Angelo D’Arrigo… Ad Ali
Spiegate
Con
toni sommessi in ordine di atmosfera e luci, ma con un infinita stima e
ammirazione per un uomo che ha cercato sempre di superare i propri
limiti, è andato in scena, sabato 28 Aprile al Teatro Metropolitan di
Catania, il Tributo ad Angelo D’Arrigo, storico deltaplanista catanese
dal Titolo “Ad ali spiegate”.
Lo spettacolo, per la regia di Manolo Luppichini, è stato coordinato da
Angelo Scandurra, direttore di Etnafest e organizzato da Nuccio La
Ferlita dell’agenzia Musica e Suoni.
Ritmati dalla conduzione del giornalista Luca Pagliari, ad alternarsi
sul prestigioso palcoscenico sono stati big della canzone e numerosi
personaggi della cultura, sport, spettacolo, che hanno voluto rendere
memoria all’amico Angelo con suoni e visioni, scanditi dall’ Orchestra
del teatro Massimo Bellini, diretta dal Maestro Giuseppe Romeo.
Grandi applausi per Franco Battiato che ha aperto la serata cantando “Un
oceano di silenzi” e per Carmen Consoli, accompagnata nella sua
performance dai Laudari.
Apprezzati, pure, Vincenzo Spampinato, Luca Madonia e Patrizio La Bella,
giovane cantautore che ha scritto una canzone sul deltaplanista
scomparso.
Ovazione per la Premiata Forneria Marconi che ha voluto rendere omaggio
ad Angelo D’Arrigo, con un nuovo video musicale appositamente realizzato
per la serata “Ad ali spiegate”e che racconta il recordman mentre fa
volare la Piuma di Leonardo.
Luca Madonia e Patrizio La Bella.
Inoltre, sul palco si sono avvicendati Donatella Bianchi, Puccio Corona,
il Generale Vincenzo Parma, Candido Cannavò, Fiorenzo Galli, Barbara
Brighetti e Alberto Tomba, impegnati nella lettura di testi tratti dal
libro “In volo sopra il mondo”, del quale è autore lo stesso D’Arrigo.
Emozione
per la consegna del primo premio “Angelo D’Arrigo” – alla ballerina
Simona Atzori – nata senza braccia – che si è esibita in una performance
insieme a Martina Scuderi per le coreografie di Paolo Londi. A
consegnarglielo, alla fine della serata, Laura Mancuso, presidente della
Fondazione Angelo D’Arrigo, costituita un anno fa. Il premio, che
consiste in una scultura in bronzo di Dino Cunsolo, intitolato “Sogno e
realtà”, ritrae lo stesso D’Arrigo mentre spicca il volo con un’aquila,
con alle spalle una vetta montuosa.
Tra i momenti più significativi e dirompenti va sottolineato
l’intervento del giornalista Candido Cannavò, che ha ribadito con un
velo di polemica il dissenso per la mancata intitolazione ad Angelo
D’Arrigo della nuova aerostazione catanese nel segno della modernità.
All’appello di Cannavò, che dovrebbe far riflettere le istituzioni per
quella che probabilmente resterà una mancanza di forte rilievo, s’è
anche unico l’eco ed il grido forse ben giustificato proveniente dal
pubblico in platea: Vergogna!
L’unica nota stonata questa di una bella serata in cui il suono di pause
e silenzi ha riempito momenti di riflessione di indubbio valore
catartico.
Carmelo Aurite
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