Vera
Ambra
e la narrativa poetica
Nettuno:
la cultura al Forte Sangallo
di Aldo Volpini
Qualche tempo fa, in occasione della presentazione del nuovo libro di
Roberto Sannino (in arte Iago), all’interno della serie di manifestazioni
culturali denominate “Un tè al Forte”, abbiamo conosciuta e presentata
una signora molto particolare: Vera Ambra, Presidente della AKKUARIA di
Catania, casa editrice del libro appunto, di Iago.
Descrivendola, si era sottolineato che la patron della Organizzazione si
occupa, tramite quest’ultima, della pubblicazione delle opere letterarie
dei “figli di nessuno”, ossia di coloro che non sono
affiliati-asserviti-nipoti-parenti-amici-figli di, alle Case Editrici di
alto lignaggio. Questo fa onore a chi vuole difendere la Cultura, che
ormai, grazie a trasmissioni di alto livello appunto, culturale, come il
grande fratello ecc., ecc., è diventata null’altro che un passatempo
episodico di individui pseudo-intellettuali di matrice post sessantottiniana.
Ci dispiace comunque, che il numero
di queste persone non sia così basso, come oggi la guida della Società
mistificatrice vuole; ritornando alla nostra eroina, il 26 di maggio è
stata ospite del Forte tridentino, in una manifestazione coordinata
(come al solito) in maniera perfetta, dal poeta/prof/filosofo… Ugo Magnanti, presentata da
Serena Camillucci e da Fiore Leveque con i compiti di recensori e critici; e
Vera, indossando i panni dell’autrice, ha presentato la sua prima opera
letteraria narrativa: INSABEL.
Scorrendo le pagine del non-romanzo, anche l’interpretazione del lettore
meno “smaliziato”, verterà sull’opinione insindacabile che chi scrive,
nella sua vita ha versato fiumi di inchiostro per la Poesia; le righe
dell’opera, scorrono dolcemente, quasi rimate, dando appunto la
sensazione di leggere una costruzione poetica di largo respiro.
Chi è INSABEL? Questo nome dà adito all’interpretazione significativa,
per la comprensione del romanzo, del “sapere (conoscere) delle cose
belle”; Insabel tratta di amore, necessità dell’esistenza dell’altro,
contrapposizione ed eros puro tra due dei co-protagonisti (a mio avviso
nel racconto non c’è una figura preminente), e per ambedue il sesso
iniziatico, avulso da ogni contraffazione materialistica che, tra i due
innamorati, termina quando appunto si uniscono, fondendosi nell’atto
sessuale.
L’autrice entra nei meandri psicologici femminili e maschili della vita
di tutti i giorni, facendo sì che i lettori, ritrovino tra le righe,
momenti di vita vissuta o comunque a loro appartenenti; infatti i
co-protagonisti non sono super eroi o, comunque persone dotate di
particolari attitudini, tali che le possano portare a compiere quali
grandi imprese od a svelare chissà quali intrighi; sono persone
normalissime, che vivono, in apparenza (ognuno di noi reputa insulsa la
sua esistenza se non è costellata di successi eclatanti – tv docet -,
senza riuscire a capire, che vivere nel decoro della
normalità-semplicità, è un atto eroico), una vita normale, con tutti i
dubbi e le incertezze che essa contiene e con le sue innumerevoli
domande, che rimangono quasi tutte senza risposta. È da sottolineare il
coraggio di Vera per l’impostazione letteraria, che colloca l’opera
fuori da ogni strutturazione classica, che comunque (ripeto), nonostante
che l’argomento trattato tenda a far “pensare”, scorre veloce come un
fiume in piena.
La scrittrice ci confessa che la gestazione del libro è iniziata nel
1995, con una voluta analisi dell’universo maschile fatta dall’interno,
con gli occhi ed il cuore di un uomo.
Il viaggio di Insabel continuerà il 18 Giugno a Mestre (VE), presso la
Fondazione Villa Settembrini e nel mese di Settembre, sarà ospite di una
manifestazione musicale a Dubrovnik.
Durante la presentazione a Forte Sangallo, gli attori Elisabetta Bruni e
Fabrizio Gori, hanno interpretato alcuni brani dell’opera, mentre i
poeti Ornella Ferrari Pavesi e Tito Cauchi hanno fatto da cornice
all’evento con la lettura di alcuni loro scritti.
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