Akkuaria
presente alla 56 Fiera Internazionale del Libro di Belgrado
Si è conclusa la 56 Fiera Internazionale del libro di Belgrado
svoltasi dal 23 al 30 ottobre. Erano presenti più di 800
espositori, tra i quali 29 dall’estero. Per i Belgradesi la
Fiera del Libro è uno dei più grandi avvenimenti dell’anno, gli
organizzatori ogni volta tendono a migliorarla e a perfezionarla
al massimo.
Quest’anno la durata della Fiera è stata prolungata di un
giorno, l’orario della chiusura di un’ora (dalle 10 h alle 21
h). Ogni singolo stand, soprattutto quelli delle principali case
editrici serbe o del paese ospite, sono stati allestiti da
designer pieni di talento, raggiungendo esteticamente e
professionalmente un effetto straordinario, quasi come si
trattasse di una mostra sull’architettura di interni. Gli
espositori e i visitatori hanno avuto 30.000 m² a loro
disposizione.
Il paese ospite è stato il Portogallo, e sotto il motto “Una
lingua, molte culture”, insieme al Portogallo, si sono
presentati l’Angola, il Brasile, la Guinea, le Isole di Capo
Verde, Timor dell’Est, il Mozambico, São Tomé e Principe.
Inoltre presenti, come ogni anno, editori dall’Austria,Germania,
Francia, Olanda, Spagna, Repubblica Ceca, Romania, Croazia,
Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Israele, Iran, Giappone, Cina,
Russia, Bielorussia, tutti tranne l’Italia, il paese amico, la
meta sognata dai giovani Serbi, la cui lingua è una delle più
scelte dagli studenti belgradesi!
Nell’ambito della Fiera sono state allestite diverse mostre su:
“Ivo Andrić, scrittore e diplomatico” (premio Nobel per la
letteratura); “Branko Miljković” (uno dei migliori poeti serbi,
morto suicida); “Czceslaw Milosz” (poeta ceco, esule in
America); “Le fotografie delle prime edizioni dei libri di
Dositej Obradović” (grande illminista, riformatore culturale
dell’Ottocento); “Slobodan Selenić” (scrittore teatrale,
critico, romanziere); “Borislav Pekić” (romanziere, scrittore
teatrale, sceneggiatore cinematografico, vent’anni di vita in
esilio volontario a Londra, dove muore); “Le illustrazioni e i
fumetti” - Belgrado è uno dei quattro centri europei del fumetto
dove, quest’anno, è stato pubblicato, e premiato, il primo
lessico dei fumetti nell’Est europeo, (I fumetti che abbiamo
amato, ed. Omnibus, Beograd 2011, giudicato a Londra, e nelle
altre città europee, un’opera capitale).
Il primo premio per l’editoria è stato aggiudicato alla casa
editrice di Belgrado, La Fabbrica del Libro, condotta da Dejan
Ilić, che già da anni non cede al richiamo del mercato e segue
la sua politica editoriale pensando innanzitutto alla qualità
più che alla quantità. Come miglior libro è stato scelto I
fumetti che abbiamo amato , (ed. Omnibus, Beograd), curato da
Živojin Tambović, Zdravko Zupan e Zoran Stefanović, per aver
sistemato i fumetti del 20. secolo del tutto il territorio della
ex Jugoslavia, con il testo critico curato dagli esperti di alta
qualità che hanno dato a questo libro un valore internazionale
ed artistico. Per la letteratura per l’infanzia ha vinto Igor
Kolarov con la sua raccolta di racconti, Rusvaj (“Gran
confusione”), (ed. Bookland, Beograd).
Speciale premio è stato consegnato al libro La storia della vita
e della cultura gay e lesbiche, (ed. Red Box di Belgrado e
Sandorg di Zagabria), a cura di Robert Oldrić dove si espone e
analizza la storia dei comportamenti verso gli omosessuali dai
tempi antichi, attraverso il Medio Evo fino ai giorni nostri,
dall’Oriente vicino, dall’Africa del Nord e dall’Asia fino
all’Europa. I testi sono scritti dai professionisti del settore.
Nella penultima giornata della Fiera, sabato 29 ottobre, nella
sala “Borislav Pekić” - molto simile alla “Sala Blu” di Pisa
Book Festival, solo due volte più grande – in occasione del
ciclo dedicato alla Poesia e d’intorni, dalle 15 fino alle 18,
si sono svolte le presentazioni di due libri italiani, quello
della casa editrice Akkuaria di Catania, fondata da Vera
Ambra (con Le voci di donne della ex Jugoslavia, a cura di
Bojana Bratić) e dell’Annuario Mondiale della Poesia
(supplemento della rivista Soglie di Pisa, a cura di Fausto
Ciampi).
La rivista Soglie, dedicata alla poesia, è fondata da un gruppo
degli universitari, tra i quali la poetessa siciliana Elena
Salibra, che vive e insegna la letteratura italiana
all’università di Pisa. Mentre la casa editrice Akkuaria, che
ha cominciato la sua vita su internet, ideata da Vera Ambra,
oggi si è diramata in molte attività artistiche. Stimolando la
creatività, senza alcun fine di lucro, include scambi
inerculturali, mostre, concorsi letterari, viaggi turistici,
editoria, promozioni dei propri libri, contatti personali dei
membri e soprattutto funge da ponte tra le culture di vari paesi
(Australia, Brasile, Canada, Croazia, Serbia, Galles, Indonesia,
Romania, Perù, Russia).
Il ciclo sulla Poesia e d’intorni, che comprendeva più
interventi (dalla pagina stampata fino al performance, video,
realtà virtuale), è stato ideato e condotto dalla moderatrice,
teorica e poetessa, Dubravka Đurić, davanti ad un pubblico
foltissimo di giovani e meno giovani, amanti della poesia, con
la presenza delle poetesse e dei poeti, non solo di Belgrado ma
da tutta la regione, soprattutto dalla Croazia. Il primo
intervento è stato fatto dal dr Janez Strehovec di Ljubljana,
col tema attuale: New Media Poetry, E-literature , seguito con
molta attenzione. Dopo di lui si è svolta la presentazione
dei libri italiani, fatta dalla moderatrice Dubravka Đurić, con
le parole di ringraziamento per l’interscambio culturale,
chiamando metaforicamente la casa editrice dell’Akkuaria, il
curatore dell’Annuario e la traduttrice, gli ambasciatori della
cultura italiana.Tutte le poetesse erano presenti - Radmila
Lazić, Dubravka Đurić di Belgrado, Darija Žilić, Dorta Jagić di
Zagabria, insieme con la traduttrice Bojana Bratić, l’unico
assente involontario era Dejan Ilić di Belgrado che si è perso
nella labirintica Fiera. In seguito, con le parole molto
lusinghiere e calorose, le poetesse di Zagabria e di Belgrado
hanno esposto il loro parere e le proprie valutazioni sulla
traduzione delle poesie scelte, hanno parlato del loro
entusiasmo di essere state pubblicate dalla casa editrice
Akkuaria e inserite nell’Annuario di Pisa.
Dopo questi interventi la traduttrice ha preso la parola
spiegando le ragioni per le quali si è dedicata alla traduzione
delle poetesse del proprio paese, in ricerca della propria
identità perduta, con la Jugoslavia frantumata dalla guerra.
Ha sottolineato l’importanza di aver incontrato delle persone
che l'hanno aiutato, direttamente o indirettamente, sulla scia
del femminismo e della rete delle donne (Belgrado, Zagabria, ma
anche Trieste, Milano, Catania). Senza l’aiuto e l’affetto di
Luciana Perkovich non avrebbe mai mosso un passo per uscire “dal
buio” esistenziale, soprattutto non sarebbe mai giunta a Catania
per legarsi all’associazione culturale Akkuaria condotta da Vera
Ambra.
Vedendo tanto interesse fra i giovani, ha affermato di credere
fermamente nella poesia, nella cultura e nelle arti, oggi le
armi più convincenti per liberarsi dal buio generale, dove né la
politica né l’economia né la sociologia, tanto meno la
religione, sono riuscite a trovare una sensata via d’uscita.
Tramite la cultura alta e la libertà del pensiero si realizzano
i cambiamenti politici globali della società, perciò l’editoria
libera e i ponti tra le diverse culture rimangono di grandissima
importanza. Parafrasando alla fine Tommaso Campanella: Solo i
sognatori fanno cose concrete.
È seguito il programma video, scelto dalla produzione regionale
e internazionale, sulla poesia dell’ultima generazione. Il
pomeriggio si è concluso con la discussione sulla poesia moderna
contemporanea e con la lettura dal vivo di una decina di poeti
presenti.
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