiamma dell'attenzione e con essa illumina il percorso di un amore passionale.
Con 'In Apnea', la pie'ce scritta, interpretata e diretta dalla stessa Veruska Proshina, giochi di luci e abiti di scena accompagnano lo spettatore in un viaggio dove la parola e la danza si amalgamano in una perfetta sintesi emotiva in cui la passione, la tenerezza e la seduzione danno vita al linguaggio di un corpo che con prepotenza manifesta gli istinti vitali e primari del forte sentimento e incontestato d'amore.
In amore si "ama" o "non si ama" ma, in tutti e due i casi, gli effetti devastanti dell'amore colgono e colpiscono senza pietà.
Le poesie di Anna Achmatova fanno da cornice all'incontro fatale avvenuto tra la protagonista straniera e un uomo italiano ed è qui che l'esperienza magnifica e dolorosa dell'amore finisce per essere sovrastata da culture e abitudini diverse che alla fine separeranno i due amanti. Dunque una storia d'amore che Veruska Proshina, o meglio ancora, che il corpo di Veruska Proshina racconta attraverso il suo modo di muovere le braccia e le mani, il suo modo di chiudersi e schiudersi tra i tentacoli accattivanti di un uomo il cui abbandono fa cessare l'incubo dell'attesa e la fa piombare sull'agonia.
  
 


 

TEATRO IL POLITECNICO
12 – 17 febbraio 2008

IN APNEA
di Veruska Proshina
con le poesie di Anna Achmatova

con
Veruska Proshina
 



Dopo i vasti consensi di pubblico e di critica riscossi nelle precedenti stagioni, torna al Teatro Il Politecnico In Apnea la pièce scritta, interpretata e diretta da Veruska Proshina, con le poesie di Anna Achmatova, per rievocare i variegati sentimenti che percorrono la storia di un incontro fatale con un uomo italiano. Dall’entusiasmo dell’innamoramento al vuoto della perdita, la potenza della passione si viene a porre in contrasto con la logica delle convenienze sociali. Le culture e le abitudini diverse separano gli amanti. Danza e parole si fondono in un assolo di intensa passione e fragile tenerezza.
Dotata di una femminilità non comune, la Proshina gioca a fare la donna seducendo il pubblico, facendo parlare sinuosamente il corpo quasi a voler manifestare tutti i suoi istinti passionali e carnali. L’attrice impresta se stessa all’io della protagonista e le si sovrappone in una interpretazione “senza rete”, arricchendo il suo testo con le poesie di Anna Achmatova, per raccontare l’esperienza magnifica e dolorosa dell’amore.
Un assolo di 45 minuti, su di un palco privo di scenografia, che esalta la figura di questa donna e attrice che conduce il pubblico ad un imprevedibile finale.



PROFILO DI VERUSKA PROSHINA
Nata a Mosca, ha lavorato per oltre dieci anni nella Compagnia di Danza Russa di Stato. Trasferitasi a Roma agli inizi degli anni ’90 ha studiato recitazione presso la scuola di G. Donaiuti, per due anni e, presso il Laboratorio “Duse” di Francesca Sapio per cinque anni. In teatro ha proposto (nel 1997 al Teatro Colosseo, nel ‘98 e ‘99 al Teatro Agorà) il recital Le russe, collage di testi tratti da opere di Dostoevskij, Cechov, Achmatova, Bulgàkov. Nel 2000 per la Rassegna teatrale padovana “Teatroforum” è stata protagonista nel ruolo della contessa nello spettacolo L’amico ritrovato di Fred Uhlman per la regia di Roberto Zorzut, ripresentato poi l’anno successivo anche a Roma e a Napoli. E’ stata poi Titania, la regina delle fate, nello spettacolo Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, allestito da Francesca Tarsi nell’Anfiteatro Romano di Rosselle (Grosseto) per l’Estate Rosellana. Nel 2001 al Teatro degli Archi di Roma, ha presentato lo spettacolo – recital OSSEGN (Autunno) – Nudo di donna con brani tratti da opere di Anais Nin, Achmatova, Bulgàkov, riproposto all’inizio del 2002 al Teatro XX secolo. Nel 2002 ha ripresentato al teatro Agorà lo spettacolo – recital OSSEGN (Autunno) – Nudo di donna. Nel 2003, nell’ambito della 1° rassegna del teatro erotico d’Autore – Ob…scena, ha presentato al Teatro Politecnico il suo nuovo spettacolo In Apnea, poi ripreso al teatro Agora’. Nel 2006 torna al Teatro Il Politecnico con lo spettacolo Villa Follia di C. Mascitelli per la regia di A. T. Eugeni e nel ruolo di Damian nello spettacolo di Rossella Or, Andy Warhol. Lungo addio. Per la tv ha interpretato il ruolo di Atonia in un episodio della fiction di E. Oldolini, Capri. E nel 2007 ha girato la sit-com Phone center Brambilla con la regia di M. Monti, produzione Carter per Sky-Tv. Per il cinema e’ stata protagonista del film Il piacere di piacere per la regia di Luca Verdone, produzione Cinemart.


DI LEI HANNO DETTO:
“...un ‘attrice russa che, adeguandosi al credo dei suoi ispiratori, si muove col corpo per far risuonare gli istinti carnali di chi ha parlato il linguaggio o fisico donandolo ai posteri. …movimenti e dialoghi sussurrati sono accompagnati da un’unica verità, quella di raccontare la finzione e la vita che sul palcoscenico diventano una sola, cosa ed anima ed un’anima con chi si fa prendere dall’ebbrezza di possederla. Da vedere.”
(Paola Aspri, Il Giornale d’Italia, 30.03.2001)

“...La Proshina è come se si insinuasse con la sua voce e le sue azioni fisiche nelle pieghe profonde dell’animo del personaggio interpretato, facendo emergere l’angoscia di un sentimento da vivere e persino da affermare... in questi momenti l’attrice è capace di condurre lo spettatore nel cuore dell’universo femminile slavo”
(Letizia Bernazza, Prima Fila, aprile 2002)

“…Lo stesso languore che emana dalla musica e dai movimenti dell’attrice:L naturali ma estremamente espressivi, discreti ma plastici. Non diventano coreografia e non si raggelano nella sua pura forma… IO pochi segmanti in cui recita in russo sono, tuttavia, sufficienti a far assaporare la profondità e le sfumature emotive di cui la sua voce è capace. In questi brevi lampi, il monologo è come se trovasse l’accordo ideale, l’armonia giusta. Quella felice “zona x” della finzione teatrale in cui corpo e parola sembrano un tutt’uno”.
(Laura novelli, Il Giornale, 7.4.2001)

“… La Proshina scivola in queste materie in modo plastico, movendo il corpo come fosse la voce e viceversa. Recitando in italiano, conserva un forte accento russo che arricchisce la messa in scena invece di limitarla… La Proshina è come richiamata in vita da una canzone”.
(Luca Archibugi, Corriere della sera, 31.1.2002)


“IN APNEA”
12 – 17 FEBBRAIO 2008
TEATRO IL POLITECNICO
Via Tiepolo, 13/A - Tel. 06 3219891 - 06 3611501 politecnico.teatro@libero.it

Ingresso € 15,00 – ridotto € 10,00
Orario spettacoli ore 21.00

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