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Arte contemporanea - sezione diretta da Giorgio Russello

 

 

 

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FRANCESCO CARBONE

A cura di Adriano Peritore e Vera Ambra

 

Avete mai conosciuto un uomo qui tamen ubique et in omnibus locis reperiri potest; che sappia, cioè, contemporaneamente essere studioso d’estetica, scrittore di racconti, di teatro, di sociologia ed economia rurale, oltreche, come gli eroi delle antiche stirpi, inventore e costruttore di musei?

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Francesco Carbone: “Posso solo dirne”

di Giusi Bertini

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Raramente si deborda dagli argini del linguaggio, i flussi semantici del senso sono ineffabili, talvolta, inadeguati alla profondità del segno. Così mi trovo colta in flagrante nell’obbiettivo di sconfinare i limiti dello strumento stesso, la parola, con i suoi requisiti di opacità rispetto alle ridondanze del mio referente. (vai alla pagina)

Ritratto al carbone di Francesco

 

di Aurelio Pes

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Avete mai conosciuto un uomo qui tamen ubique et in omnibus locis reperiri potest; che sappia, cioè, contemporaneamente essere studioso d’estetica, scrittore di racconti, di teatro, di sociologia ed economia rurale, oltreché, come gli eroi delle antiche stirpi, inventore e costruttore di musei? (vai alla pagina)

Francesco Carbone La modernità dell’Arte nelle più significative strategie teorico-operative

di Maria Cristiana Fioretti

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L’arte è, fra tutte le forme di espressione della creatività umana, quella che meglio incarna la possibilità di evadere dai ritmi e dagli impacci della quotidianità e di attingere elementi di arricchimento della personalità direttamente alla sorgente dell’immaginario collettivo. (vai alla pagina)

L’uomo, l’artista, il critico, l’antropologo

 

di Gianfranco Lambrosciano

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Il senso del comportamento culturale di Francesco Carbone ed il suo valore di prospettiva intellettuale, non possono essere colti se non a partire dal termine di attività intesa come una serie successiva di operazioni della mente atte ad un continuo spostamento semantico della realtà... (vai alla pagina)

Francesco Carbone

 

di Leo Strozzieri

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Pressato ormai da un secolo, il perimetro dell’arte ha ceduto definitivamente il tattile, parallelo e interattivo (i dadaisti, i popartisti, i celantiani insegnano) al visivo. Connubio del resto che già Oldenburg (tattile) e Lichtenstein (visivo) avevano storicizzato. Francesco Carbone, artista e critico di raffinate personalità concettuali, ha costituito negli anni una immanenza/imminenza fisica, restituendo poi ad essa quel lirismo divenuto criptico soprattutto nel dopoguerra. (vai alla pagina)

Intorno alle pratiche sparse di Francesco Carbone

di Nicolò D’Alessandro

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Mi si chiede una testimonianza per un amico e intellettuale anomalo, con il quale ho percorso gran parte della mia vicenda artistica.

Per l’attenzione che mi ha dedicato come uomo e come artista gli devo grande riconoscenza.

Voglio, in questa sede, riferire di un episodio personale, insignificante all’apparenza ma dal quale scaturisce il senso profondo di un sodalizio che dura da sempre: una traccia utile alla comprensione del mio scritto su un operatore siciliano al quale tanti devono molto. (vai alla pagina)

Francesco Carbone è nato a Cirene (Libia) nel 1923.

Come giornalista si è occupato dell'emigrazione italiana nel sudamericana con articoli ed inchieste inviati dall'Argentina al giornale "L'Ora di Palermo" ed altre testate siciliane.

A Buenos Aires è stato redattore del "Correo de Los Italianos".

In questo periodo ha anche pubblicato molti racconti.
Al ritorno dell'Argentina ha iniziato ad occuparsi su "La Fiera letteraria" di arte e letteratura.

Ha fondato a Palermo. con Filippo Panseca, il Gruppo Tempo Sud e poi con Berto Ponzo il Centro di Ricerche Estetiche "Nuova Presenza" e la Rivista "Presenzasud" che hanno dato un fondamentale impulso alla conoscenza e al dibattito in Sicilia delle più aggiornate avanguardie artistiche degli anni 60 e 70.

Ha fondato la Biblioteca comunale internazionale di Godranopoli nel 1977 e successivamente ha ideato il Centro di Ricerca internazionale di Busambra sempre a Godrano. Ha fondato e diretto il centro studi ricerche e documentazione Godranopoli che comprende: un museo etno-antrologico una pinacoteca d'arte moderna e contemporanea una biblioteca di storia e cultura siciliana, anche una vasta pubblicistica a carattere interdisciplinare. Con le Sezioni sperimentali movimento comunità di base besambra e la redazione del periodico omonimo "Busandra" ha svolto una intensa attivazione socioculturale e politica nel territorio.
Oltre Godranopoli ha ordinato altri musei: Museo Etno-antropologico di Alia, il Museo di Vini Corvo a Casteldacia e il museo comunale di San Giuseppe Jato (PA). Ha insegnato all'Accademia BB.AA. di Palermo dal 1985 al 1990 in qualità di docente di corrente artistiche contemporanee. Ha diretto l'Accademia di Belle Arti Picasso di Palermo nel biennio 1995-96.
Nella sua intensa attività studioso ed operatore estetico ha partecipato a convegni, svolto animazione teatrale ed attivazione socioculturale nel territorio di Godrano, già a livello critico che operativo.
Ha fatto parte di giurie come critico d'arte, ha partecipato su invito a tutti i convegni internazionali degli artisti, critici e studiosi d'arte di Verrucchio.
Ha contribuito con scritti, con seminari, dibattiti ed organizzazione di mostre alla divulgazione delle più avanzate forme delle arti figurative in Sicilia.
Per il teatro ha collaborato come teorico del teatro e critico teatrale alla produzioni del Teatro libero dal 1970 agli incontri organizzati, seminari e convegni di studio sul teatro ed altre discipline artistiche dal Teatro Libero di Palermo (1974) al incentrazioni Teatro/Festival agli incontri internazionali dei gruppi sperimentali sin dal 1970 nonchè alle attività dfi amministrazione socioculturale a Godrano (1977).
Francesco Carbone è deceduto a Palermo il 23 dicembre 1999. 

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