Padova, 15
febbraio 2008
Specchi di Carta, Riflessi di Seta al Cafè au Livre di Padova
Cafè au Livre, un
posto magico dove letteratura, musica, cinema e ristorazione si
articolano senza soluzione di continuità; dove, avvolti tra i libri,
come in una Biblioteca di Babele, si può bere un caffè, consumare una
cena, o più semplicemente collegarsi con il mondo esterno attraverso
internet.
Tutto questo, e
ancor di più è Cafè au Livre, dove il 15 febbraio si è sviluppato il
“Primo appuntamento con gli Scrittori e i Poeti di Akkuaria” ed è stato
presentato il libro di racconti di Franco Zarpellon, ‘Specchi di Carta,
Riflessi di Seta’.
L’incontro è stato guidato da Stefano Valentini, direttore responsabile
de ‘La Nuova Tribuna Letteraria’ di Padova e critico letterario, ed è
stato arricchito dalle letture di Elena Griggio, interprete del ‘Teatro
in folle’ di Venezia.
“La cosa che mi
ha colpito di questo libro sono le caratteristiche compositive,
strutturali e ideative che non ritrovo in altri autori d’oggi” ha
esordito Stefano Valentini “mi sembra un’opera significativa nel
quadro della narrativa italiana di oggi. Ci sono sufficienti ragioni per
dire che Franco Zarpellon ha scritto un libro che si distingue, rispetto
la media dei libri in circolazione.”
Ha poi continuato “È
un bel libro, ma non è un libro facile; anzi sotto molti profili è
inquietante, per la struttura, che spiazza il lettore, e per i temi che
contiene, che solleva, che sviluppa e che in qualche modo sono riassunti
nel titolo, Specchi di Carta, Riflessi di Seta, titolo molto adeguato
alle due parti di cui si compone il libro. Specchi di Carta, che
richiama il tema dello specchiamento prodotto dalla carta della
scrittura, Riflessi di Seta come altra faccia della medaglia, ma sempre
con la capacità riflettente che ha la seta, non dei dettagli, ma della
luce, con un riflettersi che è distorto, come in un gioco di luci.”
Nella prima metà
troviamo quattro racconti intersecati fra di loro; molto legati al tema
della scrittura, della parola scritta, della narrazione, con giochi di
ombre, di rimandi, di assenza e di presenza, di ribaltamenti di
prospettiva, di racconti all’interno di racconti. Un gioco che lascia un
dubbio su chi sia effettivamente l’autore e chi sia il lettore, “mi
viene da dire se viene prima la vita o la scrittura” afferma
Valentini.
Nella seconda parte i racconti sono meno intrecciati, hanno maggiori
possibilità di essere letti in maniera estrapolata uno dall’altro, in
modo più disteso; portatori di molteplici temi, dal sogno alla
matematica, dalla metafora al personale, anche se in realtà solo nel
racconto finale l’autore inserisce fortemente sé stesso, si mette dentro
con il proprio animo e i propri sentimenti.
“E’ infatti un libro estremamente oggettivo, staccato dalle
sensazioni dell’autore. Ha una oggettività di sguardo, ha lo sguardo di
un osservatore, di un regista, che coglie questi frammenti, questi
elementi di realtà, e li narra nella maniera migliore, ma senza
tuffarcisi dentro” prosegue Valentini.
Se dovessimo trovare all’interno dei racconti qualche Borges, Calvino, o
anche un po’ di Buzzati, Kafka, è semplicemente per volerlo inserire in
un filone, anche se diverso dal semplice realismo, ma con una differenza
fondamentale; sono tutti autori che hanno inserito e usato nella loro
opera come fondamento anche l’elemento magico, l’elemento fantastico o
soprannaturale. “Non c’è nulla di questo in Franco Zarpellon, ed è
questo che spiazza ulteriormente il lettore. La possibile vicinanza con
autori che hanno lasciato il loro segno nella storia della letteratura,
ma poi subisce una divaricazione, una divergenza constatando che questi
racconti vanno ad indagare la realtà senza però alludere ad una altra
realtà, ad una realtà soprannaturale. Il protagonista lo dice anche in
un inizio di racconto: ‘Non ho mai prestato attenzione alle coincidenze
della vita, né ho mai creduto ad alcunché di magico o peggio di
ultraterreno’”.
Magiche sono state invece le letture di Elena, che ha reinterpretato tre
dei racconti della seconda parte, suscitando applausi e complimenti.
Particolarmente riuscita la lettura di Artisti di Strada, racconto che
Elena ha dichiarato di sentire particolarmente vicino “perché sembra
accompagnare la figura mia e delle mie amiche e compagne di viaggio
nell’avventura del nostro teatro di strada.”
Una serata, la prima serata di Akkuaria al Cafè au Livre di Padova, dove
la magia del locale ha accompagnato l’interpretazione di Franco
Zarpellon della realtà, come giochi, ombre e intrecci della scrittura.
Arrivederci al prossimo appuntamento di Akkuaria a Padova. |