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FRANCESCO CARBONE
A cura di Adriano Peritore e
Vera Ambra
Avete
mai conosciuto un uomo qui tamen ubique et in omnibus locis reperiri potest; che sappia,
cioè, contemporaneamente essere studioso destetica, scrittore di racconti, di
teatro, di sociologia ed economia rurale, oltreche, come gli eroi delle antiche stirpi,
inventore e costruttore di musei?
Francesco Carbone: Posso solo dirne
di Giusi
Bertini
Raramente si deborda dagli argini del
linguaggio, i flussi semantici del senso sono ineffabili, talvolta, inadeguati alla
profondità del segno. Così mi trovo colta in flagrante nellobbiettivo di
sconfinare i limiti dello strumento stesso, la parola, con i suoi requisiti di opacità
rispetto alle ridondanze del mio referente. (vai alla pagina)
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Ritratto
al carbone di Francesco
di Aurelio Pes
Avete mai conosciuto un uomo qui tamen ubique et in omnibus locis
reperiri potest; che sappia, cioè, contemporaneamente essere studioso destetica,
scrittore di racconti, di teatro, di sociologia ed economia rurale, oltreché, come gli
eroi delle antiche stirpi, inventore e costruttore di musei? (vai
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Francesco Carbone La modernità
dellArte nelle più significative strategie teorico-operative
di Maria Cristiana Fioretti
Larte è, fra tutte le forme di espressione della creatività
umana, quella che meglio incarna la possibilità di evadere dai ritmi e dagli impacci
della quotidianità e di attingere elementi di arricchimento della personalità
direttamente alla sorgente dellimmaginario collettivo. (vai
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Luomo,
lartista, il critico, lantropologo
di Gianfranco Lambrosciano
Il senso del comportamento culturale di Francesco Carbone ed il suo
valore di prospettiva intellettuale, non possono essere colti se non a partire dal termine
di attività intesa come una serie successiva di operazioni della mente atte ad un
continuo spostamento semantico della realtà... (vai
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Francesco
Carbone
di Leo Strozzieri
Pressato ormai da un secolo, il perimetro dellarte ha ceduto
definitivamente il tattile, parallelo e interattivo (i dadaisti, i popartisti, i
celantiani insegnano) al visivo. Connubio del resto che già Oldenburg (tattile) e
Lichtenstein (visivo) avevano storicizzato. Francesco Carbone, artista e critico di
raffinate personalità concettuali, ha costituito negli anni una immanenza/imminenza
fisica, restituendo poi ad essa quel lirismo divenuto criptico soprattutto nel dopoguerra.
(vai alla pagina)
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Intorno
alle pratiche sparse di Francesco Carbone
di Nicolò DAlessandro
Mi si chiede una testimonianza per un amico e
intellettuale anomalo, con il quale ho percorso gran parte della mia vicenda artistica.
Per lattenzione che mi ha dedicato come uomo e come artista gli
devo grande riconoscenza.
Voglio, in questa sede, riferire di un episodio personale, insignificante
allapparenza ma dal quale scaturisce il senso profondo di un sodalizio che dura da
sempre: una traccia utile alla comprensione del mio scritto su un operatore siciliano al
quale tanti devono molto. (vai alla pagina)
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Francesco Carbone è nato a
Cirene (Libia) nel 1923.
Come
giornalista si è occupato dell'emigrazione italiana nel sudamericana con articoli ed
inchieste inviati dall'Argentina al giornale "L'Ora di Palermo" ed altre testate
siciliane.
A
Buenos Aires è stato redattore del "Correo de Los Italianos".
In
questo periodo ha anche pubblicato molti racconti.
Al ritorno dell'Argentina ha iniziato ad occuparsi su "La Fiera letteraria" di
arte e letteratura.
Ha
fondato a Palermo. con Filippo Panseca, il Gruppo Tempo Sud e poi con Berto Ponzo il
Centro di Ricerche Estetiche "Nuova Presenza" e la Rivista
"Presenzasud" che hanno dato un fondamentale impulso alla conoscenza e al
dibattito in Sicilia delle più aggiornate avanguardie artistiche degli anni 60 e 70.
Ha
fondato la Biblioteca comunale internazionale di Godranopoli nel 1977 e successivamente ha
ideato il Centro di Ricerca internazionale di Busambra sempre a Godrano. Ha fondato e
diretto il centro studi ricerche e documentazione Godranopoli che comprende: un museo
etno-antrologico una pinacoteca d'arte moderna e contemporanea una biblioteca di storia e
cultura siciliana, anche una vasta pubblicistica a carattere interdisciplinare. Con le
Sezioni sperimentali movimento comunità di base besambra e la redazione del periodico
omonimo "Busandra" ha svolto una intensa attivazione socioculturale e politica
nel territorio.
Oltre Godranopoli ha ordinato altri musei: Museo Etno-antropologico di Alia, il Museo di
Vini Corvo a Casteldacia e il museo comunale di San Giuseppe Jato (PA). Ha insegnato
all'Accademia BB.AA. di Palermo dal 1985 al 1990 in qualità di docente di corrente
artistiche contemporanee. Ha diretto l'Accademia di Belle Arti Picasso di Palermo nel
biennio 1995-96.
Nella sua intensa attività studioso ed operatore estetico ha partecipato a convegni,
svolto animazione teatrale ed attivazione socioculturale nel territorio di Godrano, già a
livello critico che operativo.
Ha fatto parte di giurie come critico d'arte, ha partecipato su invito a tutti i convegni
internazionali degli artisti, critici e studiosi d'arte di Verrucchio.
Ha contribuito con scritti, con seminari, dibattiti ed organizzazione di mostre alla
divulgazione delle più avanzate forme delle arti figurative in Sicilia.
Per il teatro ha collaborato come teorico del teatro e critico teatrale alla produzioni
del Teatro libero dal 1970 agli incontri organizzati, seminari e convegni di studio sul
teatro ed altre discipline artistiche dal Teatro Libero di Palermo (1974) al incentrazioni
Teatro/Festival agli incontri internazionali dei gruppi sperimentali sin dal 1970 nonchè
alle attività dfi amministrazione socioculturale a Godrano (1977).
Francesco Carbone è deceduto a Palermo il 23 dicembre 1999.
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