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Uno sguardo alla donna del terzo millennio con Vera Ambra

di

Maria Luisa Vanacore

 

Un giorno, mentre realizzavo una delle mie consuete interviste, che hanno lo scopo di ricercare e portare alla ribalta per meriti quelle donne che fanno della propria vita un esempio di esistenza al servizio della comunità o che sono capaci di arricchire una vita normale con le bellezze del proprio estro, d’un tratto il pensiero è corso a Vera Ambra, comprendendo che rappresenta l’essenza di tale figura femminile “in-tutto-capace”.

Non ci vogliono anni di lunga frequentazione per conoscere a fondo la “persona Vera”, che trasuda la potenza di una preparazione forte e decisa dietro un fare affabile e suadente, con cui conquista le platee d’Italia nel suo eterno girovagare alla ricerca di un’affermazione della cultura in senso lato, in cui crede ciecamente e che anima il suo agire senza sosta sino allo stremo delle forze.

Lei incarna una tipologia di donna che vive soprattutto per la donna, con una vita dedita alla verità, come il suo nome che appieno la rappresenta, sognante, ma, al contempo, realista, Vera è vera, autentica, ama stupire e stupirsi, mai realizzerebbe qualcosa se non vi riscontrasse un utile emotivo, di cui è assetata e di cui si nutre come linfa vitale.

Vera è prima di tutto un poeta delicato e tenace, una poesia esile ed essenziale la sua, ma, efficace ed incisiva. È anche uno scrittore capace, originale ed innovativo con un tono stilistico aggressivo e moderno, mai banale o scontato. È una talent-scout impareggiabile, ha scoperto e promosso molti tra gli autori più affermati del panorama letterario odierno. È un valido pittore, personale il suo stile, che in nuvole di sogno tenta di reinventare la realtà celata dietro una fitta nebulosa. Si occupa anche con competenza di fotografia. È donna capace e volitiva, è madre come poche.

Nel 2001 ha un’intuizione notevole, che la porterà molto in alto nella ribalta del mondo culturale, facendo sì che l’Associazione da lei fondata, Akkuaria, divenisse un volano di iniziative tra le più svariate, che la proietteranno nel mondo di internet come una folgore, lasciandovi un segno indelebile.

Per questa iniziativa ha ottenuto la nomination del Premio WWW SOLE 24 ORE per la sezione cultura. Nel 2004 presenta Al Salone Internazionale del Libro di Torino Akkuaria Libri, collane di narrativa, poesia e saggistica di Autori esordienti e non. Sono sue produzioni le Rassegna d'Arte: "Viaggio tra le vie dell'Arte", che dal 2008 è stata inserita nel Festival internazionale di Musica che si tiene tutti gli anni a Settembre a Cavtat (Dubrovnik), il Premio Letterario "Fortunato Pasqualino" e tantissime altre iniziative a carattere culturale.

Il suo impegno nel sociale è a tutto campo da anni, è una scrittrice operosa, ha al suo attivo svariate pubblicazioni di poesia, prosa e narrativa. Cerchiamo di comprendere più da vicino “l’universo veriano”, ponendo qualche domanda a questo personaggio tutto al femminile, che segna positivamente la conoscenza d’ognuno per doti qualitative al limite del comune, di cui si ritiene di averne nozione da sempre perché lei è veramente come la immaginavi prima di conoscerla, senza trucchi e senza inganni, complice sarà, per caso, il suo nome? Hai visto mai?

 

- Quale domanda ti aspetteresti da un’altra donna?

Mi metti in imbarazzo perché non mi sono mai chiesta cos'è che una donna si aspetta da me! Per quanto mi sia impegnata non ho esplorato mai a fondo l'aspetto della donna in quanto “Elemento femminile della natura”. Sono convinta che “l'universo donna” sia uno spazio inesplorato anche per noi donne. Ci sono molte domande a cui mi sono data una risposta, molte altre devo ancora trovarle.

Credo che la domanda che mi aspetterei da un'altra è: “Quanto è difficile “essere donna?”.


-Le donne tra loro sono sincere, altruiste o concorrenziali?

I meccanismi che concertano i rapporti tra donne sono infinitesimali e le modalità con cui si sviluppano non sono mai gli stessi e non sono neppure applicabili.

Una mia personale opinione è che le “donne” crescono in orizzontale e gli “uomini” in verticale.

Tra donne possono nascere profonde amicizie, ma anche profonde inimicizie.

Ti racconto una cosa che sicuramente ti farà ridere: io stessa ho iniziato a “comprendere” il mondo delle donne convivendo gomito a gomito con una gatta in casa.

Le donne sono creature meravigliose, ma bisogna stare attente, sanno graffiare!


 

-Mi sai dire chi sei realmente, Vera?

Bella domanda! E' tutta una vita che me lo chiedo perché quando credo di “conoscermi”, ecco che mi ritrovo punto e a capo! Posso soltanto dirti che sono figlia dell'inquietudine. Figlia della curiosità. Sono figlia di un fiume che scorre in discesa per congiungersi al mare. Sono Acqua che raccoglie memoria e la trasformo in pelle dentro cui mi nascondo. In fondo sono appena due occhi attenti che cercano la verità.


 

Cosa ti ha spinto a fare del mondo della cultura il tuo mondo?

Per prima cosa credo di essere figlia del mondo ed ho cercato di cogliere gli aspetti migliori di qualsiasi cosa mi sia occupata.

Prima di occuparmi di cultura, alle mie spalle ho raccolto oltre vent'anni di onorata carriera di dirigente sportivo. Mi sono occupata di sport quando quest'ultimo era una creatura sconosciuta ai più e quando la realtà che governa oggi le leggi dello sport erano abbastanza lontane e lo sport era una disciplina pulita. Quando mi sono accorta che tutto era cambiato davanti ai miei occhi impotenti, mi sono occupata d'altro, o meglio sono tornata ai vecchi amori di una volta. Mi padre mi ha cresciuta a suon di Maria Callas e Mario Del Monaco. Mi portava a teatro Angelo Musco e al teatro Massimo e quando capitava si parlava di barocco, gotico, pittura.

E' stata la fame di conoscenza che mi ha spinto ad esplorare le vie segrete dell'arte e fino a quando non mi sarò sfamata del tutto... difficilmente me ne stancherò...


Da dove nasce l’impulso a scrivere?

Sono sempre stata litigata con la “scrittura” specie quando sono obbligata a farlo: altro che crisi del foglio bianco! Eppure sono convinta che certe cose sono già dentro di me e ad un certo punto esplodono, vogliono uscire.

Ecco che, a seconda di quello che viene fuori, mi dedico alla scrittura oppure alla pittura, o alla foto. In vita mia mi sono occupata di tutto, anche di ricamo e cucito. La scrittura è qualcosa che quando bussa la tiro fuori.


A chi o a cosa t’ispiri quando scrivi?

Non mi riesce di scrivere “a comando”, c'è sempre una ragione per “scrivere”, rispondere ad una lettera, scrivere un articolo. Prima che arrivi l'ispirazione – quella giusta – è necessario che mi compenetri nell'argomento da affrontare.

 

Cosa pensi di questo proliferare di scrittori più o meno validi?

Innanzitutto sono contenta che la gente scrive: questa è una sana occupazione. La scrittura più di ogni altra attività è la “soluzione” ideale per sfogare tutto ciò che si annida dentro il cervello e una volta messo su carta lo libera.

La scrittura in sé è una disciplina e come tutte le arti che si rispettano occorre coltivarla con uno studio costante e profondo. In tutti i casi un buon scrittore si fiuta a naso.


L’uso di un pennello quale modo di espressione e l’uso di una penna hanno la stessa motivazione?

Sì, ne sono pienamente convinta.

Ognuno di noi possiede un proprio mezzo espressivo per comunicare. Sia esso la musica, il canto, la danza, la scrittura, la pittura, la fotografia e quant'altro. Il filo conduttore che unisce tutte queste varie forme d'arte è sempre lo stesso. Ogni artista cavalca il proprio mezzo.


Cosa pensi del bisogno attuale di associazionismo?

L'associazionismo credo sia il bisogno primario per condividere scopi e passioni, altrimenti non si spiegherebbe il prolificare di tantissime associazioni che tutto sommato rappresentano il tessuto pulito di una Nazione il cui interesse politico mira a ben altro.

Prova ad immaginare che un’altissima percentuale delle attività sociali è sostenuta dal volontariato. Meno male che ci sono altrimenti la vita sarebbe veramente squallida!

Il mio unico rammarico invece è che le istituzioni non sostengono le Associazioni e spesso le ostacolano. A tal proposito occorrerebbe più consapevolezza.


La costante ricerca dell’uomo di ricevere affermazioni continue è sintomo di un disagio o desiderio di affermazione?

Nessuna delle due cose e tutte due le cose.

Sono convinta che l'uomo nella sua essenza, così impegnato nella ricerca delle affermazioni perde di vista il proprio bisogno di dare che è molto più forte di quello del riceve. Forse è un paradosso ma non riusciamo a “dare” per paura di essere rifiutati... e non riusciamo a “ricevere” per paura di dover ricambiare o di non essere all'altezza di ricambiare. Io sono una che dà senza aspettarsi nulla in cambio e questo mi ha reso spesso la vita facile.


Perché gli uomini tendono a seguire le maggioranze? È una vocazione al qualunquismo o un’assenza dell’orgoglio personalistico?

Io direi che più che altro è un bisogno di “gregge” e il gruppo che tutto sommato uniforma e appiattisce.

Una volta contava molto l'opinione della “gente comune” era un termometro importante oggi, invece, visto che siamo tutti uniformati o a destra o a sinistra oppure in alto o in basso dimentichiamo che ci sono mille direzioni da prendere e ognuna diversa: la vera ricchezza è nella diversità e non nella uniformità.


Dove sta andando Vera Ambra?

Adesso fisicamente sto andando in un posto che - ti confesso – mi fa paura: in ospedale. Devo affrontare per la seconda volta un intervento agli occhi e la cosa mi preoccupa parecchio.

Se la tua domanda invece si riferisce al mio “cammino” personale non saprei dirti, non amo fare progetti che superano i dieci minuti. “Qui ed ora” è la mia regola principale.


Cosa chiedi a te stessa, poco, tanto, abbastanza o troppo?

A me stessa ho sempre chiesto molto più di ciò che sono stata in grado di dare e questo mi ha “addestrato” e da sola mi sono data una rigida educazione. Per me non esistono giorni festivi, vacanze e quant'altro: gli impegni prima di tutto!

 

Vuoi rivelare ai tuoi lettori qual è il segreto che custodisci nel tuo cuore se c’è?

Non ho nessuna intenzione di farlo, altrimenti che segreto è? Scherzi a parte non ho nessun segreto, la mia vita è talmente pubblica che per sapere quello che ho fatto lo devo chiedere agli altri. E poi i miei segreti migliori sono nascosti nelle parole che scrivo. Quale miglior scrigno se no una poesia?


Qual è il percorso che non faresti mai?

Ero adolescente quando mi capitò una di quelle occasioni che ti cambiano la vita... e proprio per questo non l'ho accettata! E da quel giorno ho sempre prestato fede alle mie gambe: mai imboccare una strada che so che potrebbe portarmi dove non voglio. E poi non sono in vendita perché costo “gratis”.


Dimmi qual è, per te, il senso vero della vita?

Io ho capito qual è il senso della mia vita e ne sono pienamente felice. La cosa che mi rammarica invece è che gli altri non lo vedono, eppure è sotto i nostri occhi... e non lo vediamo!

Sono troppe le cose che danno senso e valore alla mia vita, per prima cosa i miei figli. Ogni giorno di più mi rendo conto che sono rami del mio albero. Mi somigliano molto ed io – attraverso loro – mi sono riconosciuta e li ho riconosciuti come miei medesimi e sono come voglio che siano. Un altro elemento fondamentale che dà pienezza e valenza alla mia esistenza sono i miei amici. L'amicizia per me è il valore più alto in assoluto... tutto il resto è altro!


Cosa non approvi di te stessa e volentieri modificheresti?

Moralmente e mentalmente non ho nulla da cambiare, mi piaccio come sono anche se spesso mi rimprovero di essere troppo permissiva e disponibile, ma è un difetto con cui convivo da sempre.

Cosa vorrei modificare volentieri? Se ne avessi la capacità vorrei riavere i miei vent'anni e 30 cm in più!


Vera ed il suo rapporto con la fede.

Qui tocchi un tasto dolente: la mia anima è pagana, il mio cuore invece è affidato a Gesù.

Sono una cattolica-cristiana non praticante. Non ho mai avuto un buon rapporto con la Chiesa, di cui apprezzo molte cose, ma ne detesto molte altre.

Anch'io ho percorso un “cammino” che mi ha imposto diverse tappe. Un cammino mirato alla ricerca di una verità. Ne ho trovate tante e mai nessuna in assoluto. Ho un profondo rispetto per tutte le forme di religione e ne ho frequentate molte più che altro per curiosità. Alla fine – cambiando i nomi – la sostanza rimane.

La ricerca di Dio è un bisogno umano, ma Dio è dentro di noi e noi lo cerchiamo da tutt'altra parte e mai dentro noi stessi.

Quand'ero bambina ho avuto fede nei 10 comandamenti e nelle parole di Gesù. Ho rispettato queste regole e le ho fatte mie.

A volte sento il bisogno di pregare e vado in chiesa, ma solo se ne sento la necessità.


È soddisfatta di se stessa Vera?

Un giorno una nutrizionista mi disse: “Noi siamo ciò che mangiamo”. E qualche tempo dopo qualcuno aggiunge: “Noi siamo ciò che pensiamo”. Ebbene per quanto riguarda il cibo sono un disastro, tant'è che mi è venuta una “sindrome metabolica”. Invece per quanto riguarda il pensiero ti rispondo con un'aria della Tosca:

Vissi d'arte, vissi d'amore,

Non feci mai male ad anima viva!

Con man furtiva

Quante miserie conobbi, aiutai.

Sempre con fe' sincera

La mia preghiera

Ai santi Tabernacoli salì.


Cosa pensi dell’universo maschile?

Le varie attività di cui mi sono occupata fin da giovanissima mi hanno principalmente portata a frequentare l'universo maschile. Qui è un campo in cui mi muovo con maggior facilità.

Ci sono molti aspetti del “maschile” che apprezzo, soprattutto perché l’universo maschile è meno complicato di quello femminile. Tuttavia quello degli uomini e delle donne sono universi che si possono incrociare, ma incontrare mai. Ed il motivo è semplice: “Conosci te stesso”. Finché – uomini e donne – non riusciremo a conoscerci per ciò che veramente siamo non andremo da nessuna parte!

Per ben due volte ho esplorato – sotto alcuni punti di vista e soltanto letterariamente parlando – ho esplorato sia il mondo delle donne che quello degli uomini. Sono venute fuori due opere interessanti: In punta di piedi e Insabel. A giudicare dai commenti di chi le ha lette mi posso ritenere soddisfatta. Mi auguro magari che qualcuno si incuriosisca e li legga.

 

 

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